Bollettino 184


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI






Nicola di Mira fu un vescovo
nella seconda metà del IV secolo della città di Myra,
antico nome di Demre,
nella Licia in Asia minore, l'attuale Turchia.
Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa,
è patrono dei bambini, ragazzi e ragazze, scolari, marinai...


Dicembre 2012 - N° 184




UNA LEGGENDA SU SAN NICOLA

Era un triste giorno d'inverno nella vivace città di Myra (Asia minore, attuale Turchia).
Il nevischio formava un manto di fanghiglia sulle strade tortuose ricoperte di ciotoli.
Tre sorelle stavano rientrando a casa con i pochi spiccioli elemosinati quel giorno.
" Oh, aspettate un momento ", disse la più giovane.
" Sta arrivando un corteo nuziale. Vorrei tanto vedere il vestito della sposa! "
" È un abito delizioso ", sospirò la seconda, " eppure io sarei felice di sposarmi con indosso questi vecchi stracci ".
" Ma non succederà mai " aggiunse la maggiore, asciugandosi una lacrima, " perché papà ci ha detto che non ha soldi per farci la dote ".
" Ma questo significa proprio che nessuna famiglia vorrà che suo figlio sposi una di noi? " chiese la più giovane.
" Certo ", rispose cupamente la seconda.
" L'unica cosa che ci è rimasta da vendere siamo noi stesse ", aggiunse la maggiore.
Detto ciò, il terzetto si allontanò dalla strada affollata dove gli invitati al matrimonio sgomitavano allegramente, e imboccò un vicolo che conduceva alla parte più povera della città.
In mezzo alla folla c'era il vescovo di Myra, che sorrise alle ragazze quando queste gli passarono accanto.
" Pensate di sposarvi presto? " domandò gentilmente.
Le ragazze scossero la testa.
" Papà non ha soldi per pagare la dote " spiegarono.
Il volto del vescovo si rabbuiò ed egli rimase a guardare tristemente le ragazze che proseguivano verso casa.
Abitavano in una povera casupola ad un piano.
D'inverno dovevano tenere chiuse le imposte per ripararsi dagli spifferi gelidi.
Dal camino saliva a spirale un filo di fumo dal fuoco di torba che avevano lasciato bruciare pian piano durante il giorno.
" Ho i piedi fradici ", rabbrividì la più giovane mentre si toglievano le scarpe davanti al focolare.
" E i miei sono gelati ", disse la seconda.
" Ma possiamo lasciare le scarpe vicino al fuoco e appendere le calze ai ganci del camino ", sospirò la maggiore.
" Almeno domani inizieremo la giornata un pò più al caldo di come l'abbiamo finita oggi ".
    
Così si misero un pò più a proprio agio nella tenue luce del fuoco, aspettando il ritorno del padre.
Questo era arrabbiato e avvilito dopo un' altra giornata passata a cercare inutilmente un lavoro.
Insieme consumarono la loro cena a base di pane e minestra, cercando di non pensare all'indomani.
Quando il fuoco diminuì, andarono a letto.
Nel frattempo il vescovo era andato alla festa di nozze, ma continuava a pensare alla triste condizione delle tre sorelle.
" Oh Dio ", rifletteva, " le ragazze povere che non si possono permettere di sposarsi finiscono spesso a fare i lavori peggiori ".
" Oh Dio ", sospirava tra sé mentre partecipava a quel sontuoso banchetto di nozze.
" Non è giusto che certi abbiano così tanto e altri così poco ".
Il padre della sposa si sentiva generoso quella sera.
" Ah, Nicola ", disse scorgendo il vescovo.
" Ti ringrazio immensamente per aver celebrato il matrimonio oggi. Volevo darti un piccolo pegno della mia gratitudine per il tuo aiuto e la tua cortesia ", e così dicendo gli mise in mano un sacchetto di monete.
" Un matrimonio è un evento così lieto, no ? " disse entusiasta allontanandosi per salutare altri ospiti.
" Sì, certo ", rispose Nicola sentendo il peso delle monete nel sacchetto.
Verso mezzanotte, il vescovo lasciò furtivamente la festa e si affrettò verso la casupola dove vivevano le tre sorelle.
Il posto era completamente al buio e la porta serrata.
Allora ebbe un' idea.
Una scala esterna della casa accanto era così vicina che si poteva agevolmente passare da quella al tetto della casupola.
" E da lì ", si disse Nicola mentre si arrampicava su per le tegole, " posso raggiungere il comignolo. Ne esce così poco fumo che sicura-mente le monete non saranno danneggiate dal poco fuoco rimasto ".
Ridendo tra sé, versò il sacchetto di monete giù per il camino e si allontanò più in fretta che poteva.
La mattina dopo, la figlia più giovane si alzò e andò a prendere le calze.
" Oh! " esclamò.
" Una moneta d'oro é apparsa dal nulla nella mia calza ".
La seconda andò a vedere e prese le proprie calze.
" C'è una moneta anche nelle mie ", disse, " e guarda, altre monete sono rotolate nelle nostre scarpe! "
" E ci sono monete pure tra la cenere ", disse la maggiore, accigliandosi per lo stupore e ridendo al tempo stesso.
    
Il padre si unì alla loro allegria e insieme contarono le monete.
" Be', sono sicuro che non avrò problemi a proporre a qualcuno dei miei vecchi amici adorabili mogliettine per i loro figli ", sorrise.
" Un dono è sceso dal cielo e ci porterà tante benedizioni ".
In un' altra parte della città il vescovo Nicola guardava sorgere il sole.
Rideva pensando alla gioia che ci sarebbe stata nella casa dove vivevano le tre sorelle.
" Mi auguro che quella famiglia sia più felice, ora, " disse, " perché quel dono l'ho dato con amore e spero che l'amore si diffonda ovunque ".

http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/leggenda_san_nicola.htm





San Nicola

E' la sera del 5 dicembre: i bambini dell'Italia Settentrionale mettono sul davanzale calze e scarpe. Nelle strade, le vetrine piene di giocattoli, libri, dolci, splendono di addobbi... Nella notte "San Nicolò" distribuirà tutte quelle belle cose nelle calzature dei bambini buoni, come fa la Befana a gennaio. San Nicola fu vescovo di Mira. Era nato a Patara nella Lisia (Asia Minore). La storia ci dice che morì nell'anno 350. Ma perché é diventato un "portatore di doni" ai bambini? E' la tradizione leggendaria a raccontare i fatti che fecero nascere questa usanza diffusa nel mondo. San Nicola, si racconta, venne a sapere che tre povere bambine della sua città, sarebbero state vendute come schiave, perché la famiglia non poteva assegnare loro una dote con la quale, divenute grandi, si sarebbero potute sposare. Allora il vescovo andò solo nella notte, fino alla casa delle povere bambine e posò sulla finestra tre sacchetti pieni d'oro.
Il suo amore per i piccoli é ricordato anche da un miracolo: resuscitò tre bambini durante le persecuzioni degli ariani. Il vescovo di Mira é anche il patrono dei marinai e la Basilica di Bari, che é una delle chiese più belle e più antiche di Bari, é ancor oggi meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. In altre nazioni europee San Nicola é invece celebrato con allegre cerimonie: in Olanda il 6 dicembre, il personaggio che lo rappresenta gira nelle strade di Amsterdam, distribuendo dolci ai bambini, accompagnato da un servo nero chiamato Zwarte Piet (Père Fouettard).
Vi é poi una grande manifestazione degli studenti di Leida che sfilano indossando vecchi costumi, preceduti dal carro con cavalli impennacchiati, sul quale, il più bravo di loro siede vestito da San Nicola. Con queste allegre feste in realtà il mondo ricorda che, per tutta la sua vita, il vescovo fu sempre vicino ai fanciulli, insegnando loro a far opere buone, a soccorrere gli infelici e a confortare i derelitti.
    

http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/san_nicola.htm





Nicola di Mira

Nato probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 260 ed il 280, pare sia stato uno dei 318 partecipanti del Concilio di Nicea del 325. Morì a Mira il 6 dicembre presumibilmente nell'anno 343. Fu imprigionato ed esiliato da Diocleziano e poi liberato da Costantino nel 313. Il suo culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo ben 25 chiese a Costantinopoli erano dedicate a lui), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitato di Mira. Numerosi scritti in greco e in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio. Secondo la tradizione, Nicola aiutò tre ragazze che non potevano sposarsi per mancanza di dote, gettando sacchetti di denaro dalla finestra nella loro stanza, per tre notti. Per questo è venerato dalle ragazze e dalle donne nubili.

Trafugamento (traslazione) delle spoglie a Bari

Nel 1087 una spedizione navale partita dalla città di Bari (che era passata sotto il dominio normanno) si impadronì delle spoglie di Nicola, che nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica eretta in suo onore. La leggenda narra che Nicola quando era in vita, passando per Bari, dichiarò "In questa città riposeranno le mie spoglie". Anni dopo 62 marinai baresi partirono in tutta fretta per anticipare i Veneziani, anch'essi interessati alle ossa di Nicola, e trafugarono le spoglie rischiando la vita. Una volta approdati a Bari, posero la prima pietra della Basilica là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono irrevocabilmente. Gli animali sono ricordati nella decorazione della Basilica di San Nicola, nelle statue che li rappresentano ai lati del portale maggiore. Ai 62 marinai è invece dedicata una strada nella città vecchia.
    
    Bari - Basilica di San Nicola

Culto e tradizione

San Nicola è uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di bisognosi. Il suo emblema è il bastone pastorale e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d'oro). Il culto fu portato a New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di santa Klaus. Il santo è oggi patrono, oltre che dei marinai, anche dei commercianti e per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari. Secondo la tradizione, il 5 dicembre portava i doni (la strenna) ai bambini buoni. In alcuni paesi dell'Europa orientale, la tradizione vuole che porti una verga ai bambini non meritevoli, con cui i genitori possano punirli. A Bari il culto è molto sentito, e la prima domenica di maggio si festeggia il Santo con una lunga festa che ripercorre l'evento traslazione delle sue ossa nella città trascinando una caravella sul lungomare.
Viene festeggiato il 6 dicembre. Dal XVII secolo viene considerato benefattore dei bambini: da allora esiste in molti paesi europei - in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo, a nord e nord-est della Francia (in Fiandre francesi, nel dipartimento delle Ardenne, in Franca Contea, in Alsazia dove è fortemente ancorata, ed in Lorena di cui San Nicola è il santo patrono), in Germania, in Austria, in Croazia, in Ungheria, in Polonia, in Repubblica Ceca, in Lituania, in Romania, in Regno Unito, in Ucraina, in Slovacchia, in Serbia, in Svizzera (nel Cantone di Friburgo), ecc..) - l'uso di mettere la sera del 5 dicembre gli stivali fuori dalla porta di casa in modo che il santo possa riempirli di noci, mandarini e biscotti. Questa tradizione è sentita anche in Italia a Trieste, Bari e in tutto l'Alto Adige.
    

http://it.wikipedia.org/wiki/San_Nicola_di_Mira



La riunione del 5 dicembre 2012 sarà dedicata alla cena di fine anno.
Attenzione, cambiamento di modus operandi! Prepareremo insieme i vari piatti guidati dal nostro capocuoco Gianpietro. Apertura della cucina alle ore 17:00 ai 14 volontari che metteranno le mani in pasta per i 38/40 commensali. Chi viene a preparare è pregato di prendere un grembiule, un mattarello, un coltello, una tavola a taglio e, se c'è l'hai, la chitarra da pasta!
Costo del pasto: 6,00 € a testa. Il club si occupa delle bevande.
In gennaio, la riunione si terrà eccezionalemente il secondo mercoledì del mese, cioè il 9 gennaio 2013.



La volta scorsa


Pane, olio e... vino !

L'ultima seduta del Club ci ha permesso di accogliere un trentesimo oratore esterno, esempio tipico dell'emigrazione italiana in Belgio durante l'ultimo secolo. I genitori di Giuseppe Cannistra sono originari della Sicilia e si sono stabiliti nel Borinage dove il padre ha lavorato in una miniera. Giuseppe ha ottenuto una laurea in relazioni pubbliche ed ha lavorato una decina di anni per una ditta importatrice di vini francesi, tedeschi ed italiani. Appassionato di enologia, Giuseppe si è deciso qualche anno fa a creare la propria azienda di commercio di vino, specializzandosi nel vino italiano.
Giuseppe ci ha presentato due vini tipici dell'attuale produzione italiana, un vino bianco del nord italia (un pinot grigio dell'oltrepo pavese), vino che si abbina con pesci, crostacei o può essere servito come aperitivo.
Il vino rosso era un classico sangiovese toscano, uno dei vitigni italiani più famosi.
Abbiamo anche potuto apprezzare un'ottimo olio di oliva extravergine di Sicilia associato ad un perlomeno gustoso pane della regione. Grazie a Liliana per averci consentito di scoprire un nuovo " compaesano " !
Nuovi amici si sono giunti alla nostra allegra brigata : Mario Biccai e Laurette Locatelli da Péruwelz, Catherine Vandenbroecke e Manuela Scalembra da Tournai, Giuseppe Cannistra da Rebaix e Sergio Levillon da Genech (Nord della Francia). Si nota che Laurette, Catherine e Manuela sono tutte e tre impiegate al comune di Tournai. Dall'inizio del nuovo ciclo ormai il club conta 42 soci.








Festa del Ventennale: TournItalia
Halle aux Draps - Domenica 28 aprile 2013



La preparazione del programma della Festa del Ventennale prosegue. Oltre ai 13 atelier, stand, animazioni già presentati nel bollettino scorso, si sono aggiunti :

  1. Danse & Cie: mostra di costumi e maschere, sfilata + presentazione video dello spettacolo "la Sérénissime"

  2. I corsi serali d'italiano: corsi di promozione sociale

  3. Bernard Loin: chitarra

  4. Dorothée Deblicquy : atelier maschere

  5. La libreria V.O: libri italiani (Lilla)

  6. Il Centre de la Marionnette di Tournai : con elementi della mostra dedicata a Pinocchio del 2007

  7. Il coro Tornacum
    


Una bozza di volantino è pronta e sarà distribuita mercoledì in occasione della cena.
Il comitato del club ha anche preso contatto con l'ASBL Tournai Centre-ville, aperoccino.be, Marco Fornier (cinema italiano), la Casa della Cultura di Tournai...
Altre iniziative provengono da alcuni soci. Potrebbe venire uno scrittore belga (Marc Quaghebeur) nonché un artista bergamasco (a cura di Arcangelo Petrantò).
Tutte le idee dei membri saranno benvenute.
Inoltre ciascuno è invitato a trovare e contattare uno sponsor. Un documento di presentazione dell'evento sarà distribuito mercoledì prossimo ad ogni socio(a). Il contributo dei nostri futuri partner servirà ad affrontare le spese di pubblicità, manifesti, volantini, set da tavola…



Calendario (in linea di massima) di alcune attività già previste per il ciclo 2012-2013

  • Mercoledì 9 gennaio 2013 - Dolce della Befana.

  • Domenica 28 aprile 2013 - Festa del Ventennale TournItalia nella Halle aux draps di Tournai (a cura di tutti i soci del club).

  • Mercoledì 8 maggio 2013 - Serata del cinema italiano nel Forum.

  • Mercoledì 5 giugno 2013 - Assemblea generale

  • Maggio / giugno 2013 - Visita culturale : Reminiscenze italiane a Tournai e Anversa.

    Scambio tra il club di conversazione italiana di Tournai e la Società Dante Alighieri d'Anversa (a cura di Arcangelo Petrantò e Dominique Dogot)
    

  • Giugno 2013 - Gita in bicicletta a Boussu-lez-Walcourt (Laghi e dighe dell'Eau d'Heure - circuiti da 20 o 30 km) e visita della diga più grande del Belgio (a cura di Dominique Dogot)
    

  • Data da precisare nel 2013 - All'occasione della giornata "porta aperta" organizzata dalla società LUTOSA di Leuze-en-Hainaut, visita dell'impresa che fabbrica prodotti a base di patate - o visita dell'inceneritore di Thumaide (a cura di Dominique Dogot e Liliana Valerio)

  • Data da precisare - Viaggio del ventennale in Italia.