Bollettino 158


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Il compositore Giovanni Battista Pergolesi

La sua fama è legata principalmente a due capolavori :
l'opera buffa "La Serva Padrona" e lo "Stabat Mater",
una delle massime espressioni della musica sacra.
Visse ventisei anni (Jesi 1710 - Pozzuoli 1736).




Gennaio 2010 - N° 158




A tutti i soci del Club
e alle loro famiglie,

Tanti Auguri
di felicità e prosperità
per il 2010 !




GIAMBATTISTA PERGOLESI

"LA CUI VITA ARSE E SI CONSUMÒ IN UN BALENO"




Giovanni Battista Pergolesi nacque a Jesi nelle Marche nel 1710 ed i primi elementi di musica li ricevette, bambino, da due sacerdoti e da un marchese del luogo prima di passare alla scuola del maestro di cappella comunale, F. Mondini, e di quello del duomo, F. Santi, che vedevano in lui la promessa di un grande talento, ma fin da fanciullo fu di salute delicatissima, minato dalla tisi e è colpito da poliomelite che gli offese una gamba.
Iniziati gli studi musicali nella città natale (ebbe fama di fanciullo prodigio), li proseguì a Napoli nel Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo (1725) dove continuò lo studio del violino e "contrappunto e suono di tasti".
Al Conservatorio Pergolesi si segnalò come valente violinista e compositore, il dramma sacro "Li prodigi della Divina Grazia nella conversione e morte di S.Guglielmo duca d'Aquitania" (1731) fu il suo "saggio" finale nel quale inserì una nuova ed irresistibile vena comica.
Nel 1733 musicò "Il prigioniero superbo", opera seria e nello stesso anno fu replicata al S. Bartolomeo la "commedja pe' mmuseca" "Lo frate 'nnamurato", su libretto di G. A. Federico, opera che aveva già ottenuto un notevole successo al Teatro dei Fiorentini l'anno prima.
Pergolesi, ormai considerato musicista di prestigio, venne assunto come maestro di cappella del principe di Stigliano Colonna, uno degli Eletti della municipalità napoletana e tra i nobili più in vista, visse e lavorò sempre a Napoli,salvo una breve parentesi romana (1734) dove compose e rappresentò la "Messa in fa maggiore".
    
    
Nel 1735, Pergolesi ricevette un posto ufficiale nella cappella regia, quale organista soprannumerario e forse per essa, compose l'ultimo dei suoi due "Salve Regina" in do minore.
Le caratteristiche originali della musica pergolesiana sono la dolcezza e la malinconia che traspaiono dalla creazione melodica.
Pergolesi compose opere serie e opere buffe, intermezzi, oratori, cantate, musica sacra, musica strumentale, ma furono "La serva padrona" e lo "Stabat Mater" che gli assicurarono fama imperitura.
"La serva padrona" è il capolavoro di teatrale comico, che divenne in seguito il modello di questo genere musicale, seguito poi da musicisti quali Mozart e Rossini.
Nel 1735 Pergolesi, sentendo diminuire continuamente le proprie forze, lasciò ogni attività e si ritirò a Pozzuoli nel convento dei frati Cappuccini ove finì, pochi giorni prima di morire, l'inarrivabile "Stabat mater" per 2 voci femminili e archi.
Giovanni Battista Pergolesi morì a soli 26 anni nel 1736 di tubercolosi e fu sepolto in una fossa comune come più tardi accadrà a Vivaldi ed a Mozart.


Fonte : http://www.windoweb.it/guida/musica/biografia_giovanni_battista_pergolesi.htm






La Serva Padrona (1733)

Questa composizione, di carattere allegro e scanzonato e non priva di malizia, composta in maniera libera e senza tenere conto dei formalismi musicali dell'epoca, rappresenta situazioni e personaggi caricaturali ma realistici, vicini a quelli della tradizionale commedia dell'arte.
Proprio la rappresentazione di questa breve opera a Parigi nel 1752 scatenò una disputa, nota come la Querelle des bouffons, fra i sostenitori dell'opera tradizionale francese, incarnata dallo stile di Jean-Baptiste Lully e Jean-Philippe Rameau, e i sostenitori della nuova opera buffa italiana fra cui alcuni enciclopedisti (in particolare Jean-Jacques Rousseau, anch'egli compositore).
La disputa divise la comunità musicale francese e la stessa corte (con la regina che si schierò a fianco degli "italiani"), per due anni, e portò ad una rapida evoluzione del gusto musicale del paese transalpino verso modelli meno schematici e più moderni.


Fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Pergolesi
    
    La Serva Padrona - Giambattista Pergolesi





Stabat Mater

Condannato dalla tisi, Pergolesi si ritira nel convento dei cappuccini di Pozzuoli - con la protezione del duca di Maddaloni, discendente dei fondatori del convento - dove si dedica particolarmente alla musica sacra scrivendo il "Salve Regina" e una delle sue opere più importanti e forse il suo più significativo capolavoro: lo "Stabat Mater" (per soprano, contralto, archi e basso continuo), commissionato dalla "Confraternita di San Luigi di Palazzo sotto il titolo della Vergine dei dolori" e già iniziato a Napoli.
Lo "Stabat", destinato con "La serva padrona" ad eternare la sua fama, viene completata da Pergolesi poco prima della morte, avvenuta il 17 marzo 1736 ad appena ventisei anni.
Grande è l'influenza di Pergolesi sui musicisti delle generazioni contemporanee e successive: Bach trascrive con un nuovo testo tedesco lo "Stabat Mater", Rousseau indica ne "La Serva Padrona" il riferimento stilistico per il teatro musicale della Francia illuminista.
Inoltre il mito del compositore prematuramente scomparso ispira musicisti e poeti dell'età romantica.
Post mortem G. B. Pergolesi fu oggetto di imitazioni e "falsi" in tutta Europa.
La morte prematura, la prolifica produzione, il fascino di quella musica nuova, favorirà il diffondersi delle sue opere consegnarono il suo nome, fin'allora ristretto fra Napoli e Roma, alla fama europea
    
    Stabat Mater - Giambattista Pergolesi
A Vienna la presenza di Metastasio diffonde il mito pergolesiano, a Parigi, nel 1752, la compagnia dei Bouffons diretta da Eustachio.
Bambini ripropose all'Opéra Comique "La serva Padrona" di Pergolesi, la rappresentazione innescò la "querelle des bouffons" fra i sostenitori dell'opera tradizionale come quella degli autori francesci Jean-Baptiste Lully e Jean-Philippe Rameau e i sostenitori della nuova opera buffa italiana. La disputa divise la comunità musicale per anni.


Fonte : http://www.cultura.marche.it/CMDirector.aspx?id=2375





Stabat Mater : sequenza medioevale in lingua latina
attribuita a Jacopone da Todi (Todi, 1233 circa - Collazzone, 1306).
Di seguito, i primi quindici versi con la traduzione italiana a fronte.





Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.
La Madre addolorata stava
in lacrime presso la Croce
su cui pendeva il Figlio.










Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.
E il suo animo gemente,
contristato e dolente
una spada trafiggeva.





O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti !
Oh, quanto triste e afflitta
fu la benedetta
Madre dell'Unigenito!





Quae moerébat et dolébat,
pia mater, cum vidébat
nati poenas íncliti.
Come si rattristava e si doleva
la pia Madre
vedendo le pene dell'inclito Figlio!





Quis est homo, qui non fleret,
Christi Matrem si vidéret
in tanto supplício?
Chi non piangerebbe
al vedere la Madre di Cristo
in tanto supplizio?






Fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Stabat_Mater





Oltre quattrocento musicisti si sono cimentati nello Stabat, tra cui: Franz Joseph Haydn, Luigi Boccherini, Gioachino Rossini, Antonín Dvorák, Krzysztof Penderecki, ma nessuno - eccetto forse Rossini - è riuscito ad eguagliare il capolavoro pergolesiano, dove non c'è solo musica, ma vi è l'autore stesso, la sua vita disgraziata, i suoi dolori, il suo sorprendente ottimismo nonostante tutto, la sua amarezza per il suo destino.
    
    Haydn - Stabat Mater
    
Rossini - Stabat Mater    
Non a caso Vincenzo Bellini al pianoforte soleva ripetere che non poteva suonare lo Stabat Mater pergolesiano senza fare a meno di piangere. E lo stesso Rossini, peraltro, giunto ormai nei suoi anni della maturità, meditò a lungo prima di scrivere il suo, perché riteneva l'opera di Pergolesi sublime ed irraggiungibile.
Ancora oggi lo Stabat è rappresentato nelle chiese cristiane e nei teatri di tutto il mondo, considerato uno dei massimi capolavori della musica sacra di tutti i tempi.





Fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Stabat_Mater_(musica)
    
    Pergolesi - Stabat Mater
    Direttore d'orchestra : Riccardo Muti






    
Cantano Katia Ricciarelli (soprano) e Lucia Valentini (contralto). Coro e orchestra della Scala. Maestro : Claudio Abbado. 1979.




Link per ascoltare il primo movimento dello Stabat Mater di Pergolesi :





L'argomento che alimenterà la conversazione della riunione del 6 gennaio 2010 sarà : i "nuovi maschi". Tra utopia e realtà, qual'è il loro profilo, oggi ? Durante la serata, condivideremo il dolce dell'Epifania..



La volta scorsa

Nel corso della riunione abbiamo fatto conoscenza con Luisa Vettori, docente distaccata in Belgio dal Ministero italiano della Pubblica Istruzione. Originaria di Padova, insegna la lingua italiana a Mouscron ma risiede a Tournai. Oltre a presentarsi, Luisa Vettori, durante i simpatici scambi con i soci del club, ha permesso di aggiornarci su alcuni aspetti della vita italiana presente. Ha espresso il desiderio di partecipare alle attività del club. Alla nuova socia porgiamo un buon benvenuto.
L'argomento previsto sui giochi d'azzardo, tralasciato quella sera, sarà riproposto in un prossimo incontro, anche perché soggetto ricco di spunti.


Prossimi appuntamenti (già programmati)

  • Mercoledì 3 febbraio 2010 - Conferenza

    Avremo l'onore di ricevere Carlo De Pascale, appassionato di cucina italiana, chef ristoratore, personaggio mediatico, creatore e responsabile dell'accademia di cucina "Mmmmh!".

  • Mercoledì 3 marzo 2010 - Serata del cinema italiano.

    Visione del film "Nuovo cinema Paradiso", un film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore (produzione italo-francese, titolo in francese : "Cinéma Paradiso"). Musica : Ennio Morricone. Interpreti : Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin.
    

  • Mercoledì 5 maggio 2010 - Cena del club

    Cena secondo la consueta formula.