Bollettino 176


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Castel del Monte è un edificio del XIII secolo
costruito dall'imperatore Federico II di Svevia in Puglia.
È stato inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936
e in quello dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1996.
La sagoma di Castel del Monte viene scelta
per la moneta metallica da 1 centesimo di euro coniata in Italia.




Gennaio 2012 - N° 176








CASTEL DEL MONTE




Il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO nella 20°sessione tenutasi a Merida (Messico) nel 1996 ha inserito "Castel del Monte" (Bari) nella World Heritage List per le sue caratteristiche di unicità e perfezione delle sue forme. Questo monumento ha un valore universale perché pur essendo un capolavoro dell'architettura medievale in esso si fondono in armonia elementi culturali venuti dal Nord Europa, dal Mondo Mussulmano e dall'Antichità Classica. In esso si ammirano reminiscenze classiche, anticipazioni rinascimentali, motivi gotici, romanici, arabi. Nel 1876 il castello è stato acquistato per lire 25.000 dallo Stato Italiano dai Carafa, duchi di Andria e Ruvo e dichiarato monumento nazionale. Il castello in seguito è stato oggetto di continui restauri durati circa un secolo, perché devastato, spogliato dei marmi e degli arredi nel corso degli anni.

Questo maniero medievale costruito direttamente su un banco roccioso, sorge su un colle della Murgia Pugliese a 540m sul mare e a 18km dalla città di Andria, situato presso l'Abbazia Benedettina (oggi scomparsa) di Sancta Maria de Monte. Il castello fu fatto realizzare interamente da Federico II di Svevia tra il 1229 e il 1249 per farne un poggio di riposo e di caccia, in seguito divenne proprietà degli Angioini (1266-1443) che lo trasformarono in prigione per i discendenti di Federico II e in seguito degli Aragonesi (1443-1503) che si succedettero sul trono di Napoli. Castel del Monte è il gioiello più splendido tra i castelli federiciani tanto che lo stesso Federico II lo battezzò "Diadema Apuliae", infatti fa pensare ad una corona turrita. Incerta è l'attribuzione di quest'opera a un preciso architetto, alcuni storici riconducono l'opera a Riccardo da Lentini, altri sostengono che fu lo stesso Federico II a ideare la costruzione. Pare, anche, che il castello fu costruito sulle rovine di una fortezza prima longobarda e poi normanna.

Federico II nacque il 26 dicembre 1194 a Jesi, figlio di Enrico Hohenstaufen e di Costanza d'Altavilla ultima discendente della dinastia normanna. A quattro anni rimase orfano di entrambi i genitori ed ereditò sia l'impero sia il regno di Sicilia. La personalità di Federico fu fortemente condizionata nell'infanzia e nell'adolescenza dall'educazione ricevuta a Palermo, capitale del regno normanno, dove razze, religioni e culture diverse si erano intrecciate e avevano convissuto. Federico fu uomo di pace, di vasta cultura e intelligenza, amante della giustizia e della tolleranza tra i popoli. Molti studiosi hanno fantasticato sulla destinazione d'uso di questo castello pensando che fosse una struttura esoterica o astrologica, ma la presenza di bagni, di camini, il lusso delle rifiniture, la raffinatezza delle sculture, fa pensare a un uso residenziale del maniero, con funzioni polivalenti che servì, per la particolare ubicazione, da nodo fondamentale di comunicazione nella rete castellare federiciana. Per molti critici questo castello non ebbe funzione militare perché privo degli elementi tipici dell'architettura militare (fossato, caditoie e ponte levatoio).
    


Descrizione


La pianta del castello è ottagonale, ai suoi otto spigoli si innestano torri della stessa forma.

Ogni lato esterno del castello misura 10,30 m (intervallo tra due torri) mentre quello delle torri misura 2,70 m. Il diametro di ogni torre è di 7,90 m. Il portale d'ingresso principale si apre sulla parete della struttura ottagonale orientata verso est, di fronte al punto in cui sorge il sole negli equinozi di primavera. L'ottagono che corrisponde al cortile interno ha lati che misurano tra 6,89-7,83 m. Il diametro del cortile interno è di 17,85 m. Il diametro dell'intero castello è di 56 m. Le torri sono alte 24 m e superano di poco l'altezza delle pareti del cortile interno di 20,50m.




Le torri del castello presentano numerose feritoie che danno luce alle scale a chiocciola interne ed ai sui vani. Alcune torri, inoltre, presentano cisterne per la raccolta di acque piovane in parte convogliate verso la cisterna al di sotto del cortile centrale, altre torri presentano bagni con spogliatoi. Sul lato ovest opposto all'ingresso principale si apre l'ingresso secondario del castello. Sul fronte principale del castello due rampe di scale salgono verso il portale principale nel quale esili pilastri con capitelli corinzi sorreggono un finto architrave. Un'intercapedine tra la parte esterna e interna del portale permetteva lo scorrimento di una saracinesca manovrata dalla soprastante "Sala del Trono"




Lo spazio interno del castello è distribuito su due piani rialzati rispetto al piazzale antistante rispettivamente di 3 e 9,5 m. Ogni piano presenta otto stanze di forma trapezoidale ottenute congiungendo gli spigoli dell'ottagono interno con gli spigoli di quello esterno, dove si impostano le omologhe torri. Le stanze sono tutte di dimensioni simili, ma dotate alcune di accessori come camini, servizi igienici (collocati nelle torri) e altre che servivano da passaggio.




Il problema della copertura delle stanze è risolto, genialmente, scomponendo il trapezio in un quadrato centrale e due triangoli laterali. Il quadrato centrale è voltato a crociera costolonata, il cui lato corrisponde alla parete della sala verso il cortile e i due triangoli laterali sono voltati da semibotti ad ogiva. Le chiavi di volta delle crociere sono diverse tra loro e sono decorate da elementi antropomorfi, fitomorfi e zoomorfi. I costoloni non hanno una funzione di portanza statica, ma hanno funzione decorativa. Il piano di imposta della volta è sottolineato da una cornice, ripresa nel capitello sopra le colonne portanti.




Al piano superiore c'è anche la sala del trono.

Della pavimentazione originaria delle sale a tarsie geometriche in marmo bianco e ardesia, restano frammenti nell'ottava sala del piano terra. Al piano terra solo tre sale comunicano direttamente con il cortile interno. Tre portali permettono di comunicare con le sale del piano terra e tre porte finestre si aprono nelle sale del piano superiore sotto cui sono presenti alcuni fori destinati forse a reggere un ballatoio ligneo per rendere indipendenti l'una dall'altra le sale tutte comunicanti tra loro. Il collegamento fra i due piani avviene tramite tre scale a chiocciola inserite non in tutte le torri. Le scale si sviluppano secondo un senso antiorario e constano di 44 gradini trapezoidali, che si dipartono, ognuno in un unico masso lapideo, da una colonna centrale del diametro di 22cm . I materiali da costruzione utilizzati nel castello sono di tre tipi e la loro distribuzione non è casuale, ma in funzione di una percezione cromatica, elegante, equilibrata e gradevole da parte dello spettatore.




L'insieme delle strutture architettoniche (paramenti murari) sono realizzate con pietra calcarea locale che cambia di colore, dal bianco al rosato, a seconda delle situazioni meteorologiche. Le finestre del piano superiore, le decorazioni delle sale ed alcuni arredi del castello sono realizzate in marmo bianco o leggermente venato. Le decorazioni delle sale al piano terra, le rifiniture di finestre e porte, il portale principale sono realizzati in Breccia Corallina (estratta dalle cave del Gargano) un conglomerato di calcare, terra rossa e argilla che aveva un effetto cromatico notevole. Tessere musive, piastrelle maiolicate, paste vitree decoravano le stanze e forse alcuni dipinti impreziosivano le pareti delle stanze al primo piano.




Si suppone che al centro del cortile ci fosse una vasca ottagonale.

In sintesi il castello mostra un'armonica integrazione di elementi culturali diversi: troviamo arte romanica nei leoni agettanti del prospetto, arte gotica nelle ogive di portali, volte, capitelli ecc, arte classica nei fregi delle porte finestre del cortile, del portale monumentale e del frammento musivo a tessere geometriche nell'ottava sala a piano terra, arte araba nei bagni e cisterne per la raccolta di acqua piovana.


Lucia Bartoli


http://www.forumlive.net/artea360gradi/Preziosi/Castel_del_Monte/Castel_del_Monte.htm
    












Utilizzo dell'immagine di Castel del Monte

La vista di questo caratteristico castello probabilmente non sarà una novità neanche per i meno inclini alle visite turistiche, dal momento che già il 2 maggio 1977, un francobollo da 200 lire ne riportava una veduta prospettica.

Lo troviamo di nuovo, questa volta nell'emissione della serie ordinaria, raffigurato nel valore dal 20 lire, emesso il 22 settembre 1980.

Un ottagono è presente nella bandiera della Regione Puglia.

Nel 1998 la sagoma di Castel del Monte veniva scelta per la moneta metallica da 1 centesimo di euro coniata in Italia.

L'edificio è stato anche scelto per rappresentare il politecnico di Bari: nello stemma del politecnico, infatti, è presente la pianta dell'edificio.

È altresi parte del logo di Bancapulia.


http://it.wikipedia.org/wiki/Castel_del_Monte
    






I VINI DOC DI PUGLIA
CCACC'E MMITTE DI LUCERA D.O.C.




La Doc Castel del Monte deve il suo nome alla'area di provenienza comune al celebre monumento. Sulle alture delle Murge, vicino Andria, si erge il castello che Federico II fece costruire su progetto personale: a pianta ottagonale, con otto torri a loro volta di forma ottagonale che chiudono un cortile interno. Tra le diverse interpretazioni attribuite alla insolita pianta del castello, la più ricorrente vede nella costruzione l'emblema della potenza e della sapienza su cui si basava il potere di Federico II. Le distese di vigneti che caratterizano e circondano Castel del Monte godono di condizioni climatiche favorevoli che influiscono positivamente la coltura dei vitigni. A partire da 300 metri sul livello del mare, infatti, piante di Uva di Troia, Pampanuto e Bombino nero ricoprono le colline della zona e concorrono alla produzione delle tre tipologie di Castel del Monte Doc: Rosso, Bianco e Rosato.

Come si consuma ?

    
Il Castel del Monte Doc, grazie alle sue diverse tipologie, è un vino molto versatile che può essere consumato in differenti modi e occasioni. Il Castel del Monte Doc Rosso Riserva, ad esempio, è un vino da tavola che va abbinato a preparazioni strutturate come castrato arrosto e pollame nobile al forno, carni rosse brasate, formaggi saporiti a pasta dura; va servito a una temperatura di 16-18°C in calici per vini rossi di gran corpo tannici. Nella versione Bianco va abbinato ad antipasti magri, primi piatti con sughi leggeri o a base di pesce, seppie e polpi in tegame, frittate e latticini freschi; va servito in calici svasati, che permettono la concentrazione dei profumi e convogliano gli aromi ai lati della lingua, a una temperatura tra i 10 e i 12 gradi. Il Rosato, invece, va degustato con salumi piccanti, primi piatti con sughi di carne, carne di maiale o agnello e formaggi ovini stagionati e viene valorizzato se servito in calice ampio e aperto.

Come si conserva ?

Per una corretta conservazione del Castel del Monte Doc è sufficiente tenere le bottiglie al buio, a una temperatura costante fra i 10 e i 15°C, e a un'umidità del 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi, tenendole in posizione orizzontale su scaffalature di legno per attutire i colpi.

    
Come si produce ?

Il processo produttivo del Castel del Monte Doc varia in base alla tipologia del vino. La vinificazione del Rosso prevede l'utilizzo delle parti solide dell'uva, bucce e vinaccioli, che rimangono a contatto con il mosto durante la fermentazione, per estrarre parte delle sostanze in esse contenute. Il Rosato si ottiene con la fermentazione in bianco delle uve rosse: il mosto non viene fatto macerare assieme alle vinacce, ma semplicemente messo a contatto con esse per breve periodo dopo essere stato solfitato. La metodologia produttiva dei bianchi, invece, contempla la fermentazione del mosto fuori dal contatto delle bucce ed è tecnicamente molto delicata in quanto i vini bianchi sono facilmente soggetti ad alterazioni microbiche e a fermentazioni anomale. Per il Castel del Monte Bianco e Rosso il disciplinare di produzione prevede un periodo di affinamento in recipienti di legno, mentre le tipologie Riserva devono essere sottoposte a un periodo minimo di invecchiamento di due anni.




Fonte : http://www.vinidelsalento.it/DOC-Puglia/Castel-del-monte.asp



Nel corso della riunione del 4 gennaio 2012 parleremo di storie legate al coniglio ed alla tradizione "tournaisienne" del lunedì che segue la festa religiosa dell'Epifania: il "Lundi parjuré" (o "Lundi perdu"). Qual'è il significato ? Perchè si mangia quel giorno il coniglio e l'insalata tournaisienne ?
Durante l'incontro ci scambieremo gli auguri per il 2012 e ne approfitteremo per condividere il dolce dei Re. Chi sarà designato quest'anno Re e Regina ?


La volta scorsa

Grazie all'impegno di tutti, ci siamo così potuti godere un bellissimo buffet fatto di vari piatti precucinati colorati, gustosi ed originali. Come al solito, senza dialogo particolare, ognuno ha contribuito a creare una magnifica tavola con tutti gli ingredienti di un pasto completo di festa. Bernard Loin ha reso l'atmosfera ancora più allegra quando ha iniziato a cantare "con la chitarra in mano". Un ringraziamento speciale a Gianpietro Corongiu per la sistemazione e la decorazione veneziana della mensa.













Grazie anche a te, Guido !

A Guido Roekens piacciono le lingue straniere. Insegnante di letteratura olandese e inglese, preside di scuola secondaria alla fine della sua carriera, il nostro amico Guido ha studiato la lingua italiana in modo autodidatta ed interattivo. In maggio dell'anno 2000, raggiungeva la nostra allegra brigata.
Qualche settimana fa, ci scriveva questa lettera :

"Mi vergogno di non aver inviato questo messaggio più presto. ho esitato a lungo, ma credo che non sia possibile rimanere membro del Club. Ho tanti impegni e se guardo indietro, non sono potuto venire alle reunioni spesso durante gli anni scorsi. Devo anche confessare che ho paura di girare nel buio.
Vorrei ringraziare tutti i soci e particolarmente Dominique ed Arcangelo per tutte le buone cose che ho potuto vivere grazie al club: le conferenze, le gite, le discussioni, le cene e soprattuto l'amicizia di tanti amici della lingua e cultura italiane. Sono consapevole di tutto quello che fate per rendere il club dinamico, creativo e simpatico. Se ho potuto migliorare la mia conocenza della bella lingua italiana è in un grande parte grazie a voi, mi sono sentito sostenuto nei miei sforzi. Vi auguro ancora di continuare a lungo la vita del club. Sarà sempre per me un vero piacere incontrarvi.
Essendo nel periodo di Natale e del fine anno, vi porgo anche i miei più cordiali auguri.

Amichevolmente.
"

Guy Roekens




Il francobollo del club

Durante la cena del 7 dicembre scorso, vengono ordinati antecipatamente dai soci 114 francobolli con il logo del club. E' un bel successo!
Il francobollo, stampato da bpost (le ex Poste Belghe), sarà valido in Belgio per le spedizioni tradizionali di lettere, cartoline, biglietti d'auguri al formato standard (format normalisé - 50 gr). E' venduto
1,00 €.
Chi ha ordinato francobolli li riceverà durante la riunione mensile di febbraio. Chi desidera ordinarne è invitato a manifestarsi il mercoledì 4 gennaio prossimo. Il pagamento è anticipato.
    





Serata del cinema italiano

La riunione del 1° febbraio 2012 sarà dedicata al cinema italiano con visione del film "Baciami ancora" di Gabriele Muccino con un'ampia partecipazione di attori : Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Sabrina Impacciatore, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Daniela Piazza, Adriano Giannini, Primo Reggiani, Valeria Bruni Tedeschi.

Uscito fine gennaio 2010, il film sarà proiettato sullo schermo grande del Forum, sala di cinema del Collège Notre-Dame (sede del club).

Questa serata sarà privata e gratuita. Saranno invitati gli studenti dei Corsi serali d'italiano di Tournai, Mons e Mouscron. Volantini saranno distribuiti.
    





Calendario di alcune attività già previste per il ciclo 2011-2012


  • Mercoledì 1° febbraio 2012 - Serata del cinema italiano al Forum, sala di cinema del Collège Notre-Dame di Tournai.


  • Mercoledì 7 marzo 2012 - Conferenza di Pietro Populin : La pasta (a cura di Liliana Valerio)


  • Maggio 2012 - Gita a Tongres (Tongeren - Atuatuca Tungrorum)

    Città più antica del Belgio.
    Visita della città nonché del museo gallo romano (a cura di Gianpietro Conrongiu)


  • Giugno 2012 - Gita a Bavay, (Francia - Bagacum)

    Incrocio stradale romano importante.
    Visita del foro romano e del museo gallo romano (a cura di Dominique Dogot e Enza Navarra)