Bollettino 204


Lo Specchio

CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





San Valentino da Terni
(176 circa – Roma, 14 febbraio 273)
è stato un vescovo romano, martire.
Venerato come santo dalla Chiesa cattolica
ortodossa e anglicana, è considerato patrono
degli innamorati e protettore degli epilettici



Febbraio 2015 - N° 204



SAN VALENTINO

Tra storia e leggenda

A CURA DI MAURIZIO TERNAVASIO TORINO – 14/02/2013


Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati. Come nasce la ricorrenza?

La sua origine coincide con il tentativo della Chiesa cattolica di «cristianizzare» il rito pagano per la fertilità. Per gli antichi romani febbraio era il periodo in cui ci si preparava alla stagione della rinascita. A metà mese, fin dal quarto secolo a.C., iniziavano le celebrazioni dei Lupercali, per tenere i lupi lontano dai campi coltivati. I sacerdoti di questo ordine entravano nella grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo, e qui compivano sacrifici propiziatori. Contemporaneamente lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali. I nomi di uomini e donne che adoravano questo Dio venivano inseriti in un’urna e poi mischiati; quindi un bambino estraeva i nomi di alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso.


E come si arriva da questi riti a San Valentino?

I padri precursori della Chiesa, decisi a mettere fine a questa pratica licenziosa, vollero trovare un santo degli innamorati per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò la festa pagana decretando che venisse seguito il culto di San Valentino.
    


Ma chi era questo santo?

San Valentino, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C. e morto a Roma il 14 febbraio 273, era un vescovo romano che era stato martirizzato. Valentino dedicò la vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 dal Papa San Feliciano, poi divenne il protettore dell’amore in tutto il mondo.


Perché fu scelto come patrono degli innamorati?

È considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.


C’è qualche racconto particolare che lo riguarda?

Si dice che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Allora gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. Poi la data è stata ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.


E per quanto riguarda la storia più recente?

L’associazione con l’amore romantico è posteriore, anche se la questione sulla sua origine è controversa. Secondo una tra le tesi più accreditate, San Valentino sarebbe stata introdotta come festa degli innamorati grazie al circolo di Geoffrey Chaucer (1343 – 1400), che nel suo poema «Parlamento degli uccelli» associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. In ogni caso in Francia e Inghilterra, nel Medioevo, si riteneva che a metà febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli: evento che si prestava a far consacrare il 14 febbraio come la festa degli innamorati.
    


A quando si fa risalire la sua connotazione più commerciale?


    
Nei Paesi anglosassoni il tratto più caratteristico è lo scambio (risalente al XIX secolo) di «Valentine», bigliettini d’amore con le sagome dei simboli dell’amor romantico (cuori, colomba, Cupido). La più antica «Valentine» di cui si abbia traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orléans, allora detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge alla moglie con le parole: « Je suis déjà d’amour tanné, ma très douce Valentinée ». A metà Ottocento negli Stati Uniti tal Esther Howland iniziò a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale. Con il passare del tempo la tradizione dei biglietti amorosi divenne secondaria rispetto allo scambio di scatole di cioccolatini, mazzi di fiori o gioielli.


Come si festeggia in altri Paesi?

In Germania gli innamorati scrivono bigliettini e acquistano regali, in genere non troppo costosi, e fiori per il proprio partner. In Olanda e in Inghilterra c’è chi spedisce biglietti non rivelando la propria identità. In Giappone la tradizione prevede che siano le ragazze a regalare una scatola di cioccolatini ai ragazzi, anche se non sono necessariamente i loro fidanzati: vanno bene pure amici e colleghi di lavoro. E gli uomini che ricevono cioccolato a San Valentino devono ricambiare il dono ricevuto regalando cioccolato bianco un mese dopo San Valentino, cioè il 14 marzo. In Spagna invece in quel giorno vanno a ruba le rose rosse. Negli Stati Uniti, San Valentino viene festeggiato da tutti: anche i bambini si scambiano biglietti raffiguranti gli eroi dei cartoni animati.

Fonte: http://www.lastampa.it/2013/02/14/cultura/domande-e-risposte/san-valentino-tra-storia-e-leggenda-PvAY8wQW3jd86v2UPhyhKL/pagina.html




Altre leggende di San Valentino


San Valentino viene ricordato come il protettore degli innamorati. A lui sono legate molte leggende che raccontano delle sue gesta. Ecco di seguito quelle più famose.


Leggenda dell'Amore Sublime

Questa leggenda narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente. Sabino chiese ai genitori di Serapia di poterla sposare ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore. Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino ( e per le prossime nozze), Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l'eternità.
    


    
Leggenda dei Bambini

San Valentino possedeva un grande giardino pieno di magnifici fiori dove permetteva a tutti i bambini di giocare. Si affacciava sovente dalla sua finestra per sorvegliarli e per rallegrarsi nel vederli giocare. Quando venive sera, scendeva in giardino e tutti i bambini lo circondavano con affetto ed allegria. Dopo aver dato loro la benedizione regalava a ciascuno di loro un fiore raccomandando di portarlo alle loro mamme: in questo modo otteneva la certezza che sarebbero tornati a casa presto e che avrebbero alimentato il rispetto e l’amore nei confronti dei genitori. Da questa leggenda deriva l'usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene.


Fonte: http://www.amando.it/san-valentino/leggenda-san-valentino.htm





In occasione della prossima riunione del club di questo mercoledi 4 febbraio 2015 potremo scoprire o riscoprire un'altra passione italianissima: i giochi di carte. Se si entra in un qualsiasi bar del paesino più isolato, non mancherà il tavolo (o i tavoli) occupato da chi, per ore, si dedica a scopa o un'altro gioco popolare....
P.S.: chi ha un gioco di carte o un'altro gioco di società (da tavolo) in italiano è invitato a portarlo...


La volta scorsa


    
Durante l'ultima seduta del Club, abbiamo potuto scoprire e capire le opere del nostro amico Camillo Mariani che aveva preparato con molta cura una mostra significativa della sua produzione : dipinti, fotomontaggi, fotofusione, disegni. Lo stile molto personale di Camillo si potrebbe definire al limite dell'ingenua arte popolare e della tradizione surrealista. La sua tecnica è fatta d’improvvisazione e di spontaneità. Dopo un attimo di concentrazione, la matita corre veloce sulla carta. Questi primi tratti vengono dopo ampliati e completati, sempre secondo l'ispirazione dell'istante. Poi vengono aggiunti i colori. Gli elementi d'ispirazione di Camillo sono tratti dal mondo vegetale e minerale con un'impostazione figurativa. È stata per noi l'occasione di scoprire il suo percorso creativo originale e molto personale.

Non è mancata anche stavolta la tradizionale torta dei re magi, occasione per festeggiare la Befana e per brindare insieme scambiandoci gli auguri di buon anno.
Le "fave" dei dolci, che quest’anno erano belle Vespe in miniatura, hanno indicato per quest'anno due re, Serafim Morazzo Lima e Patrick Bausier e tre regine, Chantal Rombaut, Michèle Callenaere e Liliana Valerio.
Da Liegi, Antonino Mazzarisi aveva anche portato i dolcetti più noti della Sicilia : squisiti cannoli fritti alla crema di ricotta che abbiamo assaggiato con tanto piacere. Grazie, Antonino.



Gli squisiti cannoli fritti siciliani alla crema di ricotta





Tradizioni italiane dell'Epifania


Se la tradizione della Befana è vivace in Italia, in varie regioni viene anche festeggiata l'Epifania, il 6 gennaio, ultimo dei « dodici giorni di Natale ».

A Milano, la mattina dell’Epifania, un imponente corteo in costume accompagna tre figuranti, che impersonano i Magi, dalla Basilica di Sant’Eustorgio al Duomo, dove l’arcivescovo presiede la messa solenne. (1)

Un corteo in costume meno imponente si svolge a Legnano nel pomeriggio dell'Epifania e termina alla chiesa parrocchiale dei SS. Magi. Il luogo o i luoghi di partenza possono cambiare da un anno all'altro. (2)

In alta Valtelina è diffusa una tradizione che prescrive, la mattina dell'Epifania, di salutarsi scherzosamente con il termine dialettale "Gabinàt" (o Ghibinet a Liovigno). Probabilmente questa parola è una storpiatura del tedesco Gaben-nacht, "notte di doni", a ricordo dei doni portati dai Magi. Chi non risponde prontamente all'insolito saluto deve pagare il pegno e offrire un piccolo dono (era anticamente diffusa anche nella vicina medio-alta Val Camonica – vedi Prestine). (1)

A Casnigo in provincia di Bergamo, la tradizione dei Magi è fortemente sentita, tant’è che presso la Chiesa della Santissima Trinità (Casnigo) è presente, oltre alle reliquie, il gruppo statuario dei Magi in terracotta policroma, collocato in un locale esterno all'aula quattro-centesca, che può essere visto attraverso una larga finestra con inferriata che si apre sul lato nord dell'aula stessa. Ancora oggi la notte dell'Epifania parte dal Santuario un corteo in costume che si dirige in paese per portare i doni ai bambini. Almeno sino alla Seconda Guerra Mondiale, a Casnigo i doni li hanno sempre portati solo ed esclusivamente i Re Magi, non esistevano doni in occasione del Natale. Partivano dalla Chiesa della Santissima Trinità (Casnigo) cavalcando ognuno un cavallo di diverso colore: bianco per Melchiorre, nero per Baldassarre, baio per Gaspare e, scendendo lungo un ripido sentiero giungevano col buio in paese. I bambini non dovevano assolutamente vederli per cui andavano a letto molto presto, ma tenevano, finché non sopravveniva il sonno, le orecchie tese ad ascoltare ogni rumore che potesse rivelare l’arrivo dei Magi. In certe annate particolarmente brutte, dove i soldi erano pochi, i Re Magi non lasciavano il Santuario per la strada impraticabile. Il mattino del 6 gennaio, festa dell’Epifania, la gente si recava al Santuario per le funzioni dove vi accorrevano anche persone provenienti dai paesi limitrofi i quali univano alla devozione il piacere di fare una gita e godersi il primo tiepido sole seduti sul muro del terrapieno. Era consuetudine consumare i doni, che solitamente erano un’arancia e un po’ di frutta secca. Mentre al mattino salivano verso il santuario i bambini cercavano in alcuni posti ben precisi in cui, secondo la tradizione, i Re Magi si fermavano durante la discesa e frugavano nei cespugli alla ricerca di qualche piccolo dono perso dai Re Magi. (2)
    Gruppo statuario in terracotta policroma
al Santuario della SS.Trinità - Casnigo

In Veneto e Friuli è diffusa l'usanza di accendere grandi fuochi nelle piazze dei paesi alla vigilia dell'Epifania (panevin). Sicuramente si tratta di una tradizione che affonda le radici nelle credenze pre-cristiane legate al solstizio d'inverno (a seconda della direzione delle scintille si indovina come sarà l'anno che sta cominciando: "Se' e faive va al garbin, parecia 'l caro pa' ndar al muin. Se 'e faive va a matina, ciol su 'l sac e va a farina", "Se le faville vanno a sud-ovest, prepara il carro per andare al mulino. Se le faville si dirigono a oriente, prendi il sacco e vai a cercare farina"). Tuttavia la spiegazione popolare che viene data riferisce che questi fuochi servirebbero per far luce ai Magi nel loro viaggio alla ricerca della grotta della Natività. Intorno al fuoco si beve vin brulè (ottenuto dal vino bollito con chiodi di garofano e cannella) e si mangiano dolci tipici tra cui la pinza. (2)

Un'altra leggenda lombarda, di origine varesina, vuole che durante il trasporto da Milano a Colonia i corpi dei Magi siano transitati da Busto Arsizio, attraverso il borgo di via Savigo. Qui i bustocchi dedicarono loro una porta, abbattuta nel 1880. Ancora oggi, alla vigilia dell'Epifania, questi fatti sono ricordati a Busto Arsizio con una festa nel corso della quale viene acceso un falò nei pressi del borgo di via Savigo. Il giorno seguente prende il via un corteo in costume che commemora sia il viaggio dei Magi verso Betlemme che il trasferimento dei corpi a Colonia. (2)

A Bellano, in Provincia di Lecco, I Re Magi sono protagonisti il 5 gennaio di ogni anno della Festa della "Pesa Vegia", una ricorrenza che dal 1606 viene messa in scena dopo aver ottenuto il mantenimento di antiche unità di misura. I re Magi percorrono le vie del paese donando a tutti caramelle e nella giornata vengono ricreati in luoghi caratteristici del paese il Presepe Vivente, il castello di Re Erode e presso il molo medievale l'arrivo della delegazione spagnola dal lago, il tutto con oltre 200 comparse. (2)

Ad Esino Lario in provincia di Lecco, nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale, in base ad un'antica tradizione ambrosiana, l'Epifania viene celebrata con un corteo che i Re Magi accompagnano a cavallo per le vie del paese. (2)

In Calabria, a Castrovillari, dopo anni di dimenticanza, è tornata in auge una vecchia tradizione: la Messa della Stella. Nella notte precedente la solennità dell’Epifania viene portata in processione una stella seguita da tre persone a cavallo travestite da Magi e dagli altri fedeli. Giunto il corteo presso la Basilica minore di San Giuliano, prima della celebrazione della messa, la stella viene posta su un cavo collegato a due carrucole che conducono la stella sul presepe. Finito questo rito, ha inizio la celebrazione liturgica, alla cui conclusione, nel piazzale antistante la chiesa, i casari del luogo, che durante la messa hanno prodotto la ricotta, provvedono alla sua distribuzione gratuita, come i pastori che accorsero presso la grotta della Natività si incaricarono di offrire i loro doni al Salvatore. (2)

E anche la città di Colonia, dove si sono recati recentemente vari membri del Club, ha un legame forte con i Re magi. Nella cattedrale della città tedesca è conservata l'arca che conterrebbe, secondo la tradizione, le reliquie dei Magi, dopo che Federico Barbarossa ordinò al suo consigliere Reinald von Dassei, che era anche arcivescovo di Colonia, di portarle in Germania dopo la conquista di Milano nel 1164 al fine di rafforzare il prestigio della corona imperiale. Da allora le reliquie riposano a Colonia in un'arca preziosa d'argento dorato, fatta confezionare dal successore di Reinald, Filippo di Heinsberg, nella chiesa di San Pietro, trasformata successivamente nella cattedrale gotica di Colonia. (3)

Fonti :
(1) http://it.cathopedia.org/wiki/Epifania_del_Signore
(2) http://it.wikipedia.org/wiki/Magi_ (Bibbia)
(3) http://lemeravigliedellanima.blogspot.be/2015/01/perche-festeggiare-lepifania.html

Gianpietro Corongiu




Presentazione della serata dedicata alle opere di
Camillo Mariani, artista, socio del nostro club


Prima di tutto vorrei ringraziare Arcangelo Petrantò, precursore del nostro club, e anche il presidente attuale, Dominique Dogot. Per loro, facciamo un grande applauso!
Io, mi ricorderò sempre l’inizio della vita del “Relais du miroir”, diventato da un bel po’ “Lo Specchio”, il nostro simbolo, il nostro nome.

Riassunto del mio percorso artistico

Non avendo proseguito gli studi dopo la scuola elementare e venendo dall’Italia, la lingua francese era sconosciuta per me. Allora sfogliavo i libri e quando vedevo qualcosa di piacevole, lo disegnavo con una matita. Così sono nati in me il piacere e la gioia per il disegno.
Questo è l’inizio! Poi ho iniziato a utilizzare le materie più nobili per riprodurre paesaggi, ritratti, ecc... e via di seguito. Un giorno, mi sono ritrovato in Canada. Lì ho avuto il privilegio di conoscere una grande artista e le ho fatto vedere un mio dipinto.
Indovinate un po’ cosa mi ha detto? “Quello lo sanno fare tutti, devi trovare qualcosa all’interno di te stesso, una cosa personale”. E mi ha dato qualche consiglio. Di ritorno in Europa, piano piano ho iniziato la mia nuova tecnica e dal filo all’ago sono diventato autodidatta. Non potete immaginare quale gioia mi procura il veder nascere qualcosa dal nulla.
Per concludere, prima era un hobby, poi è diventato una terapia e adesso una passione! I miei dipinti, nel campo della creatività, li considero come i miei figli, ognuno di loro ha una storia e anche una data di nascita.
Fra qualche attimo inizierà la visita. Tutte le opere esposte sembrano più o meno uguali. Anche se c’è una tendenza o nelle linee del disegno o nei colori, e anche se si ritrovano alcuni dettagli ogni opera è unica e diversa. Questo è essenziale per me, spero lo sia anche per voi!
    

Opere presentate sul tema “ Creazione, Gioia e Armonia ”

1. Conchiglie – 2. Giraffa rigata – 3. Aeroscopio – 4. La Flora

Serie verde : 5. Malformazione genitale – 6. Metamorfosi del vegetale all’organica – 7. L’alieno – 8. Coabitazione umana con la fauna

Serie blu : 9. Biodiversità vegetale – 10. Biodiversità energetica – 11. Alberello della vita – 12. Superman

Serie rosa : 13. Uccellino d’amore all’infinito – 14. Occhio gigante – 15. Nuova galassia – 16. Scultura

17. Modista – 18. Me ne vado via – 19. Piano pianissimo, Afrodismo – 20. Inizio della vita


Tournai, 11 gennaio 2015

Buongiorno a tutti e grazie mille.

Ringraziamenti al Presidente, al vice Presidente, al segretario(a), alla tesoriera e anche ad Arcangelo, e a tutti i soci che erano presenti alla seduta dello scorso 7 gennaio 2015. Tanti auguri di benessere, di gioia e di felicità per l’anno nuovo 2015, principalmente al comitato e a tutti gli altri membri del Club di conversazione italiana.
Dunque, buon anno a tutti! Vi auguro di essere sempre felici nelle vostre famiglie, tra i vostri amici (le vostre amiche) e con tutti quelli che vi sono vicini. Insieme a voi, durante la scorsa riunione ho passato una serata felicissima. Ci mancava solo un po’ di voce da parte mia e migliori spiegazioni sulla mostra.

Camillo Mariani (cmariani@skynet.be)
    





Calendario delle attività del ciclo 2014-2015

  • Mercoledì 4 marzo 2015 - Conferenza de Erica Laine, guardia carceraria.
    A cura di Lilina Valerio


  • Venerdì - sabato - domenica 24-25-26 aprile 2015 - TournItalia 2015 (Forum - Halle aux Draps - Grand-Place)


  • Mercoledì 6 maggio 2015 - Conferenza di Francesco Griffo (?) e Pierre Buyse . Tema: l'apicoltura