Bollettino 165


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Scena di osteria
nella Roma ottocentesca


Acquerello di Achille Pinelli
(Roma, 1809 - Napoli, 1841)




Novembre 2010 - N° 165




PROVERBI ROMANESCHI

FLORILEGIO




Si nun sei re, nun fa' legge nova e lassa er monno come se trova

Se non sei Re non fare legge nuova e lascia il mondo come si trova
Chi llassa la via vecchia pe' la nova, mala via trova

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, brutta via trova










Chi tte fa più de mamma, o tte finge o tt'inganna

Chi fa più di tua madre, o finge o ti frega
Mejo dolor de bborsa che ddolor dde core

Meglio soffrire per il portafoglio che per l'amore










Li Santi novi caccieno li vecchi

I Santi nuovi cacciano I vecchi
'Gni Santo cià la su' festa

Ogni Santo ha la sua festa










Er pane de casa stufa

Il pane di casa stanca
'gni maravija dura tre giorni

Ogni meraviglia dura tre giorni





Achille Pinelli
Burla ai danni di un ubriaco


Achille Pinelli
Santissimi quattro coronati


I proverbi in generale, nati spontaneamente sulle labbra del popolo, contengono tutti una profonda sapienza morale e civile, e sono, come è stato detto, un manuale di prudenza pratica. Infatti la cura dello stato, della famiglia e della persona, l'agricoltura, l'industria, l'amore, il matrimonio, tutti i casi insomma che riguardano la vita pubblica e privata trovano in essi più di un utile insegnamento.

Proverbi italiani, Francesco D'Ambra (Avvertimento dell'Editore)





Acqua passata nun macina più

Acqua passata non macina più
Er core nun se sbaja

Il cuore non si sbaglia










Chi tte loda in faccia te dice male dedietro a le spalle

Chi davanti ti loda, dietro dice male di te
Chi s'inchina troppo, mette in mostra er culo

Chi si inchina troppo, mette in mostra il sedere










Chi nun sa ffinge nun sa regna'

Chi non sa fingere non sa regnare
Necessità nun cià llégge

La necessità non ha regole





Bartolomeo Pinelli
Vendemmiatori che portano
l'uva al torchio,
1830 - Museo di Roma


Ettore Roesler Franz
Roma - Piazza Barberini


Il proverbio è la voce del popolo, è la scintilla del vero ch'erompe dal cozzare dei fatti ; e questa scintilla è lume chiaro nella via del futuro per giudicare e per operare. Io direi che una raccolta di proverbi è come un complesso di leggi che formano la scienza della vita pratica scientificamente desunte da un numero infinito d'esperienze.

Proverbi romaneschi raccolti, Giggi Zanazzo, 1886 (prefazione al lettore)





Er bisogno fa ffa' dde tutto

Il bisogno fa fare ogni cosa
Le donne cianno er pianto 'n saccoccia

Le donne hanno le lacrime in tasca










Piscia a lletto e ddice ch'ha ssudato

Fa la pipì a letto e poi dice che ha sudato
Gnisuno semo nati imparati

Nessuno è nato imparato










Vale ppiù la bbona riputazione che ttutto l'oro der monno

Vale più una buona azione che tutto l'oro del mondo
Le bbelle pe' diletto, le brutte pe' dispetto (se mariteno)

Le belle per diletto e le brutte per dispetto (si sposano)





Achille Pinelli
Via tor dei conti


Achille Pinelli
Carrettella delle ottobrate


Spesso s'è parlato male dei proverbi. "Come ?" domanda taluno, "voi li chiamate la sapienza del popolo e invece spesso l'uno di essi contraddice all'altro. Se due proverbi sono in contraddizione l'uno dei due sarà erroneo ; e allora dov'è andata la vostra sapienza ?" E' vero che spesso un proverbio contraddice ad un altro, ma è pur vero che nessuno dei due sbaglia. (ibid.)





Mejo povero onorato che ricco sputtanato

Meglio povero ma onesto che ricco e disonesto
Li bbirboni co' li bbirboni vanno d'accordo

I poco di buono vanno d'accordo con i loro simili










Chi ffa li conti senza l'oste, li rifà ddu' vorte

Chi fa i conti senza l'oste poi li fa due volte
Amico de tutti e de gnisuno è tutt'uno

Amico di tutti e di nessuno è la stessa cosa










Fidasse è bbene, nun fidasse è mmejo

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio
Mejo esse' amato che ttemuto

Meglio essere amato che temuto



Quali sono le fonti di cotesti Proverbi Romaneschi ? Anche per determinare ciò occorrerebbe un lungo studio. Mi contenterò dunque di dire, alla buona, che vi si trovano detti di provenienza biblica, detti di provenienza classica, detti di provenienza diversa sia straniera sia d'altre parti d'Italia. E che tra i romaneschi si trovino molti proverbi antichi e molti importati non è meraviglia, perchè (chi non lo sa ?) Roma fu madre a due civiltà : la pagana e la cristiana, ed ora è il cuore d'Italia. (ibid.)




Michelangelo Pacetti
veduta del foro romano - 1843


Wilkelm Marstrand
Osteria romana





Convince più 'na parola che un carico de bbastonate.

Convince più una parola che un carico di bastonate
Chi nun fa ppazzie in gioventù le fa in vecchiaja

Chi non fa pazzie in gioventù le fa in vecchiaia










Se pijeno più mosche co 'n pizzico de méle che co 'n barile d'aceto

Si prendono più mosche con un pizzico di miele che un barile d'aceto
Chi nun è bbono pe' se, nun è bbono manco pe' ll'antri

Chi non è buono per sé, non lo è nemmeno per gli altri










Chi bazzica cor zoppo 'mpara a zzoppica'

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare
'Na mela fracica ne guasta cento bbone

Una mela marcia ne guasta cento buone



Del popolo romano prima caratteristica è una singolare indifferenza, tra il disprezzo sdegnoso e l'accidia, che lo fa restare impassibile innanzi ad avvenimenti i quali infiammerebbero facilmente i popoli di altre regioni. Conseguenza in parte di questa è l'altra caratteristica di amare l'allegria e il darsi bel tempo, senza la faticosa cura del domani. (ibid.)





Er pesce grosso se magna er ciuco

Il pesce grosso mangia quello piccolo
Morto 'n papa se ne fa un antro

Morto un papa se ne fa un altro










Chi ddà e ppoi richiede, San Martino je taja er piede

A chi dona e poi richiede, San Martino taglia il piede
Chi ccià er pane nun cià li denti, e cchi ccià li denti nun cià er pane

Chi ha il pane non hai i denti e chi ha i denti non ha il pane










Indove c'è l'innocenza c'è la providenza

Dove c'è l'innocenza c'è la provvidenza
Chi ggioca a llotto in ruvina va de botto

Chi gioco al lotto va in rovina (di sicuro)



Dai proverbi riferiti traspare anche quella certa apatia di cui parlavo innanzi. Questa la credo generata in gran parte dal clima stesso di Roma: sovente il cielo grava come di piombo e soffia un vento afoso e le gambe si piegano e gli occhi si chiudono.
- Ma gli antichi non ne erano fiaccati : il foro palpitava di vita : ogni cittadino prendeva parte viva agli avvenimenti e s'infiammava e i moti popolari si succedevano l'uno all'altro. Perchè ora ciò non è più ? Perchè il concetto della vita pubblica è cambiato : l'individualismo del medio evo ha lasciato tracce profonde e non è più vero che ogni cittadino vive nella vita dello stato come fosse propria ; ancora perchè il governo morto aveva distolto da ogni interesse alla vita sociale le sue pecorelle ben pasciute e perchè anche (bisogna dirlo) questa città avvezza a vedere in sé la vita di due civiltà non si può commuovere più tanto facilnente. (ibid.)





Sempre bbene nun po' anna', ssempre male nemmeno

Sempre bene non può andare, ma nemmeno sempre male
Che nu' lavora va in malora, chi lavora pure ce va; dunqu'è mejo a nù lavorà.

Chi non lavora va in rovina, chi lavora ci va ugualmente; dunque è meglio non lavorare.










Quer che nù strozza ngrassa.

Quello che non ammazza ingrassa
Nisciuno è sazio de la sù fortuna.

Nessuno è contento di quel che ha










Lassa perde la serva, si poi arivà a la padrona.

Lascia perdere la domestica, se puoi arrivare alla padrona
La sora Camilla, tutti la vonno e nissuno la pija.

Utilizzato quando una donna dice di avere tanti spasimanti, ma nessuno se la sposa





Wilhelm Marstrand
Romerske borgere forsamlede
til lystighed i et osteri - 1839


Pinelli
Ultima sera di carnevale


Il romano non sopporta insulti, è familiare col coltello, parla di morti e di sangue senza commuoversi : è il nepote degli imperturbati spettatori del circo. E i proverbi ve lo provano. "Nun dite mai : Pover'omo a cchi è mmorto ammazzato ; perchè si ha ffatto er danno l'ha ppagato". (ibid.)





Tanto, piove o nun piove er papa magna

Sia che va bene, sia che va male, al papa non manca mai da mangiare
Fa quel che er prete dice e non quer che fa

Fa quello che ti raccomanda di fare il prete ma non quel che fa lui










Chi cià i quatrini non ha mai torto

Chi è ricco ha sempre la ragione dalla sua parte
Iggnuno pensi a li fattacci sua.

Ognuno pensi ai fatti propri










Accosta er pane ar dente che la fame s'arisente

Se non hai fame l'appetito viene proprio mangiando
Chi va a caccia senza cani riviè a casa senza lepri

Chi va a caccia senza cani. torna a casa senza lepri



Perchè, mentre proverbi di altre regioni e specialmente i siciliani e i veneti abbondano di sarcasmi felici contro i preti i nostri ne mancano ? Eppure chi più di noi ebbe che fare coi preti ? (...) È più giusto quindi pensare che questi proverbi non nacquero perchè non sarebbero stati permessi e chi li avesse pronunciati avrebbe pagato caro il gusto mordace; del resto ognuno sa che il popolo aveva sfogo nelle famose Pasquinate che si scrivevano, e nessuno poteva sapere chi le avesse scritte. (ibid.)





C'è un tesoro di saggezza nei proverbi del popolo di Roma, come del resto in quelli di tutti i popoli sotto i climi più disparati, nei tempi più diversi.
In realtà la materia primigenia di cui i proverbi sono formati è un patrimonio comune a tutta intera l'umanità. Possono variare nella espressione, ossia nella forma esterna, nell'involucro, per intenderci. Ma la sostanza, a ben osservare, è in gran parte identica.
Il mondo è vecchio e ha raggrumato, ha condensato la propria esperienza in granuli di saggezza.

Modi di dire popolari, P. Romano - E. Ponti, 1944 (Introduzione)


Fonti :

http://www.collezione-online.it/proverbi_romaneschi.htm
http://www.pensieriparole.it/proverbi/roma/pag1
http://guide.supereva.it/roma/interventi/2010/07/proverbi-romani
http://www.archive.org/stream/proverbiitalian00ambrgoog/proverbiitalian00ambrgoog_djvu.txt
http://www.archive.org/stream/proverbiromanes00zanagoog/proverbiromanes00zanagoog_djvu.txt
http://www.sopi.it/Roma/modididire/Prefazione.htm




Durante la riunione del 3 novembre 2010 avremo il piacere di ricevere Aldino Soloperto, ex-minatore, di Mont-Sur-Marchienne che verrà a parlarci del suo percorso di vita. Scopriremo una "storia di vita " che ci farà ripercorrere insieme a lui storia e cronaca.
    


La volta scorsa

Riunione di ripresa dopo la pausa estiva. Per il diciottesimo anno il club continua così a svolgere la sua funzione di punto d'incontro per gli amanti della lingua italiana. Il piacere di ritrovarsi e di parlare per scambiare pareri ed esperienze.

La prima parte della serata è stata dedicata all'assemblea generale del club. Dopo aver constatato il buon andamento del nostro circolo sia per quanto riguarda le attività svolte durante il ciclo scorso sia per lo stato finanziario, si è quindi proceduto alla nomina del comitato del club per il ciclo 2010-2011.

Liliane Valerio ha manifestato il desidero di ritirarsi dal comitato per motivi di impegni personali. Ringraziamo Liliane per il lavoro svolto nel comitato durante la sua permanenza e specialmente per il suo contributo diretto nell'organizzazione di determinate attività del circolo.

Gli altri componenti del comitato precedente hanno confermato la loro disponibilità a proseguire il loro impegno nel nuovo comitato la cui composizione è adesso la seguente : Dominique Dogot (presidente), Enza Navarra (segretaria/tesoriere), Michela Ledoux, Marie-Claire Deldaele, Francesco Azzaretto (consiglieri), Arcangelo Petrantò (animatore). Al neocomitato indirizziamo gli auguri di buon proseguimento del lavoro a favore del nostro club. Ricordiamo che per statuto il comitato può comportare sette membri. Rimane quindi un posto libero di consigliere…

La riunione è poi continuata sotto il segno dei giochi d'azzardo, argomento previsto per la serata.

Durante questo primo incontro del nuovo ciclo, si è unita al nostro sodalizio Anna Maria Samain, di Mouscron. Alla nuova socia porgiamo un caloroso benvenuto al club !


Calendario (in linea di massima)
di alcune attività già previste per il ciclo 2010-2011


  • Mercoledì 1° dicembre 2010 - Cena del club

    Cena secondo la consueta formula.



  • Mercoledì 2 marzo 2011 - Conferenza

    Oratrice invitata : Anna Parisi che parlerà sul tema " vivere i colori " (a cura di Liliana)

  • Maggio 2011 - Gita a Binche e Waudrez.

    Gita a BINCHE - Museo della maschera e WAUDREZ (VOGDORIACUM) - Museo gallo-romano.
    Data da precisare (a cura di Nicoletta)
    

  • Data da precisare - Conferenza

    Oratrice invitata : Josianne Coruzzi Direttrice dell'asbl "Solidarité femmes" e della casa-rifugio per donne maltrattate di La Louvière (a cura di Arcangelo)