Bollettino 209


Lo Specchio

CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Una delle scene della Passione di Cristo
dipinta su della " tela jeans ",
opera del pittore Teramo Piaggio, 1538,
Abbazia San Nicolò del Boschetto, Genova - Italia



Ottobre 2015 - N° 209



I BLUE JEANS

STORIA DEL JEANS
Blue de Genes


"Blue" indica il colore, "Jeans" la città d'origine: entrambi i fattori hanno avuto a Genova e più precisamente nel suo porto e nel suo fervore commerciale, la tappa iniziale del loro lungo cammino per le vie del mondo.
L'origine del nome "blue jeans" viene fatta risalire alla storpiatura che la lingua inglese ha dato nel tempo al nome "blue de Genes" (blu di Genova), nome con il quale veniva indicato un tipo di telone di colore blu che veniva usato sulle navi per vele e per copertura delle merci. L'Oxford English Dictionary indica come epoca di origine di questo nome nientemeno che il 1567.


Medioevo

La storia del Jeans si ripercorre attraverso la produzione di stoffe che soddisfacevano le esigenze di larghe masse di popolazione, denominate genericamente "fustagni". Questi nel Medio Evo designavano i tessuti di cotone misti a lana o lino che, con il passare degli anni, si codificano in una struttura con trama di cotone e ordito di lino. Gli addetti alla lavorazione erano contadini reclutati nelle campagne non iscritti a corporazioni ma, dediti alla tessitura nei periodi di pausa dal lavoro nei campi.
I Teli della Passione, le vesti delle statuine dei Presepi Genovesi, i costumi popolari liguri costituiscono preziose testimonianze di queste tipologie di tessuti e dell'uso della tintura con indaco e guado. In Europa, già nel Medioevo, la coltivazione del Guado (1) (Isatis Tinctoria) era fiorente e costituiva una risorsa economica rilevante tanto da essere denominata "oro blu". In Lombardia, Piemonte, Toscana, Marche e soprattutto in Umbria esistevano importanti coltivazioni di guado a fini tintori. Ne sono testimonianza i manufatti denominati "tovaglie perugine" che impiegano questo colorante nelle trame di cotone che definiscono il disegno. L'indaco (Indigofera tinctoria) proveniente, come dichiara il nome, dalle Indie, rappresentava un prodotto costoso ma più ricco di potere colorante e per questo in alcune epoche osteggiato dai coltivatori e tintori di guado.
    



Denim

    

Un vestito tradizionale femminile genovese    
in "jeans" della fine del XIX secolo"    
Palazzo Spinola in Pellicceria (Genova)    
Quasi sicuramente deriva da "de Nimes" che sta ad indicare che quelle tele provenivano dalla zona della città di Nimes in Francia.
Nel secolo XIX i legami fra le zone di traffico commerciale di Genova e di Nimes in Francia, sono molto stretti e tutto fa pensare che le tele "blu di Genova" fabbricate nella città francese arrivino in America dove, per la loro resistenza, possano essere utilizzate anche per confezionare indumenti da lavoro.
La conferma potete averla visitando i musei di: La Spezia (Museo Civico) - Nimes (Musée du Vieux Nimes) - Mialet-Anduze (Musée du Désert) dove sono esposti gli indumenti dell'epoca e capire come effettivamente il "blu popolare" facesse parte della vita di tutti i giorni, nei vestiti, nelle gonne, nelle casacche che con il loro tipico colore blu venato di bianco emanano un gusto suggestivamente "moderno".


Jeans

Alla fine dell'ottocento, in America, il tessuto "Jeans" diventa sinonimo di pantalone e il tessuto del pantalone, che presumibilmente proveniva da Nimes, prende il nome di "Denim".
La produzione è ormai di tipo semi industriale. La zona della prima produzione di pantaloni in denim è negli stati americani dell'ovest dove i cercatori d'oro, i minatori e gli operai che costruiscono le ferrovie necessitano di indumenti decisamente robusti e resistenti.
Tre sono i produttori che si dividono il mercato americano: Levi Strauss & Co. nel sud - Blue Bell/Wrangler nel nord - H.D. Lee Inc. nel middle-west.
Questi sono i marchi che ancor oggi vengono considerati i "marchi storici del jeans".

  • 1850-1860 nascono i pantaloni da lavoro in tela blu di Genova, tela proveniente da Nimes in Francia.

  • 1920 il jeans diventa il simbolo dell'abbigliamento western.

  • 1930 il jeans diventa il simbolo del tempo libero.

  • 1950 il jeans conquista il mondo dei giovani e diventa il simbolo di contro cultura, di contestazione e diventa una divisa per gli aderenti ai movimenti per i diritti civili.

  • 1960 /1970 si passa dai jeans "classici" dei contestatori del '68 alla "creatività" hippy: le grandi zampe di elefante, i jeans sfrangiati e dipinti. E' l'epoca dei cortei contro la guerra nel Vietnam e Daniel Friedman nel suo libro Histoire du blue jeans ben sintetizza le proprietà fondamentali che fanno del pantalone in denim un mito:

" Esso invecchia integrando in sé il cambiamento dell'età, impregnandolo di avventura, della vita di chi lo indossa. Ogni lavaggio è una pagina girata, il tempo vi scrive la sua memoria su un fondo sempre più pallido, la decolorazione dovuta al lavaggio traduce l'avvenimento vissuto fino alla saturazione finale... "

Paul Rica Levy così scrive dell'indistruttibile pantalone in tela denim: "...il jeans ha avuto ed ha un'invidiabile vita nonostante tutte le sue vicissitudini: lavato, rilavato, ri-rilavato, delavato, levigato, bollito, clorato, abraso, sabbiato, vetriolato, ritinto, scolorito, stra-tinto, bucato, tagliuzzato, rappezzato, sfrangiato... e che so io ancora, il jeans, sempre altrettanto giovane, segue il suo destino imperturbabile. Vivo quanto una lingua ne conosce le metamorfosi, le derivazioni e le mode. Persino le sue crisi sono la testimonianza della sua perennità. "


Il tessuto

Da un punto di vista tecnico il denim è nato dall'incontro di un tessuto, la saia di cotone e un colore: l'azzurro indaco. Ecco come lo descrive Ed Cray nel suo testo sul jeans:

" ...il filo verticale che costituisce l'armatura e il filo orizzontale che forma la trama subiscono due diversi trattamenti. Soltanto il filo verticale è tinto. La trama resta del suo colore naturale: l'ecru.
La caratteristica specifica della tintura è che nei molti bagni di indigo la tinta resta solo all'esterno del filo, mentre l'interno resta bianco.
Questo è il metodo per realizzare il graduale effetto slavato e di usura caratteristico dei jeans, ed è proprio questo suo aspetto vissuto che ne fa un simbolo.
"


Curiosità

Il jeans così come noi lo conosciamo è blu, tanto che blu è tutt'uno con la parola jeans: "blue jeans", ma non è sempre stato così.
Quando il commerciante Levi Strauss pensò di confezionare capi di abbigliamento resistenti all'usura, per minatori e cercatori d'oro, usò la tela che normalmente si usava come copertura dei carri dei pionieri il cui colore era un "marroncino". Quindi i primi "blue jeans" erano... "marroncini".
Solo successivamente a corto di tela "marroncino" si rivolse all'ovest per avere altra tela e da New York il fratello gli spedisce la tela che, in quella città portuale, va per la maggiore: la tela "blue di Genova".
Da quel momento i jeans diventano i "blue jeans".

Fonte: http://spoiltjeans.com/index.php?q=STORIA%20DEL%20JEANS
    



    


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(1) Il guado (Isatis tinctoria)
La Isatis tinctoria, altrimenti conosciuta con il termine di guado o gualdo, è una pianta della famiglia delle brassicaceae (o cruciferae) con ciclo a scansione biennale.
L'infiorescenza è costituita da una ventina di steli di color blu porpora che portano fiori con sepali e petali gialli, di cui solo alcuni giungono a maturazione.
Il guado era tra i coloranti indaco utilizzati, un tempo, per la tintura della tela con cui venivano confezionati i pantaloni blue-jeans.
I blue jeans, grazie alle fibre da cui vengono ricavati, sono molto resistenti ed erano usati come divisa per operai che si strusciavano per terra e avevano bisogno di un abito resistente.


Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Isatis_tinctoria
    




Con la riunione di mercoledì 14 ottobre 2015 inizierà il 24esimo ciclo annuale del club di conversazione dalla sua creazione in ottobre 1992. Come di consueto l'incontro del rientro servirà a riprendere contatto dopo le ferie estive e a presentare il programma degli appuntamenti già previsti per la stagione. Altri suggerimenti saranno benvenuti!
Seguirà uno scambio di opinione sul tema "L'Italia, passione o odio? Cosa t'ispira il "Bel Paese"?
Ai nuovi soci diamo il benvenuto, agli altri il bentornato !


La volta scorsa


A giugno scorso, si è tenuta l'assemblea generale, riunione importante per fare il punto sul funzionamento della nostra comitiva e sulle aspettative dei soci. Pensiamo che l'utlimo ciclo sia stato ancora una voltà un periodo ricco di scoperte, d'incontri e di grandi meraviglie. Tra le diverse attività ci siamo ricordati:

  • il viaggio a Colonia preparato in collaborazione con i due amici colonesi del nostro presidente Berthold Neumann e la moglie Kaat Weyler,

  • la visita del Parlamento Europeo che concludeva il tema europeo iniziato dall'incontro in maggio 2014 con le due assistenti parlamentarie Maria Barbara Gatto e Federica Baggio,

  • la mostra a sorpresa di Camillo Mariani sul tema della Creazione, la Gioia e l'Armonia,

  • la conferenza di Erica Laine, guardia carceraria, venuta a parlarci di un argomento insolito: "una giornata in carcere, una donna tra i prigioneri",

  • la seconda edizione di TournItalia, alla quale hanno collaborato tanti soci del club che ringraziamo calorosamente per il loro volontariato. A ottenere il premio della giuria del concorso artistico è stata la nostra socia Manuela Pamelin che ha realizzato un'opera, composta d'incisioni, che potrebbe intitolarsi " Evoluzione dell'uomo attraverso i secoli ".

  • e a maggio il viaggio nell'universo delle api, presentato da Pierre Buyse e Linda Honoré.


Dal punto di vista finanziario, nonstante un piccolo deficit da 92,07 euro, la situazione del club è soddisfacente tenendo conto che abbiamo ricomprato al comitato TournItalia 24 bottiglie di vino che non dovremo comprare per la prossima cena di dicembre. La quota annuale da 25,00 euro per il prossimo ciclo viene mantenuta.

Francesco Azzaretto ha manifestato il desiderio di ritirarsi dal comitato direttivo per motivi personali. Presente da ottobre 1998 in qualità di consigliere sarà sostituito da Patrick Bausier, il quale ha presentato la richiesta di adesione durante la pausa estiva. A Francesco giunge un caloroso ringraziamento per il suo contributo a favore del club da più di 15 anni; a Patrick, auguriamo il benvenuto nel suo nuovo ruolo.

Il comitato già in funzione per la stagione 2015-2016 sarà composto da: Dominique Dogot, presidente, segretario, tesoriere; Gianpietro Corongiu, animatore, vice segretario; Maria Fortino, vice tesoriera; Liliana Valerio, Serafim Morazzo Lima, Antonino Mazzarisi e Patrick Bausier, consiglieri. Al nuovo comitato vanno gli auguri di buon lavoro!

Contatti sono stati presi con Ilaria Dodero, professoressa di lingua italiana, e i suoi studenti dei corsi di promozione sociale di Kain, e con Maria Villano del Centro Culturale Italiano Linea Diretta di Lilla (Francia) per une collaborazione attiva. Il progetto dev'essere ulteriormente appofondito.

Dominique Dogot



Gita a Maredsous e a Maredret
Visita dell'Abazzia e incontro con Antonio Lampecco
della domenica 20 settembre 2015


Abbazia di Maredsous

C'era un bel sole la domenica 20 settembre per la prima gita del nuovo ciclo del club di conversazione che ha portato il gruppo costituito da 21 persone all'Abbazia di Maredsous fondata nel 1872 per iniziativa del giovane belga, Hildebrand de Hemptinne, monaco all'abbazia di Beuron in Germania e grazie alla generosità della ricca famiglia Desclée, impiantata a Tournai nel settore della tipografia. La famiglia Desclée fu nobilitata dal Re dei Belgi Alberto I nel 1914 con il nome di Desclée de Maredsous.

Con più di 500.000 visitatori all'anno, il sito abbaziale è una delle attrazioni turistiche più visitate della Vallonia. Costruita nel XIX secolo in stile neogotico, l'abbazia è oggi la sede di monaci benedettini che seguono la Regola di San Benedetto (dal latino Benedictus) il cui motto è "ORA ET LABORA", esaltando la preghiera e il lavoro.

I monaci sono all'origine della ricetta del formaggio - la fattoria dell'abbazia produce in sufficienza un latte di grande qualità - e della birra, allo scopo di ospitare i pellegrini.

Se il formaggio è ancora stagionato nelle cantine del monastero, invece, la produzione e la commercializza-zione delle birra è stata affidata al birrificio DUVEL Moorgat. Ne esistono tre tipi: Maredsous Bionda (6%), Maredsous Scura (8%) e Maredsous Tripla (10%).

" Bevetene senza sentirvi in colpa! " Una parte dei redditi è direttamente versata ad associazioni sociali. Dunque, bere è buono per noi, ma anche per le associazioni!

Nell'abbazia c'è anche una scuola e un centro di ricerca biblica.

Un'altra particolarità: chi viene da Tournai può osservare una certa somiglianza tra i campanili della Cattedrale di Tournai e i due campanili dell'abbazia di Maredsous!

Ci ha accompagnato per la visita Guillaume Mattelart, bravissima e appassionante guida che in modo ludico, istruttivo e avvicente ci ha fatto vivere e ripercorrere la storia del luogo.

Il pranzo è stato condiviso al Centro di Accoglienza San Giuseppe dell'abbazia (Centre d'Accueil St-Joseph) in un'atmosfera piacevole e conviviale con la degustazione della birra locale Maredsous bionda, scura o rossa.


    


  





Il club di conversazione italiana di Tournai in visita
all'abbazia di Maredsous, la quale è stata finanzata dalla famiglia
Desclée di Tournai alla fine del XIX secolo


La comitiva con la bravissima guida Guillaume Mattelaert



Museo della ceramica di Maredret e incontro con Antonio Lampecco

Antonio Lampecco, ceramista noto, nato a Minucciano (Toscana) nel 1932 ha lasciato la bella Italia per il Belgio durante l'inverno del 1949; aveva l'età di 17 anni. Artigiano e artista, realizza utensili per i bisogni dell'abbazia, e per passione, ceramiche di grandi dimensioni.

Gli smalti vitrei realizzati da Antonio Lampecco si caratterizzano dalla cristallizzazione particolare e dai colori stupefacenti come il blu celeste - il blu lampecco - grazie all'inserimento di ossidi metallici semplici o mescolati. Le opere sferiche, grossi ciotoloni come pianeti ci immergono in un mondo pieno di sensualità e di dolcezza. In ogni opera, Antonio mette la sua anima utilizzando la terra, l'acqua, l'aria e il fuoco.

Insomma tutto l'universo in un vaso !



Ultimo esame... il forno! L'apertura della porta del forno è a volte una sorpresa bellissima scoprendo tante bellezze, a volte una sorpresa brutta e in quel caso, bisogna rifare tutto da capo!

L'artista Antonio Lampecco ha ricevuto tanti premi ma l'uomo è rimasto semplice e è ancora molto affezionato all'Italia natale. All'età di 83 anni, è sempre affascinato dalla terra e dalla ceramica. Per lui, non esiste la pensione! "Se smetto oggi, muoio domani" conclude lui!



La Poterie Lampecco (Antonio Lampecco)
Rue des Artisans 4 - B-5537 Maredret (Belgio)
Tél. : + 32 (0)82 69 92 69

Antonino Mazzarisi, Liliana Valerio
e Dominique Dogot




A Tournai, esposizione di Domenico Pievani
e incontro con l'artista


Domenica 25 ottobre 2015 alle ore 10:30

Nell'ambito dell'evento culturale L'Art dans la Ville organizzato dalla Città di Tournai, all'iniziativa del commissario della mostra Robin Legge, storico dell'arte, i soci del club di conversazione italiana sono invitati a scoprire le opere dell'artista italiano Domenico Pievani che espone nel Beffroi utilizzando oggetti usuali nello spazio disponibile.

Quest'appuntamento, il cui tema è "A perte de vue ou entre voler et construire" e per cui la nostra socia Catherine Vandenbroecke è stata intermedia, è fissato la domenica 25 ottobre dalle ore 10:30 alle ore 12:30. La visita sarà seguita di un incontro con l'artista in lingua italiana e di un rinfresco. Sito dell'artista: http://www.domenicopievani.com
Iscrizioni durante la riunione di mercoledì 14 ottobre.
    




Agenda delle attività del club - Programma in linea di massima per il ciclo 2015-2016

  • Domenica 20 settembre 2015 - Gita a Maredsous (abbazia) e Maredret (incontro con l'artista ceramista Antonio Lampecco).

  • Mercoledì 14 ottobre 2015 - Riunione di ripresa

  • Domenica 25 ottobre 2015 - Nel Beffroi di Tournai, alle ore 10:30, visita della mostra dedicata all'artista italiano Domenico Pievani.
    Incontro con l'artista. Sito: http://www.domenicopievani.com

  • Mercoledì 4 novembre 2015 - Conferenza sul Mandolino.

  • Mercoledì 2 dicembre 2015 - Cena del club. Dress code : il cappello.

  • Mercoledì 6 gennaio 2016 - Dolce de la Befana.

  • Mercoledì 3 febbraio 2016 - Atelier di conversazione in collaborazione con Ilaria Dodero e i suoi studenti dei corsi serali di promozione sociale di lingua italiana di Kain.

  • Mercoledì 2 marzo 2016 - Conferenza e dimostrazione di Manuela Pamelin sulle varie tecniche d'incisione.

  • Viaggio in Italia - Segnare nell'agenda la prima settimana di aprile 2016 cioè +/- da domenica 3 a sabato 9 aprile 2016.
    Non è ancora possibile prevedere né la meta, né la durata precisa del viaggio (4 o 5 giorni). Dipenderà dalle opportunità (Ryanair, Easeyjet.com...)

  • Mercoledì 13 aprile 2016 - Serata del cinema italiano.
    

  • Mercoledì 4 maggio 2016 - Spettacolo teatrale "Renato" al Forum in collaborazione con l'Atelier teatrale del Centro Culturale Italiano Linea Diretta di Lille (Francia). Sito: http://www.linea-diretta.fr

  • Mercoledì 1 giugno 2016 - Assemblea generale.