Bollettino 135


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





" Divano Bambola "
Progetto realizzato da Mario Bellini nel 1972 per B&B Italia,
azienda leader nell'arredamento di design nel mondo.




Maggio 2007 - N° 135




IL DESIGN IN ITALIA


La ricerca di una qualità estetica per gli oggetti di produzione industriale nasce in concomitanza con il diffondersi delle tecnologie, nel corso del XIX secolo. Al ruolo trainante dell'industria inglese nel campo della produzione sono legate le prime formulazioni di un rapporto tra "arte" e "industria", da cui scaturisce la cultura dell'industrial design.
Sebbene il termine design indichi in senso più ampio la "'progettazione' attraverso una rappresentazione obbiettiva con mezzi grafici o plastici", le espressioni anglosassoni design e industrial design vengono ormai comunemente identificate e tradotte in italiano con quella di "disegno industriale". Altre terminologie adottate per cercare di comprendere pienamente il significato dell'espressione inglese sono state considerate quelle di "progettazione per l'industria" e di "estetica del prodotto". Tuttavia, per non limitare il contenuto originario, si preferisce in molti casi mantenere il vocabolo inglese e chiamare designer il progettista legato al disegno industriale.



Per disegno industriale non si deve intendere né il semplice disegno o schizzo, né il disegno esecutivo, cioè quell'elaborato grafico contenente tutte le informazioni necessarie per la realizzazione dell'opera rappresentata; in senso più ampio e complesso, il disegno industriale va identificato con la progettazione che precede la produzione in serie di oggetti attraverso un sistema industrializzato, che comprende sia gli aspetti tecnici che quelli estetici e che prevede gli aspetti propriamente produttivi dell'opera. In particolare è insita nel concetto di disegno industriale l'idea che l'oggetto progettato dal designer contenga già, accanto alle qualità tecniche e funzionali, determinate caratteristiche formali e che, soprattutto, queste ultime individuino la sua unicità rispetto ad altri oggetti simili per funzione e tecnologia.
È nell'aspetto progettuale, appunto, che la qualità del prodotto industriale si distingue da quella dei manufatti artistici o artigianali. Questi ultimi, infatti, sono caratterizzati da un lato dall'unicità dell'oggetto, dall'altro dal fatto che le loro caratteristiche estetiche, dovute all'azione dell'artista, sono visibili solo una volta terminata l'opera. Al contrario tutte le qualità estetiche specifiche dell'oggetto di produzione industriale sono insite del progetto, ovvero nel modello da cui deriva la successiva produzione in serie.

Flaminia Bardati


Fonte:

http://www.italicon.it






    
Fino agli anni Trenta in Italia il design venne considerato "arte decorativa". Solo dopo la seconda guerra mondiale si iniziò a parlare di progettazione industriale: la prima invenzione della "nuova era" fu lo scooter, la Vespa disegnata da Corradino D'Ascanio e prodotta nel 1945 dalla Piaggio. Verso gli anni Cinquanta il design assunse un ruolo decisivo nella cultura italiana, contrapponendosi all'architettura con un linguaggio originale, sia dal punto di vista tecnico sia sul piano formale e artistico. I progetti italiani competevano per creatività e contenuto innovativo con il design tedesco e scandinavo, talvolta ancora troppo legato al funzionalismo del Bauhaus.
Questo momento felice del design italiano si dovette all'incontro e alla fusione tra il lavoro dei progettisti e le ricerche dell'industria: i designer traevano suggerimenti dall'arte contemporanea e dall'architettura di Alvar Aalto, Marcel Breuer o Frank Lloyd Wright, mentre l'industria, dopo gli anni del fascismo e della guerra, tentava con entusiasmo nuove sperimentazioni. Tra i primi personaggi che incarnarono la nuova figura dell'artista-designer fu Bruno Munari, di cui si ricordano le Macchine inutili degli anni Trenta e la macchina per caffè da bar prodotta nel 1949 per Pavoni.
Intanto, a partire dalla fine degli anni Quaranta, Gio Ponti divulgava, attraverso la rivista "Domus", i risultati del lavoro di artisti, architetti, decoratori e designer di tutto il mondo, propugnando un design aperto a ogni tipo di sperimentazione.
In questo panorama, nel quale la collaborazione tra diverse figure creative diveniva primaria, si distinsero in particolare alcune industrie: ad esempio l'Olivetti che, grazie al lavoro di Marcello Nizzoli, diede notevole impulso alla progettazione industriale di macchine da scrivere e calcolatrici; o la FIAT, l'Alfa Romeo e la Lancia, che, investendo grandi energie nel design delle automobili, portarono alla ribalta internazionale i nomi di Dante Giacosa, Giorgetto Giugiaro, Sergio Pininfarina.
Tra i personaggi che contribuirono all'affermarsi del design italiano, con diversi fortunati progetti, si collocano: Franco Albini, che con Franca Helg disegnò il televisore Orion per Brionvega (1952-1955); Alberto Rosselli; Ignazio Gardella; Marco Zanuso, che disegnò il celebre telefono Grillo (1966) per la Sit-Siemens; il gruppo BBPR costituito da Gianluigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgioioso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers; i fratelli Livio, Pier Giacomo e Achille Castiglioni, di cui si ricordano la poltrona Sanluca per Gavina (1960), le lampade Taccia (1962) e Parentesi per Flos (insieme a Pio Manzù, 1970); Vico Magistretti che produsse per Artemide la lampada Eclisse (1966) e la sedia Selene (1969); Vittorio Gregotti che per la poltrona Cavour, realizzata in legno curvato e gommapiuma (1959), ricevette nel 1961 una menzione d'onore al Compasso d'Oro, il prestigioso premio istituito nel 1954 dalla Rinascente per dare risalto ai prodotti di arredamento dotati dei migliori requisiti di funzionalità ed essenzialità delle forme.
    
    
Nella seconda metà degli anni Sessanta fu proprio la progettazione industriale del mobile a riscuotere particolare successo in Italia. Si assistette a un aumento della richiesta di prodotti, sia per merito del nuovo impulso tecnologico, sia per l'apertura di fiere come il Salone del Mobile di Milano, che affiancò la Triennale. Contemporaneamente, il design cominciò a seguire due fondamentali direzioni: da un lato, in contrapposizione al razionalismo, sentì l'esigenza di confrontarsi con forme e tipologie del passato; dall'altro, prese a farsi carico di istanze tipiche dei movimenti artistici d'avanguardia, che andavano dal futurismo alla Pop Art, aprendosi all'uso di materiali quali la plastica, il poliuretano espanso, l'acciaio inox e il polistirolo.
La Kartell, specializzata nelle materie plastiche, affidò i disegni di alcuni modelli di sedie a Marco Zanuso, Richard Sapper e a Joe Colombo, mentre con il polistirolo Mario Bellini costruì per Olivetti la calcolatrice elettronica Logos 50/60 (1973). Gli oggetti divennero più accessibili e funzionali: fu in questo momento che nacquero radioline e televisori, macchine da scrivere e giradischi portatili. Negli anni Settanta il "nuovo design" si avvalse di tutti i materiali e le tecniche possibili, dalle più artigianali a quelle che seguivano il mutamento radicale dell'industria. Lo studio Alchimia, fondato a Milano nel 1976 da Alessandro Guerriero, iniziò la sua attività realizzando arredi non industriali, e in seguito allargò la ricerca a ogni campo del design.
"Memphis è stato il tentativo da parte di designer o di artisti di farsi la loro industria", dichiarava nel 1987 Ettore Sottsass; in realtà, gli arredi prodotti dal gruppo erano così lontani da ogni funzionalità che il loro successo di mercato fu quasi nullo. In Italia del resto, più che in ogni altro paese, la storia del design è spesso stata legata più a fattori artistico-culturali che a logiche di mercato, accentrando grandi risorse nella produzione di esemplari unici o di prototipi d'autore. Malgrado i progressi degli ultimi anni, in Italia il design ancora oggi non è popolare, e la figura del designer continua a cercare uno spazio professionale più autonomo.


Fonte:

http://it.encarta.msn.com/text_761557992__1/Industrial_Design.html






Il design industriale nasce in Italia nel periodo fra la prima e la seconda guerra mondiale con la fondazione della Biennale di Monza nel 1930 e della Triennale di Milano nel 1933. La creazione del primo prototipo di design industriale consiste in un elettrotreno realizzato da un progetto del responsabile della Triennale. Nello stesso periodo vengono prodotti i primi elicotteri, e viene dato il via a due nuovi filoni, uno ingegneristico legato alla crescita dei consumi, e uno architettonico più legato alla fase progettuale.
Dopo la seconda guerra mondiale la mass produzione aumenta e le popolazioni cominciano a familiarizzare con l'industrializzazione a causa dell'immissione sul mercato di articoli di arredamento prodotti in serie. Nel 1950 i designer industriali e gli artigiani cominciano a focalizzare sulla ricerca di corrispondenza tra forma e funzione in base alla corrente "good design" costituente un fattore che verrà poi criticato da alcuni designer a partire dal 1960. Più che la corrente in se verrà criticato l'uso dell'espressione "good design", troppo elusiva per descrivere il rapporto tra forma, aspetto, elemento sensoriale, peso, volume e funzione di un oggetto.
    
Verso la fine del 1960, una nuova corrente di design industriale cerca di liberarsi da vincoli e restrizioni, sviluppando le relazioni tra forma e funzione del prodotto in modo più articolato. Fra le caratteristiche principali del nuovo movimento si trova il tentativo di creare uno stile che prescinda da barriere di classe. Al Museum of Modern Art di New York (MoMA) un'esibizione chiamata "Italy" rappresenterà il momento culminante del riadattamento del settore, durante il quale le creazioni di design industriale assumono le forme e i colori più svariati. Nel 1981, dopo un periodo di stasi durato quasi una decade, nasce il movimento di Memphis iniziato dall'architetto Ettore Sottsass, che riprende i temi che avevano caratterizzato il design del periodo fra il 1960 e il 1980 ampliandoli e in parte ridefinendoli. Alle ricerche allo scopo di ampliare la funzionalità dell'oggetto che avevano caratterizzato la corrente, Ettore Sottsass aggiunge anche una visione dei i problemi ecologici. Il settore più vasto del design industriale italiano è quello relativo al mobile e al complemento d'arredo nel quale l'Italia è leader mondiale. Fra gli altri settori si trovano il design dell'illuminazione, il design automobilistico, e lo yacht design. Fra i settori in via di sviluppo la grafica e il web design.


Fonti:

http://www.designdictionary.co.uk/ITA/italian_design.htm

http://www.designdictionary.co.uk/index2.html






    
Il motorino, il tram, le scarpe da ginnastica, i doposci, la pentola a pressione, la Bic, la moka, il tratto pen e i cerini (nel senso di fiammiferi). Ma anche il fiasco di vino, la tanica da benzina, il lucchetto antifurto o la grattugia per il formaggio parmigiano. Oggetti, semplici oggetti che tutti usiamo (o usavamo) ogni giorno. Quasi sempre senza sapere, né domandarci, chi li ha progettati. Cose che spesso identifichiamo con il loro valore d'uso o con il nome dell'azienda che li produce. Merci no brand e no name senza le quali, come già scriveva Umberto Eco più di vent'anni fa, "non si capisce né cosa sia l'Italia, né cosa sia il design".
Si deve ad Alberto Bassi, critico del disegno industriale e docente dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, il merito di aver messo in fila uno dopo l'altro i tanti oggetti d'uso che popolano la nostra vita e di averli raccontati nel saggio "Design anonimo in Italia - Oggetti comuni e progetto incognito" (Electa). Una storia delle cose e delle merci (guarda le immagini) che si fa racconto dei consumi, del design e dell'industria italiana, e che soddisfa anche la curiosità di chi è cresciuto con un paio di Superga ai piedi, guidando il Ciao o mettendo sul fuoco la caffettieria napoletana. O anche la pentola a pressione. Correva l'anno 1960 e Lagostina lanciava il suo nuovo prodotto che tanti italiani avrebbero imparato negli anni a riconoscere anche grazie alle pubblicità televisive de "la Linea", il personaggio disegnato dal grafico Osvaldo Cavandoli scomparso di recente.


Fonte:

http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2007/04/13/design-anonimo-la-storia-sono-loro-gli-oggetti-senza-nome/



Nel corso della riunione del 2 maggio 2007 avremo il piacere d'incontrare Antonino Lombardo, di Jupille, creatore di progetti a carattere sociale.
Al seguente indirizzo internet: http://users.skynet.be/fa113688/index.htm è possibile prendere conoscenza di alcune sue proposte.



La volta scorsa


Arcangelo ha presentato i prezzi del viaggio previsto per l'Abruzzo. Purtroppo si è dovuto constatare che gli aspiranti al viaggio erano veramente pochi. Le informazioni particolareggiate sono state presentate probabilmente troppo tardi.
La serata dedicata al tema dei nomi e dei cognomi è stata una bell'occasione per divertirci parecchio. Abbiamo riso molto. Alternando con atteggiamenti anche più seri, cio' avviene abbastanza spesso nel nostro club. Pensare che a Leuze è sorto un club del riso a pagamento la cui quota (secondo Liliane) è di ben 82 euro per trimestre (con riunioni settimanali) ! Da noi non costa niente.
In mezzo a questa tonalità allegra è giunto tra di noi Patrizio SIX il quale è diventato nuovo socio del nostro circolo. A lui porgiamo un cordiale benvenuto.


Prossimi appuntamenti


  • Sabato 12 maggio 2007

    Mostra dedicata a "Pinocchio" (a cura di Dominique)
    Viaggio nel mondo del celebre burattino senza fili.
    Presso il "Centre de la Marionnette", rue Saint-Martin a Tournai.

    Programma
    • Visita guidata alle ore 15:00

    • Durata della visita : 1 ora + visione di un film a scelta su Pinocchio (tra 50 e 90 minuti - scelta tra +/- 10 film tra cui le versioni di Steve Baron, di Roberto Benigni, di Luigi Comencini…)


    Prezzo:
    • 5,00 € a testa (inclusa la visita guidata e il film) per minimo 10 persone

    


  • Sabato 9 giugno 2007

    Visita della cripta di St-Hermes a Renaix (a cura di Marie-Claire)

    Programma:
    • Partenza da Tournai (alle 9:30)

    • Visita guidata della cripta (dalle 10:30 alle 11:30)

    • Pranzo (dalle 12:00 alle 15:00)

    • Visita guidata della Villa Carpentier (di stile Liberty) e dei giardini (dalle 15:15 alle 16:45)


    Prezzo:
    • In base al numero di partecipanti potrà variare da 10,50 € a 13,50 €.


    Iscrizione e anticipo:
    • Le iscrizioni si faranno durante la prossima riunione. L'anticipo da pagare sarà di 5,00 € (pagamento al più tardi per l'8 maggio).
      Si pagherà il saldo il giorno stesso della visita.

    
Cripta di Sant'Hermes


  • Domenica 17 giugno 2007 (o in caso di maltempo domenica 24 giugno 2007)

    Gita in bici a Bruges (a cura di Dominique)

    • appuntamento alle ore 14:00 vicino al Beffroi di Bruges

    • parcheggio per le macchine fuori città

    • possibilità di trasportare 5 biciclette da Tournai verso Bruges sul rimorchio di Dominique

    • possibilità di noleggiare biciclette, in stazione o Hallestraat, 4, a Bruges (6,70€ al giorno preso l'Albergo "Koffieboontje").

    • la gita in bici si farà in direzione dell'Olanda via Damme seguendo il canale.

    




Viaggio di scoperta dell'Abruzzo (a cura di Arcangelo)

Malgrado la buona volontà espressa per organizzare questo viaggio, il comitato ha dovuto prendere la decisione di rinviare all'anno prossimo detto viaggio. Infatti, sia a causa della presentazione tardiva delle informazioni complete sia perché diverse persone avevano già determinato il loro periodo di ferie, il numero di candidati al viaggio è stato decisamente inferiore alle aspettative. Appare quindi saggio rinviare il progetto. Ne riparleremo sin dal prossimo rientro, in ottobre.
A titolo informativo, presentiamo qui di seguito le condizioni ricevute dal nostro corrispondente in Italia e che supponiamo saranno ancora valide in linea di massima l'anno prossimo :

Tot. Pacchetto per 8 persone:

  • ± € 500,00 a persona in camera doppia

  • ± € 520,00 a persona in camera singola

Il pacchetto comprende:

  • 7 gg. in pensione completa (cena, pernottamento, colazione, pranzo al sacco)

  • noleggio minibus 8 persone con guida turistica intera giornata

  • Escluso: autista e consumi carburante

    


Tot. Pacchetto da 10 a 16 persone:
  • ± € 500,00 ( in camera doppia)

  • ± € 520,00 (in camera singola)

  • con bus 16 posti con conducente e incluso carburante

  • !!! guida (da aggiungere ?)


Tot. Pacchetto da 17 persone con bus fino a 50 posti
  • ± € 465,00 (in camera doppia)

  • ± € 485,00 (in camera singola)

    
Lanciano Maiella in Abruzzo

La quota non comprende: gli ingressi alle grotte del Cavallone (9,00€ con cabinovia) e al castello di Roccascalegna (3,00€) ed eventuali altri ingressi.




Fotografie di Bernadette Debetencourt


    
Ben nota al club in quanto grande viaggiatrice (ha già percorso mezzo mondo), Bernadette Debetencourt ci è nota pure per la sua arte fotografica. In tale ambito ha già ricevuto riconoscimenti e premi. Questa volta si tratta della sua prima mostra personale.


Le sue fotografie, di ispirazione esotica, saranno esposte presso la Biblioteca comunale di Tournai/Casa della Cultura di Tournai dal 12 maggio al 9 giugno.


Gli amici del club sono invitati a visitare la mostra. Apprezzeranno senza dubbio il talento artistico di Bernadette.