Bollettino 203


Lo Specchio

CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Antonius Stradiuarius Faciebat Cremonensis Anno 1721 AS
Questo violino ha preso il nome da una delle prime proprietarie,
Lady Anne Blunt, con fori di risonanza a ƒ:
ricordano la forma della lettera f in corsivo;
sono impiegati negli strumenti della famiglia del violino,
della famiglia del mandolino...



Gennaio 2015 - N° 203





ANTONIO STRADIVARI



Stradivari Antonio (lat. Antonius Stradivarius): Liutaio (nato prob. presso Cremona fine 1643 – morto a Cremona 1737).

Divenuto ben presto celebre in tutta Europa, costruì, oltre ad archi, chitarre e strumenti di forma varia, tranne contrabbassi, a quanto si calcola, più di 1100 tra violini e viole e almeno 80 violoncelli, che sono stati suonati dai massimi violinisti di ogni tempo tra cui Niccolò Paganini e Giovani Battista Viotti.

Vita

Lavorò nella bottega di Nicola Amati a Cremona. Nel 1680 acquistò una casa in piazza S. Domenico (oggi piazza Roma) e vi aprì bottega propria, ove lavorò fino alla morte. Ebbe 11 figli, dei quali due, Francesco (1671-1743) e Omobono (1679-1742) seguirono la professione paterna, senza però eccellere. Già prima del 1700 la sua fama aveva superato quella degli Amati e degli Stainer, e tra gli allievi della sua bottega si annoveravano valenti liutai quali: Carlo Bergonzi, forse Alessandro Gagliano, Francesco Gobbetti, Lorenzo Guadagnini. Tali allievi (soprattutto Bergonzi) insieme ai figli Francesco e Omobono portarono avanti il lavoro della bottega negli ultimi anni di vita di Stradivari, la cui celebrità non fece che aumentare dopo la morte. Nel 1782, per esempio, G. B. Viotti fece conoscere i suoi violini in Francia e poi in Inghilterra, e questi due paesi s'aggiunsero all'Italia, alla Spagna, alla Germania, nel ricercare febbrilmente i prodotti stradivariani, considerati la più perfetta espressione dell'arte della liuteria.
    


Attività


Facendo tesoro delle gloriose tradizioni di due scuole, la bresciana e la cremonese, e valendosi del consiglio dei grandi violinisti italiani del tempo, Stradivari nel corso di oltre 75 anni di lavoro, elaborò incessantemente i principi della propria arte, riuscendo ad affermare la propria personalità in tutti gli elementi essenziali (finalizzati alla resa acustica) e anche in quelli secondari (finalizzati a un continuo perfezionamento estetico) nella costruzione degli strumenti ad arco. Di particolare importanza ai fini della resa del suono il dosaggio dei vari componenti della vernice. Agli strumenti anteriori al 1690 è stato dato l'appellativo di amatizzati perché prossimi allo stile di Niccolò Amati (tipico il violino detto Sellire); nel decennio successivo alcuni elementi (dimensioni, colore della vernice) ricordano ancora Amati dal quale però differiscono l'aspetto più robusto e la costruzione del fondo in un solo pezzo anziché due (tipico il violino Hellier).
    

Morto Amati (1684), Stradivari, ormai pienamente libero, raggiunse un più caldo tono di vernice e una voce più potente (tipico il violino Spagnolo). È però dal 1690 che si manifesta un intenso periodo di rinnovamento, dai grandi violini dal suono pieno e grave memori di Giovanni Paolo Maggini (tipico il Toscano), del 1690, a quelli del periodo cosiddetto aureo che va dal 1700 al 1725. Generalmente lo stile si caratterizza ora nelle dimensioni (circa 36 cm), nell'ardito taglio delle esse, nel fondo a due pezzi d'acero, nella vernice variabile tra l'arancione e il bruno rossastro, con riflessi d'ambra, e nella voce di rara brillantezza e intensità (tipici i violini Viotti, Betti, Vieuxtemps, Parke, Boissier, Delfino, Alard, il portentoso Messia, il Medici, il Sasserno, il S. Lorenzo, il Lauterbach). Dal 1720 al 1725 permane la magnificenza del modello e della voce, ma diminuiscono la precisione del particolare e i pregi del legno e della vernice (il Rode ne sarebbe tipico, ma non per il timbro). Dal 1725 in poi si nota la decadenza e si nota anche la mano degli allievi, tranne alcuni esemplari mirabili come il Kreutzer e il Müntz.

    
Meno pregevoli e del resto pochissime le viole, di formato incerto e di voce poco differenziata da quella del violino. La migliore è la Macdonald del 1701, la viola intarsiata e l'Archinto (tutte e due del 1696) e quella del 1731, posseduta da N. Paganini.

Ottimi invece, quanto i violini, i violoncelli. Antonio Stradivari risale anche, dal 1707 in poi, la riduzione della lunghezza di questi da 79,7 a 75 cm, rimasta definitiva. Celebri i violoncelli Aylesford (1696), Cristiani (1700), Servais (1701), Duport (1711, probabilmente il migliore), Piatti (1720) e altri. Ebbero strumenti di Stradivari, tra gli altri, i violinisti Pablo de Sarasate, Joseph Joachim, August Wilhelmj, Eugène Ysaye, i violoncellisti Bernhard Romberg, Karl Davidov e altri, il nome di alcuni dei quali è rimasto agli strumenti da loro posseduti.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-stradivari/




Lo Stradivari Festival

Articolo di presentazione del Festival 2014
Maria Chiara Strappaveccia – venerdì 12 settembre 2014


Lo “ Stradivari Festival ”, che si svolge a Cremona dal 14 settembre al 12 ottobre prossimi, voluto dal Museo del Violino della città, che così festeggia il primo anno dalla sua fondazione, è una manifestazione all’insegna della musica per strumenti ad arco e a pizzico, con un totale di 40 incontri che spaziano nei diversi generi musicali (classica, tango, samba, jazz e molti altri ancora) che tali strumenti possono eseguire.

Sono previste sette serate con musicisti dell’archetto di calibro internazionale, nove concerti dei quali tre specifici per i bambini, tre mostre temporanee, vari incontri, conferenze, premi e un workshop, all’interno delle attività COST 2014 (Cooperazione Scientifica e Tecnologica), con molti e diversi relatori internazionali.

Lo “ Stradivari Festival ” vuole valorizzare la forte identità culturale, la storia e il presente della città di Cremona, che vede nel mestiere del liutaio, riconosciuto recentemente dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’Umanità, e le cui botteghe sono caratteristiche e presenti in gran numero in questo luogo, motivo di ammirazione e di attrazione per musicisti e visitatori italiani e stranieri che provengono da tutte le parti del mondo. Questo festival si rivolge anche a giovani musicisti che si devono ancora far conoscere dal pubblico e coniuga tradizione e innovazione con la consapevolezza che la musica offre un servizio sociale in maniera nobile e profonda.
    

    
Il Museo del Violino di Cremona è una struttura che riunisce in sé, grazie anche alla sensibilità e il contributo della Fondazione Arvedi Buschini, le funzioni museali e didattiche: vi si possono scoprire cinque secoli di liuteria cremonese attraverso l’incontro diretto con i grandi maestri e i loro strumenti (Andrea Amati, il capostipite, i figli Antonio e Girolamo, il nipote Nicolò, Antonio Stradivari, Giuseppe Guarneri del Gesù e la sua famiglia, Francesco Rugeri e Lorenzo Storioni), oltre ai creatori della liuteria attuale; è inoltre dotato di un auditorium, grazie ad un progetto ardito e moderno - coordinato dagli architetti Giorgio Palù e Michele Bianchi e supportato dal contributo dell’ingegner Yasuhisa Toyota per l’ottimizzazione acustica - dove estetica e funzione trovano sintesi perfetta, e si fa polo di ricerca musicale.

Nessun museo oggi in Europa può vantare una testimonianza altrettanto importante e completa degli strumenti ad arco, resa con installazioni multimediali e arricchita da un ricco corredo documentale che consente ad ognuno, turista, visitatore esperto o bambino, di realizzare un percorso suggestivo e coinvolgente adatto alle proprie necessità ed esigenze. [...]
    


Fonte: http://www.lindro.it/0-cultura/2014-09-12/142288-lo-stradivari-festival-a-cremona




Viaggio in Lombardia

8 aprile 2014 – Visita di Cremona



Nell’ambito del viaggio del club in Lombardia, abbiamo avuto l’opportunità di visitare l’8 aprile scorso la bellissima città di Cremona.

Fondata nel 218 a.C. dai Romani, Cremona conosce la sua massima espansione con la nascita del libero Comune nel 1098 fino al rinnovo secondo i canoni rinascimentali quando a Cremona dominavano Bianca Maria Visconti (1425-1468) e Francesco Sforza (1401-1466): è in questo periodo che lavorano in città i Giulio Campi (1502-1572 - pittore e architetto), Boccaccio Boccaccino (1467-1525 - pittore), Pietro Bembo (1471-1547 - cardinale, scrittore, umanista), Altobello Melone (1491-1543 - pittore) e Antonio de Sacchis detto il Pordenone (1483-1539 - pittore).


Sempre nel ’500 ha inizio a Cremona la tradizione liutaia con Andrea Amati (1505-1577), che attraverso i secoli porterà alla perfezione dello strumento con Antonio Stradivari (1644-1737). Il legame della città con gli strumenti ad arco è testimoniato ancor oggi nelle oltre 130 botteghe liutaie, per la maggior parte a carattere internazionale.

L’8 aprile, prima di lasciare l’Hotel Ristorante Italia situato a Certosa di Pavia, mentre stavamo salutando e ringraziando il personale dell’albergo, è arrivato il padrone con due bottiglie di Prosecco da condividere tra di noi. Il motivo è che precisamente quel giorno era il compleanno di Liliana e di Dominique. Un bel gesto da parte del padrone dell’albergo in cui ci eravamo trovati benissimo.

Appena arrivati a Cremona, ci siamo recati in Piazza del Comune, cuore medievale della città dove si possono ammirare la Cattedrale romanica (1160/1170) dedicata a Santa Maria Assunta , il Battistero, la Loggia dei Militi edificata nel 1292, il Torrazzo, campanile del Duomo e il Palazzo Comunale. Questo palazzo fu costruito in epoca medievale attorno al XIII secolo e fu denominato anche Palazzo dei Ghibellini.
    

    
Una sorpresa per molti è stata la tranquillità che regna in questa zona a traffico limitato. Praticamente è stato il silenzio in cima al Torrazzo, campanile più alto d’Italia, 112 metri, 502 gradini. Nel Torrazzo, al quarto piano, è stato incastonato uno degli orologi astronomici più grandi del mondo. Costruito da Francesco e Giovan Battista Divizioli (padre e figlio) tra gli anni 1583-1588, l'orologio rappresenta la volta celeste con le costellazioni zodiacali attraversate dal moto del Sole e della Luna.

Dopo una breve visita del Palazzo comunale e un rifornimento al Self Service 44 piatti, abbiamo potuto visitare il Museo del Violino, nuovo fiammante, con la Sala dei Violini antichi. Il percorso museale è didattico e permette di scoprire varie sale a tema: L'origine del violino (sala 1), La bottega del liutaio (sala 2), La scuola classica cremonese (sala 4), Lo scrigno dei tesori (sala 5), I reperti stradivariani (sala 6), Tramonto e rinascita della liuteria (sala 7), Il violino nel cinema (sala 10). Il violino, uno strumento magico e eccezionale!

La giornata si è conclusa in Piazza del Comune al Caffè Gelateria Pierrot con la degustazione del primo gelato artigianale dell’anno e più tardi a Cicognolo (Cr) al Ristorante Pizzeria Oasi con l’aperitivo offerto da Liliana e Dominique.


Fonti :

http://www.turismocremona.it/front.php/temi/scheda/id/2
http://turismo.comune.cremona.it/it/pois/il-torrazzo
http://www.museodelviolino.org/percorso_museale/

Dominique Dogot


    





Nel corso della riunione di mercoledì 7 gennaio 2015, Camillo Mariani, socio del club e artista noto, ci presenterà una ventina di sue opere che annunciano una mostra più importante il cui tema sarà Creazione, Gioia, Armonia. Capire il senso o interpretare l’opera di un artista non è una cosa così semplice e facile! Ci proveremo!
Durante l’incontro ci scambieremo gli auguri per il 2015. Ne approfitteremo per condividere il tradizionale dolce dei Re Magi e bere il bicchiere dell’amicizia offerti dal club. Eleggeremo il re e la regina dell’anno. A chi toccherà?


La volta scorsa


L'ultima cena, a cura di G.C.,

(inviato speciale per il TG1)


Dal nostro inviato a Tornacum, cittadina della parte occidentale del Belgio, quello strano paesino europeo appena più esteso di una provincia italiana e del quale finora nessuno è riuscito a capire in modo un po’ chiaro il funzionamento politico, ci giunge una notizia rilevante. Sembra che i nostri giornalisti investigativi abbiano rintracciato una strana nuova setta. Primo particolare di questo gruppo : parlano una lingua strana che, al primo contatto, sembra italiano, ma con così tanti errori che sembra uno stratagemma per creare confusione fra chi volesse penetrare negli arcani di questa famiglia molto particolare.


Comunque, parlano un idioma totalmente ignoto agli altri abitanti della zona, nota per la sua propensione al consumo di birre artigianali e di coniglio cotto in acqua...

Si radunano una volta al mese in un locale difficile da trovare in un complesso gigantesco tenuto tempo fa da un'altra setta, ma essa celeberrima. Le loro riunioni seguono sempre lo stesso rituale : dopo i saluti e la condivisione delle ultime notizie familiari, si esprime il loro guru (un tipo calvo organizzatissimo, molto preoccupato di sapere chi è presente, e che sembra tenere il gruppo con mano di ferro. Altro particolare : va in giro col motorino per diffondere la Buona Notizia e probabilmente per controllare il comportamento idoneo dei membri.

Poi, di solito, prende la parola un tipo piccolo con la barba e i baffi che seleziona vari argomenti di condizionamento psicologico e di edificazione culturale. Il tutto con un'efficienza tremenda : il numero degli aderenti cresce ogni mese al punto d’aver commosso anche la sicurezza della Stato. Due o tre volte all'anno invitano un membro della società civile per documentarsi su varie tematiche.

Possiamo concluderne che stiano tentando d’infiltrarsi in tutte le organizzazioni del paese... Il rituale più rilevante è una cena, anch'essa in-consueta, dove mangiano una quantità impressionnante di cibi diversi e bevono ettolitri di vino italiano. Sembrano tutti felici e allegri. Probabilmente, festeggiano anticipatamente la loro vittoria sul Mondo civilizzato. Infatti, in futuro, non c'è dubbio che tutti, bimbi, giovani, donne, uomini, anziani, scienziati, disabili, malati, ricchi o poveri : tutti faranno parte del CCIT (Club di conversazione italiana di Tournai).

La prova : ho versato la quota anch'io questa sera....


Gianpietro Corongiu
    





Durante la cena abbiamo avuto la fortuna di assaggiare cibi e piatti vari preparati con tanta delicatezza dai soci del club e l’opportunità di ascoltare il bravissimo Pierre Hottekiet che suonava con la fisarmonica, una Giuseppe Navini, brani del repertorio popolare italiano. Si è poi aggiunto all’animazione musicale Bernard Loin, che per concludere ha raccontato alcuni aneddoti linguistici riguardanti la sua carriera professionale attraverso il mondo (Inghilterra, Spagna, Arabia, Germania, Russia...). Alcune sue cantonate si sono svolte in lingua italiana :




In un negozio di specialità culinarie, ho detto che volevo comprare una truffa invece di un tartufo!
Truffa = escroquerie!
    


    
Un’altra volta, presso la Zanussi di Pordenone, eravamo con un direttore che mostrava una bellissima sala d’esposizione delle lavatrici, con tanti colori diversi sui muri, proiettori dappertutto e musica di sottofondo , tavole con poltrone di cuoio, un bar con decine di bottiglie ecc... E, impressionato, dico a Bruschi, il delegato per il Nord Italia che viaggiava con me, però in francese: “ On dirait un casino!” pensando alla parola “casinò”, una casa con sale giochi.
Il direttore aveva sentito e si è fermato un attimo come fosse stupito... Bruschi ha dovuto spiegare che io non conoscevo l’altro significato di “Casino” in italiano che si pronuncia “Casino”.




L’ultima ...
Eravamo con 15 delegati, impiegati e il direttore per l’Italia dell’azienda ARC; festeggiavamo il compleanno del direttore, Corrado Capone, e per l’occasione il bel contratto firmato con l’azienda Alessi.
Parlavamo tra l’altro di cucina, cibo, specialità culinarie ecc.
Inoltre, c’era un dolce un po’ speciale: “Fichi alle spezie”.
Siccome, per fabbricare questo dolce, bisognava aggiungere una bella quantità di fichi, ho detto io: “E’ un po’ come una marmellata... A me piace tanto la marmellata di ... fica !
Come al solito parlavo ad alta voce, tutto il tavolo si è messo a ridere, e anche gli altri tavoli vicini.
Fica = parola volgare per indicare il sesso femminile.

Un ringraziamento sincero ai 61 soci presenti per il loro impegno culinario e un applauso particolare a Pierre Hottekiet e Bernard Loin per l’animazione musicale.

Gianpietro Corongiu
Bernard Loin
Dominique Dogot



Calendario delle attività del ciclo 2014-2015

  • Mercoledì 4 marzo 2015 - Conferenza de Erica Laine, guardia carceraria.
    A cura di Lilina Valerio


  • Venerdì - sabato - domenica 24-25-26 aprile 2015 - TournItalia 2015 (Forum - Halle aux Draps - Grand-Place)


  • Data da determinare - Conferenza di Francesco Griffo e Pierre Buyse. Tema: l'apicoltura