Bollettino 110


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Monumento a Vittorio Emanuele II,
primo re d'Italia (1861-1878).
Questa maestosa costruzione, detta anche Vittoriano
o Altare della Patria, fu progettata
da Giuseppe Sacconi e realizzata tra il 1885 e il 1911.
La "macchina da scrivere": così la chiamano familiarmente i romani.




Ottobre 2004 - N° 110




BENVENUTI / BENTORNATI PER IL NUOVO CICLO 2004-2005


FRATELLI D'ITALIA...

Inno scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato lo stesso anno da Michele Novaro. Divenne Inno d'Italia nel 1946 in sostituzione della Marcia Reale, inno d'Italia dal 1861 al 1946, scritto da Giuseppe Gobetti per Carlo Alberto.


Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio (1)
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma, (2)
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte (3)
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
(1) La cultura di Mameli è classica e forte è il richiamo alla romanità. L'Italia, oramai pronta a guerreggiare contro l'Austria, si cinge la testa, in senso figurato, con l'elmo dell'eroico generale romano Publio Cornelio Scipione, detto poi l'Africano, (Scipio) che nel 202 a.C. sconfisse il generale cartaginese Annibale nella famosa battaglia di Zama (nella attuale Algeria), riscattando così la precedente sconfitta di Canne e concludendo la seconda guerra punica.


(2) Qui il poeta si riferisce all'uso antico di tagliare le chiome alle schiave per distinguerle dalle donne libere che portavano invece i capelli lunghi. Dunque la Vittoria deve porgere la chiome perché le venga tagliata quale schiava di Roma sempre vittoriosa.


(3) La coorte, cohors, era un'unità da combattimento dell'esercito romano, decima parte di una legione; nulla a che vedere con la corte.
Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci (4)un'unica
Bandiera, una speme (5):
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
(4) Raccolgaci: la lingua di Mameli è la lingua poetica dell'Ottocento. Questo raccolgaci in italiano moderno sarebbe ci raccolga, un congiuntivo esortativo che assimila il pronome diretto. Il significato è: ci deve raccogliere, tenere insieme.


(5) Una bandiera e una speranza (speme) comuni per l'Italia. Mameli sottolinea il fatto che l'Italia non è unita. All'epoca infatti (1848) era ancora divisa in sette Stati.
Una speme: parola letteraria e arcaica. Significa speranza. Non c'è però da stupirsi troppo se Mameli usa questo tipo di parole. Nella lingua delle canzonette di musica leggera intorno al 1950, queste parole si trovano ancora.
Uniamoci, amiamoci,
l'Unione, e l'amore
Rivelano ai Popoli (6)
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
(6) Mazziniano e repubblicano, Mameli traduce qui il disegno politico del creatore della Giovine Italia e della Giovine Europa. "Per Dio" è un francesismo, che vale come "attraverso Dio", "da Dio".
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano (7),
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla (8),
Il suon d'ogni squilla
I Vespri (9) suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
(7) In questa strofa, Mameli ripercorre sette secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto, la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa. Poi, l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il capitano Francesco Ferrucci. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della città, egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana; ferito e catturato, viene finito da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu uccidi un uomo morto".


(8) Sebbene non accertata storicamente, la figura di Balilla rappresenta il simbolo della rivolta popolare di Genova contro la coalizione austro-piemontese. Dopo cinque giorni di lotta, il 10 dicembre 1746 la città è finalmente libera dalle truppe austriache che l'avevano occupata e vessata per diversi mesi.


(9) Ogni squilla significa "ogni campana". E la sera del 30 marzo 1282, tutte le campane chiamarono il popolo di Palermo all'insurrezione contro i Francesi di Carlo d'Angiò, i Vespri Siciliani.
Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria (10)
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò
(10) L'Austria era in declino (le spade vendute sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi) e Mameli lo sottolinea fortemente: questa strofa, infatti, fu in origine censurata dal governo piemontese. Insieme con la Russia (il cosacco), l'Austria aveva crudelmente smembrato la Polonia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno, che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo.


Fonti :

http://www.quirinale.it/simboli/inno/inno.htm
http://web.tiscali.it/scudit/mdmameliinno.htm
http://www.sitopreferito.it/html/inno_di_mameli.html


La riunione di rientro del 6 ottobre 2004 sarà dedicata alla ripresa di contatto. Si parlerà anche ovviamente dei progetti del nuovo ciclo. Ognuno è invitato a presentare suggerimenti.


La volta scorsa

Il ciclo 2003-2004 si è concluso con l'assemblea generale annuale. Nel corso dell'assemblea si è fatto il bilancio delle attività del club durante il ciclo appena concluso. Bilancio positivo per le attività svolte e l'andamento generale del circolo. E' stato anche presentato il percorso che ci permetterà di disporre di un logo per il club grazie alla collaborazione con l'Istituto Saint-Luc di Tournai e le ricerche grafiche degli studenti.
Dal punto di vista finanziario i conti risultano in equilibrio malgrado le importanti uscite.


Il comitato in carica del club è stato riconfermato. Dominique Dogot (presidente), Enza Navarra (segretaria/tesoriere), Marie-Colette Content, Marie-Claire Deldaele, Francesco Azzaretto (consiglieri), Arcangelo Petrantò (animatore). A loro si affianca adesso anche la neoeletta Daniela Cottenier (consigliere) con la quale ci congratuliamo. Ringraziamo il comitato per il suo costante impegno passato e futuro.

Nel corso della stessa serata è venuta a farci una visita la signora Catherine Vanden Broecke per presentarci le " Euromédiévales " di Tournai, un evento culturale programmato per settembre e avente come ospite d'onore la città di Volterra (Toscana).

Euromédiévales

Alcuni membri del club hanno partecipato il 18 e 19 settembre a questo evento culturale a titolo di attori o di spettatori. Pascaline Dhont, Bernadette Debetencourt, Jacqueline Maertens, Jean Luxen e Arcangelo Petranto' hanno partecipato alla manifestazione (corteo storico) con costumi d'epoca.












La nostra amica Linda

ci informa che per finanziare il nuovo spettacolo della sua troupe teatrale, verrà organizzata una cena con ballo il sabato 16 ottobre 2004.