Bollettino 25


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Hornu (Borinage)
Sede della miniera di carbone fossile n° 12




Aprile 1995 - N° 25




Quando si parla della venuta in Belgio, nel secondo dopoguerra, di lavoratori italiani per le miniere, un aspetto spesso rimasto al secondo piano è quello riguardante l'arrivo delle mogli. A questo proposito ecco la testimonianza di una "storia di vita" raccolta dal P. Abramo Seghetto (che dovrebbe essere nostro invitato nel prossimo maggio).

"Dopo sette mesi e mezzo di lavori in Belgio sono ritornato in Italia per sposarmi. Ho saputo che si poteva far venire la moglie a condizione di trovare una casa, un alloggio. In quei momenti trovare una casa nella regione era difficile e costava cara. Mi sono indirizzato alla stessa società miniera che aveva un campo di baracche. Aveva servito come campo di concentramento per prigionieri di guerra, un campo detto "Le petit Hornu". Era vicino alla mina dove lavoravo. La società stessa l'aveva un pò arrangiato. Mi ha consegnata una baracca a due posti per marito e moglie, e non essendoci altro posto ho accettato quella baracca. Prima di partire a sposarmi ho tappezzato, ho messo un pò in ordine e alla fine era abbastanza decente. Quindi sono partito in Italia per sposarmi. Certo non ho spiegato tutto questo a mia moglie. L'avevo avvisata che potevo venire per il matrimonio, ma il problema era quello di poter trovare una casa.
Quando mia moglie e arrivata in Belgio è stata una catastrofe. Io ero partito per l'Italia; mi sono sposato il 20 ottobre 1948. Sono rimasto tre giorni con la moglie e poi sono ritornato subito in Belgio. A causa delle moltissime formalità, la moglie ha potuto venire soltanto dopo due mesi ed e arrivata in Belgio la veglia del divin Natale. Vi immaginate farla venire in Belgio, e farle passare il Natale in Baracca ?
Sono andato a prenderla a Mons. E' arrivata e ci siamo messi in strada per andare aIle baracche. C'e una distanza di circa otto o nove chilometri. Dopo cinque o sei km la moglie comincia a domandare: "E' qui ?". "No, le rispondo. Presto arriviamo". Usciamo da Hornu e passiamo davanti alla cantina dove io abitavo quando sono arrivato dall'Italia.
"Presto arriviamo", le dicevo. Dopo arriviamo in fondo, quasi all'uscita, a destra c'era ancora qualche casa, ma a sinistra piu niente. E dice: "E' là ?". Ho cominciato a dire: "E' di là", perché il campo era un pò ritirato. "Di là, vedrai bene che c'e qualcosa", dico. Arriviamo e giriamo dentro sul campo. Eben, quella è stata una cosa..., che ancora oggi... Dice "E' qui ?", e vede tutte baracche. E dico: "Sì, ma non sta fartene". E si mette a piangere. Ma dico: "Non sta fartene. Vedrai, sono baracche, ma vedrai che dentro c'e qualcosa. E poi non e definitivo, si cerca infine...".
In questa casa siamo rimasti press'a poco otto mesi."

(da "Sopravvissuti per raccontare", testimonianze di minatori italiani in Belgio, a cura di Abramo SEGHETTO, CSER, 1993)



La riunione del 5 aprile 1995 si terrà eccezionalmente nel ristorante "O Père Au Quai". E' prevista una cena in occasione della venticinquesima riunione del nostro club di conversazione.
Si prega di prenotare la cena mediante il talloncino accluso.



La volta scorsa


Serata ludico-sperimentale dedicata alla memoria: sotto la guida cimentata di Francesca Wyseur i numerosi presenti si sono ben volentieri sottoposti ad un test sulla memoria visiva. Dopo la "proclamazione dei risultati" ognuno ha potuto spiegare a quali domande si aspettava e oltre tutto quale strategia aveva adottato per ricordarsi delle immagini. La discussione si è quindi allargata alle considerazioni personali e generali sulla memoria.



Informazioni pratiche per la cena


La cena del 5 aprile 1995 si svolgerà presso il ristorante "O Père Au Quai", 18, Quai Notre-Dame a Tournai, tel. (069) 23 29 22.

Menu:

1) Kir
2) "Buffet"
3) a scelta: spiedini di manzo o "tournedos" di manzo o filetto di anatra o spiedini di agnello.

Prezzo a persona: FB 700. Vino compreso.
L'aperitivo è offerto dal club.