Bollettino 159


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





"Napoleone nel suo studio" (1812),
Jacques-Louis David.
Olio su tela, The National Gallery of Art,
Washington, D.C.

Nel 1813, l'allora ventunenne Gino Capponi,
facente parte di una deputazione fiorentina,
si recò a Parigi per rendere omaggio a Napoleone.
Gino Capponi è ricordato come storico, pedagogista e uomo politico.




Febbraio 2010 - N° 159




L'INCONTRO DI GINO CAPPONI
CON NAPOLEONE BONAPARTE A PARIGI



Giunsi a Parigi subito dopo la metà del novembre 1813.
Qui m'attirava sopra ogni altra cosa quel gran nome di Napoleone, nel quale era tanta storia; e poiché allora certe grandezze a me parevano anche troppo belle, poteva essermi più istruttivo l'averlo veduto oramai prossimo a cadere, che nel prestigio dell'onnipotenza.

Certo si è che la tanto piccola statura in tanta pinguedine, la pelle giallognola ma calda di tinta, e (chi bada a queste cose) l'ampia mascella ad angolo retto con la linea verticale del profilo, e molta dolcezza di sorriso non bene d'accordo con la terribilità delle pupille di grigio colore e mobilissime e cangianti; coteste di lui facevano, anche all'aspetto, uno di quegli uomini dei quali sta bene che l'umanità (com'ella è fatta) s'inorgoglisca e che li ammiri, ma è grazia di Dio il mandarceli molto di rado. Un'altra sera s'accostò egli a tre di noi toscani ; e prego mi sia perdonata la boriuzza di qui trascrivere le parole, com'io le ritenni, di quel dialogo assai lunghetto; intorno al quale mi bisogna notare altresì (caso il lettore non se ne accorgesse), come alle recise domande di lui un qualche poco io pretendessi di replicare animosamente, e quasi direi, co' miei ventun anni, di stare a petto a Napoleone.
    
    Hippolyte Bellangé
    Un jour de revue sous l'Empire - 1810
    
Napoleone - Moneta    
N. Capponi, député de Florence.
C. (una riverenza).
N. Je connais votre famille ; vous avez fait des révolutions.
C. Anciennement, Sire.
N. (sorridendo) Oh! oui, vous êtes maintenant fort tranquilles, vous êtes les meilleurs sujets que j'aie.
(Qui venne a dire alcuna cosa degli antichi tumulti di Firenze, facendosi maraviglia come, nonostante quelli, fiorissero le arti e abbondassero le imprese d'ogni maniera. E con quel rotto suo interrogare mi domandò in quale modo potessero i fiorentini bastare agli edifizi, alle guerre, a tante cose ad un tratto.)
C. Par le commerce. Sire.
N. Per quale via si faceva questo commercio ?
C. Con l'Asia per la via di terra, ecc. ; comodità dell'Italia, perduta dopo la scoperta del Capo di Buona Speranza, ecc.
N. Io avevo pensato a riaprire questo commercio quando ero in Egitto.
(E seguitò distendendosi sopra alcuni particolari, la via dell'Eufrate, ecc.)
Disse poi, continuando tra francese e italiano, che egli aveva toscana origine, e che i suoi erano signori di San Miniato. - Trovarono alla biblioteca una commedia scritta da un mio antenato, e volevano ripubblicarla, ma io non volli per essere lubrica, come sono generalmente quelle del cinquecento - (e qui mi pare nominasse la Calandria del Bibbiena).
C. E come quelle del Machiavelli.
N. Come ? il Machiavelli ha fatto anche delle commedie ? grand'uomo ! quelle sue Decadi sono opera meravigliosa.
Poi venne a dire, come leggendo le storie egli aveva fatto il conto che l'Italia produceva anticamente sessanta mila cavalli da guerra, e si confondeva di non trovarveli oggi : - Perchè l'Italia oggi non dà sessanta mila cavalli ? -
Qui un interlocutore allegò i cavalli di lusso ; ma Napoleone, non badando alla risposta, ci voltò le spalle e pensò qualche istante, poi rinnovò la domanda. Un altro interlocutore diede un'altra risposta, credo la diminuzione di terre a pastura. E Napoleone ripetendo il solito gioco, ricominciò poi la stessa domanda.
C. Io credo che l'Italia in proprio non avesse mai sessanta mila cavalli. Ma noi facendo allora la guerra per conto nostro, se ne traeva da altri luoghi come dall'Illiria, ecc., che ora Vostra Maestà fa venire direttamente in Francia.
Poi Napoleone ricordò d'essere stato in Toscana, e gli dispiaceva di non avere mai veduto Roma. Poi entrò a dire di quella strada ch'egli avrebbe voluto aprire fra Toscana e Romagna, ma essendo (aggiungeva) attraverso l'Appennino molte valli parallele, nacque dubbio quale scegliere, e così non se ne fece altro ; del che pareva dolersi.
Poi dimandò del senator Mozzi, e di non so chi altri : poi si allontanò.

Gino CAPPONI
    
    Parigi, Place Vendôme
    La statua di Napoleone



        



Gino Capponi (Firenze 1792 - 1876)

Ultimo esponente dell'antica ed illustre famiglia fiorentina dei Capponi, fu un moderato riformatore dello stato toscano, attraverso la carica di senatore. Si interessò anche di economia, statistica e agricoltura.
Allievo dell'abate Giovanni Battista Zannoni, fino dalla gioventù ebbe a cuore le materie umanistiche. Nel 1819 a Londra, ebbe l'idea, conversando con Ugo Foscolo, di un giornale letterario. Così fondò, nel 1821, assieme a Giampietro Vieusseux, L'Antologia e più tardi si adoperò per l'istituzione de l'Archivio Sto rico Italiano (1842).
Fu amico di Giacomo Leopardi, di Pietro Giordani, di Pietro Colletta, di Guglielmo Pepe, Giovanni Battista Niccolini, del filosofo Silvestro Centofanti, di Raffaello Lambruschini e dei migliori intellettuali del suo tempo. Fu anche un cattolico aperto a nuove esperienze di riforma. Gino Capponi viaggiò molto in Italia e in Europa e fu nel Senato toscano dal 1848. Collaborò e promosse le principali iniziative liberali dei moderati. Fu presidente del Consiglio dal 17 agosto al 12 settembre dello stesso anno.
    
    Gino Capponi

    
L'Italia nel 1810    
L'opposizione democratica prima, e la restaurazione lorenese poi, lo costrinsero a ritirarsi dalla vita politica. Capponi decise allora di dedicarsi interamente agli studi storici, nonostante la sopravvenuta cecità.
Favorevole alla creazione di uno Stato italiano unitario, vedeva l'Italia, seppure divisa, come una patria unita e credeva che l'obiettivo principale fosse fare dell'Italia una nazione. Riteneva che la comune appartenenza culturale potesse favorire la rinascita civile dell'Italia.
Fautore dell'annessione della Toscana al Piemonte, fu nominato senatore del nuovo Regno d'Italia nel 1860 e partecipò attivamente alla vita parlamentare fino al 1864.

L'importanza di Capponi deve essere ricondotta al suo impegno a favore di una ripresa civile e culturale dell'Italia, impegno che distinse Firenze dalle altre città italiane dell'epoca. Morì nel 1876.
È sepolto nella basilica di Santa Croce (Firenze).





Mix dalle seguenti fonti :

http://www.itinerarilorenesi.it/?sezione=12&dettaglio=183
http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Capponi
http://www.santacroceopera.it/node/227
http://www.liberliber.it/biblioteca/c/capponi/index.htm
    
    Firenze - Chiesa di Santa Croce
    Monumento funebre di Gino Capponi



        



LE VICENDE NAPOLEONICHE IN QUEGLI ANNI

Napoleone nel 1810 sposò quindi l'arciduchessa austriaca Maria Luisa, e preparò l'azione per l'invasione della Russia. La spedizione iniziò nel 1812 e vide Napoleone occupare Mosca il 14 settembre, dopo i vittoriosi scontri di Smolensk del 16-17 agosto e della Moscova del 7 settembre. Finì in una catastrofe perché Mosca fu incendiata e l'esercito non ebbe più modo di accamparsi.

Lo zar non rispose alle proposte di pace avanzategli. Infine, un inverno precoce distrusse quasi tutto l'esercito francese in ritirata verso la Germania e fu un miracolo se ciò che sopravviveva della Grande Armée non fu catturato al passaggio della Beresina il 26-28 novembre 1812. La sorte delle armi peggiorò nel 1813. I successi anglo-spagnoli nella Penisola Iberica e l'intervento prussiano del 28 febbraio 1813, seguito più tardi da quello austriaco del 12 agosto, nonostante le vittorie di Napoleone a Lützen del 2 maggio, a Bautzen (20-21 maggio) ed a Dresda il 26-27 agosto, ebbero come risultato ultimo la catastrofe di Lipsia del 16-19 ottobre. Tutta la Germania insorse contro Napoleone che fu costretto a ripassare il Reno.
Nel 1814 Napoleone difese la Francia invasa dagli Alleati ed ottenne parziali successi a Brienne, Champaubert, Montmirail, Vauchamps. Ma i marescialli Marmont, Ney, Augerau, Oudinot, Moncey, Lefebvre ed i ministri Talleyrand e Fouché si convinsero della necessità di sacrificare Napoleone per salvare la Francia. Così, dopo la ritirata da Lione (20 marzo) e la capitolazione di Parigi (31 marzo), Napoleone dovette abdicare il 6 aprile e accontentarsi della sovranità dell'isola d'Elba.
    
    L'Europa nel 1813

Venuto a conoscenza del malcontento sorto in Francia contro i restaurati Borbone, sbarcò nel golfo Juan il 1º marzo 1815 e rientrò a Parigi senza colpo ferire seguito dai soldati che avrebbero dovuto arrestare la sua marcia.
Posto fuori legge dalle potenze radunate a Vienna, tentò di battere separatamente i nemici e invase il Belgio, batté i Prussiani a Ligny il 16 giugno ma a Waterloo fu vinto dagli Anglo-Prussiani il 18 giugno.
Di fronte alla decisa azione del Senato preferì abdicare anziché appoggiarsi al popolo di Parigi che gli era favorevole e si consegnò agli Inglesi che lo relegarono a Sant'Elena quale prigioniero di guerra. Morì per un cancro il 5 maggio 1821.


Fonte : http://www.ilportaledelsud.org/napoleonidi.htm



Durante la riunione del 3 febbraio 2010 avremo l'onore di ricevere Carlo De Pascale, appassionato di cucina italiana, chef ristoratore, personaggio mediatico, creatore e responsabile dell'accademia di cucina "Mmmmh!" sita a Bruxelles.



La volta scorsa

Una riunione vivacissima quella dedicata ai "nuovi maschi". Un tema, da taluni, anche molto sentito. Interventi quindi appassionati che hanno coinvolto argomenti connessi (specialmente la tematica femminista). Un argomento passionale che ha però a che fare con l'esperienza concreta di ognuno, della propria vita affettiva e della quotidianità della vita. Ma forse, globalmente, si è parlato più degli uomini del passato che dei "maschi nuovi".
Nel corso della serata, come ormai è diventata una consuetudine annuale, il club ha offerto ai soci presenti lo spumante per brindare all'anno nuovo e il dolce dell'Epifania che tutti quanti abbiamo condiviso amichevolmente. Indicati dalla fava, sono stati intronizzati re e regine di quest'anno : Dominique Dogot, Chantal Lemmens, Santo Petrantò e Luisa Vettori.
Una visita inattesa e gradita quella sera : abbiamo avuto il piacere di rivedere Liboria Falzone la quale non è voluta tornare al club le mani vuote ! Ci ha portato infatti dei dolci siciliani squisiti. E ci ha fatto sapere che era reduce di un pellegrinaggio a piedi dal Belgio a Santiago di Compostela. Congratulazioni per il coraggioso impegno, Liboria, sei una donna sorprendente ! E grazie per i dolci !





Prossimi appuntamenti (già programmati)

  • Mercoledì 3 marzo 2010 - Serata del cinema italiano.

    Visione del film "Nuovo cinema Paradiso", un film del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore (produzione italo-francese, titolo in francese : "Cinéma Paradiso"). Musica : Ennio Morricone. Interpreti : Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin.
    

  • Mercoledì 5 maggio 2010 - Cena del club

    Cena secondo la consueta formula.