Bollettino 175


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





L'uomo vitruviano è stato scelto
da Carlo Azeglio Ciampi,all'epoca Ministro dell'Economia,
per comparire sulle monete da 1 euro italiane,
con significato altamente simbolico:
l'uomo come misura di tutte le cose




Dicembre 2011 - N° 175




L'UOMO VITRUVIANO DI LEONARDO DA VINCI




L'Uomo vitruviano è un disegno a matita e inchiostro su carta (34x24 cm) di Leonardo da Vinci, databile al 1490 circa e conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Acca-demia di Venezia. Celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, dimostra come esso possa essere armoniosa-mente inscritto nelle due figure "perfette" del cerchio e del quadrato.


Storia

L'opera viene attribuita al periodo in cui Leonardo, in viaggio per Pavia (dal 21 giugno 1490), ebbe modo di conoscere Francesco di Giorgio che lo rese partecipe del suo Trattato di architettura e della lezione di Vitruvio del cui trattato De architectura Martini aveva iniziato a tradurre alcune parti. Leonardo infatti si definiva "omo sanza lettere", poiché non aveva avuto un'educazione che gli permettesse di comprendere il testo latino; per questo la rielaborazione in volgare dei concetti vitruviani, dovette risultargli particolarmente stimolante, tanto che di quegli anni è infatti anche il cosiddetto Manoscritto B (Parigi, Institut de France), dedicato all'urbanistica, all'architettura religiosa e militare.
Il disegno è conservato alle Gallerie dell'Accademia dal 1822, quando il governo austriaco lo acquistò - insieme ad altri venticinque disegni di Leonardo - dagli eredi del collezionista milanese Giuseppe Bossi.
Il disegno illustra le proporzioni del corpo umano in forma geometrica ed è accompagnato da due testi esplicativi, nella parte superiore ed a piè di pagina, ispirati ad un passo di Vitruvio.

Nella parte superiore è presente il seguente testo:

" Vetruvio, architecto, mecte nella sua op(er)a d'architectura, chelle misure dell'omo sono dalla natura
disstribuite inquessto modo cioè che 4 diti fa 1 palmo, et 4 palmi fa 1 pie, 6 palmi fa un chubito, 4
cubiti fa 1 homo, he 4 chubiti fa 1 passo, he 24 palmi fa 1 homo ecqueste misure son ne' sua edifiti.
Settu ap(r)i ta(n)to le ga(m)be chettu chali da chapo 1/14 di tua altez(z)a e ap(r)i e alza tanto le b(r)acia che cholle lunge dita tu tochi la linia della
somita del chapo, sappi che 'l cie(n)tro delle stremita delle
ap(er)te me(m)bra fia il bellicho. Ello spatio chessi truova infralle ga(m)be fia tria(n)golo equilatero
"

Seguono il disegno ed il testo presente nella parte inferiore:

" Tanto ap(r)e l'omo nele b(r)accia, qua(n)to ella sua alteza.
Dal nasscimento de chapegli al fine di sotto del mento è il decimo dell'altez(z)a del(l)'uomo. Dal di socto del mento alla som(m)i-
tà del chapo he l'octavo dell'altez(z)a dell'omo. Dal di sop(r)a del pecto alla som(m)ità del chapo fia il sexto dell'omo. Dal di so-
p(r)a del pecto al nasscime(n)to de chapegli fia la sectima parte di tucto l'omo. Dalle tette al di sop(r)a del chapo fia
la quarta parte dell'omo. La mag(g)iore larg(h)ez(z)a delle spalli chontiene insè [la oct] la quarta parte dell'omo. Dal go-
mito alla punta della mano fia la quarta parte dell'omo, da esso gomito al termine della isspalla fia la octava
parte d'esso omo; tucta la mano fia la decima parte dell'omo. Il menb(r)o birile nasscie nel mez(z)o dell'omo. Il
piè fia la sectima parte dell'omo. Dal di socto del piè al di socto del ginochio fia la quarta parte dell'omo.
Dal di socto del ginochio al nasscime(n)to del memb(r)o fia la quarta parte dell'omo. Le parti chessi truovano infra
il me(n)to e 'l naso e 'l nasscime(n)to de chapegli e quel de cigli ciasscuno spatio p(er)se essimile alloreche è 'l terzo del volto
"
    


Lo studio è un chiaro omaggio dell'artista al pensiero classico e una sorta di affermazione della scientificità della pittura, intesa come comprensione della realtà "fenomenica". Leonardo voleva infatti fornire una base matematicamente misurabile della rappresentazione artistica, per questo la parte scritta si dilunga sulle proporzioni delle singole parti, partendo dalla dimensione base dell'altezza centrata all'ombelico. Immaginando di sdraiare un uomo sul dorso e di puntare un compasso nel suo ombelico, Leonardo descrive un cerchio che tange la punta delle mani e i piedi allargati.

Attraverso il suo bagaglio di conoscenze d'anatomia, ottica e geometria Leonardo arricchì l'intuizione vitruviana, arrivando a un modello proporzionale che rappresentava il più alto segno dell'armonia divina, "colta e condivisa dall'arte suprema del 'saper vedere' ".


La moneta

L'uomo vitruviano è stato scelto da Carlo Azeglio Ciampi, all'epoca Ministro dell'Economia, per comparire sulle monete da 1 euro italiane, con significato altamente simbolico (l'uomo come misura di tutte le cose).
    


Altre rappresentazioni

Leonardo non fu il primo né l'unico che tentò di tradurre graficamente il passo vitruviano relativo alle proporzioni del corpo umano. Diversi autori, quasi sempre in relazione alle varie traduzioni del De Architectura, proposero schemi simili a quello leonardiano che tuttavia è l'unico che si è imposto come vera e propria icona.
La rappresentazione dell'uomo vitruviano con la sua corrispondenza tra corpo umano e geometria da un lato alimentò riflessioni di teoria dell'architettura, dall'altro, a posteriori, fu letta come simbolo dell'umanesimo o per meglio dire, della centralità dell'uomo all'interno della natura razionale o dell'armonia dell'universo espressa dalla geometria.


    
Cesare Cesariano (Milano, 1475 - 1543) è stato un pittore e architetto italiano, nonché teorico dell'architettura, rappresentante del periodo di transizione tra l'architettura rinascimentale e quella manieristica, autore della pima edizione in italiano del De architectura di Vitruvio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Cesariano

    
Francesco di Giorgio Martini (Siena, 1439 - Siena, 29 novembre 1501) è stato un architetto, teorico dell'architettura, pittore, ingegnere, scultore, medaglista italiano.

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_di_Giorgio_Martini

    
Walther Hermann Ryff (Gvaltherivm Rivius), chirurgo del XVI° secolo. Secondo certi biografi, sarebbe nato a Strasburgo nell'1500, secondo altri a Zurigo. E' morto a Würzburg verso 1548.

http://fr.wikipedia.org/wiki/Walther_Hermann_Ryff


Fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_Vitruviano





Marco Vitruvio Pollione


Marco Vitruvio Pollione (latino Marcus Vitruvius Pollio; ... - I secolo a.C.) è stato un architetto e scrittore romano, attivo nella seconda metà I secolo a.C., considerato il più famoso teorico dell'architettura di tutti i tempi.


Biografia

Assolutamente incerto è il suo luogo di origine; di volta in volta sono stati indicate, tra le altre, le città di Roma, Fano, Fondi, Verona, Formia, l'area campana in genere e addirittura la Numidia, senza alcuna certezza. Anche dello svolgersi della sua vita si hanno scarse notizie, tutte dedotte da note autobiografiche inserite nel suo trattato. Dovrebbe essere stato ufficiale sovrintendente alle macchine da guerra sotto Giulio Cesare e poi architetto-ingegnere sotto Augusto, anche se l'unica opera che lui stesso si attribuisce di aver progettato e costruito è la basilica di Fano.


De architectura

L'importanza di Vitruvio è dovuta al suo trattato De architectura (Sull'architettura), in 10 libri, dedicato ad Augusto (che gli aveva concesso una pensione), scritto probabilmente tra il 29 e il 23 a.C. L'edizione dell'opera avvenne negli anni in cui Augusto progettava un rinnovamento generale dell'edilizia pubblica e mirava probabilmente a ingraziarsi il sovrano, a cui l'autore si rivolge direttamente in ciascuna delle introduzioni preposte ad ogni libro. Il De architectura è l'unico integro testo latino di architettura e pertanto il più importante, tra i pochi giunti, in modo più o meno frammentario, fino a noi; l'influenza sulla cultura occidentale è principalmente dovuta proprio al questa sua unicità. Tuttavia l'influenza dell'opera di Vitruvio sui suoi contemporanei sembra sia stata molto limitata, anche perché il suo trattato fu scritto in un momento in cui l'architettura romana stava per rinnovarsi profondamente con le grandi costruzioni in laterizio e l'utilizzo di volte e cupole, di cui Vitruvio, praticamente non si occupa. D'altro canto la sua autorità in campo tecnico e architettonico è testimoniata dai riferimenti alla sua opera presenti negli autori successivi come Frontino.

Pare che il trattato non abbia esercitato alcuna influenza sull'architettura per tutto il medioevo, anche se suscitò interesse filologico, per esempio alla corte di Carlo Magno e poi successivamente in Petrarca, che annotò di sua mano una copia oggi conservata a Oxford, e Boccaccio che ne possedeva una copia. Visto che altre copie sono documentate in Italia a fine Trecento, perde credito il mito della riscoperta fatta nel 1414 a Montecassino da Poggio Bracciolini che comunque deve averne rinvenuta una copia nelle sue ricerche, forse in area tedesca, contribuendo così alla sua diffusione.

Nel XV secolo la conoscenza e l'interesse per Vitruvio crebbero sempre di più, soprattutto per merito di architetti e umanisti come Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Raffaello, Fabio Calvo, Paolo Giovio, fra Giocondo da Verona. Nel 1490 il trattato fu pubblicato a stampa per la prima volta da Sulpicio da Veroli. Nel 1521 uscì la prima edizione tradotta in italiano da Cesare Cesariano. Subito dopo apparvero varie traduzioni ed edizioni negli altri paesi europei.
A partire dal XV secolo il trattato è stato uno dei fondamenti teorici dell'architettura occidentale fino alla fine del XIX secolo.


Fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Vitruvio
    

        Un'edizione in italiano
    del 'De architectura' del 1521,
    tradotta e illustrata da Cesare Cesariano.


La nostra cena " fai da te " è diventata ormai per tutti una consuetudine. Anche questa volta per chiudere l'anno civile il club organizza una festa durante la quale si potrà mangiare, bere, parlare e cantare... tra amici.
La cena si svolgerà durante la riunione del mercoledì 7 dicembre 2011.
Come al solito bisogna prevvedere in quantità abbastanza ampia in modo che il cibo sia abbondante e vario con antipasti, pizze al taglio, pasta, formaggi, pane, dolci, frutta.. Il comitato si occupa delle bevande. Buon appetito!


La volta scorsa

" Dopo una notte di luna piena in un paese ogni mattina un paesano è scoperto morto.
Ogni mattina, il consiglio comunale si riunisce per scoprire chi sono i colpevoli. Sembra che siano i lupi mannari…..
Comincia l'inchiesta con il sindaco, la ragazzina che ha visto i lupi senza farsi scoprire, la veggente, la strega, Cupido, il cacciatore e i membri del consiglio comunale.
Ma la difficoltà risiede nel fatto che il lupi mannari, di giorno, sono della gente comune che può essere membro del consiglio…
L'obiettivo dei lupi è uccidere tutte le persone che vivono nel paese e quello del consiglio di uccidere i lupi.
I più furbi saranno i vincitori. "

E stata una serata particolarmente divertente in cui ognuno ha potuto intervenire interpretando il ruolo che gli è stato attribuito.

Abbiamo avuto il piacere di accogliere il figlio di Liliana, Giuliano Populin e due amici suoi, Angelo e Alessandra.

Nel corso dell'incontro, abbiamo anche avuto il piacere di ricevere una nuova socia, Emmanuelle Dumortier e di ritrovare un ex nostro socio, Mario Zalamena a cui diamo un caloroso benvenuto nel club.






Il Lupo mannaro        

Il Lupo mannaro è metà lupo e metà uomo.
È il più giovane di una famiglia con sette figli. Generalmente è magro e giallognolo. Nelle notti di luna piena, quasi sempre di venerdì, si trasforma in Lupo mannaro e attacca le persone o gli animali, in cerca di sangue.
Prima dell'alba, poi, si mette sempre alla ricerca di un cimitero, dove si ritrasforma in essere umano.
In un villaggio sulle rive del fiume, viveva un tempo una famiglia con sette figli. Il più giovane di loro era deboluccio e giallognolo, proprio con un colore da Lupo mannaro. Tutti, infatti, mormoravano che fosse proprio un Lupo mannaro.
Il povero ragazzo faceva finta di non accorgersi di quel chiacchiericcio. In fondo, anche se lo era, non ne aveva colpa. La natura lo aveva fatto in quel modo.
    

    
Un giorno, mentre si trovava sulle rive del fiume a pescare, vide una bella ragazza che lavava i panni. Non le diede, però, molta attenzione, perchè riteneva di non avere molte possibilità con le donne.
All'improvviso, un fagotto di panni della ragazza cadde in acqua.
Credo che lo avesse fatto di proposito, usando un trucco molto vecchio. Immediatamente, con aria eroica il ragazzo si tuffò in acqua e recuperò il fagotto strappandolo alla corrente. Grata per il suo gesto, lei gli chiese di accompagnarla a casa, dove la madre avrebbe potuto dargli degli indumenti asciutti e un infuso caldo, per evitare di prendere un raffreddore. Il ragazzo finì con l'accettare. Certo, lei era proprio graziosa.
I due ragazzi si innamorarono e cominciarono a frequentarsi. Le chiacchiere della gente aumentarono, e tutti domandavano alla ragazza se fosse certa che il suo amico non fosse un Lupo mannaro. Tanta insistenza fece venire qualche dubbio alla giovane, che però voleva tanto bene al ragazzo da non riuscire a crederci.

Un giorno, un venerdì a mezzanotte, la ragazza sedeva nel giardino della sua casa, ammirando la luna piena.
Il fidanzato era tornato a casa presto, con la scusa di un improvviso mal di testa.
Era lì tutta assorta, sognando il suo amato, quando all'improvviso un animale orribile, che somigliava a un grosso cane, le saltò davanti.
Questa cosa orribile attaccò la ragazza, mordendola al braccio.
Per fortuna riuscì a mordere soltanto la manica della sua camicetta. Lei, gridando terrorizzata, riuscì a rifugiarsi in casa. Quella notte non riuscì a chiudere occhio per il grandissimo spavento.
Il giorno dopo, molto presto, si recò dal fidanzato per raccontargli, tra le lacrime, la sua disavventura. Lui però non la prese sul serio, dicendo che si trattava di sciocchezze. Tra i denti, però, aveva ancora un filo rosso del tessuto della sua camicetta. Terrorizzata, lei capì allora che il suo fidanzato era veramente un Lupo mannaro. In quel momento, però, non ebbe paura, perchè non era più notte ed era sabato. Decise quindi che per amore avrebbe salvato il suo ragazzo da quella maledizione. Si rivolse a tutti quanti per sapere cosa fare. Nessuno, però, sapeva risponderle.
Qualcuno infine le consigliò di rivolgersi ad un uomo che abitava nella foresta, che avrebbe potuto aiutarla. La sua ultima speranza era quest'uomo, un anziano negro con i capelli bianchi. Il vecchio le disse di non preoccuparsi, perchè se amava davvero il ragazzo e se avesse avuto abbastanza coraggio da recarsi in un cimitero di notte, tutto sarebbe andato a posto. Tutto quello che doveva fare era pungerlo con una scheggia di un albero di arancio che fosse stato piantato a mezzanotte di un venerdì di luna piena.
    

    
Per sua fortuna, il vecchio piantava sempre alberi di arancio a mezzanotte dei venerdì di luna piena. Cosí almeno parte della faccenda era risolta. La ragazza si recò fiduciosa al cimitero. Tremava di paura.
Dietro una lapide apparve un volto.
Era lui... Mentre stava per trasformarsi, zumm, la ragazza saltò addosso a quell'essere conficcandogli la scheggia nella schiena. Il mostro peloso lanciò un grido disumano e si trasformò immediatamente nel suo fidanzato.
Era finalmente salvo dall'incantesimo. I due ragazzi si sposarono e, ringraziando Dio, ebbero soltanto cinque figli, tutti sani e robusti.
Qualcuno non ci crede, ma basta recarsi un venerdì a mezzanotte in un cimitero, per vedere un Lupo mannaro.

http://www.webalice.it/colapisci/Cola-Ricordi/Luna/lupomannara.htm






Un francobollo con il logo del club

Da marzo 2005 esiste il logo del club. Viene elaborato da uno studente dell'Istituto Saint-Luc di Tournai. Questo logo, lo possiamo trovare tra l'altro sulla home page del sito, sulla copertina dei bollettini, sui biglietti da visita del club, su carta intestata, sulle mail inviate per posta elettronica... Qualche anno fa, in occasione della ricorrenza del quindicennale, dei set da tavola raffiguranti il nostro caro e bellissimo logo sono stati messi in vendita.
Per questo ciclo ci è venuta l'idea di creare un francobollo belga ufficiale con il logo del club. Da qualche anno, con bpost (le ex Poste Belghe), è diventata una cosa possibile. Il francobollo sarà valido in Belgio per le spedizioni tradizionali di lettere, cartoline, biglietti d'auguri al formato standard (format normalisé - 50 gr). Siccome il francobollo è particolare e unico, ed è stampato in quantità ridotta, è venduto da bpost ad un prezzo superiore al valore nominale, cioè 1,00 €.
Chi desidera comprare il francobollo, lo potrà ordinare durante la prossima riunione con pagamento anticipato.
    






Calendario (in linea di massima) di alcune attività già previste per il ciclo 2011-2012


  • Mercoledì 1° febbraio 2012 - Serata del cinema italiano al Forum, sala di cinema del Collège Notre-Dame di Tournai.


  • Mercoledì 7 marzo 2012 - Conferenza di Pietro Populin : La pasta (a cura di Liliana Valerio)


  • Maggio 2012 - Gita a Tongres (Tongeren - Atuatuca Tungrorum)

    Città più antica del Belgio.
    Visita della città nonché del museo gallo romano (a cura di Gianpietro Conrongiu)


  • Giugno 2012 - Gita a Bavay, (Francia - Bagacum)

    Incrocio stradale romano importante.
    Visita del foro romano e del museo gallo romano (a cura di Dominique Dogot e Enza Navarra)