Bollettino 108


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Greta Garbo,
nel film del 1933,
" La regina Cristina "
diretto da Rouben Mamoulian personificò Cristina di Svezia
che visse a Roma gli ultimi trent'anni della sua vita.




Maggio 2004 - N° 108




CRISTINA DI SVEZIA, LA REGINA CHE AMAVA LA LIBERTÀ

Chissà che cosa pensava René Descartes, il filosofo francese noto in Italia come Cartesio, in quell'anno 1650 quando si recava alle sei del mattino al palazzo Reale di Stoccolma per ragionare di filosofia con Cristina, regina di Svezia. Lui era un eminente studioso, filosofo, matematico, fisico, aveva scoperto cose nuove ed importanti e soprattutto, tredici anni prima, aveva scritto il saggio " Discorso sul metodo " in cui ' il rifiuto dell'autorità e del dogmatismo diventava il presupposto di ogni attività di pensiero ' (Rosario Villari). Lei era la giovane regina, amante del sapere, dei libri, della pittura, protettrice e mecenate di artisti e scienziati e giustamente considerata una delle donne più colte del suo tempo. E' vero che Cristina, per ragioni familiari, aveva molte più possibilità della maggior parte delle donne sue contemporanee ma è altrettanto vero che prima e dopo di lei vi erano state e vi furono regine del tutto indifferenti alla cultura e al destino degli artisti. Cristina desiderava - chissà perché - prendere lezioni di filosofia alle sei del mattino e quanti ragionamenti avvincenti ci saranno stati tra il filosofo più che cinquantenne e vicino alla morte e la ragazza ventiquattrenne che solo pochi anni dopo avrebbe sconvolto la Svezia e l'Europa luterana con una scelta imprevedibile !

Ma nonostante fosse regina e godesse di molti privilegi Cristina non aveva avuto un'infanzia felice. Suo padre, il re Gustav Adolf II era morto quando Cristina aveva sei anni, nel 1632, nel corso della guerra dei Trenta Anni, sua madre, una nobildonna di cui non so il nome soffriva di ' melanconia ', quell'indecifrabile male oscuro che già ottocento anni prima il grande medico Galeno aveva studiato consigliando piacevoli svaghi, passeggiate nel verde ed amabili conversazioni a chi ne era affetto. La madre non poté occuparsi di Cristina e l'affidò al cancelliere di corte, il fedele Axel Oxerstierna, di cui ancora oggi molti lodano l'operato e che ebbe vari dissidi in seguito con Cristina. A 18 anni Cristina venne incoronata regina. Ben presto divenne famosa: gli spiriti più illuminati d'Europa apprezzarono le sue idee ribelli e progressiste, la sua sete di conoscenza e nel lontano Messico la grandissima poetessa Juana Inés de la Cruz ebbe parole di ammirazione per la sovrana svedese. Chi la conosceva scriveva cose ' singolari ' su di lei: si diceva che amasse la vita errabonda nella splendida natura del suo regno, che avesse imparato ad andare a cavallo, che andasse a caccia, che dormisse e mangiasse pochissimo e dedicasse gran parte del suo tempo allo studio, che conoscesse varie lingue, che possedesse migliaia di libri, che acquistasse opere pittoriche.

Cristina di Svezia

Cristina condivideva le idee più aperte del suo tempo e odiava la guerra dei Trenta Anni che insanguinava l'Europa dal 1620. Suo padre era stato un eroe di quella guerra fatta più di saccheggi e distruzioni che di battaglie, una guerra in cui si fronteggiavano i re luterani del nord Europa e gli Asburgo austriaci cattolici e che si svolgeva soprattutto in Germania. Cristina firmò tre trattati di pace e nel 1648 la guerra finì con la pace di Westfalia. La Germania ne uscì distrutta: otto milioni dei suoi sedici milioni di abitanti erano morti a causa della guerra e delle sue conseguenze.

Era anche noto che Cristina avesse una storia d'amore con Ebba Sparre, una dama di corte, di cui tutti i contemporanei elogiarono la stupefacente bellezza. Si racconta che un giorno Cristina presentò Ebba Sparre ad un ambasciatore inglese chiamandola ' la mia amata ' e lodandone la bellezza. L'ambasciatore restò perplesso. Cristina aggiunse che Ebba Sparre era bellissima non solo di aspetto ma anche nell'anima e l'inglese si inchinò con reverenza alla dama di corte. Vero o falso che sia questo episodio (gli aneddoti sui regnanti vanno sempre presi con le pinze) è senz'altro vero che vari regnanti d'Europa spettegolavano nelle loro lettere sugli amori di Cristina e sulla sua presunta spregiudicatezza - i regnanti erano tutti parenti tra di loro per ragioni di potere. Gli storici attribuiscono a Cristina un amore per un gentiluomo che sarebbe morto in guerra. Al di là di pettegolezzi ed ipotesi è molto bella una lettera che Cristina scrisse, molti anni dopo, da Roma a Ebba Sparre che era a Stoccolma. Lo stile è semplice, chiaro, il tono sincero ed affettuoso e vi è qualcosa che ispira simpatia verso la scrivente.

A Roma Cristina visse gli ultimi trent'anni della sua vita. Infatti a 28 anni, nel 1654, aveva deciso di abdicare e dopo aver vissuto in alcune città europee si era stabilita nella città eterna, era diventata cattolica e aveva lasciato per sempre la Svezia e (volontariamente ?) Ebba Sparre con cui intrattenne un lungo carteggio. Gli storici non sono ancora concordi sulle ragioni dell'abdicazione di Cristina. Alcuni ipotizzano che fu una scelta molto meditata, altri che era affascinata dal cattolicesimo, altri ancora che non volendosi sposare e avere figli avrebbe preferito lasciare il potere. I luterani inorridirono: l'unica figlia di Gustaf Adolf II, strenuo difensore della Riforma e nemico del papato non solo abdicava (cosa impensabile) ma a Roma si convertiva e si poneva sotto la protezione del Papa ! Re di Svezia divenne un cugino di Cristina. I dignitari votarono una legge per cui le donne non potevano più diventare regine. Tre secoli dopo, nel 1980, l'attuale re di Svezia, Carl Gustav XVI, ha mutato la legge affinché in futuro possa regnare Victoria, la figlia primogenita, nata nel 1977, e forse anche per pari opportunità più consone alla Svezia e all'Europa attuali.

Il Papa accolse entusiasta Cristina a Roma, tutta la nobiltà romana si recò, utilizzando duecento carrozze, per vedere di persona la discussa regina. La curiosità non muore mai ! Per la chiesa era una vittoria grandissima ottenuta senza sforzo e pacificamente sul luteranesimo. Come Cristina amante della libertà, del libero pensiero, del libero amore potesse conciliare ciò con il cattolicesimo della Controriforma è un quesito a cui solo lei potrebbe rispondere e che del resto riguarda solo lei. E' anche vero che il nord luterano era oppressivo, cupo e non tanto indulgente. Se Cristina aveva potuto vivere liberamente il suo orientamento sentimentale era dipeso dal suo temperamento ma anche dal fatto che era regina e che ciò la poneva in un limbo libero dai pregiudizi e dalle punizioni in cui sarebbero incorse popolane e borghesi. Il Papa le offrì uno splendido palazzo, vicino all'attuale Orto Botanico e lei stessa si occupò di botanica dando avvio ad uno splendido giardino. Un giorno tirò, pare dal Gianicolo, una cannonata contro una porta della vastissima tenuta dei principi Borghese e sulla porta vi è ancora il segno (a Piazzale Flaminio). Non so le ragioni di tanta ira, seppure innocua, verso i principi Borghese. A Roma Cristina continuò i suoi studi e morì a 63 anni nel 1689. Venne sepolta nella basilica di San Pietro. In quello stesso anno in Inghilterra John Locke pubblicava un saggio " Sul governo civile " contro l'assolutismo monarchico e fautore della ribellione ad esso. Probabilmente sarebbe piaciuto all'antica allieva di René Descartes.

Lavigna Capogna

Fonte : http://www.gayroma.it/z%2013%20giugno%202003%20c.htm





Cartesio alla corte di Cristina di Svezia

La vita di Cartesio (1596-1650) ha termine a Stoccolma, dove era stato invitato dalla regina per essere da lui istruita. A lungo incerto se accettare, alla fine si convince e parte per la Svezia. I suoi incontri con la regina sono pochissimi, il filosofo critica gli studi preferiti della regina, cioè lo studio delle lingue, non entra nelle sue simpatie e gli viene affidato il compito di allestire uno spettacolo teatrale, cosa che fa con successo. Incontra la regina poche volte, recandosi in carrozza alle cinque del mattino dell'inverno svedese nella biblioteca del castello dei Vasa, vasto, ma non ben riscaldato. Si ammala di polmonite e muore. Recentemente è stata ritrovata una lettera del medico di corte, inviato da Cristina per curarlo. La descrizione dei sintomi del filosofo, fatta in essa, ha indotto lo studioso tedesco Eike Pies a fare l'ipotesi di avvelenamento da arsenico. Non sono state fatte analisi sui resti del filosofo che attualmente sono a Parigi: i resti del corpo, privi della testa, sono sepolti nella chiesa di Saint-Germain-des-Prés, un teschio conservato al Musée de l'Homme gli è attribuito, corrisponde sia per l'età del soggetto (circa 50 anni) sia ai ritratti del filosofo fatti mentre era in vita. Esso porta le firme e le date di tutti i suoi proprietari dalla fine del 1600 in poi, infatti, in quei tempi, le persone colte usavano tenere un teschio sulla scrivania a ricordo della morte che ci attende, meglio se il teschio era appartenuto a un personaggio famoso; questo potrebbe spiegare la profanazione subita dal corpo del filosofo.

Fonte : http://www.itis-molinari.mi.it/documents/scienza/cartesio.htm





Cristina di Svezia a Roma

Protettrice di artisti e scienziati, fondò un'importante Accademia da cui nacque l'Arcadia. La sua dimora, fissata a palazzo Riario, diventò un raffinato cenacolo dove Pietro Bollori curò una pinacoteca che accoglie tra le altre opere di Raffaello, Tiziano e Rubens e dove Arcangelo Corelli fu maestro dei concerti. Cristina morì nell'aprile del 1689 ed è sepolta in San Pietro.

Cristina di Svezia fu insieme religiosa e libertina: attratta eroticamente da gentildonne e avventurieri, ebbe un solo grande amore, il cardinale Azzolino incontrato a Roma. Fu anche generosa e dissipatrice: visse piena di debiti, ma lasciò in eredità inestimabili collezioni d'arte.

Fonte : http://www.dols.net/dettaglio_news.asp?sessionid=&idnews=4179



Il diplomatico Patrick Nothomb, ex-ambasciatore belga in Italia, commissario generale di Europalia Italia 2003-2004 e padre della scrittrice Amélie Nothomb, interverrà sul tema " Europalia Italia : l'organizzazione di un festival di cultura italiana in Belgio " nel corso della riunione del 5 maggio 2004.


La volta scorsa

La serata è stata dedicata all'espressione artistica attraverso l'esperienza di Calogero Ferrante detto Etnarref, un artista italofrancese. Egli ha presentato, in particolare, il cammino che l'ha indotto ad approfondire il tema delle proprie radici. Questa rincorsa delle origini gli ha fatto percorrere territori estremi che egli ha voluto raffigurare nei propri dipinti e nella sua raccolta di riflessioni intitolata " Dalla follia alla demenza ". Etnarref ha esposto tre quadri a sostegno del suo intervento. Ha inoltre presentato un gioco di carte dal nome suggestivo "le jeu de la sagesse". Ha quindi invitato i membri del club a fare un salto fino a Saint-Amand-les-Eaux, presso la sua galleria d'arte.



Prossimi appuntamenti del Club

  • Sabato 8 maggio
    Visita della Cristalleria d'Arques organizzata da Bernard Loin
    In linea di massima il programma sarebbe il seguente:

    - ore 9 : partenza dal parcheggio della Casa della Cultura di Tournai. Il viaggio si fa in macchina. Distanza 90 km.
    - dalle 10 e 30 alle 12 : visita della cristalleria.
    - dalle 12 e 15 alle 13 : visita speciale al show room "B to B".
    - dalle 13 e 15 alle 14 e 15 : pranzo presso il ristorante Saint-Laurent.
    - dalle 14 e 30 alle 15 e 30 : negozio, acquisti eventuali.
    - al ritorno, si potrà passare dal Monte Cassel (bel tempo permettendo) e da Godewaersvelde presso il "Blauwershof", da Raoul. Un tipico locale di stampo fiammingo.

    Il prezzo della visita è di 4,70 €/persona. Per il pranzo, prevedere da 6,70 € a 7,50 € per piatto unico. Bevande non comprese.
    Cenno di adesione all'escursione durante la prossima riunione o telefonando ad Arcangelo o Dominique.


  • Omaggio a Dario Carlin (data e ora da fissare)
    Questo omaggio si farà appena Francesco Azzaretto ci avrà confermato il momento giusto. Obbiettivo : ritrovarci insieme di buon mattino nella panetteria di Dario (5, rue Chevet Saint Pierre a Tournai).