Bollettino 167


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Giovanni Paolo Panini o Pannini
(Piacenza, 17 giugno 1691 - Roma, 21 ottobre 1765)

Galleria di quadri con viste dell'antica Roma
(1758, Musée du Louvre, Parigi)




Gennaio 2011 - N° 167






Auguri di buon anno 2011 pieno
di gioie e di soddisfazioni




IL " GRAND TOUR "
ALLE ORIGINI DEL TURISMO


L'Italia meta prediletta


Ma che cos'è il Grand Tour? È il viaggio di formazione che i giovani aristocratici, i facoltosi gentiluomini, gli studenti e gli esponenti della borghesia intraprendono, a partire dalla metà del XVI secolo, per conoscere l'Olanda, la Francia, i paesi di lingua tedesca, la Svizzera e, soprattutto, l'Italia. È con il Grand Tour, infatti, che l'Italia assume coscienza di sé e il contributo maggiore è dato dai numerosi viaggiatori stranieri attraverso la loro diretta esperienza come si legge dai diari di viaggio, dalle guide pratiche e dalle loro opere sulla storia del Paese. Parallelamente si afferma un interesse topografico e i disegni, i dipinti e le incisioni dei viaggiatori fissano le immagini stereotipe di ogni città, le loro reliquie, i loro monumenti e, in particolare, i differenti ambienti paesaggistici.

L'età considerata idonea per compiere i viaggi era diciotto anni. Per affrontare il Grand Tour si provvedeva ad armare il giovane e i servi per la difesa personale contro eventuali banditi e briganti. Facevano parte del bagaglio anche le scorte alimentari, gli indumenti, i libri, i letti avvolgibili, i passaporti, le lettere di credito, le guide, i certificati sanitari e i medicinali. Questo viaggio per l'Europa richiedeva almeno tre anni ; naturalmente il Grand Tour poteva essere più breve, ma il triennio era considerato la durata giusta perché consentiva anche una buona acquisizione della lingua. Il Tour, di norma, comprendeva l'Italia settentrionale con un'escursione da Roma a Napoli, ma pochi viaggiatori si spingevano fino a Sud, anche se il loro numero aumentò dopo la metà del XVIII secolo. Nel Seicento sono gli inglesi i primi a scoprire Venezia e consolideranno questo rapporto con la città nel corso del XVII secolo. Nelle capitali del Grand Tour - Roma, Firenze, Venezia e Napoli - giungono artisti e letterati, ma lentamente viene a formarsi un arcipelago di città e di interessi sempre più estesi.

Giovanna Scatena

http://www.latitudeslife.com/2010/08/1-un-tuffo-nel-passato-litalia-del-grand-tour/
    

    John Feary
    Veduta di Roma durante un Grand Tour
    1766-88, collezione privata




    
Pompeo Batoni    
Ritratto di sir Gregory Page-Turner, 1768    
Se il Grand Tour ha inizio nel Seicento esso trova la sua piena affermazione nel secolo dei Lumi. Infatti il Settecento può essere considerato il secolo d'oro dei viaggi, sulla spinta dell'ottimismo della ragione, del cosmopolitismo e del desiderio di una conoscenza che nascesse a diretto contatto con le cose. E' possibile affermare, con buona approssimazione, che l'idea di Grand Tour, sotto il profilo letterario, ha inizio con la pubblicazione delle Remarks upon Several Parts of Italy (1710) di Joseph Addison e sembra concludersi con le campagne napoleoniche sul finire dello stesso secolo. Tuttavia non morirà subito ma avrà una ripresa dopo il Congresso di Vienna (1815), per poi scomparire definitivamente con l'avvento del turismo di massa, il cui diffondersi è soprattutto dovuto al desiderio di svago e all'incremento delle vie e dei mezzi di comunicazione.


Prof. Aldo Marroni


http://settebbello.unich.it/facolta/scienzesociali/contributi/06/grandtour.pdf




Le radici storiche del turismo culturale moderno si collegano al fenomeno del " Grand Tour ", con il quale si sviluppa in Europa un modo completamente nuovo di intendere il viaggio.

Fino ad allora, i viaggi erano essenzialmente legati a motivi commerciali, diplomatici, religiosi, o alle guerre. C'erano anche studenti inglesi, francesi, tedeschi, che già nel XV e XVI secolo si iscrivevano alle Università italiane per attingere alle grandi istituzioni culturali di Bologna, Siena, Padova, ma si trattava ancora di lunghi soggiorni di studio, e non di viaggi in senso moderno.
A partire dalla fine del Seicento e poi per tutto il XVIII secolo, epoca in cui il fenomeno raggiunge il suo culmine, il Grand Tour si concretizza invece come una peregrinazione di città in città, alla ricerca delle testimonianze dell'antichità e della classicità greca e romana. Per definire questo modo di viaggiare viene coniato un termine specifico, " tour ", che identifica appunto il " giro " di paesi con partenza ed arrivo nello stesso punto.
L'Italia è, assieme alla Francia, la meta prediletta del Grand Tour. Il nostro Paese viene percorso interamente, da nord a sud, attraverso le maggiori città d'arte che rappresentano spesso l'obiettivo culminante del viaggio.

G.D.


http://www.carispaq.it/.../ALLE_ORIGINI_DEL_TURISMO_CULTURALE.pdf
    

    Pompeo Batoni
    Ritratto di Richard Miles; 1758




    
Caspar Andriaans Van Wittel detto Vanvitelli    
Veduta del Colosseo a Roma, inizio '700    
L'origine del " turismo " si può fare risalire al " Grand Tour ", il viaggio di formazione che giovani aristocratici e facoltosi gentiluomini intraprendevano, in passato, spesso tra grandi difficoltà, per conoscere l'Europa. Era un viaggio che poteva durare anche alcuni anni e che già dal XVII secolo aveva avuto come tappa d'obbligo, privilegiata, l'Italia e tra i viaggiatori più numerosi gli inglesi. L'espressione " Grand Tour " sembra sia stata usata per la prima volta in Inghilterra, nel 1636 per il viaggio (tour) intrapreso in Francia da Lord Grandborne.
Il viaggiatore del " grand tour " era guidato, nei suoi faticosi e costosi spostamenti, dall'amore per l'arte, dall'interesse per i monumenti, le architetture, le pitture del Rinascimento e per le vestigia dell'antichità classica : da una moda affermata nel ceto emergente dell'epoca di formarsi culturalmente viaggiando.
Affiora spesso però, nei numerosi diari, sin dall'origine di questi viaggi, anche l'ammirazione per gli aspetti naturalistici e paesistici dei luoghi attraversati, l''apprezzamento per il clima mite, per la luce e i colori dei quadri naturali, per le peculiarità paesaggistiche delle località agresti : un'attenzione che sarà propria dell''Età dei Lumi.

Annalisa Maniglio Calcagno

http://fama2.us.es:8080/turismo/turismonet1/economia%20del%20turismo/turismo%20y%20medio%20ambiente/paisaje%20y%20turismo.pdf




Un tempo il viaggio era sinonimo di avventura e incertezza, era considerato un'impresa eroica in grado di "formare" l'individuo che sfidava rischi e pericoli imprevedibili pur di raggiungere la meta prefissata. Nulla a che vedere con i tre imperativi del moderno turismo globalizzato: spostamenti veloci, relax e strutture in grado di offrire qualsiasi comodità.

Bisogna attendere il 1670, per la nascita del moderno termine "turismo": fu Richard Lassels nel suo The Voyage of Italy a usare per primo l'espressione " Grand Tour " per descrivere la moda che già dagli vasto patrimonio storico-artistico della classicità. "Al Grand Tour si riconosceva una funzione iniziatica : il grande viaggio serviva ad acquisire le doti indispensabili ai membri della nuova classe dirigente, quali intraprendenza, coraggio, attitudine al comando, capacità anni '30 dello stesso secolo si era diffusa tra i giovani aristocratici del nord Europa. Si trattava di viaggi molto lunghi, grazie ai quali intellettuali e rampolli delle ricche famiglie entravano in contatto con il decisionale e anche conoscenza di costumi, maniere, galatei e lingue straniere". Ma in realtà molti giovani dissipavano le risorse economiche familiari in giochi d'azzardo, in abiti alla moda, in corteggiamenti amorosi.
Questa tipologia di viaggio aristocratico e romantico si conclude definitivamente alle soglie del Novecento, quando nuovi strati sociali iniziano ad accedere a quella particolare forma di impiego del tempo libero che è il turismo. La svolta storica avvenne negli Stati Uniti con il New Deal di Roosevelt nel '32 e in Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale: è ormai tempo del turismo di massa fatto di viaggi di svago, volti a creare una situazione di tranquillità in un ambiente più piacevole del proprio luogo di residenza, spesso sovraffollato e inquinato.


http://www.treccani.it/Portale/sito/altre_aree/Sport-e-Tempo-libero/percorsi/turismo.html#
    

    John Feary
    Veduta di Roma durante un Grand Tour
    1766-88
    Particolare




    

Pompeo Batoni    
Ritratto di Charles Cecil Roberts, 1778    







    
Pietro Fabris    
Pittore attivo nel periodo 1740-1792 circa    
Scavo del Tempio di Iside a Pompei     
La moda del viaggio si sviluppò a tal punto che, specie nel secondo '700, era considerato essenziale per la formazione umana e culturale di un giovane signore europeo effettuare il " Grand Tour " nel nostro paese.
Statisticamente la nazione che forniva il maggior numero di affezionati del Tour era la Gran Bretagna, che, vittoriosa nelle guerre del XVIII sec., si avviava a diventare la potenza egemone del continente.
Le grandi ricchezze che arrivavano in Gran Bretagna dal commercio e dallo sfrutta-mento dell'Impero coloniale, permettevano ai figli di nobili e borghesi di effettuare lunghi viaggi in Italia, in Grecia e in Egitto, durante i quali venivano acquistati, anche a prezzi molto elevati, antichità vere o contraffatte, souvenirs come p.es. ventagli, soprammobili, tabacchiere ecc., riproduzioni in scala di monumenti o capolavori ad opera di abilissimi artigiani...
Per turisti particolarmente abbienti e un po' snob era di gran moda farsi fare il ritratto da qualche celebre pittore dell'epoca, sullo sfondo di rovine romane
. Numerosi erano anche i turisti francesi, tedeschi, scandinavi, polacchi, russi. Le loro mete erano Venezia, Firenze, Roma e Napoli; in alcuni casi ci si spingeva fino in Sicilia, alla ricerca delle radici della civiltà e della favolosa Magna Grecia.
Venezia era molto apprezzata non solo per l'incanto della laguna, ma anche e soprattutto per il carnevale, famoso in tutta Europa. Tanti compitissimi visitatori, amanti della trasgressione, vi giungevano protetti dalla maschera. Molto amata era anche la pittura veneta (specie Canaletto e Guardi).
Firenze era meta di appassionati di pittura e scultura. Napoli attirava per il sole, il mare, l'aspetto caratteristico dei suoi abitanti, gli scavi di Ercolano e Pompei...
Tuttavia il centro del " Grand Tour " restava sempre Roma, che rappresentava il simbolo dell'antichità, per la vasta quantità di monumenti, per le grandi collezioni di sculture classiche del Museo Capitolino e del Museo Pio Clementino, ma anche per le grandi opere rinascimentali e barocche, le chiese, i dipinti di Raffaello e Michelangelo, infine per le fastose cerimonie della Corte Pontificia.
I " milordi " criticavano molte cose del nostro Paese: le strade (impercorribili), le locande (sporche e disagiate), i vetturini (imbroglioni), le plebi (superstiziose), i ceti dirigenti (indifferenti alla vasta miseria), la divisione dei vari staterelli, gli aspetti più paganeggianti della chiesa cattolica. E tuttavia restavano ammirati nel vedere come potessero convivere gli elementi più raffinati della cultura del passato con una situazione sociale per molti versi ancora arcaica, primitiva.
La moda del " Grand Tour " fu dapprima interrotta e poi annullata dagli oltre 20 anni di guerre della Rivoluzione francese e di Napoleone e quando viaggi e turismo ripresero, i caratteri e i fruitori erano profondamente mutati. Il " Grand Tour " era finito. Al suo posto subentrava, nella seconda metà dell'Ottocento, l'industria del turismo.

http://www.homolaicus.com/letteratura/viaggi/sintesi.htm




Tourist è usato in inglese a fine '700 a indicare ogni generico "viaggiatore" (tourism compare nel 1811).
Il termine deriva da francese tour, usato per il viaggio di formazione e di studio che costituiva un'abitudine per i giovani dell'aristocrazia inglese fin dal '500.
È curioso il fatto che, se tour, o grand tour, è termine francese, il vocabolo venga declinato a indicare il viaggiatore e la pratica di viaggiare in inglese: si tratta in realtà di un'esperienza che caratterizza soprattutto la cultura delle élite in Inghilterra, élite che tuttavia utilizzano come lingua colta internazionale proprio il francese. Tant'è vero che touriste e tourisme in francese sono calchi dall'inglese, introdotto rispettivamente nel 1816 e nel 1841.
Ancora più tardi il termine si estende ad altre lingue, sintomo anche della più tarda diffusione della pratica del viaggio, ormai divenuto viaggio di piacere, in aree diverse dall'Inghilterra: in italiano turista compare solo nel 1837 (ma per tutto l'ottocento si dirà torista o tourista, a riflettere l'origine straniera della parola), e turismo addirittura nel 1905.

Prof. Giovanni Favero
(Dispensa 3-17-11)


http://www.venus.unive.it/matdid.php?utente=gfavero&base=Storia+economica+del+turismo%2Fdispense-IT&cmd=dir
    

    Pompeo Batoni
    Ritratto di Thomas Dundas, 1763




Durante la riunione del 5 gennaio 2011 parleremo degli oggetti che scompaiono e riappaiono : semplice distrazione dei sensi o fenomenologia più complessa ? Gli aneddoti vissuti saranno benvenuti.
Mentre svilupperemo questo argomento condivideremo il dolce della Befana e berremo il bicchiere dell'amicizia offerto dal club. Re e regine in vista !



La volta scorsa

Una serata felice, con un magnifico buffet allestito con preparazioni curate e in abbondanza. Malgrado le pessime condizioni invernali all'esterno, l'allegria, la simpatia, il buon umore erano accorsi per essere presenti all'appuntamento !
Al nostro gruppo si è associata Michèle Callenaere, proveniente da Bondues (Francia), a cui rivolgiamo un cordiale benvenuto al club.







Calendario (in linea di massima)
di alcune attività già previste per il ciclo 2010-2011



  • Mercoledì 2 febbraio 2011 - Serata del cinema italiano

    Visione del film emblematico del neorealismo italiano : Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica, con Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola e un'ampia partecipazione di attori non professionisti (a cura di Arcangelo)
    
  • Mercoledì 2 marzo 2011 - Conferenza

    Oratrice invitata : Anna Parisi che parlerà sul tema " Vivere i Colori " (a cura di Liliana)


  • Mercoledì 6 aprile 2011 - Conferenza

    Oratrice invitata : Josiane Coruzzi, Direttrice dell'asbl "Solidarité femmes" e della casa-rifugio per donne maltrattate di La Louvière (a cura di Arcangelo)


  • Entro il 24 aprile 2011 - Gita a Bruxelles.

    Visita della mostra dedicata agli "Etruschi in Europa" (anche con ricostruzioni virtuali in 3D) presso il Museo del Cinquantenario a Bruxelles. Data esatta da precisare (a cura di Enza e Dominique).
    

  • Mercoledì 4 maggio 2011 - Conferenza

    Oratore invitato : Vincent Devos che presenterà il suo libro " Le Collège de Kain dans la tourmente 1930-1950 " (a cura di Dominique).

    

  • Maggio 2011 - Gita a Binche e Waudrez.

    Gita a BINCHE - Museo della maschera e WAUDREZ (VODGORIACUM) - Museo gallo-romano.
    Data da precisare (a cura di Nicoletta)