Bollettino 129


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Il "Mont Ventoux"

La scalata del Monte Ventoso da parte di Francesco Petrarca
il 26 aprile 1336 viene considerata
come il primo esempio di alpinismo
in quanto è la prima ascensione senza fine pratico
di cui sia rimasta una traccia scritta.
Il dipinto (acrilico su tela) è della nostra amica Marie-Claire Deldaele




Novembre 2006 - N° 129




PETRARCA E L'ASCENSIONE DEL MONT VENTOUX


Uno dei primi esempi di reportage di viaggio scritti per amore del viaggio stesso è senza dubbio la lettera in cui Francesco Petrarca raccontò all'amico Francesco Dionigi della sua scalata del Monte Ventoso nel 1336, oggi considerato il primo esempio di alpinismo in quanto la scalata non aveva fine pratico; anzi, Petrarca dichiara di averlo voluto scalare solo per ammirare il panorama dalla sua cima e accusa i suoi compagni che lo aspettano più in basso di frigida incuriositas ("fredda carenza di curiosità"): descrivendo l'ascesa questa diventa un'allegoria della sua elevazione morale.






    
"Oggi, soltanto per il desiderio di visitare un luogo famoso per la sua altezza, sono salito sul più alto monte di questa regione, che non a torto chiamano Ventoso. [...] Partiti nel giorno stabilito, giungemmo la sera a Malaucena, paese alle falde del monte, verso tramontana. Ivi trattenutici un giorno, oggi finalmente, con due servi, facemmo la salita non senza molta difficoltà; poiché la mole sassosa del monte è scoscesa e quasi inaccessibile; ma ben disse il poeta: 'L'ostinato lavoro tutto vince'. [...]. Trovammo in una valletta del monte un vecchio pastore, che con molte parole cercò di dissuaderci dal salire, narrandoci come cinquanta anni fa, preso dal nostro medesimo ardore giovanile, egli era salito sulla cima, e non ne aveva riportato altro che delusione e fatica, e il corpo e le vesti lacerate dai sassi e dai pruni [...]. Mentre egli così si scalmanava, in noi - com'è nei giovani, restii ad ogni consiglio - cresceva per quel divieto il desiderio. [...] Dopo aver lasciato presso di lui vesti ed altri oggetti che avrebbero potuto esserci d'imbarazzo, soli ci accingemmo all'ascensione e c'incamminammo di buona lena. Ma, come spesso accade, a quel primo grande sforzo seguì presto la stanchezza; sicché ci fermammo su una rupe non molto lontana. Partiti di lì, avanzammo ma più lentamente; io soprattutto m'arrampicavo per il sentiero montano con passi più moderati, mentre mio fratello per una scorciatoia attraverso il crinale del monte saliva sempre più in alto;

io, più fiacco, discendevo verso il basso, e a lui che mi chiamava mostrandomi la via giusta rispondevo dall'altro fianco del monte che speravo di trovare un più facile accesso, e che non mi rincresceva di fare una via più lunga ma più agevole. Era questo un pretesto per scusare la mia pigrizia, e mentre i miei compagni erano ormai in cima, io erravo ancora nelle valli, senza che mi apparisse da alcuna parte una via migliore; il cammino diveniva più lungo e l'inutile fatica mi stancava. Finalmente, ormai annoiato e pentito di quegli andirivieni, mi decisi a spingermi direttamente in su [...] Avevamo appena lasciato quel colle, ed ecco che, dimentico del mio primo errore, io comincio a ricadere in basso, e di nuovo [...] mi trovo in mezzo a gravi difficoltà. [...] Così, pieno di delusione, mi sedei in una valle; e lì, passando con l'agile pensiero dalle cose materiali alle incorporee, mi rivolgevo a me stesso con queste o simili parole: 'Quello che tante volte ti è oggi accaduto nel salire questo monte, sappi che accade a te e a molti, quando si accostano alla vita beata; e se di questo gli uomini non così facilmente si accorgono, gli è che i movimenti del corpo sono a tutti visibili, quelli invece dell'animo invisibili e occulti. La vita che noi chiamiamo beata, è posta in alto; e stretto, come dicono, è il sentiero che vi conduce [...]"."
    







    
Il "mont Ventoux" (monte Ventoso) è una cima della Provenza alta 1912 metri. Il nome deriva da "vento": il mistral vi soffia infatti a volte a più di 160 km/h.
Soprannominato dai francesi il "Gigante della Provenza", è situato a 20 km in linea d'aria a nord-est di Carpentras ed è abbastanza lontano dalle altre cime della regione.
Classificato "Riserva di biosfera" dall'Unesco, presenta una flora particolarmente variegata. Le regioni circostanti sono ricche in vitigni.







Francesco Petrarca


Nacque ad Arezzo il 20 luglio 1304; morì ad Arquà nei colli Euganei il 19 luglio 1374. Da Arezzo e poi da Pisa si trasferì con la famiglia ad Avignone e lì studiò grammatica, per avviarsi poi a Montpellier agli studi giuridici che perfezionò a Bologna, dove soggiornò dal 1320 al 1326. Ma, ben presto attratto dalle Muse, tornò ad Avignone (allora sede della corte papale), dove ebbe anche gli ordini minori e alcuni benefici ecclesiastici. Il 6 aprile 1327 incontrò nella chiesa di Santa Chiara in Avignone Laura o Lauretta; sebbene non sia stato possibile identificare la donna reale che si cela sotto questo nome, si sa per certo che si trattò di un amore concreto, anche se presto affievolito. Intanto si veniva formando una vasta cultura letteraria, per la quale Petrarca intraprese anche due viaggi, uno in Francia e in Germania, e uno in Italia, a Roma (1337), sempre alla ricerca di manoscritti e testimonianze dell'antico, caratteristica che fece di lui il vero iniziatore dell'umanesimo. Intanto intrecciava una fittissima rete di amicizie, con le quali manterrà uno stretto contatto epistolare.
    

Nell'aprile del '36 ci fu la famosa ascensione con il fratello minore Gherardo sul monte Ventoux, dalla quale iniziò quella crisi morale che lo porterà sempre più lontano dalla vita mondana e aumenterà in lui una nota di solitaria aristocrazia formata di platonismo cristiano e di umanistico gusto per il raffinato, l'elegante, l'individuale. Nel 1337 si ritirò a vivere a Valchiusa, località resa famosa dai suoi versi; lì nacque Giovanni, un figlio naturale, e sei anni dopo la figlia Francesca. Iniziò le opere a lui più care naturalmente in latino: il poema Africa e le biografie De viris illustribus; considerava i versi del Canzoniere solo frammenti. Egli tendeva ad una latinità pura e scelta; suo modello per l'eleganza era Cicerone, mentre preferiva Seneca per la problematica morale.

    
Dal 1340 in poi fu alternativamente in Provenza e in Italia; l'8 aprile 1341 fu incoronato poeta in Campidoglio. Tornato in Provenza, la scelta di farsi monaco certosino del fratello Gherardo lo indusse a riflessioni morali e aumentò il contrasto insito nel suo animo tra desiderio di gloria e di fama, e disprezzo per i beni mondani, di cui testimoniano il Secretum e i Psalmi; in quegli anni iniziò anche un'altra opera, i Rerum memorandum libri. Tra il '43 e il '53 fece molti viaggi, spesso anche con incarichi politici e di ambascerie, sempre alternati a periodi di ritiro, in cui compose il Bucolicum carmen e le operette De vita solitaria e De ocio religiosorum. Avvenimenti notevoli furono il tentativo di Cola di Rienzo di riportare Roma all'antica dignità, nel 1347, e la morte di Laura avvenuta durante la peste del 1348. Nel 1353 si stabilì a Milano e vi rimase fino al 1361; rientrando in Italia cantò l'affetto per il paese natio con il saluto Salve cara Deo tellus. Passò poi a Padova e a Venezia, sempre operosissimo intorno alle sue opere latine e al Canzoniere; a Venezia incontrò Boccaccio, suo amico e ammiratore da tempo. Si stabilì poi definitivamente ad Arquà, nei colli Euganei, continuando la sua attività di letterato. Scrisse, dopo uno scontro con alcuni studenti, il libello De sui ispsius et multorum ignorantia. Negli ultimi anni della sua vita si adoperò per il ritorno in Italia del papa, contro la cui corruzione aveva scritto in altri tempi sonetti violentissimi.







Quello di Petrarca è un viaggio interiore, che utilizza la montagna come luogo privilegiato di meditazione e non certo come terreno di conquista. Non a caso, sulla vetta, il poeta si sofferma sulle parole di sant'Agostino: <<"E gli uomini se ne vanno ad ammirare gli alti monti e i grandi flutti del mare e i larghi corsi dei fiumi e l'immensità dell'oceano e le rivoluzioni degli astri, ma trascurano sè stessi". Stupii, lo confesso; e pregato mio fratello di non disturbarmi, richiusi il libro, irato con me stesso per l'ammirazione che tuttora dimostravo per le cose terrene.>> Per Petrarca la montagna non rappresenta nulla in quanto tale, se non una porta socchiusa verso il sublime.


Fonti:

http://wikipedia.sapere.alice.it/wikipedia/wiki/Reportage_di_viaggio
http://www.montagna.org/node/4200
http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Ventoso
http://ospitiweb.indire.it/~mnmm0002/viemoponti/petrarca.htm
http://www.tarara.it/stampa.php?id=2




Attenzione ! Per motivo che il mercoledì 1° novembre è giorno festivo, la riunione si svolgerà eccezionalmente l'8 novembre. Il tema dell'incontro sarà dedicato ai ricordi di scuola. Brutti o piacevoli, essi rimangono a lungo nella memoria…


La volta scorsa


La prima riunione del nuovo ciclo 2006-2007 è stata l'occasione per riprendere contatto con gli amici del club. Una riunione quindi durante la quale si è parlato molto, anche per presentarsi, perché abbiamo avuto il piacere di ricevere due nuovi soci : Dario Dalla Valle e Chantal Lemmens a cui diamo il benvenuto.
Come di consueto, Vincent Devos è venuto a parlarci di scambi scolastici con l'Italia, in particolare, questa volta, di una esperienza con una scuola calabrese.
Dopo una riflessione estiva, Liliana Valerio ha deciso di presentare la sua candidatura per raggiungere il comitato del club. La sua candidatura è stata accettata dai membri del club e quindi fa parte ormai del comitato con il titolo di consigliere. Auguri Liliana e buon lavoro !


"La Planète verte"



Arcangelo Petrantò


" La Planète verte (et autres histoires brèves) " è il titolo del libro pubblicato da Arcangelo Petrantò presso la casa editrice "Les déjeuners sur l'herbe". I 38 racconti (in lingua francese) che compongono la raccolta ci inducono a sorridere, a sognare ma anche a riflettere. I temi affrontati dall'autore sono molteplici e generalmente mescolano un'impianto realistico con elementi fantastici o straordinari. Attraverso la fantasia e l'ironia, i racconti sfociano in tal modo spesso nello scetticismo e il paradosso.
Dove si puo' trovare questo libro? Su internet ai seguenti indirizzi:
http://www.rezolibre.com
http://www.lesdejeunerssurlherbe.be
In libreria : a Tournai presso Decalonne e Medialivres, a Mouscron presso Melpomène, a Roubaix presso Les Lisières, a Bruxelles presso Agora.
Prezzo di vendita : 14 euro.


La visita delle paludi di Harchies


Il racconto, le foto più significative, i commenti della gita a Harchies e Bernissart saranno pubblicati nel prossimo bollettino di dicembre.