Bollettino 186


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI






Carnevale Storico d'Ivrea
La Mugnaia è il personaggio più importante
del Carnevale, l'eroina che è stata elevata
a simbolo della libertà conquistata
dal popolo in rivolta contro il tiranno feudale



Febbraio 2013 - N° 186



LO STORICO CARNEVALE DI IVREA




Lo Storico Carnevale di Ivrea è un evento unico, riconosciuto come manifestazione italiana di rilevanza internazionale, come da comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27.09.1956 (foglio n. 02999/894 di prot.), un sogno che si manifesta ogni anno portando nelle vie e nelle piazze della città di Ivrea storia, tradizione, spettacolo, emozioni e grandi ideali. In questo evento storia e leggenda si intrecciano per dar vita ad una sequenza spettacolare che travalica e fonde i secoli.

" Il Carnevale di Ivrea è l'unico che abbia mantenuto un legame con il Medioevo, epoca in cui questa festa nasce: né quello di Venezia, risvegliatosi circa trent'anni fa, né quello di Viareggio, con i carri allegorici e i fantocci di cartapesta, istituito nel 1873, possono vantare una tradizione ininterrotta. "

(Chiara Frugoni, Medioevo sul Naso, Editori Laterza, 2004.)


Lo spirito dello Storico Carnevale vive nella rievocazione di un episodio di affrancamento dalla tirannide, che si fa risalire al medioevo: un barone che affamava la Città venne scacciato grazie alla ribellione della figlia di un mugnaio che non volle sottostare allo jus primae noctis e che accese la rivolta popolare. In questa rievocazione il Carnevale si rinnova ogni anno come grande Festa Civica durante la quale la comunità di Ivrea celebra la propria capacità di autodeterminazione.
    
    
L'eroina della festa è la Mugnaia, al suo fianco il Generale, che fin dai primi anni dell'800 ha il compito di garantire un corretto svolgimento della manifestazione, insieme al suo Stato Maggiore Napoleonico, composto da valenti Ufficiali a cavallo e graziose Vivandiere.

Completano la galleria dei personaggi storici il Sostituto Gran Cancelliere, il Magnifico Podestà garante della libertà cittadina, il Corteo con le Bandiere dei Rioni (bandiere delle Parrocchie esistenti fin dalla metà dell'800 che riportano immagini e simboli relativi alla storia della Città, con motivi dezionali propri di ogni Parrocchia, portate dagli Alfieri) rappresentati dagli Abbà (dieci bambini in ricchi costumi rinascimentali che rappresentano i priori delle cinque parrocchie di Ivrea: San Grato, San Maurizio, Sant'Ulderico, San Lorenzo e San Salvatore) ed i Pifferi e Tamburi.
A riempire di colori e profumi la città, vi è poi la famosa e spettacolare Battaglia delle Arance, momento di grande coinvolgimento e forte emozione, rievocazione della ribellione popolare alla tirannia.

Nella battaglia il popolo, rappresentato dagli aranceri a piedi sprovvisti di qualsiasi protezione, combatte a colpi di arance contro le armate del Feudatario, rappresentate da tiratori su carri trainati da cavalli, che indossano protezioni e maschere che ricordano le antiche armature.

In segno di partecipazione alla festa tutti i cittadini ed i visitatori, a partire dal Giovedì Grasso, scendono in strada indossando il Berretto Frigio, un cappello rosso a forma di calza che rappresenta l'adesione ideale alla rivolta e quindi l'aspirazione alla libertà, come fu per i protagonisti della Rivoluzione Francese.
    

La Mugnaia

    
La Mugnaia è il personaggio più importante dello Storico Carnevale, l'eroina che è stata elevata a simbolo della libertà conquistata dal popolo in rivolta contro il tiranno feudale.

All'epoca del marchese Raineri di Biandrate, la giovane popolana e novella sposa Violetta, si oppose con coraggio alle attenzioni del tiranno che, non contento di vessare il popolo con tasse e maltrattamenti, aveva imposto alle giovani spose lo jus primae noctis.

Salita al castello la sera delle nozze, questa giovane giurò al marito Toniotto che non avrebbe accettato un simile ricatto. Estratto improvvisamente un pugnale dalle vesti, mozzò la testa del tiranno e la mostrò al popolo intero dagli spalti del castello.

Fu il segno della rivolta. Il maniero fu subito preso e incendiato e il popolo giurò che in quel luogo non si sarebbe mai più costruito nulla.

Ambientata nell'alto Medioevo, questa leggenda, come tutte, ha un fondo di storia: a quell'epoca, infatti, la Dora Baltea era costellata di numerosi mulini natanti; forse la rivolta eporediese fu causata dall'ennesima tassa sul macinato, ma il suo ricordo si è tramandato nel tempo attraverso l'immagine della vezzosa Violetta che liberò l'intera città.

La prima Mugnaia dello Storico Carnevale d'Ivrea del 1858 fu Giuseppina Gamacchio Fumel. L'ultima del 2012: Francesca Vanoni Zambolin.

Il Generale

    
Prima della dominazione napoleonica il carnevale eporediese era celebrato autonomamente da ogni rione, creando però una forte rivalità che spesso sfociava in scontri violenti e sanguinosi. All'inizio dell'800, in piena occupazione napoleonica, le autorità civili e militari, preoccupate per l'ordine pubblico, istituirono una sorta di "servizio d'ordine" delle manifestazioni.

A capo di questo gruppo di controllo, nel 1808, venne nominato un uomo che, godendo di grande prestigio presso la cittadinanza, ben rappresentava la cultura e l'orgoglio municipalista, soprattutto quando i carnevali rionali vennero unificati in un'unica grande festa cittadina.

Secondo la tradizione, il Generale ottenne quindi il diritto al titolo e all'uniforme di Generale dell'Esercito Napoleonico e la concessione di chiamare con sè altre persone che, in veste di Ufficiali dello Stato Maggiore, lo aiutassero nei suoi compiti.

Il Generale entra in carica il 6 gennaio di ogni anno quando riceve, dall'interprete dell'edizione precedente, la feluca e la sciabola.

Il Giovedì grasso poi, otterrà dal Sindaco, nella cerimonia del Passaggio dei Poteri, la fascia di primo cittadino insieme agli oneri (oggi ovviamente simbolici) del controllo dell'ordine pubblico.

E' assistito e coadiuvato da un drappello di Ufficiali dello Stato Maggiore, tra i quali poi provvede a nominare gli Aiutanti di Campo e le Vivandiere.

Il primo Generale dello Storico Carnevale d'Ivrea del 1808 fu Antonio Pezzatti. L'ultimo del 2012: Alberto Bich.

La battaglia delle arance

    
La battaglia delle arance rappresenta il momento più spettacolare del carnevale, motivo di richiamo turistico annuale per migliaia di visitatori.

Il tradizionale getto delle arance affronda le sue radici intorno alla metà dell'ottocento. Ancor prima, e più recentemente nel Medioevo, erano i fagioli i protagonisti della battaglia.

Si narra infatti che due volte all'anno il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste, per disprezzo, gettassero i fagioli per le strade. Gli stessi legumi erano anche utilizzati in tempo di carnevale, come scherzosi proiettili da lanciare addosso ad improvvisati avversari. Intorno agli anni trenta e sessanta dell'Ottocento, insieme a cariandoli, confetti, lupini e fiori, le ragazze lanciavano dai balconi, mirando le carrozze del corteo carnavalesco, qualche
arancia. I destinari erano giovincelli dai quali le stesse ragazze volevano essere notate.

Dalle carrozze si iniziò a rispondere scherzosamente a tono e, poco a poco, il gesto di omaggio si trasformò prima in duello, quindi in un vero e proprio testa a testa tra lanciatori dai balconi e lanciatori di strada. Solo dal secondo dopoguerra la battaglia assunse in connotati attuali seguendo regole ben precise. Si formarono le prime squadre a piedi di aranceri (i popolani ribelli) e si allestirono i primi carri da getto (simboleggianti le guardie del tiranno).


La battaglia ha per teatro le principali piazze della città (Piazza di Città, Piazza Ottinetti, Piazza del Rondolino, Piazza Fraguglia ed in Borghetto), e vede impegnati trenta equipaggi sul carro che passano al seguito del corteo contro le squadre degli aranceri a piedi costituite da centinaia di tiratori che presidano la piazza.

I carri, pittorescamente bardati, sono trainati da pariglie o quadriglie di cavalli; ciascuno di essi trasporta un gruppo formato da non più di una decina di "aranceri", protetti da costumi con vistose imbottiture e da terrificanti maschere di cuoio con grate di ferro per riparare il viso: sono aranceri abituati a lanciare con entrambe le braccia in modo da aumentare la "potenza di fuoco". Ogni banda a piedi è formata da centinaia di aranceri - uomini e donne - che vanno all'assalto del carro che transita dalla piazza cercando di colpire soprattutto gli avversari sulla maschera protettiva, in modo che il succo delle arance entri loro negli occhi. Indossano colorati costumi con campanelli alle caviglie e con casacche legate in vita, semiaperte sul davanti in modo da contenervi una buona provvista di arance; non dispongono di alcuna protezione che li ripari dai colpi nemici.


Una speciale commissione osserva, nei tre giorni di suo svolgimento, l'andamento della battaglia ed assegna un premio alle bande a piedi ed ai carri da getto che, per ardore, tecnica e lealtà, si sono maggiormente distinte.

Con la popolarità assunta - anche in virtù dei mass media - dalla battaglia delle arance il numero di squadre a piedi e di aranceri che in esse militano è andato vistosamente accrescendosi nel tempo. Si sono costituite associazioni di aranceri, dai nomi pittoreschi, che si occupano di organizzare la partecipazione al carnevale la sfilata del sabato sera, un tempo prerogativa della goliardia degli universitari, è diventata la festa degli aranceri che provvedono, con le loro associazioni, ad addobbare strade e piazza con striscioni e stendardi che espongono i loro simboli, colori e slogan di battaglia.


Ad Ivrea la battaglia delle arance ha, da sempre, dato luogo a polemiche, per i supposti sprechi (in realtà le arance che, al termine di ogni giorno di battaglia, ricoprono interamente, con i loro sfasciumi, le strade e le piazze della città, sono quasi prive di valore commerciale), per il "bollettino dei feriti" che ogni anno devono ricorrere al pronto soccorso ospedaliero, per gli episodi individuali di intemperanza e malcostume.

Tuttavia, si tratta indubbiamente del momneto più spettacolare della manifestazione che ben evidenzia la lotta per la libertà, simbolo del carnevale eporediese. La battaglia delle arance insieme a tutti gli eventi storici presenti nella manifestazione d'Ivrea, costituisce un'incredibile patrimonio culturale e goliardico, che posiziona la festa tra le più importanti nel panorama nazionale collettiva: tutti possono prendere parte, iscrivendosi in una delle nove squadre a piedi oppure divenendo equipaggio di un carro da getto.

Squadre degli aranceri a piedi

le squadre degli aranceri sono 9:

  • Aranceri Asso di Picche : casacca rosso-blu e foulard nero. Luogo di tiro Piazza di Città

  • Aranceri della Morte : casacca nera, pantaloni rossi, con un teschio nero su sfondo bianco. Luogo di tiro in Piazza di Città

  • Aranceri degli Scacchi : casacca a scacchi bianco-nera e una torre arancione. Tiro in Piazza Ottinetti

  • Aranceri Scorpioni d'Arduino : casacca gialla, pantaloni verdi e scorpione nero. Luogo di tiro in Piazza Ottinetti

  • Aranceri Pantera Nera : casacca nera e una pantera nera su sfondo giallo sulla schiena. Tiro in Piazza del Rondolino

  • Aranceri Diavoli : casacca giallo-rossa e diavolo arancione con luogo di tiro in Piazza del Rondolino

  • Aranceri Tuchini del Borghetto : casacca verde, pantaloni rossi e un corvo nero su sfondo bianco. Luogo di tiro in Borghetto

  • Aranceri Mercenari : casacca granata, pantaloni gialli e stella gialla con spade granata. Luogo di tiro in Piazza del Rondolino
    

  • Aranceri Credendari : casacca blu, pantaloni gialli. Luogo di tiro in Piazza Freguglia



Fonti:
http://www.storicocarnevaleivrea.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Storico_Carnevale_di_Ivrea
http://www.statomaggiore.it




REGOLE D'ORO per arrivare sani e salvi a Polenta e merluzzo

Il Berretto Frigio
  • Non andate mai in giro senza il Berretto Frigio: a parte la brutta figura, potreste pentirvene.
  • Non portate il Berretto Frigio adagiato sulla spalla: è come non averlo e in più potreste perderlo. Attenzione: indossare un altro berretto rosso che non sia quello frigio è segno di non aver capito nulla del Carnevale di Ivrea!

Arance
  • Non dimenticatevi mai di guardarvi attorno e di proteggervi il volto con un braccio alzato: meglio stare con gli occhi aperti che con gli occhi blu.
  • Non state con il viso attaccato alle reti di protezione: sono molli e si piegano.
  • Non andate a tirare le arance da lontano in mezzo alle piazze degli aranceri: la regola è tirare a quelli sopra il carro, non a quelli sotto.
  • Non prendete le arance dalle cassette degli aranceri: prima chiedete.
  • Non tirate arance ai cavalli: è una crudeltà.
  • Non tirate arance ai cavallanti: è una crudeltà per voi, se scendono da cassetta.
  • Non tirate mai arance ai tiratori senza maschera, soprattutto se impegnati nei testa a testa, ne va della vostra...
  • Indossate abbigliamento sportivo, stivali di gomma o scarpe facilmente lavabili e che non scivolino.

Corteo storico
  • Non attraversate il Corteo Storico: è un gesto veramente maleducato.
  • Non avvicinatevi troppo al carro della Mugnaia in movimento: le ruote sono pesanti, la Scorta… di più!
  • Non chiedete caramelle e mimose quando il carro della Mugnaia è fermo: il lancio avviene solo in movimento.
  • Non spingete e non urtate i Pifferi: sono molto suscettibili… e il legno di bosso è duro!
  • Non buttate roba nei tromboni della Banda: è una nota stonata.
  • Non parlate a voce alta durante la Marcia Funebre: è pur sempre un funerale!

Cavalli
  • Non accarezzate i cavalli: non è detto che andiate loro a genio!
  • Non mettetevi davanti ai cavalli: potrebbero decidere di partire senza dirvelo.
  • Non mettetevi dietro ai cavalli: potrebbero scalciare senza avvisarvi.
  • Non sostate vicino ai cavalli: hanno i paraocchi e non vi vedono.
  • Non fate passare i bambini o i passeggini tra voi e i cavalli.

Occhio ai passeggini
  • E' vietato percorrere con i passeggini via Palestro, piazza di Città, Borghetto e le aree direttamente interessate dalla battaglia delle arance.








All'occasione della riunione del 6 febbraio 2013, faremo rapidamente il bilancio della preparazione della festa del prossimo 28 aprile TournItalia.
Quindi riprenderemo l'argomento del mese scorso dedicato all'insolito, alle situazioni strane vissute o agli eventi stupenti di cui siamo stati testimoni.


La volta scorsa

Durante l'ultima riunione, Gianpietro Corongiu ci ha presentato in modo dettagliato lo svolgimento della festa TournItalia. Anche se c'è ancora qualche incertezza, la maggior parte degli invitati che si occuperanno degli stand, atelier hanno confermato.

Nel corso dellla serata è stata festeggiata la Befana (Epifania) con dolce e spumante. Le "fave" hanno indicato per quest'anno tre re, Sergio Le Villon, Dominique Dogot e Gauthier Tossut, e una regina, Sylvie Beaujean.
    




Festa del Ventennale: TournItalia
Halle aux Draps - Domenica 28 aprile 2013



Novità: Danse & Cie, Tournai Commerces (Associazione dei commercianti de Tournai) nonché la Città di Tournai sono diventati i nostri partner. Si sta sviluppando una buona collaborazione.
Numerosi contatti sono presi per trovare soluzioni al finanziamento dell'evento.
Potrebbe essere la nostra ospite d'onore la Principessa Collalto, originaria da Susegana (Treviso), moglie del Principe de Croy del Castello di Rumillies.
Ora esiste una pagina Facebook dell'evento "TournItalia, une journée italienne à Tournai". Basta battere "TournItalia" o su Google: http://www.facebook.com/events/504720109560569/
Tutti i suggerimenti dai membri del club sono benvenuti ! Questa bella festa richiederà l'impegno di tutti i soci nonché dei parenti o amici del club !




Calendario di alcune attività già previste per il ciclo 2012-2013

  • Domenica 28 aprile 2013 - Festa del Ventennale TournItalia nella Halle aux draps di Tournai (a cura di tutti i soci del club).
    

  • Mercoledì 8 maggio 2013 - Serata del cinema italiano nel Forum.

  • Maggio 2013 - Visita culturale : Reminiscenze italiane a Tournai e Anversa.

    Scambio tra il club di conversazione italiana di Tournai e la Società Dante Alighieri d'Anversa (a cura di Arcangelo Petrantò e Dominique Dogot)
    

  • Mercoledì 5 giugno 2013 - Assemblea generale

  • Giugno 2013 - Gita in bicicletta a Boussu-lez-Walcourt (Laghi e dighe dell'Eau d'Heure - circuiti da 20 o 30 km) e visita della diga più grande del Belgio (a cura di Dominique Dogot)
    

  • Data da precisare nel 2013 - All'occasione della giornata "porta aperta" organizzata dalla società LUTOSA di Leuze-en-Hainaut, visita dell'impresa che fabbrica prodotti a base di patate - o visita dell'inceneritore di Thumaide (a cura di Dominique Dogot e Liliana Valerio)
    

  • Ottobre 2013 - Viaggio di 2 giorni a Colonia (Germania), antica città romana

  • Aprile 2014 - Viaggio del ventennale in Italia
    

  • Maggio 2014 - Visita a Tournai dei soci del club di conversazione italiana della Dante Alighieri di Anversa