Bollettino 22


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CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Il Mongibello
L'altro nome per l'Etna




Gennaio 1995 - N° 22




Le diverse dominazioni straniere succedutesi in Sicilia per tutto l'arco storico hanno lasciato, secolo dopo secolo, tracce linguistiche numerose nell'isola.
Dai Greci è rimasta tutta una serie di toponimi, da Catania (Katna) a Siracusa, al profumato nome di Selinunte (da Sèlinon, "prezzemolo selvatico"), a Cefalù (da Kefalè, "testa "), fino a Camastra (da Cremàstra, "catena" quella catena che pende sul focolare per reggere la pentola del latte). In un caso, abbiamo anche l'accenno ai resti d'una precedente, chissà quale, civiltà scomparsa: Catalimita (tà catalèimmata in greco sono "le rovine"). Il quartiere alto di Rometta (Messina) si chiama Palòstracu, termine ottenuto "travasando" il greco palaiòcastron ("castello vecchio").
Molte tracce della lingua araba si possono trovare nella toponomastica e nel dialetto. Da Marsala, che significa "porto di Ali", a tutta una serie di toponimi contenenti la parola kalt "fortezza" (Caltanissetta "fortezza di Nissa", Caltagirone "fortezza di el Geruna", Calatafimi "fortezza di Al Fimi", Calascibetta ("fortezza di al-Scibet"), Caltavuturo "fortezza di Abu-Thur", Caltabellotta "fortezza delle querce") o il termine gebel "montagna" in tutte le sue varianti: Gibellina, Giblo, Gibilrossa, Gibilmanna e così via sino a Mongibello (cioè "monte-monte"), l'altro nome per l'Etna.
Anche i Francesi hanno lasciato tracce del loro passaggio nel dialetto siciliano. Di gallicismi ne possiamo trovare in quantità: avantèri "ieri l'altro", accattare "comprare", giugnetto "luglio", racina "uva", vuccèri "macellaio", custureri "sarto".



Alla riunione del 4 gennaio 1995 interverrà la nostra amica Emanuela TOSATTO: ci presenterà la sua esperienza di lettrice d'italiano in Belgio. Espanderà il suo intervento parlandoci inoltre del Veneto.



La volta scorsa


In un'atmosfera simpatica e distesa il professor André Cordier è venuto a parlarci della sua recente permanenza in Toscana, ad Arezzo precisamente, in qualità di borsista lettore di francese.
Egli ha esposto con tono piacevole, preciso e non esente da humour, il quadro del suo lavoro, l'ambiente in cui è vissuto per diversi mesi nonché il retroterra artistico-culturale del luogo.
L'interessante intervento, corredato da documentazione varia, essendosi per ampiezza di materia prolungato più di quanto inizialmente previsto; la presentazione dell'esperienza parallela (ed incrociata) di Emanuela Tosatto - lettrice d'italiano in Belgio - è stata differita.






Così abbiam fatto tutti

Qualche giorno dopo la nostra riunone, il teatro della Monnaie ci ha accolti a Bruxelles per una rappresentazione di "Così fan tutte" di Mozart. Lo spettacolo, grazie ovviamente alla bravura dei cantanti ma anche grazie ad uno scenario sobrio e nel contempo realmente suggestivo è stato incantevole. Non pochi saranno stati sensibi1i a questa magia del mondo dell'opera.
La serata si è infine conclusa per benone con una cena ("da Gaetano"). Per tutti, al menù, oltre a ciò che ognuno aveva ordinato: vitamine di allegria, loquacità, barzellette, risa.