Bollettino 28


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564)
Scultore, pittore, architetto e anche poeta




Ottobre 1995 - N° 28




Il nostro club riapre i battenti: comincia un altro ciclo annuo... il quarto!
E così, è il momento di ritrovarci di nuovo per proseguire il dialogo e conoscerci meglio nella solita atmosfera distesa e amichevole delle nostre riunioni mensili. Diamo quindi il ben tornato ai partecipanti già noti (veterani assidui). Porgiamo poi il benvenuto alle "matricole" che avranno modo di apprezzare questo circolo con finalità squisitamente culturali o meglio umanistiche.
Manifestazione di un impegno originale, il club di conversazione italiana di Tournai intende offrire agli amanti della lingua italiana l'opportunità di praticarla dal vivo, in un contesto espressivo reale e stimolante.
A coloro che sono già pratici della lingua ma anché ai principianti ancora esitanti va perciò rivolto l'invito ad esprimere la propria creatività in compagnia...






Oltre ad essere geniale scultore, architetto e pittore, Michelangelo BUONARROTI (1475-1564) fu anche grandissimo poeta. Dedichiamo questa sua lirica alle "sorprese dell'estate".


Come puo esser, ch'io non sia più mio ?
O Dio, o Dio, o Dio!
Chi m'ha tolto a me stesso,
Ch' a me fosse più presso
O più di me potessi, che poss'io ?
O Dio, o Dio, o Dio!
Come mi passa el core
chi non par che mi tocchi ?

che cosa è questo, Amore,
C'al core entra per gli occhi,
Per poco spazio dentro par che cresca;
E s'avvien che trabocchi ?



La riunione del 4 ottobre 1995 sarà dedicata al programma, alle attività, ai progetti di quest'anno. Ogni suggerimento sarà ben accolto.



La volta scorsa


L'ultima riunione del ciclo precedente è stata messa in risalto dalla presenza del padre missionario Abramo SEGHETTO, venutoci a trovare appositamente da Namur.
Dopo essersi presentato egli ha esposto le circostanze che hanno portato alla realizzazione della sua inchiesta storico-sociologica sui minatori italiani venuti in Belgio nel dopoguerra, lavoro convertito in un libro intitolato "Sopravissuti per raccontare". Si è quindi soffermato su vari aspetti di questa storica presenza italiana in Belgio.
Il suo intervento ci ha fatto capire quante difficoltà (viaggio, ambiente, lingua, lontananza affettiva, ecc.) hanno dovuto superare questi uomini che "minatori" non erano ma che lo sono diventati lavorando sottoterra.
Il giudizio pessimistico di padre SEGHETTO secondo cui questi emigrati italiani in Belgio sarebbero stati, in definitiva, dei "perdenti" - considerando il loro sradicamento e la loro limitata ascesa sociale nel paese d'adozione - lascia però un pò perplessi.