Bollettino 139


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Il naufragio della nave di Ulisse.
Anonimo fiorentino, 1390-1400 circa.,
Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano.

Nel 1291, due secoli prima di Colombo, i fratelli genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi,
audaci navigatori, vollero giungere alle Indie spingendosi nell'Oceano Atlantico
ma scomparvero poco dopo aver raggiunto le Canarie.
Dante Alighieri era forse a conoscenza del fallimento della spedizione
quando compose, pochi anni dopo, nel XXVI canto del suo Inferno
la storia del viaggio di Ulisse oltre le mitiche Colonne d'Ercole.




Dicembre 2007 - N° 139




IL CANTO DI ULISSE



" O frati ", dissi, " che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza ".

Li miei compagni fec' io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;

e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.

Tutte le stelle già de l'altro polo
vedea la notte, e 'l nostro tanto basso,
che non surgëa fuor del marin suolo.

Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avëa alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com' altrui piacque,

infin che 'l mar fu sovra noi richiuso.


(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 112-143)





    
Secondo la tradizione omerica, l'eroe greco Ulisse, giunto al termine delle sue peregrinazioni, fa vela per Itaca, dove trascorrerà la vecchiaia tra gli affetti familiari, dopo aver riconquistato il trono. Nel canto XXVI della Divina Commedia, Dante, che incontra Ulisse nell'Inferno tra i consiglieri fraudolenti, riferisce un'altra leggenda circa gli ultimi anni dell'eroe: immagina cioè che nulla abbia valso per lui il richiamo della patria e della famiglia, a confronto del fascino dell'avventura e della sfida all'ignoto. Giunto quindi alle Colonne d'Ercole (lo stretto di Gibilterra), che per gli antichi segnava il confine estremo del mondo abitato, oltre il quale nessun uomo si era mai spinto, Ulisse incita i suoi uomini, anche se vecchi e stanchi come lui, a seguirlo nell'ultima e più ambiziosa delle avventure: violare il divieto divino che impediva di superare quel limite, in nome dell'amore per la conoscenza.

Fonte:
http://it.encarta.msn.com/media_221631636_981537011_-1_1/Dante_Il_folle_volo_di_Ulisse.html





    
La Divina Commedia, originariamente Comedìa, è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi e, tra i primi esempi del genere, in lingua volgare toscana. Considerato il capolavoro del poeta fiorentino, è una delle più importanti testimonianze letterarie della civiltà medievale e una delle più grandi opere della letteratura universale, conosciuta e studiata tutt'oggi in tutto il mondo. Il poema è diviso in tre parti, chiamate cantiche, Inferno, Purgatorio, Paradiso, ognuna delle quali è composta da 33 canti (tranne l'Inferno, che contiene all'inizio un ulteriore canto, considerato però una sorta di preludio all'intero poema). Ed è, infatti, proprio attraverso questi tre regni ultraterreni che il poeta immagina di compiere un viaggio, che lo porterà alla redenzione dai suoi peccati.

Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Divina_Commedia
    





Il poema è il resoconto del viaggio nell'oltretomba che l'autore immagina di aver compiuto nella primavera del 1300 (l'anno del primo giubileo) e durato sette giorni. Giunto "nel mezzo del cammin di nostra vita", cioè all'età di trentacinque anni, Dante si è smarrito nella "selva oscura" del peccato; in suo soccorso, mandata da Beatrice (a sua volta inviata da santa Lucia e dalla Vergine), viene l'ombra del poeta latino Virgilio, che diventerà la sua guida nell'itinerario attraverso l'Inferno e il Purgatorio, così come Beatrice lo guiderà nel Paradiso. Per il pellegrino Dante, Virgilio e Beatrice sono guide illuminate, rispettivamente simboli della ragione e della fede.
La struttura del mondo dantesco rispecchia la concezione dell'universo di Tolomeo, accolta da Tommaso d'Aquino e dalla filosofia scolastica e quindi da tutta la cultura medievale. La Terra è una sfera sospesa al centro dell'universo e divisa in due emisferi: quello settentrionale o boreale e quello meridionale o australe.

Al centro dell'emisfero settentrionale, l'unico abitato e compreso tra le foci del Gange e le colonne d'Ercole, sorge Gerusalemme. Nei pressi della città santa si apre l'accesso all'inferno, concepito come un'immensa voragine a forma di cono rovesciato, suddiviso in nove cerchi concentrici.
Simmetrico rispetto all'inferno, il purgatorio è un'altissima montagna, situata al centro dell'emisfero meridionale e circondata dalle acque. È anch'esso suddiviso in nove partizioni (balze e cornici) e culmina nell'Eden, il paradiso terrestre. Attorno alla Terra ruotano nove cieli concentrici, contenuti all'interno dell'Empireo, il cielo immobile nel quale risiede Dio.
La voragine infernale è costituita da nove enormi gradini (o cerchi concentrici) che sprofondano sempre più stretti verso il centro della Terra, dove andò a conficcarsi Lucifero dopo la cacciata dal paradiso. Sopra di essi sono puniti i peccatori, con pene la cui gravità è proporzionale alla gravità del peccato commesso e aumenta con il procedere verso il basso.

L'VIII cerchio, detto Malebolge, accoglie i fraudolenti contro chi non si fida ed è diviso in dieci fossati (le bolge): ruffiani e seduttori (I bolgia), adulatori (II bolgia), simoniaci (III bolgia), indovini (IV bolgia), barattieri (V bolgia), ipocriti (VI bolgia), ladri (VII bolgia), consiglieri fraudolenti (VIII bolgia), seminatori di discordia (IX bolgia), falsari (X bolgia).

Fonte:
http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_1041500413/La_Divina_Commedia.html
    





    
Jorge Luis Borges, in Nove saggi danteschi, Adelphi, afferma che certamente Ulisse ha intrapreso un viaggio folle, impossibile, ma l'angoscia, la partecipazione palese di Dante sono quasi troppo profonde e intime. Dante non è l'anti-Ulisse, poiché fa un viaggio non meno "folle" di quello dell'eroe greco, che però egli vuol far risultare autorizzato da dio. Per Borges, Dante è un Ulisse cristianizzato: il folle volo del poeta toscano è la scrittura del libro stesso. Dante era un teologo che in nome di dio si arrogava il diritto di decidere il bene e il male per l'eternità. In tal senso Ulisse, essendo precristiano, non può essere condannato per il proprio ateismo, ma solo per delle colpe morali universali.
Ulisse è una specie di specchio negativo di Dante. Dal punto di vista della conoscenza, entrambi sono degli eroi, degli scopritori. Tuttavia Dante è, per così dire, un esploratore approvato da dio, mentre Ulisse è un ribelle, un temerario che osa imporre la propria volontà agli dèi. La presunzione umana rappresenta un inconcepibile sovvertimento dell'ordine dell'universo, e come tale è una forma di "follia". Infatti, l'aggettivo folle, come segnale preciso di questa volontà assurda per chi è sostenuto dalla fede e dalla grazia, compare al v. 125, a definire la natura insana dell'impresa di Ulisse.
L'autore, dunque, sente vicina alla propria l'esperienza di Ulisse (che può rappresentare quella dei filosofi laici che - come lo stesso Dante giovane - si lasciarono tentare da una conoscenza che fosse dei tutto indipendente dal valore della fede religiosa). Ma Dante credette di salvarsi in tempo dal fallimento, tornando alla fede. In questo senso, il personaggio di Ulisse lo rispecchia, ma solo per gli aspetti negativi che lo segnarono in passato e che al tempo in cui scrive la Commedia egli ha ormai superato.

Fonte:
http://www.homolaicus.com/storia/antica/grecia/ulisse/dante_ulisse.htm





"Fratelli miei, per cento e più miglia siete arrivati a questo crepuscolo della vita (la vecchiaia, chiamata come "rimanente veglia dei sensi") presso l'Occidente; non negate ai nostri sensi quello che rimane da vedere, dietro al sole, nel mondo disabitato; considerate la vostra origine: non siete nati per vivere come bruti, ma per praticare la virtù e apprendere la scienza."
Le celebri terzine sono un vertice di retorica: si apre con una captatio benevolentiae (il vocativo, il ricordo delle esperienze in comune) e cresce di intensità gradualmente, prima usando il "voi", poi "noi" (infatti prima di questa orazione Ulisse usava il pronome "io" e in seguito userà solo il "noi"), incitando all'impresa fino a culminare in chiusura toccando uno dei sentimenti più profondi dell'animo umano quale l'orgoglio per la superiorità sugli altri esseri viventi.
I compagni allora divennero così desiderosi di partire che a malapena li avrebbe potuti trattenere oltre: girarono la poppa a est e fecero dei remi "ali" per il "folle volo", sempre avanzando a sinistra, verso sud-ovest. Dopo cinque mesi già le stelle erano cambiate in cielo (perché erano giunti nell'altro emisfero), quando apparve una montagna velata dalla lontananza ("bruna") e altissima (il monte del Purgatorio). Essi si rallegrarono ma presto dovettero cedere al pianto perché da quella terra si mosse un turbine che percorse la barca alla prua; tre volte essi girarono intorno con tutta l'acqua vicina, alla quarta la poppa si alzò in alto, la prua in basso, come piacque a qualcuno (a Dio), e poi il mare fu sopra di essi richiuso (notare l'allusione al seppellimento, alla tomba), con un verbo che metaforicamente chiude anche il canto.
    
Dante ci fa capire tramite le parole di Ulisse l'importanza della conoscenza che non ha né età né limiti: infatti gli affetti più grandi non sono riusciti a vincere nell'animo di Ulisse il desiderio di conoscenza. La celebre terzina "Considerate la vostra semenza:fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" è la sintesi della personalità di Dante il quale considerava la conoscenza il presupposto base per la valutazione di una persona.

Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Inferno_-_Canto_ventiseiesimo





L'ottava bolgia risplende di fiamme; ogni fiamma incorpora un peccatore. In questo girone infernale sono condannati i Consiglieri Fraudolenti, coloro cioè, che usarono l'intelligenza per ordire inganni.
Avvolti da una fiamma bifida stanno Ulisse e Diomede. Ulisse è qui condannato, quale principale ispiratore dell'inganno perpetrato ai danni dei Troiani tramite il cavallo di legno.
Dante chiede a Virgilio di poter parlare alle due ombre avvolte nella fiamma, ma la sua guida lo frena, ricordandogli che si tratta di Greci, quindi di uomini superbi.
È Virgilio stesso che avvia il dialogo, chiedendo loro come trovarono la morte. Ulisse inizia allora il suo racconto.
Congedatosi dalla maga Circe, l'eroe greco, spinto dalla sete di conoscenza e incurante degli affetti famigliari, raccoglie un esiguo drappello di vecchi compagni e salpa con una nave.
Giunti alle colonne d'Ercole (lo stretto di Gibilterra), egli incita i suoi marinai a superarle:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza.

L'imbarcazione procede dunque il suo viaggio, oltre i confini del mondo conosciuto, sino ad avvicinarsi alla montagna del Purgatorio. I marinai esultano, ma la loro gioia dura poco: dalla montagna un turbine di vento investe la nave, che naufraga miseramente nell'oceano.
    
Interpretazioni contraddittorie si sono succedute nei secoli su questo canto e in special modo sulla figura dell'Ulisse dantesco. Si tratta di un ribaldo senza rimorsi o di un eroe?
I commenti più recenti propendono per questa seconda ipotesi: Ulisse rappresenterebbe l'aspirazione all'assoluto, sarebbe il campione dell'umanesimo integrale. Un personaggio moderno, affamato di conoscenza e di avventure, sorretto dal libero pensiero, insofferente ai dogmi e alle verità rivelate.
La volontà di conoscere è la qualità essenziale dell'uomo; vivere privi di questa aspirazione costituisce non un'esistenza umana, ma un'esperienza bestiale. Ulisse è abitato da una energia prometeica; riconosce la sconfitta del suo ultimo tentativo di sfidare i limiti imposti dalla divinità, ma non si pente.
In qualche modo egli rappresenta un modello umano che si contrappone all'uomo medioevale, chiuso nelle sue certezze sul cosmo e su Dio.
Dante è turbato dall'incontro con l'eroe greco. Secondo Benedetto Croce egli riconosce se stesso in Ulisse. Le loro imprese, in effetti, si assomigliano: anche Dante si è "imbarcato" in un viaggio incerto e temerario, che ha i connotati della follia.

Fonte:
http://www.interruzioni.com/canto26.htm



Per la riunione del 5 dicembre 2007, ognuno è invitato a portare delle fotografie di quando eravamo bambini o ragazzini. Serviranno anche come supporto per divertirci provando a indovinare il nome della persone fotografate. Ricordiamo che per festeggiare il quindicennale, il club offrirà la prima bevanda.



La volta scorsa


Si può dire che nel corso della serata abbiamo assistito ad un vero e proprio intervento magistrale sull'origine delle lettere dell'alfabeto e la loro evoluzione storica. Bernard Loin padroneggiava ottimamante la sua materia e ci ha permesso di seguire il periplo delle lettere e del loro suono attraverso le lingue che le hanno adottate. Bravissimo Bernard ! Un momento di cultura. Di quelli che ci piacciono tanto al club.
Durante la riunione abbiamo avuto anche il piacere di accogliere due nuovi soci : Beatrice De Lannoy et Philippe Lahousse a cui porgiamo il benvenuto tra di noi.





Prossimi appuntamenti


  • Sabato 8 dicembre 2007 alle ore 20:00 - "Centre Culturel" di Boussu - " Il Treno del Sole " (Kollectif Théâtre) di Jean-Claude Derudder.

    Proposta di Jacques Benichou. Questo spettacolo teatrale (in lingua francese) ripropone il tema dell'arrivo nel dopoguerra degli italiani nel Belgio. Sono stati prenotati 12 biglietti. Conferma definitiva per telefono presso il "Centre Culturel" il giovedì 6 dicembre.



  • Sabato 15 dicembre 2007 - Cena del quindicennale del club 1992-2007 (nel refettorio del Collège)

    Per la cena del quindicennale (così come abbiamo già fatto per altre cene già organizzate), ciascuno porterà del cibo in quantità abbondante, tanto più che sono stati invitati gli oratori che hanno accettato nel corso degli anni di venire a svolgere una conferenza da noi. Il club si occuperà delle bevande.

    Da notare che durante la cena si svolgerà un'esibizione di tango argentino effettuata da Jamshid ARDVISSURA e la sua partner Vinciane con coinvolgimento del pubblico.

    Oltre a festeggiare i quindici anni del club, l'altro obiettivo della serata sarà quello di valorizzare, attraverso una mostra, i lavori e le realizzazioni personali dei soci (per es. lavori artistici (fotografie, pitture, ecc.), funzionali, di ambito professionale od altro, "exploit" sportivo, ecc.). Il club metterà a disposizione dei pannelli e tavoli. Chi espone dovrà pensare a stampare il proprio nome e le didascalie delle opere presentate e dovrà prevedere dei fili e/o agganci per sospendere le opere da esporre. I soci interessati porteranno il materiale da esporre preferibilmente il mattino stesso.

    Chi è libero di impegni quel giorno e desidera dare una mano per la reparazione della sala è invitato a raggiungere il comitato.

    Appuntamento alla scuola alle 08:30 (con la complicità di Enza faremo la prima colazione sul posto).


    Set da Tavola con il logo del club

    In occasione della ricorrenza del quindicennale, dei set da tavola raffiguranti il nostro caro e bellissimo logo saranno messi in vendita durante la serata del quindicennale al prezzo di 5,00 €. Un elenco di prenotazioni è stato avviato. Chiedere a Dominique per aggiungere il proprio nome.



  • Mercoledì 6 febbraio 2008 - Serata del cinema italiano

    Visione del film " Divorzio all'italiana " (1961) di Pietro Germi con Marcello Mastroianni.



  • Sabato 23 febbraio 2008 a Bruxelles - Visita guidata della mostra "Leonardo da Vinci. The european genius"

    Mostra realizzata nell'ambito delle celebrazioni del 50° anniversario del Trattato di Roma.
    L'esposizione è allestita presso la Basilica di Koekelberg. Il viaggio A-R si farà in treno.



  • Mercoledì 7 maggio 2008 - Conferenza

    Oratore invitato: l'attore, scrittore e regista Pietro Pizzuti.



  • Domenica 1° giugno 2008 - Visita dell'Espace Gallo-Romain di Ath e dell'Archéosite di Aubechies.



  • Giugno 2008 - Gita in bici (tutta la giornata)

    Luogo e circuito da decidere.



  • Dal giovedì 3 al giovedì 10 luglio 2008 - Viaggio di scoperta dell'Abruzzo

    Aspettiamo la conferma da parte del nostro corrispondente in Abruzzo, delle condizioni già presentate nei bollettini scorsi. Viaggio in macchina, in pullman o in aereo.