Bollettino 150


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





La via ferrata
Una via di mezzo tra l'escursionismo classico
e l'alpinismo vero e proprio.
L'ascensione in roccia si effettua su percorsi attrezzati
con cavi d'acciaio, scale e gradini metallici.




    Febbraio 2009 - N° 150    




VIA FERRATA


L' incantato castello roccioso che forma le Dolomiti è da sempre famoso per gli scalatori di ogni parte del mondo.
Durante la Prima Guerra Mondiale italiani ed austro-ungarici si fronteggiarono assurdamente sulle verticali pareti di queste stupende montagne e per farlo dovettero attrezzare con cavi metallici e scale le pareti su cui, loro malgrado, dovevano muoversi spesso sotto il tiro dell'avversario. Oggi molti di questi itinerari, che sono stati riattrezzati ormai da molti anni, si propongono con le loro aeree traversate e con i loro arditi itinerari a tutti coloro che vogliano fare quel passo in più che dall'escursionismo apre la porta al fantastico mondo dell'alpinismo.
Si tratta di una via di mezzo tra le due attività, alla portata di escursionisti dotati soltanto di un po' di curiosità in più, per scoprire cosa c'è oltre al sentiero.
Celebri nel mondo intero, le Vie Ferrate delle Dolomiti sono percorsi sicuri ed ottimamente attrezzati con funi metalliche per potersi assicurare e pioli metallici infissi nella roccia o scale per facilitarne la salita nei tratti più impegnativi.
Per rendere questo affascinante gioco sicuro si devono utilizzare semplici attrezzature alpinistiche quali: imbracatura, casco, cordini e moschettoni.

http://www.guidestarmountain.com/ita_39_390/Alpiestate/attivita_k159_f5.html
    








    
La via ferrata alpina è un percorso che si sviluppa su una parete rocciosa, attrezzato con cavi d'acciaio, scale e gradini, in modo da permettere agli escursionisti-alpinisti di camminare o arrampicare su di essa, in tutta sicurezza, facilitandone la salita.
La via ferrata, quindi, si pone come un percorso tra l'escursionismo classico e l'alpinismo, tra il camminare e l'arrampicare.
L'idea di attrezzare in modo provvisorio o permanente i tratti più impegnativi e rischiosi delle vie di salita ai monti è antica quanto l'alpinismo: sulle Alpi, in località fra loro diverse e lontane, i montanari attrezzavano alcuni passaggi con corde fisse e scale per facilitare il cammino nel recarsi in luoghi di difficile accesso, per salire o calarsi da pianori ove si falciava l'erba, per superare rii, anfratti, precipizi. Sulle montagne tedesche ed austriache, già all'inizio dell'Otto-cento, vennero realizzati percorsi attrezzati con funi e appigli artificiali.
Con il sopraggiungere della prima guerra mondiale molti sentieri e passaggi sulle Dolomiti sono allora attrezzati per finalità esclusivamente belliche, come percorsi sul fronte di guerra: nascono le "strade degli Alpini" o "la ferrata delle trincee" riprese, successivamente, per scopi turistico-escursionistici.
Analogamente sul fronte delle Alpi Occidentali, sul confine franco-italiano, nella seconda guerra mondiale, questi interventi si ripeteranno per permettere alle truppe alpine di svolgere spostamenti abituali con minore rischio e maggiore rapidità possibile.
Il ritrovato benessere economico e l'incremento del turismo alpino, dopo gli anni Settanta, portarono allo sviluppo di sentieri attrezzati, soprattutto nelle Dolomiti, la patria delle vie ferrate, allo scopo non solo di pura ascensione alle cime, ma anche per realizzare traversate particolarmente interessanti per storia, natura e paesaggi. Questi percorsi, creati con finalità meramente di svago, presentano caratteristiche più sportive e atletiche.









Di origine tipicamente italiana, le prime vie ferrate furono realizzate dall'esercito nel massiccio delle Dolomiti , al fine di facilitare gli spostamenti dei soldati in queste regioni.
Di vocazione più sportiva e ludica le moderne vie ferrate sono degli itinerari essenzialmente rocciosi interamente attrezzati con un cavo d'acciaio a cui assicurarsi e dei pioli o gradini metallici per facilitarne la salita. Oggi lo scopo delle vie ferrate è di permettere l'ascensione in roccia anche all'escursionista medio. Benché sicuri e accessibili in larga misura anche ai non scalatori, i percorsi attrezzati non debbono mai venire sottovalutati.

http://www.altox.it/vieferrate.htm
    








Una via ferrata è un percorso di accesso alla vetta o a qualsiasi altra meta alpinistica dotato di cavi, catene, staffe, ed altri ancoraggi fissi (es. scalette o passerelle in legno; funi di corda) che ne facilitano le difficoltà alpinistiche. Tali attrezzature artificiali rendono praticabile il terreno roccioso o un percorso esposto - di qualsiasi difficoltà - mettendolo alla portata anche di un non alpinista.


Brevi cenni storici

    
L'idea di rendere più agevole l'accesso a un colle, a una vetta o a un rifugio risale a molto tempo fa: nel lontano 1492 Antoine de Ville, capitano dell'esercito francese, scrisse di aver utilizzato una scala a pioli per raggiungere la vetta del Monte Aiguille.
Per la prima via ferrata italiana bisognerà però attendere sino al 1880, quando le guide alpine di Madonna di Campiglio attrezzarono il versante orientale della cima Brenta per facilitare il transito dei loro clienti. Negli anni seguenti, soprattutto sulle Alpi orientali, vennero attrezzati numerosi altri itinerari di traversata che favorivano il passaggio in luoghi particolarmente impervi allo scopo di consentire alle truppe l'accesso ed il controllo delle linee di confine. Infatti, le vie ferrate soprattutto sulle Dolomiti, hanno spesso origine militare e furono attrezzate nei duri anni della guerra di frontiera del 1915/18.
Il turismo le ha notevolmente rivalutate e oggi sono al centro di una vera moda. Oggi quella delle vie ferrate è un'attività ludica accessibile a tutti, che consiste nel percorrere un itinerario sportivo tracciato su una parete rocciosa, attrezzata con cavi, gradini, scale ed altri elementi destinati a facilitare la progressione garantendo al contempo la sicurezza.


Tecniche ed equipaggiamenti

Si procede in autoassicurazione, cioè agganciandosi direttamente al cavo di ancoraggio. Per far questo è necessario dotarsi di un imbrago apposito a cui si aggancia almeno un moschettone. Pur essendo sufficiente un solo moschettone per agganciarsi in maniera sicura, è preferibile usarne due: il cavo di ancoraggio infatti è fissato alla parete con rimandi che impediscono al moschettone di passare oltre. È quindi necessario sganciarsi dal cavo e riagganciarsi subito dopo il rimando. Se si usa un solo moschettone, in questa fase si rimarrebbe non assicurati alla parete, con gli ovvi rischi per la sicurezza che questo comporta. Usando due moschettoni è invece possibile rimanere sempre agganciati ai cavi di ancoraggio.
È fondamentale l'uso di una frizione detta dissipatore che ha lo scopo di ridurre l'energia in caso di caduta, evitando traumi e possibili rotture degli ancoraggi a causa del brusco arresto della caduta.
Nella pratica alpinistica la corda dinamica compie egregiamente questa funzione, ma il kit da ferrata che utilizza spezzoni di corda molto corta (risultando in un elevato fattore di caduta) non potrebbe dissipare sufficientemente l'energia di caduta senza l'apposito dispositivo.
    


Gradi di difficoltà

    
Per esprimere le difficoltà sulle vie ferrate viene utilizzata una valutazione d'insieme:

F - (Facile) percorso molto protetto - ben segnalato - poco esposto.

PD - (Poco Difficile) percorso con facili passaggi di scalata o traversata poco esposti.

AD - (Abbastanza Difficile) percorso più articolato su canali e camini - passaggi verticali e tratti in esposizione.

D - (Difficile) percorso continua-mente verticale e molto articolato - tratti in forte esposizione.

TD (o raramente MD) - (Molto Difficile) percorso su rocce molto ripide e senza validi appoggi - richiede il superamento di tratti strapiombanti.

ED (o raramente E) - (Estremamente Difficile ) percorso verticale e strapiombante - appoggi esclusivamente naturali.

EX - (Eccezionalmente Difficile) percorso di eccezionale difficoltà.









Elenco delle attrezzature necessarie

Normale materiale di per un'escursione in montagna: scarponi, abbigliamento adeguato alla stagione, cibo e bevande dissetanti, kit di pronto soccorso.
Cartina della zona da visitare con rapporto di ingrandimento 1:25.000 o superiore.
Equipaggiamento alpinistico: imbragatura, un set da ferrata (dissipatore, 2 moschettoni, 2 longe), rinvio per soste, un caschetto, guanti protettivi;

http://www.stilealpino.com/index.php/Tecnica-Alpinistica/Cos-e-un-ferrata.html




Durante la riunione del 4 febbraio 2009 visioneremo il film " Pane e cioccolata " (1973), regia di Franco Brusati, attore principale Nino Manfredi. Si tratta certo di una commedia all'italiana ma particolar-mente agrodolce e persino amara. Un film pieno di umanità ma anche malinconico e satirico.
    



La volta scorsa


Una serata vivace nel corso della quale abbiamo avuto il piacere di fare la conoscenza di nuovi amici. Addirittura dal Veneto (Mestre) è giunta tra noi Rachele Populin, una zia di Liliane, in procinto di trasvolare verso il Brasile. Con entusiasmo giovanile ha partecipato alla nostra assemblea condividendo con gli amici del club ricordi natalizi come suggerito dal tema dell'incontro.
Tutti insieme abbiamo poi bevuto il bicchiere dell'amicizia e mangiato il dolce dell'Epifania. Quest'anno la fortuna delle "fave" ha indicato, per l'anno 2009, due re e due regine : Dominique Dogot, Liliane Valerio, Bernard Loin e Jacqueline Maertens.
Insieme a noi pure quella sera erano presenti Daniel Glineur e Rinaldo Brulard a cui diamo un caloroso benvenuto nel club.









Les Fourberies de Scapin di Molière con Pietro Pizzuti


Martedì 20 gennaio ci siamo goduti "Les Fourberies de Scapin" di Molière con Pietro Pizzuti, nostro invitato in maggio scorso. Siamo rimasti proprio soddisfattissimi della rappresentazione : la pièce era servita con estro dagli attori.
Al termine dello spettacolo, svoltosi presso la Casa della Cultura di Tournai, abbiamo avuto anche la soddisfazione d'incontrare Pietro Pizzuti, disponibile, simpatico e sorridente come al solito.
    



Prossimi appuntamenti


  • Mercoledì 4 marzo 2009

    Nicola Farinetti e Luca Giaccone verranno appositamente dall'Italia a parlarci del movimento "Slow Food" con particolare riferimento al cibo e alla birra.
    (A cura di Liliane Valerio)


  • Mercoledì 1° aprile 2009

    Serata " arancini ". E' necessaria l'iscrizione (per poter prevedere le quantità).


  • Domenica 17 maggio 2009

    Passeggiata nella Région des Collines a Ellezelles : " le Sentier de l'Etrange ".
    (A cura di Dominique)


  • Sabato 6 giugno 2009

    Cena di fine anno. Ospite : il Coro Canti d'Allor.
    (A cura di Liliane)


  • Sabato 20 giugno 2009

    Passeggiata storica : reminiscenze italiane a Tournai.

    Queste le soste previste durante la passeggiata : si tratta di "elementi storici" che collegano idealmente Tournai all'Italia.

    In macchina :

    1. Remo Pintus (Rotonda della "Piscine de l'Orient: Aqua Tournai")

    2. Ere : Convento dei Padri Passionnisti (Arcangelo)

    3. Chaussée romaine (via perpendicolare alla Chaussée de Douai)

    4. " Muro gemello " (Plaine des Manoeuvres, inizio Chaussée de Douai)

    A piedi :

    1. Istituto Don Bosco (Dominique)

    2. Istituto delle Orsoline (con accenno alla scuola elementare "Petit Colisée")

    3. Square Roger Delannay (giardino pubblico sito tra la Grand-Place e la rue Perdue)

    4. (Galerie des) Douze Césars (Marie-Claire)

    5. Christine de Lalaing ed Alessandro Farnese (Grand-Place)

    6. Chiesa Saint-Piat (Enza)


    L'obiettivo della passeggiata sarà di dare una breve spiegazione storica relativamente ad ogni sosta. Chi desidera impegnarsi è invitato a segnalarlo al comitato. Idem per chi dispone di documentazione su questi ed altri argomenti simili : qualcuno aveva, per esempio, suggerito il "ristorante Prandini", forse il primo ristorante italiano a Tournai (tra parentesi il nome di chi si è già impegnato per questa attività ; ovviamente più persone possono parlare dello stesso argomento).