Bollettino 117


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI






" Borsalino "
Il marchio di cappelli più famoso del mondo
Sinonimo di cappello per antonomasia




Maggio 2005 - N° 117




CHI DICE CAPPELLO DICE BORSALINO


"A Hollywood tutti gli artisti portavano dei Borsalino. Gary Cooper, Humphrey Bogart, tutti tutti tutti, non ce n'era uno che non lo portasse. E poi si facevano anche fotografare con quello. Gli artisti del cinematografo, tutti tutti tutti. E volevano un cappello speciale. Non parliamo poi di Alain Delon, Jean-Paul Belmondo, non parliamo dei nostri da Fellini a tutti gli altri, sempre col Borsalino. Dicevano "Signora ci sa dire chi portava il Borsalino." "Ah no. Se volete posso dirvi chi non lo portava"... Dicevano "perché era tanto bello", perché era ottimo di qualità! Prima ancora che di eleganza, era la qualità"

Intervista a Giovanna Raisini Usuelli - famiglia Borsalino


UN CAPPELLO, UN MITO


Lo hanno portato sovrani, capi di Stato, pontefici, attori e gangster. Il cappello Borsalino è stato lo status-symbol per eccellenza della moda negli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo, la prima griffe italiana ad affermarsi nel mondo. La sua fama, dopo un periodo di crisi, è tornata a brillare ed è il regalo più bello fatto al suo inventore, l'imprenditore piemontese Giuseppe Borsalino (nativo di Pecetto di Valenza).

Il cappello alessandrino ha segnato un'epoca, tanto che il suo nome è stato immortalato dal celebre film, "Borsalino" appunto, che aveva come protagonisti due grandi del cinema mondiale, Alain Delon e Jean-Paul Belmondo. Interpretavano due criminali, la cui eleganza era segnata dal copricapo italiano. Nell'America degli Anni '30 i gangsters, primo fra tutti Al Capone, esibivano la loro ricchezza anche attraverso i raffinati copricapo italiani. Molti altri attori hanno amato il Borsalino: Humphrey Bogart, Henry Fonda, Robert Redford, Bruce Willis.

Quando il 1° aprile del '900 Giuseppe Borsalino morì, dallo stabilimento alessandrino di corso Cento Cannoni (ora sede dell'Università) uscivano 750 mila cappelli all'anno, più della metà esportati in tutto il mondo. "Era un industriale di eccezione", afferma Roberto Gallo, presidente e amministratore delegato della "Borsalino", ora dislocata tra Alessandria, Maglie (Lecce) e Orient in Cina. L'azienda fattura 20 miliardi ed ha 300 dipendenti. Nel 1913 dava lavoro a 2.050 persone su un totale di 9.500 occupati nell'industria alessandrina.

    
Borsalino inizia la sua straordinaria avventura a 14 anni, quando va ad Alessandria a fare il garzone cappellaio. Poi si trasferisce in Francia per "rubare" il mestiere ai migliori artigiani di Aix-en-Provence, Bordeaux, Parigi. Tornato ad Alessandria, fonda nel 1857 un laboratorio per la produzione di cappelli di feltro di pelo di coniglio. L'alta qualità, lo stile raffinato sono alla base di un immediato e travolgente successo.

Ma Borsalino viene ricordato dai suoi conterranei soprattutto per la grande umanità. Era un industriale filantropo e illuminato: non aveva dimenticato le sue umili origini.





La storia dell'azienda inizia nel 1857, ad Alessandria, quando Giuseppe Borsalino (1834-1900), vero pioniere e capitano d'industria, dopo aver girato Italia e Francia per impadronirsi dei segreti del mestiere, aprì il primo laboratorio artigianale per la produzione di cappelli in feltro.
L'introduzione di nuovi processi produttivi, ancora oggi non abbandonati, e le straordinarie capacità del fondatore decretarono l'immediato successo dell'azienda. Alla morte di Giuseppe Borsalino, nel 1900, la produzione annua era arrivata a 750.000 cappelli di cui 60% all'esportazione.
Teresio Borsalino, che succedette al padre, consolidò il successo.
L'azienda crebbe rapidamente fino ad arrivare nel 1913 ad una produzione annua di oltre 2 milioni di cappelli e a poter contare su oltre 2500 dipendenti. La sede, nel centro di Alessandria, occupava un'area di circa 55.000 mq.
I suoi prodotti raggiungevano ogni parte, anche la più remota del mondo e la Borsalino poteva essere considerata per l'epoca una piccola "multinazionale". Il successo durò alcuni decenni.
Poi, causa sopratutto il disuso del cappello come capo di vestiario abituale, ebbe inizio, negli anni quaranta, un graduale ridimensionamento.
Rimase però intatta, a livello mondiale, la notorietà del marchio e il nome Borsalino cominciò a entrare nella storia. Nel 1970 ispirò persino un famoso film di successo: "Borsalino" naturalmente.
Nel 1986 la fabbrica viene trasferita in una nuova sede, più funionale e moderna, alla periferia di Alessandria, mentre gli uffici della vecchia sede, oltre ad accogliere la nuova Università degli Studi di Alessandria, continuano ad ospitare un pezzo di storia di Borsalino: un prezioso museo del cappello.





Il cappello in feltro Borsalino viene prodotto ancora oggi come cent'anni fa.
La fabbrica mantiene il fascino delle antiche attrezzature tutt'ora in uso: le forme in legno, le prese in ghisa, i vaporizzatori a molla, i ripiani in ciliegio ricurvo.
L'abilita' artigianale, trasmessa all'in-terno dello stabilimento da una generazione operaia all'altra, non s'e' mai perduta; così come pure non sono andati perduti gli strumenti del mestiere.
    
Certo, oggi non si lavorano più le pelli di coniglio, ma si utilizza pelo già trattato, di provenienza australiana o argentina; restano però le quaranta e passa fasi di lavorazione, dalla soffiatura all'imballaggio, che nel giro di sette settimane producono un cappello di feltro.
Solo così il pregiato pelo di lepre o coniglio selvatico, rifinito, guarnito e proposto in più di cinquanta colori, diventa cappello Borsalino.
Quel Borsalino che e' qualcosa in più di un marchio, d'un cappellificio, d'un genere di copricapo.
E' un segno che vive di vita propria e che e' diventato sinonimo di capello.


Fonti :

http://www.teatrodelrimbalzo.it/narr03.html
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2000/09/14/17,CULTURA/T4.html
http://www.modaonline.it/marchi/borsalino/ieri.htm
http://www.modaonline.it/marchi/borsalino/cap.htm





Perché si ride ? Si può ridere di tutto ? Ridere fa bene alla salute ? Ridere sarà il tema che ci servirà di filo conduttore durante la riunione del 4 maggio 2005. E le sane risate saranno naturalmente benvenute…


La volta scorsa

Un bell'argomento di discussione quello sulle stagioni e sull'influenza che esse hanno su di noi. E certo però che ognuno di noi vive una propria relazione con le stagioni. Piacciono, non piacciono. La serata è stata molto vivace. Gli interventi animati. Un esempio di serata aperta al dialogo.

La gita del 3 aprile scorso

La visita della Galleria d'Arte Etnarref a Saint-Amand-les-Eaux (Francia) si è svolta in un'atmosfera amichevole e sorridente. Sul posto abbiamo potuto incontrare Etnarref il quale ci ha presentato la sua galleria d'arte. Abbiamo quindi visto la mostra in corso dedicata alle " Donne di qua e d'altrove " con opere di Valérie B. e Stéphane Noblet. Da notare che i due artisti erano presenti durante la nostra visita. Dopo aver preso l'aperitivo ed esser andati a pranzare presso il ristorante "Pizza Pai" a Petite-Forêt (va sottolineata la decorazione del locale con numerosi riferimenti alla cultura italiana), ci siamo diretti verso Valenciennes dove avevamo un appuntamento per la visita del Museo delle Belle Arti. Abbiamo potuto ammirare, in particolare, opere di Rubens e di Jean-Baptiste Carpeaux. Nonostante la buona volontà di Mariem Fredj (la nostra guida) e la nostra (non infinita) pazienza, la visita si è svolta in una maniera piuttosto cacofonica in quanto si svolgeva contemporaneamente al nostro tour un concerto di musica rock-jazz !!! Certo il ritmo dei pezzi musicali era avvincente ma era giusto da parte della direzione del Museo autorizzare una visita (a pagamento) in quelle condizioni assordanti ? A nome del Club, Nicoletta ha mandato una lettera di protesta. Non abbiamo ricevuto finora nessuna risposta.



Il gruppo in visita alla Galleria d'Arte Etnarref



La visita del Museo delle Belle Arti di Valenciennes con la nostra bravissima guida Mariem Fredj



Attività e appuntamenti già previsti


    • Sabato 4 giugno 2005

      Gita a Strépy-Thieu (Ascensore funicolare - Mostra "Le Pays des Génies" - Ascensori del Canal du Centre - Crociera sul canale e pranzo sul batello - Cantine des Italiens)

      Prezzo della Crociera Millenium : 22,50 € (adulti) - 19,00 € (studenti e pensionati) - 16,00 € (bambini fino a 12 anni) + Pranzo (freddo) servito a bordo : 10,50 €. Le bevande non sono incluse.

      Durata completa della visita : 7 ore.

      Programma in linea di massima:

      08:30 : Partenza dal parcheggio della Casa della Cultura di Tournai.
      09:45 : appuntamento all'ascensore n° 3 del canale antico. In trenino visita dell'ascensore moderno di Strépy-Thieu (ascensore funicolare) e del parcours-spectacle "Pays des Génies".
      12:00 : inizio della crociera : salita e discesa con il batello all'ascensore funicolare - Pranzo sul batello - Chiuse e ascensori idraulici - Visita di una sala macchine. 16:30 : fine della visita. In macchina, fermata alla Cantine des Italiens.

      PRENOTAZIONE INDISPENSABILE (posti limitati sul battello). Versare anticipo di 10,00 € sul conto del club 126-1002099-62 prima del 14 maggio 2005. 15 persone sono già iscritte però dovremo essere in 20 per poter approfittare del prezzo proposto (tariffa di gruppo). Ci sono ancora posti!



    • Sabato 18 o domenica 26 giugno 2005 (in caso di pioggia il 18)

      Gita in bicicletta

      La gita in bicicletta si svolgerà di pomeriggio (l'itinerario preciso è in fase di determinazione). La partenza avrà luogo a Tournai probabilmente presso il "Pont des Trous" (Ponte forato) con destinazione il Grand Large di Péronnes seguendo il fiume Schelda (andata e ritorno = circa 30 km). E' prevista una sosta-merendina.