Bollettino 157


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Le città di fondazione
Latina : il Municipio.
L'edificio si affaccia sulla Piazza del Popolo.




Dicembre 2009 - N° 157




LE CITTÀ DI FONDAZIONE




Commento dell'imagine di copertina :

Latina sorge nel cuore dell'Agro pontino, un territorio occupato per secoli
da malsane paludi dove incombeva la malaria. Fondata nel 1932, con il nome
di Littoria, la città nuova si inseriva nell'opera complessiva di risanamento
del territorio che portava il nome di "bonifica integrale".
Originariamente fu abitata da immigrati provenienti dal Veneto.
Il nome della città fu cambiato con quello attuale nel 1946.
Gli abitanti di Latina sono chiamati latinensi.






Con l'espressione "città di fondazione" vengono identificati i nuclei urbani ed abitativi nati non spontaneamente, ma sulla base di un preciso progetto urbanistico e costruiti nella parte fondamentale, detta "nucleo di fondazione", tramite un intervento unitario di solito realizzato in tempi brevi.
Prevalentemente sono centri urbani realizzati con un progetto unitario negli anni 1920-1945, in Italia (Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna), Istria, Dodecaneso (Rodi, Coo, Calino, Lero, Lisso, Patmo) e Oltremare (Libia, Etiopia, Eritrea).
Sono vicende ancora poco note, ma non per questo meno importanti, della stagione dell'architettura moderna italiana durante i cosiddetti anni Trenta.
Un'esperienza legata alla fase più espansiva del regime fascista, ma contemporaneamente una occasione in cui, forse come in nessun'altra parte, l'architettura moderna italiana ha potuto produrre in grande quantità e su un vasto territorio.
Esse furono determinanti anche per lo sviluppo dell'urbanistica come disciplina, perché l'intervento di trasformazione di un terreno vergine in città poteva essere considerato come un campo di sperimentazione concreta per la messa a punto del modello della "città fascista": non solo condizioni di vita migliori, ma un'intera organizzazione sociale nuova in cui agricoltura, industria, infrastrutture, trasporti e centri per le attività comuni e del tempo libero costituissero un complesso produttivo completo e armonico.
Le Città di fondazione rappresentano infatti un modello compatto di sviluppo territoriale innovativo ancora oggi e, sotto il profilo urbanistico e architettonico, sono un esempio sperimentale della nuova architettura razionalista che proprio in quegli anni in Europa si affermava come il nuovo modello formale del Novecento.





La Regione Lazio definisce come Città di fondazione i comuni di Latina, Sabaudia, Pomezia, Aprilia e Pontinia, situati nell'Agro Pontino; di Guidonia, situata nell'Agro Romano, e di Colleferro.




Latina, facoltà di economia


Pomezia - Municipio - 1939


Durante il regime fascista nel Lazio furono infatti bonificate vaste zone paludose.
Ampie comunità di cittadini provenienti dal Nord Italia - in particolare dal Veneto - contribuirono, non sempre spontaneamente, alla bonifica e al popolamento di queste zone, insediandosi nei centri urbani che qui furono edificati secondo lo stile razionalista dell'epoca.

Le città di fondazione realizzate in Sardegna sono Carbonia, Arborea e Fertilia.
Dislocate in territori diversi, in realtà sono accomunate da un unico programma di potenziamento produttivo.


Carbonia : Originale esempio di città nuova, tipico insediamento a bocca di miniera, è forse la più importante e ambiziosa tra le città di fondazione del fascismo e fu inaugurata il 18 dicembre 1938, dopo meno di un anno di lavoro.
Il piano di fondazione, redatto da Ignazio Guidi e Cesare Valle, con la collaborazione di Gustavo Pulitzer Finali, prevedeva una popolazione di 20.000 abitanti, aumentata poi di 35.000 nel piano di ampliamento, dovuto ad Eugenio Montuori, essendo ormai i primi due progettisti attivi in Etiopia per il piano di Addis Abeba.

Arborea : Simbolo del regime fascista, dove la palude lascia il posto ad architetture eclettiche.
La cittadina di Arborea permette di compiere uno spettacolare incontro con stili diversi tra loro: dal Neomedievale eclettico di Carlo Avanzini al Razionalismo puro di Giovanni Battista Ceas fino a ciò che è stato definito macchinismo futurista di Flavio Scano.

Fertilia : Ultima delle città fondate in Sardegna dal regime fascista, il nucleo urbano nasce come progetto di Arturo Miraglia, che ne vuole fare un gioiello dell'architettura razionalista e futurista del Ventesimo Secolo.
Motivi politici hanno impedito la realizzazione di questo disegno, di cui unica opera eseguita è la scuola elementare.

Arch. Lorenzo Margiotta
    

Arborea - Idrovora di Sassu

Fonti :

http://www.edilia2000.it/633d3526613d3226703d323437382c6e6577732631303d332631313d313726353d34/citt%C3%A0-fondazione.html

http://www.edilia2000.it/633d3526613d3226703d323437382c6e6577732631303d332631313d31372631323d3226353d34/città-fondazione.html





Nell'Antichità

L'antichità greca offre un esempio di fondazione ispirata dall'intento di tradurre un progetto politico in architettura urbana: la città di Thurii, presso Sibari.
Thurii (anche Turii o Turi; in greco Thurioi, in latino Thurium) fu una città di fondazione della Magna Grecia nel Golfo di Taranto, nata nel 444 a.C. su iniziativa di Pericle, con il probabile intento di farne un centro coloniale panellenico : tra i suoi "padri" fondatori, oltre Pericle, vi è il suo progettista Ippodamo di Mileto e il sofista Protagora.

Un esempio di città di fondazione sono anche le città romane.




Città di fondazione greca, Thurium
Statere del IV secolo a.C.


Città di fondazione romana
Cremona


In epoca moderna

Le città di fondazione dell'architettura rinascimentale nacquero come conseguenza della riflessione utopica umanistica e rinascimentale, come tentativo di trasporre quella riflessione teorica nella concretezza di una città ideale effettivamente realizzata.
Prime città di fondazione furono: Pienza, voluta da Papa Pio II seguendo il progetto di Bernardo Rossellino, e Sabbioneta, edificata alla fine del XVI secolo per volere di Vespasiano Gonzaga.
Nel XVII secolo vi fu l'episodio di Cerreto Sannita, costruita per volere del conte Marzio Carafa su progetto del regio ingegnere Giovanni Battista Manni, all'indomani di un sisma che nel 1688 distrusse il vecchio centro medievale.
Una massiccia espansione delle città di fondazione si ebbe in Sicilia, all'indomani del tragico terremoto del 1693 che distrusse Noto e gli altri centri della Valle del Belice.

http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_fondazione





A partire dal '28, sulla spinta delle grandi opere di bonifica, il regime fascista promosse la nascita di nuovi insediamenti, tra villaggi, borghi e città. Città "di fondazione", appunto, perché nate dal nulla in aree prima inospitali o poco popolate e in antitesi con l'origine storica della maggior parte dei centri abitati italiani.

La loro pianificazione si basava sullo schema del castrum romano e sulla presenza costante di determinate strutture (come la Casa del Fascio e la Casa del Balilla). Eppure queste città funsero anche da luoghi in cui sperimentare l'architettura razionalista, quella teorizzata da Le Corbusier e Gropius e che molto seguito ebbe pure in Italia. Assenza di decorazioni, ampie vetrature, utilizzo del cemento armato: queste alcune "regole" sulle quali si basava la nuova avanguardia architettonica.
(...) Ciò che emerge prepotentemente è lo scontro tra diverse concezioni del costruire, ovvero l'oscillare tra un vieto storicismo da un lato e la tentazione di dar spazio al funzionalismo dall'altro. La chiesa di S. Maria ad Alberese è agli antipodi rispetto alla sistemazione della piazza di Guidonia, che ricorda il Bauhaus di Dessau. La dittatura fascista si comportò in maniera ambigua nei confronti dell'architettura moderna, molto spesso corruppe le posizioni "puriste" inserendo simmetrie, assialità e monumentalismi. Di questo "razionalismo mediterraneo" non mancano esempi significativi: il serbatoio idrico di Pontinia o lo stabilimento caseario a Tresigallo. Di sicuro interesse la sezione dedicata alle città di fondazione in Sardegna: Mussolinia (l'attuale Arborea, con la moderna casa del fascio di Ceas), Carbonia e Fertilia. E poi come non rimanere incantati di fronte all'idrovora di Sassu, davvero un simbolo dell'estetica di una prima età della macchina che oggi pare lontanissima.

Matteo Muggianu

http://www.exibart.com/notizia.asp/idnotizia/15552
    

Sabaudia






Nell'ultimo periodo la discussione si è concentrata sull'ipotesi lanciata dal premier Silvio Berlusconi di ricostruire la città di L'Aquila come una "New Town" e si è inserita, assai curiosamente, in un ritorno di attenzione della cultura urbanistica e architettonica, sulle "Città di fondazione". Riscoperte dal libro di Antonio Pennacchi "Viaggio per le città del Duce" (Laterza 2008) le new town italiane non rappresentano solo il simbolo del potere del Ventennio, della stagione delle bonifiche agrarie e di una nuova fase economico-industriale (Latina, Predappio, Arborea, Guidonia, Sabaudia), ma in taluni casi rispondono a ben precisi disegni imprenditoriali come Tersigallo a Ferrara (la città dell'ENI) e Torviscosa in Friuli, una città autarchica articolata intorno alla fabbrica per la produzione di fibre artificiali ottenute con la cellulosa prodotta dalla lavorazione della canna gentile.
Spesso ostracizzate dalla cultura di sinistra perché considerate come paradigmi della propaganda e della "retorica" fascista, le città di fondazione italiane sono molto diverse dalle più classiche "New Town" inglesi sorte in Inghilterra a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta per decongestionare la grande Londra. Ma entrambe nascono sotto l'egida di un potere politico e dal disegno di un architetto-urbanista che cerca di tradurre in una configurazione di piano regolatore e poi in una configurazione fisica e di assetto spaziale urbano un certo tipo o "modello" di disegno di società.
(...) Nell'Italia di oggi, un modello "new town", che presupponga un assetto dirigista dell'amministrazione pubblica, della programmazione degli investimenti e della pianificazione territoriale, appare difficilmente praticabile (...).

Francesco Gastaldi

http://www.archphoto.it/2009/04/26/francesco-gastaldi_new-town/
    

Sabaudia
Chiesa dell'Annunziata
1933-34



I giochi d'azzardo, tra tentazione, rischi e dipendenza, formeranno l'argomento della nostra riunione del 2 dicembre 2009.


La volta scorsa

Una serata davvero divertente. A partire dal tema, come sempre pretesto e punto di partenza, degli impedimenti (ovvero ostacoli che si ergono talvolta davanti a noi) abbiamo vissuto in modo spontaneo una serata degna delle riunione di un "club del ridere ". Tra un aneddoto e l'altro è volato il tempo in piacevole compagnia.
Nel corso dell'incontro abbiamo avuto il piacere di far conoscenza con i nuovi soci Gauthier e Maurizio Tossut, di origine friulana, a cui porgiamo un caloroso benvenuto.


Prossimi appuntamenti (già programmati)

  • Mercoledì 3 febbraio 2010 - Conferenza

    Avremo l'onore di ricevere Carlo De Pascale, appassionato di cucina italiana, chef ristoratore, personaggio mediatico, creatore e responsabile dell'accademia di cucina "Mmmmh!".

  • Mercoledì 3 marzo 2010 - Serata del cinema italiano.

    Visione del film "Nuovo cinema Paradiso", un film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore (produzione italo-francese, titolo in francese : "Cinéma Paradiso"). Interpreti : Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin.
    

  • Mercoledì 5 maggio 2010 - Cena del club

    Cena secondo la formula già sperimentata.