Bollettino 177


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Particolare della Nascita di Venere
di Sandro Botticelli (1482-1485 circa)
Opera iconica del Rinascimento italiano,
spesso assunta come simbolo
della stessa Firenze e della sua arte,
conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze




Febbraio 2012 - N° 177




LA NASCITA DI VENERE
Sandro Botticelli




Alessandro Filipepi (1445-1510), noto come Sandro Botticelli, fiorentino, fu il pittore più legato all'ambiente intellettuale della corte di Lorenzo di Piero de' Medici, detto Lorenzo il Magnifico. Dopo essersi formato come orafo e aver condotto l'apprendistato nelle botteghe di Filippo Lippi e di Andrea del Verrocchio, dai quali ereditò i colori delicati e il dolce linearismo dei contorni, dal 1475 iniziò a lavorare autonomamente per i Medici, frequentando la corte.

Per questo ambiente realizzò le pitture di favole, opere di soggetto molto colto, tra cui la Primavera, la Nascita di Venere e Venere e Marte, tutte parti di una serie di dipinti dedicati al mito di Venere, ispirati a opere di poeti classici come Ovidio e caratterizzati da uno stile equilibrato ed elegante.

Nella Nascita di Venere, tela di lino di grandi dimensioni (172×278 cm) realizzata fra il 1484 e il 1485 dopo un soggiorno a Roma, prendono forma i sofisticati ideali di bellezza del neoplatonismo, per il quale la perfezione esteriore era manifestazione di quella interiore, come viene espresso nell'estetica del filosofo Marsilio Ficino, fondatore del neoplatonismo.

Venere, nata dal mare, raggiunge l'isola di Cipro su una conchiglia sospinta dal vento Zefiro e dalla brezza Aura ed è accolta da una delle Ore, le ninfe che presiedono le stagioni, che le offre un mantello fiorito per coprirsi.

Oltre alle fonti classiche (per esempio la cosiddetta Tazza Farnese, che faceva parte della collezione di Lorenzo il Magnifico e dalla quale il pittore riprese le figure dei venti), Botticelli si ispirò al poema Stanze per la giostra di Poliziano, in cui è descritto un immaginario rilievo con soggetto analogo.

L'inconfondibile espressione malinconica sul volto della dea è quella che caratterizza tutte le figure femminili di Botticelli: rappresentata come la Venere pudìca classica, è l'incarnazione dell'humanitas, cioè degli aspetti spirituali e razionali dell'animo, e dell'amore sublime, nonché simbolo della purezza dell'anima.

Questi ideali sono resi attraverso:
    
o colori perlacei dalle sfumature impalpabili, delicatissime, chiari, luminosi, trasparenti e freddi.

o Le ombre sono velate, trasparenti, appena percettibili.

o il linearismo, evidente nei profili netti delle figure, nell'incresparsi delle onde e nella sinuosità dei panneggi e dei capelli.

o Le forme, perfette, purissime, idealizzate, soprattutto nel nudo centrale della Venere.

o Le figure di Botticelli sono di una bellezza molto particolare: sono fredde, perfette. Sono di una bellezza ideale fuori dalla realtà e dalla misura dei sensi, si riferiscono all'estetica neoplatonica di Marsilio Ficino.

o Concentrato sull'intento allegorico e filosofico e sul raggiungimento di una forma raffinata e astratta che lo manifestasse, Botticelli infatti non si interessò mai veramente alla resa spaziale in senso prospettico e al volume delle figure, che per questo ci appaiono evanescenti e quasi "ritagliate" su un fondale bidimensionale. Botticelli riesce a rendere la sostanza corporea con un minimo di materia, alleggerendo gli elementi plastici e giungendo alla massima purezza di forme senza smaterializzarle del tutto.
Questi effetti sono ottenuti dando la massima autonomia possibile a tutti gli elementi della composizione. I colori sono irreali, le forme sono idealizzate e astratte, le linee si muovono liberamente, accrescono il dinamismo delle figure e le alleggeriscono.
Il fascino dell'opera del Botticelli è proprio in questo senso di distacco, di allontanamento dei sensi, e nello stesso tempo di attrazione del gusto e dell'intelletto.




o La tela era un supporto in quel tempo ancora poco diffuso e forse fu adottata per potere trasportare l'opera nella villa di Castello, di proprietà del committente di gran parte delle composizioni di Botticelli su Venere, cioè Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, nipote del Magnifico. L'occasione potrebbe però anche essere stata la nascita nel 1484, in un ramo della famiglia Medici, di Maria Margherita, al cui nome alluderebbero forse i fiori sul manto rosa e la conchiglia (margarita in latino significa "perla").

o Il quadro illustra un celebre passo delle Stanze del Poliziano, in cui Venere, su una conchiglia, nasce dal mare ed è spinta a riva dagli "Zefiri lascivi" (sono il Vento primaverile e la Primavera). Botticelli rappresenta questi Zefiri lascivi come due amanti abbracciati, intrecciati insieme mentre arrivano in volo e soffiano, e fanno sbocciare le rose e i fiori, risvegliano la Natura (è un soffio fecondante). Da questo soffio (il soffio della passione), Venere, appena nata, è mossa e ispirata. Dall'altra parte la Ora accorre con un manto fiorito (allusivo alla veste di erbe e fiori della Natura) per coprire Venere.

o Tra i significati simbolici c'è anche quello dell'unione dei contrari (i due amanti, il vento che scopre, la Ora che copre, ecc.), indice di perfezione divina, ravvisabile anche nella posa della Venere pudica, che esprime la doppia natura dell'amore: insieme sensuale e ideale, trasporto e perfezione.
Ma rappresenta anche la doppia natura umana: corpo e anima. Quindi c'è anche una doppia corrispondenza tra il mito pagano della nascita di Venere dalla spuma del mare e il mito cristiano della nascita dell'anima dall'acqua del battesimo. Questo punto rafforza la probabilità che si tratti di un quadro di battesimo, un dono per la nascita della piccola Margherita de' Medici.

Cocchi

http://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=botticelli&prod=nascitavenere-botticelli






Sandro Botticelli - (1445 - 1510)


Alessandro Filipepi, detto Sandro e poi soprannominato Botticelli dal nomignolo con cui era noto il fratello Antonio, nasce a Firenze nel 1445.



Il padre, Mariano Filipepi, è un conciatore di pelli e, nonostante non sia consuetudine per una famiglia come la sua, decide che il figlio compia approfonditi studi letterari.




A questa formazione, segue il praticantato pittorico presso la bottega del vecchio Filippo Lippi, dal quale Botticelli si fa guidare per tre anni, assimilandone molte caratteristiche. Al termine di questo periodo, sembra che Sandro vada a bottega da Andrea del Verrocchio o, quantomeno, gli faccia da aiutante per un certo tempo. E' il 1467: Botticelli dipinge alcune "Madonne con Bambino" segnate da una forte influenza del Lippi, cui esse sono state a lungo attribuite dalla critica. Già nel 1470, appena venticinquenne, Botticelli - grazie all'aiuto di Tommaso Soderini, amico della famiglia Medici - ottiene il suo primo incarico ufficiale importante: la "Fortezza", figura allegorica destinata al Tribunale di Firenze.




Nel 1472, Sandro è definitivamente indipendente, tanto che s'iscrive all'Accademia di San Luca. In pochi anni, il giovane pittore fiorentino diviene tra i favoriti della corte medicea. Nel 1475 dipinge uno stendardo per Giuliano de' Medici, in occasione della celebre Giostra del Poliziano. A lui viene anche affidato l'incarico di ricordare la sventurata congiura dei Pazzi, dove ha trovato la morte lo stesso Giuliano: nel 1478, in Palazzo Bargello, effigia i congiurati impiccati. A quest'epoca risale uno dei suoi capolavori: la "Primavera", commissionato dai fratelli Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco de' Medici. Botticelli è il prediletto di Lorenzo il Magnifico e partecipa alla fervente vita di corte, dove incontra le personalità più eminenti dell'umanesimo e fa proprie le concezioni neoplatoniche della cerchia d'intellettuali.




Nel 1481, Botticelli parte alla volta di Roma e firma un contratto con Papa Sisto IV. Il pontefice lo vuole, insieme al Ghirlandaio, al Perugino ed a Cosimo Rosselli, per realizzare la decorazione della nuovissima Cappella Sistina, appena fatta costruire. I soggetti assegnati al Botticelli sono tre storie del Vecchio e Nuovo Testamento: la "Giovinezza di Mosè", la "Punizione di Korah, Dathan e Abiron" e la "Tentazione di Gesù Cristo". Solo un anno più tardi il pittore rientra a Firenze, di nuovo alla corte medicea per realizzare celebri e splendide opere quali la "Nascita di Venere", la "Madonna del Magnificat", la "Storia di Nastagio degli Onesti", la "Madonna della Melagrana", la "Madonna Bardi" e le due pale di San Barnaba e di San Marco, di eccezionali dimensioni.



Ormai è il 1492: il periodo di gloria fiorentina del Botticelli volge al termine, muore Lorenzo il Magnifico. In due anni la crisi politica a Firenze si fa sempre più pesante, il frate Girolamo Savonarola instaura una vera dittatura teocratica. Sandro, che, ancora in vita Lorenzo, sembra essere turbato dalle predicazioni del religioso, entra in una profonda crisi spirituale. Ha cinquant'anni ed un carattere introverso: i soggetti profani che ha trattato nel corso della sua attività iniziano a sembrargli sconvenienti, se non addirittura deprecabili. La sua pittura vira in modo deciso verso il sacro e il religioso. Realizza dipinti allegorici, raffigurazioni sacre quali Madonne con bambini, Pietà, Natività e Crocifissioni. Ormai il maestro ha difficoltà a trovare dei committenti, la sua luce è oscurata dai grandi astri del tempo: Michelangelo, Leonardo, Raffaello. Egli, ormai vecchio e stanco, appare superato nella sua concezione pittorica e muore, dimenticato da tutti, nel 1510.



http://www.italica.rai.it/argomenti/storia_arte/botticelli/biografia.htm
    
Sandro Botticelli
Presunto autoritratto
dall'Adorazione dei Magi
degli Uffizi - Firenze



La Madonna del Magnificat
Sandro Botticelli
Firenze, Uffizi



La Madonna del Magnificat
Sandro Botticelli
Firenze, Uffizi






Curiosità

            
Sulla moneta da dieci centesimi di Euro, (0,1 Euro), è rappresentato un particolare del dipinto La Nascita di Venere di Botticelli.
La Nascita di Venere di Sandro Botticelli è una opera icona del Rinascimento italiano, una delle creazioni più elevate dell'estetica del pittore fiorentino, oltre che un ideale universale di bellezza femminile.
http://www.capolavoroitaliano.com/le-monete-euro.html


I tortellini sono la pasta più conosciuta delle paste ripiene, l'immaginario popolare attribuisce la forma del tortellino all'ombellico di Venere.
http://www.angolodelgusto.it/corso/pasta.htm
            




La riunione del 1° febbraio 2012 sarà dedicata al cinema italiano. Avremo il piacere di visionare il film recente dell'2010 "BACIAMI ANCORA" di Gabriele Muccino, il quale sarà proiettato nella sala Forum del Collège Notre-Dame, in versione originale con sottotitoli in lingua francese. Ingresso dal cortile (cancello verde) sito rue des Augustins, n° 32.
La serarata sarà privata e l'ingresso gratuito.
Durante l'intervallo sarà aperto il nostro bar.
Sarebbe gradito un aiuto! Chi volesse rendersi utile, chiami il presidente Dominique Dogot (069.23.29.40 - 0496.62.72.94)!
    


La volta scorsa

La volta scorsa abbiamo parlato delle storie legate al "lundi perdu" o "lundi parjuré" di Tournai ed alla cena relativa (salsiccia con contorno di marmellata di mele o di cavolo rosso cotto, coniglio cotto in acqua con le prugne, insalata "tournaisienne" in cui ci sono una decina di ingredienti, "Galette des Rois").
Con l'aiuto di Maurizio Tossut, che ha fatto un intervento ben documentato, abbiamo provato a cantare un ritornello della canzone del "lundi perdu" (J'vous assur' qu'in ville, - L'lundi parjuré, - Ch'est dins chaqu'famille - Ein jour bin d'siré!).
Mario Zalamena ci ha recitato una poesia di circonstanza in Italia, dove si festeggia il 6 gennaio la befana. (La Befana vien di notte - Con le scarpe tutte rotte - Col vestito da romana - Viva viva la Befana.)
Come ogni anno, abbiamo condiviso la "Galette des Rois" e i nostri rè e regine sono stati : Maurizio Tossut, Mario Zalamena, Nicoletta Content e Anne-Marie Samain.










Il francobollo del club

    
Chi ha ordinato francobolli del club li riceverà durante la riunione mensile di febbraio. Chi desidera ordinarne è invitato a manifestarsi durante la stessa riunione. Il pagamento è anticipato. 141 francobolli sono già stati venduti, un bel successo!


Calendario di alcune attività già previste per il ciclo 2011-2012


  • Mercoledì 7 marzo 2012 - Conferenza di Pietro Populin : La pasta (a cura di Liliana Valerio)
    


  • Maggio 2012 - Gita a Tongres (Tongeren - Atuatuca Tungrorum)

    La città più antica del Belgio.
    Visita della città nonché del museo gallo romano (a cura di Gianpietro Conrongiu)


  • Giugno 2012 - Gita a Bavay, (Francia - Bagacum)

    Incrocio stradale romano importante.
    Visita del foro romano e del museo gallo romano (a cura di Dominique Dogot e Enza Navarra)