Bollettino 151


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI






Giacomo Balla, " Bambina che corre sul balcone ", 1912
Olio su tela, 125x125 cm, Galleria d'Arte Moderna di Milano.

In questo dipinto, l'artista cerca di catturare il dinamismo
che il Futurismo considerava come l'espressione stessa della modernità.




Marzo 2009 - N° 151




IL FUTURISMO HA GIÀ CENTO ANNI !

1909 - 2009

MANIFESTO DEL FUTURISMO




1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3. La letteratura esalta fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.

5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

    
Filippo Tommaso Marinetti
6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7. Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.

8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.

9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichìo di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
È dall'Italia che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il " Futurismo ", perchè vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii.
    

Filippo Tommaso Marinetti
da " Le Figaro ", Parigi 22 febbraio 1909



Inspired by the graphic works of artists in the Italian Futurist movement (1908-1943),
including Fortunato Depero, Fillippo T. Marinetti, Giacomo Balla, and C.V. Testi.



Marinetti nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1876 da genitori italiani. Poeta e romanziere, è il padre fondatore ed ideologo del Futurismo.
Si forma alla luce della cultura francese di fine Ottocento. Nell'ultimo decennio di secolo è a Parigi, in contatto con il mondo della letteratura, legato al filone simbolista.
Nel primo decennio del Novecento partecipa a quella tendenza che avvia il simbolismo verso la sua dissoluzione alla ricerca di nuove espressioni, per fondare una nuova estetica della vita moderna e della macchina.
Temi come la città, il dinamismo e la velocità fanno parte del nuovo linguaggio futurista assieme alla " mistica del superuomo " che aveva dominato le sue prime opere francesi. Alla sua morte nel 1944, anche il movimento futurista si dissolve.

http://www.futurismo.freeservers.com/marinetti.htm
    




Inspired by the graphic works of artists in the Italian Futurist movement (1908-1943),
including Fortunato Depero, Fillippo T. Marinetti, Giacomo Balla, and C.V. Testi.



E lasciatemi divertire !


Tri, tri tri
Fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu, ihu.

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.

Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Cucù rurù,
rurù cucù,
cuccuccurucù!

Cosa sono queste indecenze?
Queste strofe bisbetiche?
Licenze, licenze,
licenze poetiche,
Sono la mia passione.

Farafarafarafa,
Tarataratarata,
Paraparaparapa,
Laralaralarala!
Sapete cosa sono?
Sono robe avanzate,
non sono grullerie,
sono la... spazzatura
delle altre poesie,

Bubububu,
fufufufu,
Friù!
Friù!

Se d'un qualunque nesso
son prive,
perché le scrive
quel fesso?

Bilobilobiobilobilo
blum!
Filofilofilofilofilo
flum!
Bilolù. Filolù,
U.

Non è vero che non voglion dire,
vogliono dire qualcosa.
Voglion dire...
come quando uno si mette a cantare
senza saper le parole.
Una cosa molto volgare.
Ebbene, così mi piace di fare.
Aaaaa!
Eeeee!
liii!
Qoooo!
Uuuuu!
A! E! I! O! U!
Ma giovinotto,
diteci un poco una cosa,
non è la vostra una posa,
di voler con così poco
tenere alimentato
un sì gran foco?

Huisc... Huiusc...
Huisciu... sciu sciu,
Sciukoku... Koku koku,
Sciu
Ko
ku.

Come si deve fare a capire?
Avete delle belle pretese,
sembra ormai che scriviate
in giapponese,

Abi, alì, alarì.
Riririri!
Ri.
Lasciate pure che si sbizzarrisca,
anzi, è bene che non lo finisca,
il divertimento gli costerà caro:
gli daranno del somaro.

Labala
Falala
Falala
eppoi lala...
e lala, lalalalala lalala.

Certo è un azzardo un po' forte
scrivere delle cose così,
che ci son professori, oggidì,
a tutte le porte.

Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!

Infine,
io ho pienamente ragione,
i tempi sono cambiati,
gli uomini non domandano più nulla
dai poeti:
e lasciatemi divertire!


Aldo Palazzeschi
L'incendiario (1910)

http://www.spazio99.it/900treni/poesia12.htm



Inspired by the graphic works of artists in the Italian Futurist movement (1908-1943),
including Fortunato Depero, Fillippo T. Marinetti, Giacomo Balla, and C.V. Testi.



L'apporto maggiore del futurismo alla letteratura del Novecento consiste soprattutto nella teoria e nella pratica delle " parole in libertà ". Questa teoria viene da Marinetti definita in tre successivi manifesti: Manifesto tecnico della letteratura futurista, Distruzione della sintassi-Immaginazione senza fili-Parole in libertà e Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica (1912-1914).
Nel paloriberismo vi è una tendenza espressionistica, dadaista e surrealista e apre sviluppi futuri alla poesia del Novecento. Un'esempio ibrido tra poema e paroliberismo è Zang Tumb Tumb (1914) scritto da Marinetti. Lo stesso si cimentò in seguito con successo anche in alcuni sorprendenti " collages tipografici ".
Il paroliberismo lo si può considerare senza dubbio il più rude assalto compiuto ai danni dell'istituto linguistico della poesia. Le stesse " tavole parolibere " furono definite dal fondatore del futurismo " tavole sinottiche di poesia o paesaggi di parole suggestive ".

http://www.futurismo.freeservers.com/letteratura.htm
    




Inspired by the graphic works of artists in the Italian Futurist movement (1908-1943),
including Fortunato Depero, Fillippo T. Marinetti, Giacomo Balla, and C.V. Testi.



    

I fondatori del futurismo a Parigi nel 1912 :
Russolo, Carrà, Marinetti,
Boccioni, Severini
Fondato da Filippo Tommaso Marinetti come movimento poetico d'avanguardia con il Manifesto pubblicato a Parigi (20 febbraio 1909), il futurismo si sviluppò soprattutto dopo l'adesione di un gruppo di artisti, che firmarono a Milano il Manifesto dei pittori futuristi (11 febbraio 1910) e il successivo Manifesto tecnico. Si trattava di Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo (Milano), di Gino Severini (Parigi) e di Giacomo Balla (Roma). A. Bonzagni e R. Romani dopo una prima adesione si ritirarono. La battaglia futurista era nata da una violenta polemica contro il tradizionalismo culturale e il " passatismo " benpensante e borghese, non estranea ai temi dell'anarchismo soreliano, che successivamente dovevano essere stravolti in senso nazionalistico e interventista.
    

Umberto Boccioni,
Forme uniche della continuità
nello spazio - 1913

Animati da una concezione vitalistica, con riferimenti a Bergson e a Nietzsche, i pittori futuristi e Marinetti ideologizzarono fortemente il gesto e la parola, e compirono allo stesso tempo una profonda elaborazione della loro tematica e del loro linguaggio, ispirandosi alla città industriale, al mito della velocità, e rifacendosi ai principi della scomposizione del colore e della forma, derivati dal postimpressionismo divisionista. Il rapporto dialettico con la ricerca cubista (1911-13) risultò in seguito essenziale alla definizione plastica e teorica dello spazio dinamico futurista, che ebbe modo di affermarsi per novità di impostazione e autonomia di proposte.
La polemica, forma programmatica del futurismo, si sviluppò quindi con gli artisti di Parigi e fu sostenuta dal maggior teorico del gruppo, Boccioni, contro Picasso, Braque e il riformatore del cubismo, l'orfista Delaunay. Accanto alla poesia e alla pittura non furono assenti opere di scultura (Boccioni e Balla) e il rinnovamento della nozione musicale con i Manifesti (1913-14) e la scrittura sonora di Francesco Balilla Pratella e di Luigi Russolo. Quest'ultimo non mancò di sconcertare il pubblico durante alcune famose serate futuriste con la sua enorme " macchina intonarumori ".

    

Luigi Russolo - Intonarumori
Queste manifestazioni e spettacoli furono il precedente di una intensa attività teatrale improntata all'improvvisa invenzione scenica e al teatro di immagine, che ebbe il massimo sviluppo dopo il 1914-15 con il teatro sintetico futurista, il teatro di varietà (accompagnato dalla relativa serie di manifesti), di cui gli ultimi esempi sono il teatro della Sorpresa (1922) e il teatro Visionico (1929). Un apporto personale e nuovo nel settore dello spettacolo e nella costruzione di un'estetica futurista in senso meccanico fu dato da Fortunato Depero, che era entrato a far parte del movimento solo nel 1915, con Mario Sironi e Achille Funi. Il carattere poliedrico dell'interpretazione futurista delle arti ebbe un significativo esito anche con il cinema e la fotografia per opera di Anton Bragaglia (Vita futurista, 1916) e con la progettazione architettonica, che nei disegni di Antonio Sant'Elia mantenne prevalentemente un carattere utopico.
    

Antonio Sant'Elia

Il primo futurismo deve considerarsi concluso sin dal 1916, quando i pittori, nonostante il loro ottimismo interventistico, avvertirono i sintomi della crisi sociale e politica della guerra mondiale: l'attività di gruppo si sciolse e mutò anche il senso della ricerca. Solo dopo il conflitto e per opera, oltre che di Marinetti, di Balla e Depero, che ancora nel 1915 avevano progettato la Ricostruzione futurista dell'universo, nacque un secondo futurismo, che, sebbene ricco di alcuni episodi nel campo artistico, non ritrovò mai l'unità creativa e la forza di rinnovamento del gruppo primitivo. A Balla e Depero si aggiunsero pittori e architetti a Roma, Milano e Torino.
Estremo appello del futurismo fu rappresentato dall'aeropittura, che, pur proclamandosi nuova avanguardia artistica, finì per individuare quasi sempre in un contenuto di regime il nucleo della propria tematica e ricerca. Implicato con il fascismo, il futurismo subì nel secondo dopoguerra un periodo di oscurità e di condanna ideologica, sino a che venne riproposto nel mondo anglosassone e riscoperto dalle più recenti avanguardie artistiche contemporanee.




Giacomo Balla
Dinamismo di un cane al guinzaglio, 1912


Giacomo Balla
Volo di una rondine, 1912-1913





Gerardo Dottori
Aeropittura - Lago Umbro 1942



Fonte : Enciclopedia dell'Arte Garzanti



Inspired by the graphic works of artists in the Italian Futurist movement (1908-1943),
including Fortunato Depero, Fillippo T. Marinetti, Giacomo Balla, and C.V. Testi.



Il 4 marzo 2009 avremo il piacere di ricevere Nicola Farinetti e Luca Giaccone venuti appositamente dall'Italia per parlarci del movimento " Slow Food " (con particolare riferimento al cibo e alla birra).



La volta scorsa


La serata del cinema ci ha permesso di vedere o rivedere un film emblematico della cosiddetta 'commedia all'italiana' : " Pane e cioccolata " (1973), regia di Franco Brusati, con Nino Manfredi come attore principale. Un'opera eccezionalmente attuale per l'argomento affrontato : l'odissea degli immigrati e dei " sans-papiers ", raccontata senza fronzoli, semplicemente con umanità. Un film dai quadri talvolta grotteschi (la scena del pollaio, in particolare). Un ritratto pervaso di malinconia, anche se comico in apparenza. Un omaggio ai perdenti, agli umili e al loro coraggio, al loro perenne desiderio di riscatto.



Appuntamenti già previsti (in linea di massima) per il ciclo 2008-2009


  • Mercoledì 1° aprile 2009

    Serata " arancini ". E' necessaria l'iscrizione (per poter prevedere le quantità).


  • Domenica 17 maggio 2009

    Passeggiata nella Région des Collines a Ellezelles : " le Sentier de l'Etrange ".
    (A cura di Dominique)


  • Sabato 6 giugno 2009

    Cena di fine anno. Ospite : il Coro Canti d'Allor.
    (A cura di Liliane)


  • Sabato 20 giugno 2009

    Passeggiata storica : reminiscenze italiane a Tournai.

    Queste le soste previste durante la passeggiata : si tratta di "elementi storici" che collegano idealmente Tournai all'Italia.

    In macchina :

    1. Remo Pintus (Rotonda della "Piscine de l'Orient: Aqua Tournai")

    2. Ere : Convento dei Padri Passionnisti (Arcangelo)

    3. Chaussée romaine (via perpendicolare alla Chaussée de Douai)

    4. " Muro gemello " (Plaine des Manoeuvres, inizio Chaussée de Douai)

    A piedi :

    1. Istituto Don Bosco (Dominique)

    2. Istituto delle Orsoline (con accenno alla scuola elementare "Petit Colisée")

    3. Square Roger Delannay (giardino pubblico sito tra la Grand-Place e la rue Perdue)

    4. (Galerie des) Douze Césars (Marie-Claire)

    5. Christine de Lalaing ed Alessandro Farnese (Grand-Place)

    6. Chiesa Saint-Piat (Enza)


    L'obiettivo della passeggiata sarà di dare una breve spiegazione storica relativamente ad ogni sosta. Chi desidera impegnarsi è invitato a segnalarlo al comitato. Idem per chi dispone di documentazione su questi ed altri argomenti simili : qualcuno aveva, per esempio, suggerito il "ristorante Prandini", forse il primo ristorante italiano a Tournai (tra parentesi il nome di chi si è già impegnato per questa attività ; ovviamente più persone possono parlare dello stesso argomento).