Bollettino 109


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





I pupi siciliani

" L'Opera dei pupi, sorta forse agli inizi dell'Ottocento, era destinata soprattutto ai ragazzi
e agli spiriti amanti dell'avventura: i " pupi ", sontuosamente agghindati e provvisti talora
di sussidi meccanici, tramandavano su piccoli palcoscenici le eroiche leggende ispirate al ciclo
carolingio, alle storie dei paladini di Francia, dei crociati e dopo il 1860, dei garibaldini.
Catania e Palermo furono i centri di maggior fioritura di quest'" opera " che oggi
va sempre più rarefacendosi.
" (" La Sicilia giardino d'Europa ")

Il Teatro dei Pupi Siciliani è stato dichiarato nel maggio 2001
Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità dall'Unesco,
insieme ad altre 18 espressioni culturali popolari di tutto il mondo.



Giugno 2004 - N° 109




IL CAVALIERE INESISTENTE

Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l'esercito di Francia, Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un po' coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento. Non è detto che qualcuno in quell'immobile fila di cavalieri già non avesse perso i sensi o non si fosse assopito, ma l'armatura li reggeva impettiti in sella tutti a un modo. D'un tratto, tre squilli di tromba: le piume dei cimieri sussultarono nell'aria ferma come a uno sbuffo di vento, e tacque subito quella specie di mugghio marino che s'era sentito fin qui, ed era, si vede, un russare di guerrieri incupito dalle gole metalliche degli elmi. Finalmente ecco, lo scorsero che avanzava laggiù in fondo, Carlomagno, su un cavallo che pareva più grande del naturale, con la barba sul petto, le mani sul pomo della sella. Regna e guerreggia, guerreggia e regna, dài e dài, pareva un po' invecchiato, dall'ultima volta che l'avevano visto quei guerrieri.
Fermava il cavallo a ogni ufficiale e si voltava a guardarlo dal su in giù. - E chi siete voi, paladino di Francia?
- Salomon di Bretagna, sire! - rispondeva quello a tutta voce, alzando la celata e scoprendo il viso accalorato; e aggiungeva qualche notizia pratica, come sarebbe: - Cinquemila cavalieri, tremilacinquecento fanti, milleottocento i servizi, cinque anni di campagna.
- Sotto coi brètoni, paladino! - diceva Carlo, e toc-toc, toc-toc, se ne arrivava a un altro capo di squadrone.
- Ecchisietevòi, paladino di Francia? - riattaccava.
- Ulivieri di Vienna, sire! - scandivano le labbra appena la griglia dell'elmo s'era sollevata. E lì: - Tremila cavalieri scelti, settemila la truppa, venti macchine da assedio. Vincitore del pagano Fierabraccia, per grazia di Dio e gloria di Carlo re dei Franchi!


- Ben fatto, bravo il viennese, - diceva Carlomagno, e agli ufficiali del seguito: - Magrolini quei cavalli, aumentategli la biada -. E andava avanti: - Ecchisietevòi, paladino di Francia? - ripeteva, sempre con la stessa cadenza: " Tàtta-tatatài tàta-tàta-tatàta... ".
- Bernardo di Mompolier, sire! Vincitore di Brunamonte e Galiferno.
- Bella città Mompolier! Città delle belle donne! - e al seguito: - Vedi se lo passiamo di grado -. Tutte cose che dette dal re fanno piacere, ma erano sempre le stesse battute, da tanti anni. (...)
- E voi? - Il re era giunto di fronte a un cavaliere dall'armatura tutta bianca; solo una righina nera correva torno torno ai bordi; per il resto era candida, ben tenuta, senza un graffio, ben rifinita in ogni giunto, sormontata sull'elmo da un pennacchio di chissà che razza orientale di gallo, cangiante d'ogni colore dell'iride. Sullo scudo c'era disegnato uno stemma tra due lembi d'un ampio manto drappeggiato, e dentro lo stemma s'aprivano altri due lembi di manto con in mezzo uno stemma più piccolo, che conteneva un altro stemma ammantato più piccolo ancora. Con disegno sempre più sottile era raffigurato un seguito di manti che si schiudevano uno dentro l'altro, e in mezzo ci doveva essere chissà che cosa, ma non si riusciva a scorgere, tanto il disegno diventata minuto. - E voi lì, messo su così in pulito... - disse Carlomagno che, più la guerra durava, meno rispetto della pulizia nei paladini gli capitava di vedere.
- Io sono, - la voce giungeva metallica da dentro l'elmo chiuso, come fosse non una gola ma la stessa lamiera dell'armatura a vibrare, e con un lieve rimbombo d'eco, - Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez!
- Aaah... - fece Carlomagno e dal labbro di sotto, sporto avanti, gli uscì anche un piccolo strombettio, come a dire: " Dovessi ricordarmi il nome di tutti, starei fresco! ". Ma subito aggrottò le ciglia. - E perché non alzate la celata e non mostrate il vostro viso ?
Il cavaliere non fece nessun gesto; la sua destra inguantata d'una ferrea e ben connessa manopola si serrò più forte all'arcione, mentre l'altro braccio, che reggeva lo scudo, parve scosso come da un brivido.
- Dico a voi, ehi, paladino! - insisté Carlomagno. - Com'è che non mostrate la faccia al vostro re?
La voce uscì netta dal barbazzale. - Perché io non esisto, sire.
- O questa poi! - esclamò l'imperatore. - Adesso ci abbiamo in forza anche un cavaliere che non esiste! Fate un po' vedere.
Agilulfo parve ancora esitare un momento, poi con mano ferma ma lenta sollevò la celata. L'elmo era vuoto. Nell'armatura bianca dall'iridescente cimiero non c'era dentro nessuno.

Italo Calvino
" Il cavaliere inesistente ", ed. Einaudi, Torino





Italo Calvino nasce, il 15 ottobre 1923, a Santiago de Las Vegas, un villaggio vicino all'Avana, (Cuba), dove il padre dirige una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola d'agraria. Dal padre agronomo e dalla madre botanica riceve un'educazione rigorosamente laica. Nel 1925 la famiglia Calvino ritorna in Italia, e si stabilisce a San Remo.

Negli anni Cinquanta e Sessanta svolge le funzioni di dirigente nella casa editrice Einaudi e intensifica sempre più la sua attività culturale e il suo impegno nel dibattito politico-intellettuale, collaborando a numerose riviste.


Inoltre si impone nel panorama letterario italiano, come il più originale tra i giovani scrittori, in seguito alla pubblicazione della raccolta dei Racconti (1958), e soprattutto del volume I nostri antenati (1960), che comprende la trilogia di romanzi fantastici e allegorici sull'uomo contemporaneo: Il visconte dimezzato (1952), Il barone rampante (1957), e Il cavaliere inesistente (1959).

In questi anni pubblica anche l'importante saggio Il midollo del leone (1955), e raccoglie e traduce Le fiabe Italiane che pubblica nel 1956, anno in cui i fatti di Ungheria provocano il suo distacco dal PCI e lo conducono progressivamente a rinunciare ad un diretto impegno politico.

Altra bibliografia essenziale: Il sentiero dei nidi di ragno (1947), Marcovaldo ovvero Le stagioni in città (1963), Le Cosmicomiche (1965), Ti con zero (1967), Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979), Palomar (1983) e i saggi Lezioni americane (1988) e Perché leggere i classici (1991).

Italo Calvino muore nel 1985 per una emorragia cerebrale.


Fonte : http://www.pinu.it/chisono.htm



Durante la riunione del 2 giugno 2004 si svolgerà l'annuale assemblea generale del nostro circolo. In quell'occasione verrà eletto il comitato direttivo per il ciclo 2004-2005. Chi desidera impegnarsi per il club potrà presentare la propria candidatura. Oltre, naturalmente, a fare il bilancio dell'anno che si conclude, potremo esprimere suggerimenti per il prossimo ciclo.


La volta scorsa

Nel corso di un incontro molto stimolante, il diplomatico Patrick Nothomb, ex ambasciatore belga in Italia e recente commissario generale di Europalia Italia 2003-2004, - accompagnato dalla consorte -, ci ha fatto condividere alcune sue esperienze vissute nel Congo, in Cina, in Giappone ed in altri paesi asiatici nonché naturalmente in Italia. Se inizialmente aveva considerato i paesi europei come una meta diplomatica meno attraente, la venuta in Italia, a conclusione della sua carriera, è stata come una "rivelazione". Si è quindi presentato come un convertito tardivo alla lingua e alla cultura italiana e proprio per questo ancor più risoluto. Ed è durante la sua permanenza a Roma che è venuta l'idea di riproporre l'Italia come paese-tema del festival Europalia (la prima edizione era stata dedicata proprio all'Italia, nel lontano 1969). Commissario generale di Europalia Italia 2003-2004, Patrick Nothomb si è impegnato in prima persona per l'organizzazione del festival. E lo sforzo è stato ripagato. Il festival ha avuto un grande successo di pubblico e di cassetta. Declinante questi ultimi anni, il festival è stato in qualche modo rilanciato.

Durante il suo intervento, in italiano fluente, Patrick Nothomb ha raccontato numerosi aneddoti e fornito informazioni varie. Così, per esempio, sappiamo adesso che la prossima volta che andremo a Roma dovremo visitare la rinomata terrazza dell'ambasciata del Belgio ; che a Tokyo ci sono 1600 ristoranti italiani ; che i giapponesi erano convinti che il "tiramisù" fosse un dolce nipponico, ecc.

Patrick Nothomb con semplicità, senso dell'umorismo e un discorso avvincente ha destato l'interesse generale. La serata, infine, si è conclusa al ristorante "Da Pietro", per una cena insieme ad alcuni membri del club.












Visita della Cristalleria d'Arques (Francia) dell'8 maggio

Che cosa dire se non 1) che l'organizzazione messa su dal nostro amico Bernard Loin era perfetta 2) che tutto si è svolto nel miglior modo 3) che abbiamo capito l'importanza della società "Arc international" 4) che abbiamo scoperto "de visu" come si fabbrica industrialmente il vetro (quanto fa caldo !) 5) che siamo stati coccolati con la visita speciale del show room "B to B", abitualmente riservata ai clienti eccellenti (quelli che, tanto per dire, comprano milioni di articoli alla ditta).







Dopo aver pranzato, dopo aver fatto qualche acquisto al negozio della ditta ed essere passati dal Mont Cassel, abbiamo finito la giornata non al "Blauwershof", a Godewaersvelde (dove siamo comunque andati) ma presso un locale in Belgio.
Grazie Bernard per il tuo impegno e per questa bella gita "industriale".



Prossimi appuntamenti del Club

Omaggio a Dario Carlin (data e ora da fissare)

Purtroppo questo evento è (ancora) stato rimandato in quanto Francesco Azzaretto ha dovuto affrontare qualche (imprevisto) problema di salute. Adesso tutto è tornato in ordine. Ovviamente, egli conserva l'incarico di organizzare questo incontro di buon mattino nella panetteria di Dario (5, rue Chevet Saint Pierre a Tournai). Ci avvertirà.