Bollettino 182


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI






Banconota italiana
dedicata a Cristoforo Colombo (1451-1506)
del valore nominale di 5.000 Lire emessa dal 1971 al 1979.
In ottobre 1992, vent’anni fa, si festeggiava il 500° anniversario
della scoperta dell’Amarica dal Genovese Cristoforo Colombo


Ottobre 2012 - N° 182




Il ventennale del club di conversazione italiana

Venti anni fa, precisamente mercoledì 7 ottobre 1992, alle ore 19:30, si riuniva per la prima volta a Tournai un gruppo appassionato dalla lingua italiana. Questa prima riunione alla cui parteciparono una ventina di persone, si svolse in un bar del quartiere Saint-Jacques : le Relais du Miroir, motivo per cui il circolo appena formato si fece chiamare Lo Specchio.

Il primo bollettino (redatto in un semplice foglio A4) stampato qualche giorno prima dell’incontro s’intitolava: “Passare une serata in Italia ... à Tournai”. Si poteva anche leggere: “E' vero... Esiste ormai un club di conversazione italiana a Tournai”. Venti anni dopo, siamo ancora presenti sul palcoscenico culturale di Tournai, riunendoci mensilmente, anno dopo anno, da ottobre a giugno. “L'iniziativa è venuta dal gruppo di volenterosi e dinamici allievi che hanno concluso l'intero ciclo di studi del corso serale. La proposta ha trovato immediato consenso tra i compagni di studio del corso medio nonché tra in principianti di quest'anno. Anche persone esterne al corso hanno già manifestato la loro adesione” scriveva nel bollettino informativo di ottobre ’92 Arcangelo Petrantò, fondatore e perno del club durante 19 anni. “Lo studio della lingua trova così il suo coronamento nell'attività e la comunicazione sociale”.

Alla seconda riunione del 4 novembre 1992 partecipevano una trentina di persone venute ad assistere alla prima conferenza organizzata dal club. L’oratore invitato, Elia Borza, professore d’italiano, aveva presentato un’argomento molto interessante: la Cultura classica e il Rinascimento italiano.




Da quell’epoca storica, certi soci sono rimasti fedeli, tra l’altro Francesco Azzaretto, Pascal Macou, Arcangelo Petrantò, Chantal Rombaut, Guy Denonne; invece, altri si sono ritirati poco a poco per varie ragioni. Fortunatamente tanti nuovi soci si sono aggiunti alla nostra bella brigata o per una volta o per parecchi anni con il desiderio di mettere in pratica e in comune la conoscenza della lingua italiana.

Aggiungeva anche Arcangelo Petrantò: “Alla finalità culturale del progetto si affianca dunque una importante dimensione umana. Il che lascia augurare una bella esperienza di convivenza intellettuale e civile in una atmosfera stimolante di buonumore, di visione positiva delle cose e, soprattutto, di amicizia”.

    
Mentre in ottobre 1992 nasceva il club di conversazione italiana di Tournai, nello stesso momento a Genova in Liguria, si svolgeva l’Esposizione Internazione Specializzata Genova '92 - Colombo '92, dedicata al cinquecentenario della scoperta delle Americhe da parte del navigatore genovese Cristoforo Colombo. Un evento internazionale che purtroppo non ha avuto il successo stimato. (DD)




Expo '92 Genova

L'Expo '92 (ufficialmente Esposizione Internazione Specializzata Genova '92 - Colombo '92), si è svolta a Genova, Italia dal 15 maggio al 15 agosto 1992, col tema Cristoforo Colombo - La nave e il mare. Venne organizzata l’esposizione in occasione del cinquecentenario della scoperta delle Americhe da parte del navigatore genovese Cristoforo Colombo. Per via dei temi a cui era dedicata le manifestazioni legate all'esposizione sono state anche chiamate Colombiadi.
Nello stesso anno venne organizzata a Siviglia, Spagna un'altra Expo che però era organizzata secondo i canoni dell'Esposizione Universale.
L'Esposizione Internazione di Genova '92 si svolse al Porto Antico e permise l'intero restyling della zona, su disegno dell'architetto Renzo Piano, oltre che di parte del retrostante centro storico.
Parteciparono all'evento 54 Paesi in forma ufficiale (tra cui dall’Asia: 4 paesi – Africa: 5 paesi – Europa: 19 paesi – America: 22 paesi) e 3 in forma non ufficiale e, inizialmente, venne annunciato che l'Expo raggiunse circa 1.700.000 visitatori, su 3.000.000 previsti, ma il conteggio venne successivamente rivisto in soli 800.000 visitatori circa.
Ospite d'onore fu il Governo della Bahamas, dove sbarcò per la prima volta nelle Americhe Cristoforo Colombo, sull'isola di San Salvador (Guanahani) il "12 ottobre 1492". Nel padiglione bahamiano, allestito dall'architetto Alessandro Ubertazzi, furono esposte le sculture di Sebastian Matta "obelisco", Bruno Elisei "delfino", in omaggio al grande Navigatore genovese..

http://it.wikipedia.org/wiki/Expo_%2792_Genova
    





La scoperta dell’America in ottobre 1492


Durante l'anno scolastico noi svolgiamo varie ricerche su diversi argomenti. Questa è la ricerca che ci ha interessato maggiormente (Scuola Media Statale Michelangelo – Livorno)

Tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 i confini del mondo conosciuto si allargarono enormemente, grazie a una serie di grandi scoperte geografiche, tra cui quella dell’America. Cristoforo Colombo era un navigatore genovese che possedeva una carta geografica disegnata da un geografo fiorentino, Paolo Toscanelli. Questa mappa era particolare: rappresentava la terra sferica (invece a quei tempi si credeva che la terra fosse piatta). Colombo era convinto che, navigando sempre verso ovest, sarebbe sbarcato alle “Indie”.

    
Egli ottenne dalla regina Isabella di Spagna tre caravelle: la Niña, la Pinta e la Santa Maria e, partito da Palos in Spagna il 3 agosto 1492, affrontò l’Oceano Atlantico, per raggiungere l’Asia da Occidente.

Il ragionamento di Colombo era giusto, ma non aveva previsto che ci fosse un continente tra l’Europa e l’Asia.

Dopo oltre due mesi di navigazione senza avvistare terra, però, l’equipaggio scoraggiato minacciò la rivolta. Finalmente, il 12 ottobre 1492, Colombo sbarcò su un’isola credendo di essere arrivato alle Indie, quest’isola fu chiamata San Salvador.

Grazie a Colombo si scoprirono molti prodotti alimentari tra cui: peperoni, patate, cacao, zucche, barbabietole da zucchero, fagioli, caffè e ananas.

Dopo Colombo ci furono altri navigatori tra cui Ferdinando Magellano e Amerigo Vespucci che diede il nome America al nuovo continente.
Quando Colombo sbarcò in America, gli Indios, vedendo uomini diversi, pensarono di vedere delle divinità e quindi non ebbero reazioni violente. Colombo rimase colpito dal carattere mite e socievole di queste popolazioni. Dopo, arrivarono molte navi spagnole e portoghesi con i “Conquistadores”: uomini armati pronti alla conquista del Nuovo Continente. Gli Indios terrorizzati dai cavalli e dai fucili, “che sputavano fuoco e tuono”, credevano che i “visi pallidi” fossero invincibili e non opposero alcuna resistenza.

Gli Europei, invece, volevano impadronirsi di tutto l’oro e dell’argento di cui era ricca l’America. Gli Europei credevano gli Indios dei selvaggi, che consideravano dèi le forze della natura, tra cui il dio Sole, il più importante per loro.

Con la scoperta dell’America è iniziata l’era moderna. Ma la storia dell’era moderna si apre con un capitolo molto triste: lo sterminio delle civiltà precolombiane. Prima dell’ arrivo degli Europei, infatti, il continente Americano era abitato da circa 90 milioni di persone (l’Europa aveva 70 milioni di abitanti circa). Alla fine del ‘500 gli Indios erano ridotti a circa 24 milioni, gli Europei avevano annientato circa 66 milioni di persone: fu uno dei più grandi genocidi della storia.

http://www.smmichelangelo.livorno.org/scopertAmerica.htm




Cristoforo Colombo nacque a Genova intorno al 1451. La data e il luogo di nascita (Terrarossa di Moconesi?) non sono certi in quanto all'epoca non si tenevano ancora registri delle nascite e delle morti, i quali furono ordinati dal Concilio di Trento intorno alla metà del 1500. Suoi genitori furono Domenico e Susanna Fontanarossa.

Egli viveva in Portogallo dove aveva potuto fare grande esperienza di navigazione; ma, a differenza di altri navigatori, egli aveva coltivato molto anche gli studi di geografia e di fisica terrestre, sulle orme di un altro italiano, il Toscanelli.

Riprendendo la teoria, già conosciuta nell'antichità, della sfericità della terra, Colombo sosteneva la possibilità di raggiungere le terre orientali (Cina, Giappone, India) navigando sempre verso occidente nell'Atlantico. Non si credeva che tra le coste atlantiche dell'Europa e le terre d'Oriente ci fosse di mezzo un continente; né si credeva che la distanza fosse così grande, poiché si calcolava che la terra fosse assai più piccola. Tuttavia era sempre un viaggio che sembrava temerario, quello che voleva fare Colombo, spingendosi oltre lo stretto di Gibilterra (detto Colonne d'Ercole) che pareva segnare l'ultime limite all'audacia umana. Per queste ragioni Colombo non trovava persona disposta a procurargli i mezzi necessari alla spedizione.

Finalmente la regina Isabella di Castiglia si lasciò conquistare dagli argomenti e dallo slancio di Cristoforo Colombo. Ella gli fornì un equipaggio di 87 uomini, in gran parte spagnoli, e 3 caravelle: la Santa Maria, l'ammiraglia, 230 tonnellate di stazza, lunga 30 metri e larga 9; la Pinta, 75 t. di stazza, lunga 22 m. e larga 7; la Niña, 60 t. di stazza, lunga 20 m e larga 7.




Il viaggio


3 agosto 1492. Già all'alba la spiaggia di Palos formicola di gente, venuta per l'ultimo saluto ai partenti. Grande è il pallore di Colombo quando si inoltra verso la spiaggia, circondato da tutte le autorità, dagli amici, dai marinai, dai Padri scesi dal convento a benedire il mare e le vele.

La sua convinzione è incrollabile, la sua fede sicura.

Cristoforo Colombo s'imbarca sulla Santa Maria. In breve, le vele bianche al vento, la flottiglia si muove verso l'ignoto. Un grande evviva parte dalla folla stipata sulla riva, ma molti cuori ansiosi tremano di pena.

Il cielo è purissirno, il mare calmo. Una leggera e costante brezza spinge dolcemente i naviganti verso le Canarie, l'ultima delle terre note. Il 6 settembre la flottiglia lascia il porto della Gomera, dopo aver fatto nuova provvista d'acqua e di viveri, fino a riempirne ogni più piccolo spazio delle stive. Scomparendo all'orizzonte l'ultima terra conosciuta. i marinai si volgono al loro duce con facce sgomente e qualcuno non sa trattenere le lacrime, sembrandogli ormai staccato per sempre da ogni cosa vivente e avviato alla perdizione.

Dopo settanta giorni di viaggio, pieni di peripezie, di ansie e timori, appaiono ai naviganti i primi indizi di terra vicina. Nella notte fra l'11 e il 12 ottobre i segni si fanno più certi. Da quel momento nessuno può chiudere occhio. Solo sul cassero della Santa Maria, Colombo guarda diritto e immobile davanti a sé, scoperto il capo canuto e i capelli al vento. Egli non dubita d'aver raggiunto le Indie, d'esser presso alle meravigliose regioni descritte da Marco Polo.

I legni leggeri navigano con la velocità di dodici miglia all'ora, avvicinandosi nel buio alle sognate rive, come per sorprenderle nel sonno. Le miglia percorse erano già 2100 in settanta giorni. D'un tratto il suo sguardo che fora la notte, distingue nelle tenebre una luce che si muove all'orizzonte. Un indizio di vita dunque! Gli uomini trattengono il respiro e i minuti che volgono lenti nella calma notte, sembrano perfino crudeli. Alle 2 del mattino un cannone tuona sull'oceano dalla tolda della Pinta che, navigando in testa per scandagliare il mare, ha scorto la terra a circa due leghe di distanza, "Terra, terra!".

Il grido tanto a lungo represso, si libera dai petti esultanti. Colombo cade in ginocchio; il suo pensiero si volge a Dio grande e lo ringrazia piangendo.


È il Venerdì 12 ottobre 1492.


Era un'isola delle Babama abitata da selvaggi, che Colombo chiamò San Salvador perché egli era orgoglioso di portare la fede cristiana in nuove terre. Le terre orientali erano state raggiunte; la spedizione aveva raggiunto il suo scopo. Colombo fu accolto in Spagna come un trionfa-tore. Le terre toccate da Colombo erano credute preci-samente una propaggine dell'Asia: non proprio le Indie, ma terre che venivano prima delle Indie, per chi andava navigando verso occidente; cioè le Indie occidentali.

Però bisognava trovare un passaggio tra quelle isole toccate prima da Colombo, per giungere alle terre assai civili e progredite del Giappone e della Cina. A questo scopo furono diretti i tre successivi viaggi di Colombo, il quale andò esplorando l'America centrale e le coste superiori e meridionali, senza tuttavia trovare quel passaggio.

Si cominciò allora a sospettare che tutto fosse sbagliato nella sua impresa, cioè che quella non fosse una via attraverso la quale si potessero raggiungere le Indie. Per questo Colombo fu accusato e persino imprigionato. Liberato più tardi, egli morì nel maggio del 1506, abbandonato da tutti e forse anch'egli tormentato dal dubbio.

Soltanto più tardi si capì che le terre dove era sbarcato Colombo appartenevano a un altro continente, l'America, che prese il nome da Amerigo Vespucci che esplorò le coste del sud; dal nome di Colombo derivò soltanto quello di una piccola regione, la Columbia.




Un nuovo mondo


Ecco una parte della relazione sul viaggio nelle Indie, presentata da Colombo ai sovrani di Spagna.

"Ho trovato moltissime isole, popolate di innumerevoli abitanti, e di tutte ho preso possesso in nome delle Vostre Maestà proclamandoLe padrone di queste terre e spiegandovi la bandiera reale, senza incontrare opposizioni... Tutte queste isole sono estremamente fertili; coperte di una lussureggiante vegetazione, con alberi di mille specie che quasi toccano il cielo. Alcuni erano in fiore, altri carichi di frutta. Gli usignoli ed altri piccoli uccelli di mille specie cantavano al mese di novembre quando io giunsi in questi paraggi. Il suolo contiene molte miniere di metallo e vi è una popolazione molto numerosa. Gli abitanti di queste isole non hanno né ferro, né acciaio, né armi, fuori che una canna alla cui estremità vi è un piccolo pezzo di legno aguzzo.
Credettero fermamente che io con le mie navi ed i miei uomini fossimo scesi dal cielo, e con questa credenza, essi me ricevettero in tutti i luoghi"

http://digilander.libero.it/paolore2/cult_tradiz/colombo.html


Cristoforo Colombo (1451-1506)
Ritratto postumo di Sebastiano del Piombo
(circa 1520)


    




Lo sbarco di Cristoforo Colombo in America
Di L. Prang & Co., Boston (1893)








Statua di Cristoforo Colombo a Genova




Con la 181e seduta del club di mercoledì 3 ottobre 2012, festeggeremo il ventesimo anniversario del nostro circolo. Durante la riunione, condivideremo il “bicchiere dell’amicizia”.
Chi era presente il mercoledì 7 ottobre 1992 sarà invitato a parlarci di questo primo appuntamento: l’atmosfera che ci regnava, l’entusiasmo dei partecipanti, il locale scelto, l’argomento di conversazione...
Sarà presentato con più dettagli il progetto della giornata del ventennale dedicata all’Italia. Si svolgerà per una parte sulla Grand Place e nella Halle aux Draps di Tournai. Ognuno deve ormai bloccare nell’agenda la data della domenica 28 aprile 2013 e riflettere al nome che daremo a questa manifestazione culturale che richiederà l’impegno di tutti i soci creando commissioni di lavoro.
Ai nuovi membri anticipiamo il benvenuto, a tutti gli altri il bentornato! Ci aspetta un’anno storico e ricco di eventi!



La volta scorsa


Durante l'ultima riunione di 5 giugno scorso, si è svolta l'assemblea generale, un occasione per il comitato di fare un bilancio del ciclo appena finito e di permettere a chi lo desidera di esprimersi sul modo di funzionamento del club.
La prima parte della seduta è stata dedicata all'elezione del comitato direttivo per il ventunesimo ciclo del club.
Confermano la loro adesione Dominique Dogot (presidente e segretario), Gianpietro Corongiu (animatore) e Francesco Azzaretto (consigliere). Era assente per motivi privati Michela Lanzone.
Hanno manifestato il desiderio di ritirarsi per motivi di impegni personali Enza Navarra, Luisa Vettori (ammessa alla pensione) et Marie-Claire Deldaele. A Enza, Luisa e Marie-Claire, un ringraziamento caloroso per il loro contributo concreto di tesoriere, animatrice e consigliere da tanti anni.
Nel corso della serata, tre membri si sono manifestati per integrare o reintegrare il comitato: Maria Fortino, Serafim Morazzo-Lima e Liliana Valerio, già parte della cellula direttiva qualche anno fa.
Il comitato per il nuovo ciclo è composto da Dominique Dogot (presidente, segretario, tesoriere), Maria Fortino (assistente tesoriere), Gianpietro Corongiu (animatore), Liliana Valerio, Francesco Azzaretto, Serafim Morazzo-Lima e Michela Lanzone (consiglieri).
Ringraziamo tutti i membri del comitato per il loro impegno passato e futuro e il loro dinamismo al servizio del club. Auguri di buon lavoro al neocomitato!
Per quanto riguarda il bollettino, allo scopo di ridurre il compito del segretario, une decina di soci hanno deciso di ricevere ormai il bollettino direttamente per posta elettronica. Otto altri membri si sono proposti di impegnarsi nel lavoro di ricerca dei testi della parte letteraria del nostro bel bollettino.
Durante la seconda parte della riunione, il presidente Dominique Dogot e Gianpietro Corongiu hanno presentato il progetto (oggi sicuro) di organizzare a Tournai nel 2013 per il ventennale del club una giornata speciale dedicata all'Italia. Questa manifestazione richiederà l'approvazione e l'impegno di tutti i soci. Vedere dettagli qui a destra.
In occasione di quest'ultima seduta, abbiamo avuto il piacere di accogliere per la prima volta al club Bert Labaere da Ypres (Ieper - Oost Vlaanderen), venuto con Santo Petrantò dalla provincia delle Fiandre occidentali. Erano anche presenti Beatrice, originaria del Friuli Venezia Giulia, e suo marito Michel, che ci hanno portato un bel mazzo di fiori.




Halle aux Draps di Tournai
Una grande festa del club la domenica 28 aprile 2013.


Per festeggiare il ventennale del club creato il 7 ottobre 1992, il comitato ha deciso di organizzare una grande festa italiana a Tournai. Perciò, sono stati presi contatti con il comune per poter occupare un posto prestigioso sul piazzale di Tournai : la Halle aux Draps, bellissimo palazzo rinascimentale. A fine giugno abbiamo ricevuto la risposta positiva dal Collège des Bourgmestre et Echevins della città per la domenica 28 aprile 2013.

Il progetto presentato in linea di massima da Gianpietro Corongiu all'occasione dell'assemblea generale si è quindi concretizzato.
L'idea è di occupare tutto lo spazio della Halle aux Draps nonché la parte del piazzale di fronte al palazzo e di organizzare varie animazioni temporanee secondo un orario preciso in modo tale che ci siano attività diverse e attrazioni durante tutta la giornata con tra l'altro :

-    stand di degustazioni di vini (Giuseppe Cannistra), olio, pizze (Francesco Azzaretto), salumi, formaggi, gelati (Maria Fortino), caffè italiani...
-    dimostrazione della fabbricazione di pasta fresca (da Pietro Populin)
-    iniziazione alla lingua italiana - lettura di testi in italiano
-    stand di degustazione di birre speciali italiane (Luca Giaccone)
-    animazioni musicali: fisarmonica (Pierre Hottekiet) - coro o banda musicale
-    stand con agenzie di viaggio o circoli culturali regionali (Charleroi, La Louvière)
-    stand dedicato ai colori (Anna Parisi) - atelier relooking
-    stand del club con bar (bevande belghe tradizionali e Spritz veneto) e presentazione (diaporama) di 20 anni di storia (Dominique Dogot)
-    esposizione di macchine antiche italiane...
    

Sarà presente il Vespa Club di Tournai che organizzerà un raduno di Vespe. (Bernard Noiret)
A mezzogiorno, sarà proposto (iscrizione e pagamento anticipato) nella Halle aux Draps un pasto tipicamente italiano a prezzo economico.
Contatti saranno presi prossimamente con :

-    Danse et Compagnie per una sfilata dei personaggi del Carnevale di Venezia (Xavier Gossuin)
-    l'Istituto Saint-Luc di Ramegnies-Chin nonché l'Accademia delle Belle Arti di Tournai per l'organizzazione di una mostra artistica
-    i negozianti della Grand Place di Tournai
-    i responsabili del gemellaggio Antoing-Piozzo
-    le librerie italiane di Bruxelles (Piola, V.O.) e Lilla
-    l'associazione delle guide di Tournai per valorizzare il circuito storico delle Reminiscenze italiane a Tournai, preparato nel giugno 2009 da Arcangelo Petrantò e Dominique Dogot
-    artisti, fotografi...
-    Attitude Show (manichini)

Pensiamo anche ad invitare qualche personaggio della Commedia dell'Arte per l'accoglienza dei visitatori.
Affinché questa festa sia un successo, occorre creare subito commissioni di lavoro (pubblicità, contatti con la stampa, organizzazione tecnica dello spazio nella Halle aux Draps...) e trovare un nome a quella bella festa del ventennale! Pensaci !
Ricordiamo che per il decennale - il 30 novembre 2002 - eravamo stati ospiti dell'assessore alla cultura del Comune di Tournai per un cocktail offerto nella cripta del Municipio. Per il quindicennale - il 15 dicembre 2007 - una grande mostra aperta ai soci e seguita da una cena vennero organizzate nella mensa del Collège Notre-Dame.
Tutti i suggerimenti dai membri del club saranno benvenuti ! Questa bella festa richiederà l'impegno di tutti i soci nonché dei parenti o amici del club !




Calendario (in linea di massima) di alcune attività già previste per il ciclo 2012-2013


  • Mercoledì 3 ottobre 2012 - Prima riunione del ciclo 2012-2013 (181esima seduta dal 7 ottobre 1992) - "bicchiere dell'amicizia"


  • Mercoledì 7 novembre 2012 - Conferenza di Giuseppe Cannistra, enologo noto di Ostiches-Ath (La Cave de Giuseppe) : storia di vita e degustazione di vini. Indirizzo del sito : http://www.lacavedegiuseppe.be (a cura di Liliana Valerio)


  • Mercoledì 5 dicembre 2011 - Cena del club. Cambiamento di modus operandi: prepareremo insieme nella cucina della sede del club i vari pasti sotto la condotta del notro capocuoco Gianpietro.


  • Mercoledì 9 gennaio 2013 - Dolce della Befana.


  • Domenica 28 aprile 2013 - Festa del Ventennale nella Halle aux draps di Tournai (a cura di tutti i soci del club).


  • Mercoledì 8 maggio 2013 - Serata del cinema italiano nel Forum.


  • Mercoledì 5 giugno 2013 - Assemblea generale


  • Giugno 2013 - Gita in bicicletta a Boussu-lez-Walcourt (Laghi e dighe dell'Eau d'Heure - circuiti da 20 o 30 km) e visita della diga più grande del Belgio (a cura di Dominique Dogot)



  • Data da precisare nel 2013 - All'occasione della giornata "porta aperta" organizzata dalla società LUTOSA di Leuze-en-Hainaut, visita dell'impresa che fabbrica prodotti a base di patate - o visita dell'inceneritore di Thumaide (a cura di Dominique Dogot e Liliana Valerio)
    


  • Data da precisare - Viaggio del ventennale in Italia.