Bollettino 179


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Ritratto di Dante Alighieri
(Sandro Botticelli - 1495)




Aprile 2012 - N° 179




DANTE ALIGHIERI



La vita di Dante Alighieri è strettamente legata agli avvenimenti della vita politica fiorentina. Alla sua nascita, Firenze era in procinto di diventare la città più potente dell'Italia centrale. A partire dal 1250, un governo comunale composto da borghesi e artigiani aveva messo fine alla supremazia della nobiltà e due anni più tardi vennero coniati i primi fiorini d'oro che sarebbero diventati i "dollari" dell'Europa mercantile. Il conflitto tra guelfi, fedeli all'autorità temporale dei papi, e ghibellini, difensori del primato politico degli imperatori, divenne sempre più una guerra tra nobili e borghesi simile alle guerre di supremazia tra città vicine o rivali. Alla nascita di Dante, dopo la cacciata dei guelfi, la città era ormai da più di cinque anni nelle mani dei ghibellini. Nel 1266, Firenze ritornò nelle mani dei guelfi e i ghibellini vennero espulsi a loro volta. A questo punto, il partito dei guelfi, si divise in due fazioni: bianchi e neri.


Dante Alighieri nacque il 29 maggio 1265 a Firenze da una famiglia della piccola nobiltà. Nel 1274, secondo la Vita Nuova, vide per la prima volta Beatrice (Bice di Folco Portinari) della quale si innamorò subito e perdutamente. Quando morì sua madre Gabriella, la "madre bella", Dante aveva circa dieci anni. A 17, nel 1283, quando anche suo padre, Alighiero di Bellincione, commerciante, morì a sua volta, Dante divenne il capofamiglia.

Il giovane Alighieri seguì gli insegnamenti filosofici e teologici delle scuole francescana (Santa Croce) e domenicana (Santa Maria Novella). In questo periodo strinse amicizie e iniziò una corrispondenza con i giovani poeti che si facevano chiamare "stilnovisti".
    

Fiorino d'oro di Firenze
1252 - 1303

    
A 20 anni sposa Gemma Di Manetto Donati, appartenente a un ramo secondario di una grande famiglia nobile, dalla quale avrà quattro figli: Jacopo, Pietro, Giovanni e Antonia.

Due anni dopo la morte di Beatrice, nel 1292, comincia a scrivere la Vita Nuova. Dante si consacra così molto presto completamente alla poesia studiando filosofia e teologia, in particolare Aristotele e San Tommaso.

Le Rime sono una serie di liriche composte dal poeta nel corso della sua vita e legate alle varie esperienze esistenziali e stilistiche. Nelle Rime petrose (1296 circa), forse dedicate ad una madonna Petra, bella e insensibile, si nota come l'originalità di Dante Alighieri si concretizzi nella corrispondenza tra materia e rappresentazione. Alla violenza della passione e alla crudeltà dell'amata corrisponde uno stile realistico, pieno di rimandi brutali.

Rimarrà affascinato dalla lotta politica caratteristica di quel periodo e costruirà tutta la sua opera attorno alla figura dell'Imperatore, mito di un'impossibile unità. Nel 1293, tuttavia, in seguito a un decreto che escludeva i nobili dalla vita politica fiorentina, il giovane Dante dovette attenersi alla cura dei suoi interessi intellettuali.

Nel 1295 infine, un'ordinanza decretò che i nobili riottenessero i diritti civici, purché appartenessero ad una corporazione. Dante si iscrisse a quella dei medici e dei farmacisti, che era la stessa dei bibliotecari, con la menzione di "poeta". Quando la lotta tra Guelfi Bianchi e Guelfi Neri si fece più aspra, Dante si schierò col partito dei Bianchi che cercavano di difendere l'indipendenza della città opponendosi alle tendenze egemoniche di Bonifacio VIII Caetani, che fu Papa dal dicembre 1294 al 1303.

Nel 1300, Dante venne eletto tra i sei "Priori" - custodi del potere esecutivo, i più alti magistrati del governo che componeva la Signoria - che, per attenuare la faziosità della lotta politica, presero la difficile decisione di fare arrestare i più scalmanati tra i leader dei due schieramenti. Ma nel 1301, proprio mentre a Firenze arrivava Charles de Valois e il partito dei Neri, sostenuto dal papato, prendeva il sopravvento, Dante fu chiamato a Roma alla corte di Bonifacio VIII. Quando iniziarono i processi politici, accusato di corruzione, fu sospeso dai pubblici uffici e condannato al pagamento di una pesante ammenda. Poiché non si abbassò, al pari dei suoi amici, a presentarsi davanti ai giudici, Dante fu condannato alla confisca dei beni e "al boia" se si fosse fatto trovare sul territorio del Comune di Firenze. Fu così costretto a lasciare Firenze con la coscienza di essere stato beffato da Bonifacio VIII, che l'aveva trattenuto a Roma mentre i Neri prendevano il potere a Firenze e che fu sempre suo feroce avversario, guadagnandosi un posto di rilievo nei gironi dell'Inferno della Divina Commedia.

A partire dal 1304, inizia per Dante il lungo esilio, nel corso del quale viene sempre accolto con favore: Verona, Lucca, forse anche Parigi… Vagherà per città e Corti secondo le opportunità che gli si offriranno e non cesserà di approfondire la sua cultura attraverso le differenti esperienze che vive.

Dalla morte di Beatrice agli anni dell'esilio, si dedicò allo studio della filosofia (per lui l'insieme delle scienze profane) e compose liriche d'amore dove lo stile della lode così come il ricordo di Beatrice sono assenti. Il centro del discorso non è più Beatrice ma "la donna gentile", descrizione allegorica della filosofia, che traccia l'itinerario interiore di Dante verso la saggezza.

Dal 1304 al 1307 redige il Convivio, il trattato incompiuto composto in lingua volgare che diventa una summa enciclopedica di sapere pratico. Quest'opera, è una sintesi di saggi, destinati a coloro che, a causa della loro formazione o della condizione sociale, non hanno direttamente accesso al sapere.

Nel 1306 intraprende la redazione della Divina Commedia alla quale lavorerà per tutta la vita. Inizia "a far parte per se stesso", rinunciando ai tentativi di rientrare con la forza a Firenze con i suoi amici; prende coscienza della propria solitudine e si stacca dalla realtà contemporanea che ritiene dominata da vizio, ingiustizia, corruzione e ineguaglianza.

Nel 1308, in latino, compone un trattato sulla lingua e lo stile: il De vulgari eloquentia, nel quale passa in revisione i differenti dialetti della lingua italianae fonda la teoria di una lingua volgare che chiama "illustre", che non può essere uno dei dialetti locali italiani, ma una lingua frutto del lavoro di pulizia portato avanti collettivamente dagli scrittori italiani. È il primo manifesto per la creazione di una lingua letteraria nazionale italiana.

Nel 1310, con l'arrivo in Italia di Enrico VII di Lussemburgo, Imperatore romano, Dante spera nella restaurazione del potere imperiale, il che gli permetterebbe di rientrare a Firenze, ma Enrico muore. Dante compone allora La Monarchia, scritto in latino, dove dichiara che la monarchia universale è essenziale alla felicità terrestre degli uomini e che il potere imperiale non deve essere sottomesso alla Chiesa. Dibatte anche sui rapporti tra Papato e Impero: al Papa il potere spirituale, all'Imperatore quello temporale.
    
Dante Alighieri - Affresco di
Luca Signorelli (1450-1523)
Part. affresco della cappella di San Brizio,
Duomo, Orvieto

    

    
Verso il 1315, gli venne offerto di ritornare a Firenze, ma a condizioni che il suo orgoglio ritenne troppo umilianti. Rifiutò con delle parole che rimangono una testimonianza della sua dignità umana: "Non è questa, padre mio, la via del mio ritorno in patria, ma se prima da voi e poi da altri non se ne trovi un'altra che non deroghi all'onore e alla dignità di Dante, l'accetterò a passi non lenti e se per nessuna siffatta s'entra a Firenze, a Firenze non entrerò mai. Né certo mancherà il pane".

Nel 1319, fu invitato a Ravenna da Guido Novello da Polenta, Signore della città che, due anni più tardi, lo inviò a Venezia come ambasciatore. Rientrando da questa ambasciata, Dante venne colpito da un attacco di malaria e morì a Ravenna a 56 anni nella notte tra il 23 e 24 settembre 1321.


A cura della Redazione Virtuale - 12 luglio 2001
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La tomba di Dante, a forma di tempietto neoclassico (1780-1781) presso la Basilica di San Francesco a Ravenna





LE ORIGINI DELLA LINGUA ITALIANA

La lingua italiana deriva dal latino volgare.

Anticamente la lingua latina presentava due forme: una forma scritta e letteraria (LATINO LETTERARIO) usato dai dotti e dalle persone colte e una forma volgare o parlata ( LATINO VOLGARE) usata dal volgo, ossia dal popolo.

Nel II secolo d. C., ai tempi del suo massimo splendore, Roma aveva unificato il suo immenso Impero sia da un punto di vista politico-giuridico, sia linguistico: impose cioè le proprie leggi e la propria lingua ai popoli conquistati.

La lingua che i soldati romani trasferivano nelle nuove terre era il latino volgare. Con la caduta dell'Impero Romano di Occidente nel 476 d. C. sotto le invasioni barbariche, i vari tipi di latino volgare esistenti nelle diverse zone di conquista, si trasformarono tanto da dar vita a nuove lingue, tutte derivanti dal latino, ma ciascuna con caratteristiche proprie.

Ebbero così origine le "lingue neolatine o romanze" (italiano, francese, spagnolo, catalano, rumeno e ladino).


I VOLGARI D' ITALIA E L' AFFERMAZIONE
DEL DIALETTO FIORENTINO


In Italia il latino rimase più a lungo che altrove, ma con il tempo si frantumò in tanti dialetti diversi che presero il nome di "volgari".

Il dialetto che finì con il prevalere su tutti gli altri e che costituisce, ancor oggi, l'origine della lingua italiana, fu il fiorentino. Ciò perché:

1. quel dialetto non si era allontanato molto dal latino;
2. per la posizione geografica della Toscana, posta al centro della Penisola (il linguaggio poteva diffondersi con più efficacia sia al Nord che al Sud);
3. perché nel 1200 e 1300 in Toscana, fiorirono le città comunali che diedero grande impulso alle attività commerciali; di conseguenza si rese necessaria una lingua che superasse le differenze dialettali;
4. per il fatto che la letteratura italiana delle origini è tutta fiorentina. Dante, Petrarca e Boccaccio composero le loro opere immortali nel volgare fiorentino.


I PRIMI DOCUMENTI DEL VOLGARE ITALIANO

I primi documenti in lingua volgare italiana:

1) "L'indovinello Veronese" scritto nel IX sec. d. C. e conservato nella Biblioteca Capitolare di Verona.

2) "Il Placido Capuano" del 960. Si tratta di una sentenza giudiziaria relativa ad una contesa sorta per il possesso di alcune terre fra il Monastero di Montecassino e un certo Rodelgrimo di Aquino.


http://www.icprampolini.it/eventi/dante/lingua.htm




Considerato il padre della lingua italiana, Dante Alighieri è l'autore della Comedìa, divenuta celebre come Divina Commedia, universalmente considerata la più grande opera scritta in italiano e uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale. Dante Alighieri è per questo conosciuto in Italia come il Sommo Poeta, e spesso semplicemente chiamato per antonomasia il Poeta.

Sulla moneta italiana da due Euro, 2 Euro, è rappresentato Dante Alighieri ritratto da Raffaello Sanzio nel dipinto Disputa del Sacramento (1505/1508), conservato nell'ala Papa Giulio II dei Palazzi Vaticani. L'autore della moneta è Maria Carmela Colaneri.


http://www.capolavoroitaliano.com/le-monete-euro.html
    



Durante la prossima riunione, prevista inizialmente il 4 aprile, ma rimandata al mercoledì 18 aprile 2012, parleremo dei nostri vent'anni e dei vent'anni del club...



La volta scorsa

Non abbiamo parole per descrivere quale eccellente momento di convivialità, operosità e "allegria gastronomica" sia stato il nostro ultimo incontro del club.
Non ci saremmo mai aspettati che dalle nostre mani inesperte potesse uscire quel semplice capolavoro che è "la pasta", regina della tavola itialiana.
Ancora grazie a Pietro Populin, il nostro simpaticissimo maestro, per averci iniziato in una sola lezione alla fabbricazione della pasta fresca (linguine, tagliatelle...). Un ringraziamento particolare poi a Liliane Valerio per aver preparato e curato questa serata.
Nel corso dell'incontro, abbiamo avuto il piacere di ricevere nuovi soci, Serafim Morazzo-Lima di Havinnes, Francesco Griffo di Mouscron, nonché Maria Fortino di Gaurain-Ramecroix, a cui diamo un caloroso benvenuto nel club.




Pietro Populin e la sua moglie, i nostri ospiti




" Mettere le mani in pasta "









Calendario delle attività previste per i prossimi mesi


  • Domenica 20 maggio 2012 - Gita a TONGRES (Tongeren - Atuatuca Tungrorum)

    Visita del museo gallo-romano e del centro storico.
    - (a cura di Gianpietro)


    Informazioni pratiche relative all'evento

    - Appuntamento sul parcheggio della Casa della Cultura di Tournai alle ore 8:00 con partenza alle 8:15
    - Viaggio in macchina. Tournai - Tongres : 195 km, cioè +/- 2 ore.
    - Per chi vuole andare direttamente a Tongres, appuntamento davanti al Museo gallo-romano alle ore 10:15
    - Alle ore 10:30, visita del Museo gallo-romano di Tongres o/e della mostra temporanea dedicata all'ex città antica greco-romana della Turchia meridionale, Sagalassos. Durata 2 ore.
    - Si riccorda che questo museo è moderno e interattivo, quindi non sembra necessaria una guida tradizionale.
    - Pranzo in un ristorante italiano.
    - Alle 14:30/15:00, visita guidata del centro storico di Tongres.

    Dove si svolge l'evento

    - Gallo-Romeins Museum: Kielenstraat 15 - 3700 Tongeren. Tel.: +32(0)12 67 03 30. Email: grm@limburg.be - http://www.galloromeinsmuseum.be/
    - Ufficio di turismo Tongeren: Via Julianus 5 - 3700 Tongeren. Tel.: +32(0)12 80 00 70 - Email: info@toerismetongeren.be - http://www.tongeren.be/Toerisme/Tourisme_Tongeren
    - Il parcheggio è gratuito la domenica (eccetto i 2 parcheggi sotterranei)

    Costo dell'evento

    - Viaggio in macchina da pagare all'autista : 12,00€
    - Museo gallo-romano : 5,00€ (entrata) / Mostra temporanea : 8,00€ / Museo + Mostra : 10,00€.
    - Pranzo al ristorante o al sacco. Spesa ??
    - Visita guidata del centro storico (2 ore) : 55,00 € per il gruppo
    - Costo approssimativo globale : ± 26,00 € (bliglietti e guida / Non è incluso il pranzo).

    Iscrizione

    L'iscrizione è indispensabile e si farà durante le prossime due riunioni del 18 aprile e del 2 maggio.

    Itinerario consigliato

    - Da Tournai : Autostrada E19/E42 fino a Liegi. Poi E40 per 6 km e E313 (Anvers-Hasselt) per 15 km / Uscita 32 (Tongeren-Maastricht).
    - Continuare sulla N79 verso Tongeren per 3 km. Il museo è a 600 m, in centro città, Kielenstraat, 15.
    - Per chi dispone di un navigatore: Kielenstraat 15 - 3700 Tongeren - GPS: N 50°46'52.74" - E 5°27'59.10"
    





  • Domenica 3 giugno 2012 - Gita a Bavay, (Francia - Bagacum)

    Incrocio stradale romano importante.
    Visita del foro romano e del museo gallo romano (a cura di Dominique Dogot e Enza Navarra)