Bollettino 153


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Isabella Morra
poetessa lucana del Cinquecento.

La sua triste storia ha ispirato anche un film :
" Sexum superando - Isabella Morra " (2005), di Marta Bifano.




Maggio 2009 - N° 153




ISABELLA MORRA

INFELICISSIMA POETESSA DEL CINQUECENTO




Nel cupo e profondo Sud del Cinquecento, una giovane donna viveva le tragiche conseguenze di una guerra europea, con la quale Francia e Spagna si contendevano l'egemonia del mondo. Erano i tempi di Francesco I e Carlo V. Un piccolo barone della provincia della Basilicata più interna, Giovan Michele Morra, signore di Favale (l'attuale Valsinni), sceglieva la causa della Francia, ma si ritrovava tra i vinti ed era perciò costretto a rifugiarsi a Parigi. Era il 1528. Nella lontana Favale, rinchiusi nel castello arroccato sulle ultime propaggini del Pollino, restavano la moglie e sette degli otto figli, tra cui la terzogenita Isabella, nata probabilmente intorno al 1516. Anima delicata e gentile, formatasi nella lettura dei classici e del Petrarca, Isabella vide inesorabilmente sfiorire la sua giovinezza nella bruta realtà del luogo e dei tempi. Non le restava che l'invettiva contro l'empia Fortuna e la disperata confessione della sua sofferenza, cui più tardi seguì la rassegnazione cristiana.Tra l'una e l'altra fase si collocarono momenti di laceranti illusioni e di speranze, che andarono tutte deluse, sicché non le rimaneva che cantare il proprio dolore attraverso la poesia. Ma fu proprio nel bel mezzo della trovata pace religiosa che, all'orizzonte della giovane donna, apparve la figura fascinosa del poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro, sposato e padre di tre figli, signore della vicina Bollita (attuale Nova Siri). Che tra i due poeti si sia instaurata una semplice corrispondenza letteraria, o che ci fosse una vera relazione amorosa, non si saprà mai. Quel che è certo è che la gente parlava e le dicerie giunsero alle orecchie dei fratelli di Isabella, tre dei quali, associando ai motivi di "onore" quelli politici, concepirono ed attuarono una sanguinosa vendetta. I primi ad essere assassinati, nell'autunno/inverno del 1545, furono Isabella Morra ed il suo pedagogo, scoperto, secondo una cronaca di famiglia pubblicata nel 1629, nel portare ad Isabella alcune carte di Diego Sandoval. Quest'ultimo veniva ucciso l'anno successivo, in un agguato tesogli nel bosco di Noia (l'attuale Noepoli). Quindi i tre fratelli ripararono in Francia.
    

Il Castello di Isabella Morra a Favale
(Odierna Valsinni)

    
La produzione poetica di Isabella Morra a noi pervenuta sta tutta nel Canzoniere, breve quanto intenso e diverso da tutti gli altri contemporanei. Esso, composto di dieci sonetti e tre canzoni, fu ritrovato secondo Benedetto Croce dalla polizia spagnola, tra le carte della giovane assassinata. La fama sopraggiunse ben presto, perché il nome di Isabella cominciò subito a circolare, "sexum superando", come dice il nipote Marcantonio, cioè superando i limiti e gli ostacoli legati alla condizione femminile. E se in seguito, per circa tre secoli, di lei poco si sentì parlare, oggi, riscoperta dal Croce, è riconosciuta come una delle voci più originali della lirica cinquecentesca italiana. Nei suoi versi, infatti, così "leopardianamente" veri, non c'è il mondo stereotipato e convenzionale delle Corti, bensì il vento e il rumore del Sinni, l'urlo delle ulule e quello dei boschi, in altri termini tutta la realtà di una contrada che, emblema della provincia meridionale, così drammaticamente isolata ed emarginata, fa tutt'uno col pianto di Isabella, in una dimensione che non è più individuale, ma suggestivamente geografica e sociale.

G. Caserta

http://www.basilicata.cc/lucania/utenti/segue4.php?tit=Isabella%20Morra&nu=aimorra3&web=Valsinni&email1=&data1=2007-10-31%2023:30:13





    
Francesco Petrarca    
Della sua produzione, rivalutata da Benedetto Croce che ne riconobbe il valore di poesia immortale, restano miracolosamente un esile canzoniere, le Rime, 15 componimenti, 12 sonetti e 3 canzoni, che rappresentano l'impetuosa autobiografia e rivelano la sua indole malinconica e appassionata, ma sono anche testimonianza della sua dotta e raffinata cultura.
Dimostrando di aver ben assimilato la lezione del Petrarca, considerato sommo maestro da tutti i lirici cinquecenteschi, per Isabella, definita la "Saffo lucana", il petrarchismo resta solo un vago punto di riferimento, e rivela sensibilità e suggestioni tassiane e leopardiane, con la trasfigurazione lirica del paesaggio, che diventa partecipe dei suoi stati d'animo, e la tragicità e la potenza delle immagini con cui esprime il suo tormento.
Nelle Rime, in cui non si ritrova traccia della tematica amorosa, indizio questo che avvalorerebbe il fatto che la corrispondenza col Sandoval fosse solo letteraria e non una tresca amorosa come sospettarono i fratelli, e che vertono sulla sua vicenda esistenziale, sull'ansia di libertà, sulla volubilità della fortuna, sull'avversa sorte, sulla vana ed ansiosa attesa del ritorno del padre lontano, Isabella lamenta il proprio drammatico destino di solitudine, e protesta contro l'avversa sorte, ma, nei componimenti di ispirazione religiosa, la sventurata poetessa, sembra accettare, in accorata esaltazione mistica, la propria infelice vicenda terrena.

Francesca Santucci

http://www.letteraturaalfemminile.it/isabellamorra.htm





Quadro generale

La presenza femminile nel panorama letterario italiano del Cinquecento testimonia la rivalutazione effettuata dal Rinascimento dell'uomo in quanto individuo, al di là delle barriere imposte dallo status sociale, dal patrimonio e dal sesso.
Il "petrarchismo" costituisce un connotato essenziale della nostra letteratura del XVI secolo. Ne è promotore Pietro Bembo, che indica il Petrarca a quanti coltivano l'arte poetica, come modello lirico esemplare, in ossequio ai dettami della moda letteraria del suo tempo che presuppone il principio dell'imitazione. "II Canzoniere petrarchesco forniva la tematica poetica, gli schemi metrici, il linguaggio, le situazioni sentimentali, la trama delle immagini, le suggestioni del paesaggio, cioè il repertorio completo per intessere una lirica d'amore o una confessione sentimentale...".
In questo ambito si colloca la produzione poetica femminile del Cinquecento (Veronica Gambara,Vittoria Colonna, Tullia D'Aragona, Chiara Matraina, Laura Battiferri, Gaspara Stampa, Isabella Morra), a testimonianza del fatto che "da una situazione feudale piuttosto chiusa e rigida, la presenza femminile si era resa più intraprendente, fino ad esprimere la propria responsabilità etica nelle forme più ardite della poesia" nonché del costume, in quanto indici "di una società emancipata, tra libertina e illuminata". Nel Cinquecento la Basilicata appare lontana dai grandi centri intellettuali nazionali (come lo sono per esempio Ferrara, Firenze, Roma, o Napoli).


Il "leopardismo" di Isabella Morra

Questa riflessione sull'eterno tema del trascorrere del tempo e dello sfiorire della giovinezza accosta, anche a nostro avviso, la poetessa di Favole al dramma vissuto da Giacomo Leopardi ben tre secoli dopo a Recanati.
Pur nella comprensibile difficoltà della comparazione, è possibilie tuttavia parlare di affinità delle tematiche. Entrambi vantano nobili origini, vivono relegati nel proprio castello, in un ambiente familiare freddo e austero l'uno, tetro e desolato l'altra, sottratti ad ogni rapporto con il mondo circostante.
    

    Vittoria Colonna
    Ritratto di Michelangelo - 1550 circa
    British Museum London
Comune con il Leopardi è, per certi aspetti, anche la concezione della fortuna avversa.
E' unicamente la speranza a sorreggere la poetessa che l'amato genitore possa un giorno tornare a prenderla per condurla con sé a Parigi. Spia, infatti, il mare, in ansiosa attesa di notizie provenienti dalla corte di Francesco I.
E purtroppo ben presto la speranza si trasformerà in disperazione. Isabella lancia allora un'invettiva contro la fortuna, sentita come entità malvagia personificata, artefice delle sue sventure.
In Leopardi il senso dell'isolamento si fa più preciso, non è solo malinconia, ma diviene progressivamente impotenza, morte delle possibilità.
Isabella prova a staccarsi dai beni terreni, e cerca rifugio nella preghiera e nella vita contemplativa, tra le selve ombrose e i profondi silenzi di Favole, dove sembra che il suo tormento possa assopirsi.
Dalla contemplazione della natura e dal ritrovato contatto con Dio (o piuttosto da un'estrema illusione) nasce da una parte una nuova poesia, dall'altra la giustificazione del suo dolore.
Questo stato contemplativo la induce così a sentire lo spettacolo della natura come reiterato messaggio divino.
Diversamente dalla Morra, nel Leopardi il sentimento religioso risulta del tutto assente. Sua sola religione è il nulla eterno, e la natura è "...essenzialmente regolarmente e perpetuamente persecutrice e nemica mortale di tutti gli individui d'ogni genere e specie, ...".

Tratto da "Basilicata Regione Notizie", 1994
Testo di Daniela Laragione

http://www.basilicata.cc/chiese/testo.php?id=1&com=Valsinni&est=valsinni.php






I   (Al padre lontano)
            
II















1.   





D'un alto monte onde si scorge il mare
miro sovente io, tua figlia Isabella,
s'alcun legno spalmato in quello appare,
che di te, padre, a me doni novella.


             1.   





I fieri assalti di crudel Fortuna
scrivo, piangendo la mia verde etate,
me che 'n si vili ed orride contrate
spendo il mio tempo senza loda alcuna.


5.   





Ma la mia adversa e dispietata stella
non vuol ch'alcun conforto possa entrare
nel tristo cor, ma, di pietà rubella,
la calda speme in pianto fa mutare.


5.   





Degno il sepolcro, se fu vil la cuna,
vo procacciando con le Muse amate,
e spero ritrovar qualche pietate
malgrado de la cieca aspra importuna;


9.   




non veggo nel mar remo né vela
(così deserto è l'infelice lito)
che l'onde fenda o che la gonfi il vento.


             9.   




e, col favor de le sacrate Dive,
se non col corpo, almen con l'alma sciolta,
esser in pregio a più felici rive.


12.   




Contra Fortuna allor spargo querela,
ed ho in odio il denigrato sito,
come sola cagion del mio tormento.


             12.   




Questa spoglia, dove or mi trovo involta,
forse tale alto re nel mondo vive,
che 'n saldi marmi la terrà sepolta.


(5) stella : sorte ;
(12) querela : lamento ;
(5) cuna : culla ;
(9) sacrate dive : sacre dee, le Muse ;
(12) spoglia : corpo ;






"Sexum Superando - Isabella Morra" è un film del 2005, diretto da Marta Bifano e prodotto da Paul John Flint. Nel settembre 2005 il film è stato proiettato in anteprima alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Il film ripercorre la vera storia della giovane Isabella Morra (interpretata dall'attrice Micaela Ramazzotti), poetessa lucana del XVI secolo nata a Favale odierna Valsinni. Giovane donna che nella prima metà del XVI secolo illuminò il panorama letterario italiano. Figura tra le poetesse petrarchiste del Rinascimento. All'età di 26 anni fu uccisa dai suoi stessi fratelli per via di una presunta relazione clandestina con il barone di Bollita, odierna Nova Siri, lo spagnolo Diego Sandoval de Castro (interpretato dall'attore Tommaso Ragno), anche lui appassionato di poesia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sexum_Superando_-_Isabella_Morra






" Come evitare l'apocalisse idrica mondiale ? " : ecco il tema sul quale ci farà riflettere il nostro ospite Riccardo Petrella che avremo il piacere di ricevere durante la riunione del 6 maggio 2009. Un invito a pensare il futuro del mondo.
    



La volta scorsa


Era la prima volta che succedeva al club : la degustazione di arancini, un squisita specialità siciliana a base di riso. Per qualcuno è stato anche un assaggio di una novità assoluta. E' vero che qui dalle nostre parti non si trovano molti arancini in giro ! Peccato, perché si tratta di una preparazione che meriterebbe di essere più diffusa. Un ringraziamento a Francesco Azzaretto (capocuoco !), Enza Navarra, Bernadette Debetencourt ed Arcangelo Petrantò per il loro impegno nella elaborazione degli arancini e a Dominique Dogot per aver messo a disposizione una friggitrice e un forno a microonde. Nel corso della degustazione si è anche condiviso tra commensali qualche aneddoto relativo al cibo e alla buona cucina…







Appuntamenti già previsti (in linea di massima) per il ciclo 2008-2009


  • Domenica 17 maggio 2009

    Passeggiata nella Région des Collines a Ellezelles : " le Sentier de l'Etrange ".
    (A cura di Dominique)

    Programma in linea di massima :

    • Apputamento alle ore 13:45 alla " Maison du Parc naturel du Pays des Collines " - Ruelle des Ecoles, 1 - 7890 Ellezelles. Prezzo indicativo a testa : 7,00 €.

    • Prima parte : spettacolo virtuale ("parcours spectacle") di 45 min (Prezzo comitiva : 3,00 € a testa). Inizio alle ore 14:00 precise.

    • Seconda parte: alle ore 15:00, passeggiata (2 ore) con guida (narratore). La passeggiata sarà guidata (con narrazione) dal Sig. Marc Ameye (50,00 € per 2 ore).
      Una cartina della passeggiata è disponibile presso la " Maison du Parc naturel du Pays des Collines " (2,00 €).

    • Terza parte: al termine della passeggiata, andremo a degustare la " Quintine ", la birra locale, presso il caffè "Le Martyr", sempre a Ellezelles.



  • Sabato 6 giugno 2009

    Cena di fine anno. Ospite : il Coro Canti d'Allor.
    (A cura di Liliane)


  • Sabato 20 giugno 2009

    Passeggiata storica : reminiscenze italiane a Tournai.

    Queste le soste previste durante la passeggiata : si tratta di "elementi storici" che collegano idealmente Tournai all'Italia.

    In macchina :

    1. Remo Pintus (Rotonda della "Piscine de l'Orient: Aqua Tournai")

    2. Ere : Convento dei Padri Passionnisti (Arcangelo)

    3. Chaussée romaine (via perpendicolare alla Chaussée de Douai)

    4. " Muro gemello " (Plaine des Manoeuvres, inizio Chaussée de Douai)

    A piedi :

    1. Istituto Don Bosco (Dominique)

    2. Istituto delle Orsoline (con accenno alla scuola elementare "Petit Colisée")

    3. Square Roger Delannay (giardino pubblico sito tra la Grand-Place e la rue Perdue)

    4. (Galerie des) Douze Césars (Marie-Claire)

    5. Christine de Lalaing ed Alessandro Farnese (Grand-Place)

    6. Chiesa Saint-Piat (Enza)

    7. Teatro dei Puppi : Famiglia Jorio

    8. Lapide in latino accanto alla cattedrale (André Gosselet)


    L'obiettivo della passeggiata sarà di dare una breve spiegazione storica relativamente ad ogni sosta. Chi desidera impegnarsi è invitato a segnalarlo al comitato. Idem per chi dispone di documentazione su questi ed altri argomenti simili : qualcuno aveva, per esempio, suggerito il "ristorante Prandini", forse il primo ristorante italiano a Tournai (tra parentesi il nome di chi si è già impegnato per questa attività ; ovviamente più persone possono parlare dello stesso argomento).