Bollettino 13


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Buon anno 1994



Gennaio 1994 - N° 13




A tutti i migliori auguri di buon anno 1994! E subito proviamo ad iniziare quest'anno dal versante umoristico: nel momento in cui si prendono le buone risoluzioni.
Perciò chi non ha mai indossato le vesti di fannullone scagli la prima pietra proprio a chi ha indossato queste vesti in modo permanente (o talvolta solo saltuariamente)...


La settimana del fannullone



Il lunedì promette seriamente

D'esser buono, studioso, diligente;

Ma viene il martedì tardi alla scuola

E, interrogato, non sa dir parola.

Disturba il giorno appresso i suoi vicini

E si diverte a fare i soldatini.

Il giovedì, si sa, non c'e lezione,

Si dà bel tempo e gioca il fannullone!

Intanto e giunto il venerdì mattina,

Ma gli manca il quaderno o la pennina;

Al sabato sbadiglia, ed il monello

Attende ansioso il suon del campanello.

La domenica e festa e si trastulla:

Passa la sttimana e non fa nulla.



E. Berni




La riunione del 5 gennaio 1994 avrà come tema di conversazione le buone risoluzioni.



La volta scorsa


Durante la riunione del 1° dicembre sono state prese le decisioni relative al nostro viaggio a Firenze. Dopo un'ampia ed aperta discussione generale sui vantaggi e gli svantaggi, le caratteristiche e le condizioni delle varie proposte in campo e dopo diverse votazioni, si è scelta la formula del viaggio in treno e del soggiorno libero sul posto.
L'incontro ci ha permesso di accogliere diversi nuovi membri nel nostro club: le Signore Gerniers, Bernadette Debetencourt, Françoise Huggelier, e Santo Petrantò. Il gruppo si arricchisce così di nuove simpatiche persone che salutiamo e a cui diamo il cordiale benvenuto.
Da segnalare inoltre quella sera la cortese presenza di Costanzo Mercugliano, professore d'italiano del Collège Franciscain.






Roma (III)

Non cessa tuttavia nel corso dei secoli il fascina per l'arte romana, fatta di rigore e di equilibrio. Durante il medioevo se ne ispira la stile romanico.
Rendere romano, romanizzare, diventa un ideale. Attraverso il processo della romanizzazione si può acquisire la spirito e la concezione di vita dei Romani. La romanità spinge ovviamente ad agire romanamente.
I nomi servono a ricordare e a tramandare virtù, leggende e forse la sferità della Storia: Romolo si chiamava il mitico fondatore di Roma e Romolo Augustolo l'ultimo imperatore. Tuttora i nomi Romano, Romain, Roman, s'incontrano con una certa frequenza.

Romèo era il nome con cui si chiamavano i pellegrini diretti a Roma a in Terrasanta e la strada romea la strada che percorrevano. Il cristianesimo storicamente identificato con Roma ha fatto sì che gli arabi musulmani dicono rumi per cristiana.
Anteriormente all'epoca cristiana, si chiamavano romee le feste istituite in Grecia ed in Oriente per onorare la Dea Roma.

Innumerevoli sono poi le espressioni in cui si fa riferimento a Roma o ciò che rappresenta. La straordinaria fortuna politica della Città eterna ispira agli zar (dal latino "Caesar", Cesare) e, più recentemente a Mussolini la rivendicazione di rappresentare la terza Roma. Il sacro romano impero (o impero romano della nazione germanica) ambisce idealmente a prolungare l'Impero latino. Il saluto romano (ovvero fascista, fatto proprio poi anche dai nazisti) e il passo dell'oca prussiano ribattezzato in Italia passo romano esprimono il desiderio di captare la gloria delle antiche legioni .
La lattuga romana, la lotta greco-romana, i numeri romani, dal maiestoso effetto visivo, i dritti caratteri romani della tipografia, prolungano in qualche modo le "qualità" della civiltà modello.

Arcangelo PETRANTO' (3 - continua)