Bollettino 26


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Giacomo Leopardi,
(Recanati 1798 - Napoli 1837)
Filosopo, moralista e poeta

L'Infinito(1819)
Il Sabato del Villaggio (1829)
Il Canto Notturno (1830)
A Silvia (1828)




Maggio 1995 - N° 26




(PARADOSSI)


"La tartaruga lunghissima nelle sue operazioni ha lunghissima vita. Così tutto e proporzionato nella natura, e la pigrizia della tartaruga di cui si potrebbe accusar la natura non è veramente pigrizia assoluta cioè considerata nella tartaruga ma rispettiva. Da ciò si possono cavare molte considerazioni."

"Intendo per innocente non uno incapace di peccare, ma di peccare senza rimorso."

"Domandava una donna a un viaggiatore, avendogli a dire una cosa poco piacevole; volete ch'io vi parli sinceramente ? Rispose il viaggiatore, anzi ve ne prego. Noi altri viaggiatori cerchiamo le rarità. (16 Agosto 1820)."

"Quelli che non sogliono mai far nulla, e che per conseguenza hanno più tempo libero, e da poter impiegare, sono ordinariamente i più difficili a trovare il tempo per una occupazione (...). Al contrario quelli che hanno la giornata piena, e quindi meno tempo libero, e più cose da ricordarsi. La ragione è chiara, cioè l'abito di negligenza dei primi, e di diligenza nei secondi (22 maggio 1821)."

Giacomo LEOPARDI (1198-1831), dallo "Zibaldone di pensieri"



Alla riunione del 3 maggio 1995 interverrà il padre missionario Abramo SEGHETTO, di Namur. Egli presenterà il suo libro "Sopravvissuti per raccontare", storie di vita di minatori italiani venuti in Belgio nell'immediato dopoguerra. Seguirà un dibattito (*).


(*) Al termine dell'incontro sarà possibile cenare [senza prenotazione] nello stesso locale. Menù: cotoletta impanata e spaghetti (per FB 325).


La volta scorsa


La venticinquesima riunione del nostro club è stata degnamente festeggiata con un'ottima cena al ristorante "O Père Au Quai", sul lungoschelda. L'intera serata era impregnata di allegria e della bella disponibilità dei numerosi presenti. Raimondo Depraetere, proprio in vena, aveva addirittura preparato un testo - venutogli dal cuore, è il caso di dirlo sulla Sicilia, testo che ha letto appassionatamente. Eccolo:

" Insopportabile, ricordarsi della Sicilia.
Doloroso rimettersi in mente il colore del sole, la dolcezza del mare, l'odore d'un miscuglio di profumi quando non si sentono più.
Dopo essere stato in Sicilia uno si sente come cieco e privato di gusto, di sapore, di senso ovunque vada altrove.
Il sole rende i sogni violenti.
La Sicilia è un sogno che brucia tutti coloro che l'hanno toccata!
Dopo i greci, gli arabi, i normanni, gli spagnoli e i piemontesi, anch'io sono rimasto scottato per sempre.
Mi preme ritornarci.
"