Bollettino 111


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





" Estate " di Giuseppe Arcimboldi 1563,
Kunsthistorisches Museum, Vienna.


" Secondo Fontana, che si basa su di un sistema di corrispondenze
tra microcosmo e macrocosmo, anch'esso tipico della cultura rinascimentale,
e Stagioni e gli Elementi (Aria, Fuoco, Terra, Acqua) di Arcimboldi
vanno intesi come omaggio all'imperatore: i profili sono infatti " Cesareos vultus",
cioè ritratti dell'imperatore che celebrano il suo dominio sulle stagioni e gli elementi (macrocosmo)
e sul microcosmo che ad essi è subordinato (fiori, oggetti, e così via).
Essi prendono forma umana per significare il dominio della casa d'Austria
sull'universo e sul tempo nella persona del sovrano . "

http://arcimboldo.interfree.it/italiano/index.htm




Novembre 2004 - N° 111




GIUSEPPE ARCIMBOLDO (1527 - 1593)

Arcimboldo nasce a Milano nel 1527 dal pittore Biagio Arcimboldo e da Chiara Parisi. Il suo nome è pieno di mistero, dal momento che egli amava firmare le sue opere con diversi nomi: Arcimboldo, Arcimboldi, Arcimboldus, Giuseppe, Josephus, Joseph e Josepho. Nel 1549, all'età di 22 anni, inizia a lavorare come collaboratore del padre nel Duomo di Milano, dove realizza i disegni per le vetrate (la storia di Santa Caterina).

Nel 1562, su richiesta di Ferdinando I, Arcimboldo si trasferisce a Praga come ritrattista di corte per restarvi due anni. Nel 1563 esegue la prima serie delle Quattro Stagioni (L' "Inverno" e l'"Estate" sono custoditi nel Kunst-historisches Museum di Vienna; la "Primavera" nella Real Accademia de San Fernando a Madrid; l' "Autunno" è irreperibile).



La Primavera

L'Autunno

L'Inverno

Alla morte di Ferdinando I Arcimboldo rimane ritrattista di corte al servizio del successore Massimiliano II. La corte imperiale sfrutta appieno la versatilità di Arcimboldo, abile come ritrattista e copista, ma anche come architetto, ingegnere edile e idraulico, scenografo e intenditore d'arte.

Nel 1576 Massimiliano II muore. Gli succede Rodolfo II, che prende il pittore al suo servizio. Già per Massimiliano Arcimboldo aveva iniziato a dipingere ritratti allegorici, composti integrando oggetti diversi in sembianze antropomorfe, ma questo genere conosce presso la corte di Rodolfo II il massimo apprezzamento, in quanto la commistione di naturale e artificiale, di licenza e regola accostate in modo bizzarro incarna appieno il clima culturale della capitale boema, frequentata in quel momento anche da astronomi, maghi, filosofi, alchimisti e artigiani impegnati nei mutamenti più straordinari della materia naturale. Arcimboldo trascorre a corte 11 anni e quel periodo è da considerare l'apice per la sua carriera.

Nel 1587 riesce, dopo tante insistenze e richieste, ad ottenere il permesso di tornare a Milano. Egli continua tuttavia a lavorare ancora per Rodolfo II e nel 1590 dipinge per lui il "Ritratto di Rodolfo II come Vertumno" (1589, Skoklosters Slott, Svezia) che spedisce a Praga. Il Vertumno risulta l'opera più significativa del Maestro. Qui l'Imperatore è raffigurato in veste del dio romano dell'abbondanza: le fattezze di Rodolfo II sono magnificate da splendidi frutti, fiori e verdure (egli era un amante del giardinaggio) armonicamente disposti nel ciclo delle quattro stagioni. Arcimboldo innesta così sul gusto nordico per la raffigurazione naturale degli oggetti lo spirito concettoso e intellettualistico delle corti del tempo.


Vertumnus - Rodolfo II

Nel 1592 l'Imperatore gli conferisce la dignità di conte palatino. Giuseppe Arcimboldo muore a Milano l'11 luglio 1593, all'età di 66 anni. Nonostante la fama che lo ha accompagnato in vita, Arcimboldo fu dimenticato dopo la sua morte. Il suo nome non appare mai nei secoli XVII e XVIII. Viene citato come ritrattista nel 1885 da Carlo Casati nel suo trattato "Giuseppe Arcimboldi, pittore milanese". Soltanto più tardi fu riscoperta la sua fama, apprezzato soprattutto dai surrealisti che lo riterranno un loro precursore.

Sabrina PISU

Fonte : http://www.arte.it/articoli/2002/12/13/355891.php





Nei due anni in cui fu al servizio di Ferdinando I, Arcimboldo dipinse, oltre a diversi ritratti della famiglia imperiale, anche la prima serie delle "Quattro Stagioni". Due quadri di questa serie, "L'Inverno" e "L'Estate", si trovano attualmente nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. "La Primavera" è nella Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid, mentre "L'Autunno" non è più reperibile.

Come possiamo dedurre dai documenti dell'epoca, la singolarità della concezione artistica emersa nei dipinti del 1563 entusiasmò regnanti e contemporanei e fu alla base del successo di Arcimboldo. In molti casi siamo in possesso di diversi esemplari della stessa opera.

Non conosciamo le ragioni per cui, dopo la morte dell'artista, l'interesse per le sue opere sia diminuito. Forse la generazione successiva non lo comprese e vide in lui solo un buffone che dipinse quadri strani e stravaganti, di cui noi oggi possediamo solo pochi esemplari. Accanto a questi dipinti bizzarri ve ne furono probabilmente un certo numero in stile tradizionale. Anche la maggior parte di questi è andata persa.

Ma cosa c'è di così particolare in questi quadri? Arcimboldo dipinge una testa di profilo rappresentata da mille fiori: la "Primavera"; una testa composta da frutti d'ogni genere: l'"Estate". Unisce tutti gli animali marini in un'apparente confusione e chiama il quadro "Acqua". Una testa, composta da quaranta o più animali, la chiama "Terra". Un ritratto a mezzo busto, costruito con dei libri, rappresenta un bibliotecario. E ci sono ancora altre composizioni, dipinte con la stessa tecnica. Le singole forme dei quadri, che si tratti di fiori, pesci o animali terrestri, sono rappresentate con un delicato senso del colore e con un disegno preciso e differenziato. Ma ci sono anche quadri sconcertanti; in uno, per esempio, è raffigurata una pentola con diverse verdure che, nel momento in cui viene capovolta, diventa un ortolano.



Il Bibliotecario

L'Ortolano

La tecnica compositiva delle teste di Arcimboldo conferma, dandone concretezza visiva, l'affermazione di Fonteo secondo cui l'imperatore regna sulle stagioni e sugli elementi. Così l'armonia dei frutti e degli animali rappresenta nel contempo l'armonia esistente sotto il benevolo dominio degli Asburgo. Allo stesso modo l'armonia tra i singoli elementi e tra le quattro stagioni è simbolo della pace sotto il regno di Massimiliano II. Fonteo analizza dettagliatamente le corrispondenze armoniose esistenti tra gli elementi e le stagioni, secondo il principio per il quale il simile è in relazione con il simile (l'estate è calda e secca come il fuoco, l'inverno freddo e bagnato come l'acqua, l'aria e la primavera sono calde e umide, e la terra e l'autunno freddi e secchi).

Fonteo nei suoi manoscritti interpreta i quadri come "Imperial allegories", per comprendere le quali si deve andare oltre i soggetti rappresentati, e ci informano dei loro contenuti e delle loro relazioni con la vita di corte. Il significato politico dei quadri viene sottolineato anche da riferimenti simbolici alla casa d'Asburgo. Questo si può notare nella maggior parte dei dipinti dei due cicli: nell' "Aria", nel "Fuoco", nella "Terra", nell' "Acqua", nell' "Inverno". Spesso, addirittura, l'Arcimboldo ha ridipinto, su richiesta dell'imperatore, le due serie. In questo si può vedere una conferma dell'interpretazione di Fonteo: i quadri come esaltazione della magnificenza degli Asburgo che, a loro volta, hanno abitualmente sfruttato l'entusiasmo suscitato dai quadri, regalandoli a parenti e ad alti dignitari. Questi regali avevano inoltre, o forse principalmente, la funzione di "propaganda" per la politica della casa d'Asburgo; così si potevano confermare vecchi legami ed allacciarne dei nuovi. Ed è proprio anche grazie a questo particolare uso dei dipinti che oggi siamo in grado di reperire numerose copie del medesimo soggetto, come nel caso delle due serie.



L'Aria

Il Fuoco

La Terra

L'Acqua

Fonte :

(Introduzione alla critica)
http://arcimboldo.interfree.it/italiano/index.htm



" C'è un inizio a tutto " questo sarà il tema dell'incontro del 3 novembre 2004.
Come ce la siamo cavata in tutte quelle situazioni che esigono une "prima volta": vita professionale, scuola, dichiarazione d'amore, salute, attività artistiche, ecc...?
Nel corso della stessa serata, Vincent Devos, professore di lingue germaniche nel "Collège de Kain", verrà a parlarci dello scambio in corso tra il suo Collège e il Liceo Paleocapa di Rovigo.


La volta scorsa

Il nuovo ciclo 2004-2005 si è aperto allegramente. Dopo aver delineato il profilo del club, è stato presentato in linea di massima il programma delle attività e dei progetti previsti per questo anno. Diversi suggerimenti sono stati anche proposti dalle persone presenti. Le "nuove" persone presenti si sono quindi presentate per far più ampia conoscenza. Bella serata di ripresa.


Salutiamo particolarmente i nuovi membri Maria Simone, Mario Barbieri, Fernando e Monica Gonzales, Nicole Leroy e Odette Petit. Segnaliamo il ritorno del nostro amico Camillo Mariani.


Attività e appuntamenti già previsti

  • 7 novembre (domenica)
    Visita della Galleria d'Arte Etnareff, Rue Henri Barbusse n° 5 a Saint-Amand-les-Eaux (Francia). Verrà presentata in particolare una mostra sul Marocco. Prenderemo l'aperitivo verso le 11 e 30 e quindi andremo a pranzare tutti insieme (menù : cuscus ; prezzo contenuto).
    L'appuntamento per la partenza è fissato per le 8 e 45 alla "Casa della Cultura" di Tournai. Per questa gita verrà richiesto un anticipo di 7 euro (per l'aperitivo e il pranzo).


  • 1° dicembre
    Cena del club nella sala grande del Collège Notre-Dame (secondo il nostro solito modo di fare e cioè che ognuno porterà una preparazione a piacimento). Dovrebbe essere presente un coro.


  • 2 febbraio 2005
    - Intervento di Mario Barbieri (in relazione con il suo campo professionale : il marmo).
    - Presentazione e voto per designare il logo del club.


  • Primavera 2005
    Visita del birrificio Dupont (su proposta di Gérard Dedeycker).


  • maggio 2005
    Visita della Cantine des Italiens e degli ascensori idraulici del Canale del Centro nonché del nuovo ascensore di Strépy-Thieu..