Bollettino 125


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Isola di Capri.
Veduta dal monte Solaro




Aprile 2006 - N° 125




GLI ITALIANI E L'EUROPA




" (...) l'Italia è stata fatta recentemente anche dall'Europa, non solo dal boom economico; è l'Europa che ha costretto l'Italia a pensarsi in termini di identità. L' Italia è stato l'unico paese europeo, dove c'è stata una tassa per entrare nell'euro, nel 1996, ha dovuto diminuire il suo debito pubblico per essere degna di partecipare alla nuova moneta unica. In quel momento credo che si sia fatta l'Italia, perché costretta dall'Europa a diventare una realtà autocosciente, capace anche di sacrifici per esistere come entità all'interno di un'entità più grande che è l'Europa. Io credo che il consumismo, la ricchezza hanno in parte unificato, ma l'Europa come costrizione, come progetto, come entità grande nella quale inserirsi, è stata molto importante, molto più della ricchezza. "

Marcelle Padovani, giornalista

Fonte:
http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=741#coscienza





L'Italia è un paese cha ha una lunga tradizione universalistica e cosmopolita - gli è stato anche rimproverato sia da Gramsci sia da Prezzolini - che l'ha portata molto tardi a diventare uno Stato Nazionale. Voi sapete bene che ciò è avvenuto a metà del secolo scorso. Questo probabilmente ha provocato per un certo periodo una serie di problemi. Ma significa anche che probabilmente nella nostra storia, nella nostra identità, accanto ai difetti, che sappiamo esserci, ci sono anche alcune qualità, per lo meno potenziali. Noi non abbiamo la "boria" delle nazioni. Noi abbiamo, in linea di massima, l'idea che tutti quanti gli uomini hanno un'uguale dignità, perché la nostra formazione, che deriva appunto dalla tradizione classica - quella dell'Impero Romano, quella della Chiesa Cattolica - è una tradizione universalistica. Il nostro Rinascimento non è legato alla nascita della potenza politica. È un grande fenomeno culturale che parla a tutto quanto il mondo. Probabilmente gli italiani sono riusciti a parlare al mondo non nella fase nella quale si sono sentiti fortemente razionalistici, ma quando hanno pensato di essere cittadini d'Europa. In questo periodo i paesi che vedono la loro grandezza legata alla nascita dello Stato Nazionale, accusano qualche difficoltà. Sono le difficoltà che accusa la Francia e l'Inghilterra - la quale è divisa anche nella sua lealtà europea, perché per certi versi è europea, per altri è atlantica. Io credo che l'Italia, invece, sia uno dei paesi più coerentemente europei, e non in contraddizione con la sua identità italiana, ma perché è fedele a una dimensione più alta, la quale ritiene che la forma giusta di civiltà sia quella che federa assieme gli uomini, che li unisce e non sacrifica l'uomo ai miti nazionalistici. Vorrei dire che questo vale anche in relazione al discorso che si faceva prima: l'Italia ha questa lunga storia, anche perché è un paese che collega due mondi distanti, in quanto paese mediterraneo che collega il Nord e il Sud del mondo. E questa dimensione non va persa in questo periodo di passaggio. Sarebbe come perdere la propria ricchezza e la propria voce. L'Italia può stare in Europa con la propria voce, aiutando la costruzione dell'Europa.

Franco Cassano
Docente di Sociologia all'Università di Bari





L'Italia ha sicuramente da dire qualcosa sui limiti della costruzione europea, fondamentalmente economica, sul rapporto tra l'Europa e il suo Sud, tra l'Europa e il Mediterraneo, il luogo di origine di gran parte della sua cultura. Mediterraneo significa rapporto con il Sud e con l'Est del mondo, ovvero significa pace. Essa non la si può costruire avendo l'idea che ci sia un solo tipo di organizzazione per tutti i popoli del mondo. Bisogna abituarsi a rispettare il diverso, le idee degli altri, il modo in cui gli altri pregano, il modo in cui gli altri mangiano. Da questo punto di vista l'Italia, che è un luogo di passaggio e che, per certi versi, soffre anche questa dimensione, abbia qualcosa di molto importante da dire agli altri. Deve apprendere e deve dire: in questo rapporto dialettico si può crescere. A me non piace l'idea che esistano paesi europei che sono già europei e che gli italiani debbano ancora diventarlo. Io credo che si sia europei in modo diverso e che occorra federare queste differenze. Gli italiani abbiano una bella voce da far sentire: devono esserne all'altezza.

Franco Cassano
Docente di Sociologia all'Università di Bari


Fonte:
http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=810






Molti italiani, in realtà, non sono tecnicamente degli opportunisti: non esitano ad entrare nei partiti politici e a uscirne, a celare i loro pensieri, ad accettare e ad echeggiare qualsiasi idea politica venga imposta dall'alto, ma non con la speranza di far carriera o di evitare rischi; si comportano così soprattutto perché sono scettici. Credono cioè che tutte le ideologie siano ugualmente giuste e sbagliate, che non esista alcuna soluzione astratta delle loro difficoltà, che il mondo possa, in qualche modo, bene o male, essere fatto funzionare con qualsiasi istituzione politica che sembri più comodo ed accettabile al momento, perché tutte funzioneranno comunque sempre in modo imperfetto in Italia, ove tutte sono fallite, e tutte falliranno, prima o poi. Pensano che una cattiva repubblica non sia migliore di una cattiva monarchia; che uno Stato socialista corrotto non rappresenti un miglioramento rispetto ad un corrotto Stato capitalista; che i furbi senza scrupoli fioriranno e gli onesti avranno sempre la vita difficile; sanno che il comunismo sarebbe soltanto un travestimento italiano del comunismo vero, una rappresentazione del comunismo. Sono convinti che non esista alcuna panacea per i loro mali.

Luigi Barzini
Gli italiani





L'illusione che l'Italia crea è un senso di sollievo e di liberazione. I paesi che credono nella disciplina, nell'amministrazione meticolosa della giustizia, nella necessità di coltivare inflessibili virtù morali, nell'istruzione delle masse, nella conquista della gloria militare, nella necessità di accumulare, distribuire e amministrare con diligenza la ricchezza, sia che davvero realizzino i loro ideali o si limitino semplicemente a rispettarli, possono essere degni di stima, ma di rado sono divertenti. Anche quei paesi che perseguono l'ideale della libertà possono essere soffocanti e opprimenti, poiché la libertà, in fin dei conti, è assicurata soltanto dall'applicazione imparziale e costante delle leggi. Il modo di vita italiana ha attratto, nel corso dei secoli, coloro che volevano prendersi una vacanza dai loro impegni morali e sottrarsi alle loro virtù nazionali. Nel cuore di ogni uomo, ovunque egli sia nato, quali che ne siano l'educazione e i gusti, v'è un angolo italiano, una parte di lui che trova l'irreggimentazione molsta, i pericoli della guerra spaventosi, la severa moralità soffocante, quella parte che ama l'arte decorativa, frivola e divertente, ammira eroi solitari più grandi del vero, e sogna una liberazione impossibile dalle restrizioni di un'esistenza metodica e ordinata.

Luigi Barzini , Milano 1908-Roma 1964 - Giornalista e narratore
Gli italiani





Le immagini che illustrano gli italiani e l'Europa provengono dalla presentazione Flash che si puo' vedere al seguente indirizzo internet: http://www.fiorenzo.it/4chiacchiere/pagina3/europa-italia.swf
Un ringraziamento a Pierre Delaunoy per averci comunicato questa divertente animazione.



I colori formeranno il tema della riunione del 5 aprile 2006. Quale influenza hanno su di noi ? Quali sono i nostri colori preferiti ? Perché ? Proveremo a dare una risposta a queste ed altre domande.


La volta scorsa

La musica era il tema proposto alla riflessione di tutti. Gli interventi sono stati numerosi e densi. La musica interessa veramente tutti ! Essa ci aiuta a vivere, ci accompagna nei momenti felici e ci da sollievo nei momenti difficili. Talvolta succede di scoprire un tipo di musica che inizialmente non ci piaceva affatto. E' questo anche il miracolo della musica !


Attività e appuntamenti già previsti


    • Gita a Reims sabato - domenica 29 e 30 aprile 2006

      Quindici persone si sono iscritte per la gita a Reims.
      Programma (in linea di massima):

      Prima giornata
      Partenza alle ore 7:45 e viaggio in macchina. Mattina: trenino turistico; pomeriggio: visita della Cattedrale Notre-Dame e del Palazzo del Tau (visita guidata).

      Seconda giornata
      Mattina: visita di una cave (cantina); pomeriggio: visita della Basilica Saint-Remi. Ritorno con sosta a Laon.

      Il prezzo a testa effettivo della gita verrà calcolato precisamente il pomeriggio di domenica, con pagamento del saldo.
              
      Cattedrale Notre-Dame


      Basilica Saint-Remi

      Le "cave" di Champagne


    • Riunione 3 maggio 2006

      Il nostro ospite oratore sarà Antonio Vilardi, direttore artistico del teatro St Michel di Bruxelles e compositore di musica per film.




    • Sabato 20 maggio 2006
      Serata letteraria italiana con testi e canzoni in italiano e francese

          
          
      L'evento (a cura di Enza e Marie-Claire) inizerà alle 19:30.