Bollettino 33


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Internet, le mani sulla Rete



Marzo 1996 - N° 33




Il vocabolario della lingua francese trae la sua origine fondamentalmente dal latino. Tra gli altri apporti che hanno generato il lessico francese, notevolissimo è il contributo italiano secondo i dati dei linguisti. Le parole di origine italiana costituiscono l'apporto quantitativamente più importante rispetto ad altre lingue e formano un gruppo addirittura superiore a quello inglese malgrado l'invasione linguistica anglosassone odierna. Sommando gli italianismi ai latinismi appare quindi tutta la rilevanza dell'"area italiana" come fonte viva della lingua francese.
Diverse parole, in francese, derivano da nomi di luoghi (toponimi) italiani. Ne diamo quidi seguito alcuni esempi.
Dal nome della località piemontese di Carmagnola troviamo la "carmagnole" che designa una giubba a corte falde indossata durante la Rivoluzione francese nonché un canto e una danza in voga nello stesso periodo storico. (it. carmagnola).
Il nome della città lombarda di Pavia ha dato "pavois" che designa un grande scudo rettangolare fabbricato un tempo a Pavia (per cui pavese, di Pavia) e usato anche dai Franchi. La parola ha poi assunto un altro significato nel campo marittimo e cioè quello di riparo o protezione del ponte delle navi e quindi per analogia l'ornamento delle navi: strisce colorate diventate ulteriormente bandierine (per cui "pavoiser"). (it. pavese)
Dal nome dell'antica città romagnola di Faenza proviene la "faience" ovvero un genere di ceramica a pasta colorata ricoperta di uno strato di smalto. (it. faenza)
Il nome prestigioso di Venezia è servito a indicare addirittura un intero paese, il "Venezuela" (o "piccola Venezia", in spagnolo). Inizialmente era stato applicato ad un'isola costiera americana dall'esploratore fiorentino Amerigo Vespucci (1499) perché le costruzioni lacustri degli indigeni gli facevano pensare alla città dei dogi.
Dal nome di Genova deriva "jeans" (precisamente "blue-jeans", in inglese), i noti pantaloni di stoffa di cotone blu, grezza e resistente, la cui fabbricazione un tempo avveniva nella città ligure.
Il nome della città pugliese di Taranto ha dato nascita alla "tarentelle" (it. tarantella), un ballo popolare dell'Italia meridionale, così denominato per analogia con l'isteria convulsiva attribuita al morso della "tarentule" (it. tarantola), un ragno diffuso in quella zona.
Dal nome greco di un fiume siciliano, Akhatês, proviene l'"agate", una roccia silicea estremamente dura, con struttura a strati concentrici variamente colorati, roccia che si poteva trovare in abbondanza proprio nella vicinanza di quel fiume. (it. agata)
La parola "bronze" deriverebbe da Brindisi, esattamente dal latino "(aes) Brundusi", bronzo o rame di Brindisi, città famosa per la fabbricazione di questo metallo al tempo dei Romani.
Per chiudere questa breve incursione etimologica "geografica", consideriamo infine che dallo stesso nome della penisola, Italia, è derivato "italique" che serve ad indicare non solo cose relative all'Italia antica ma anche e ormai soprattutto un tipo di carattere tipografico - creato a Venezia da Aldo Manuzio verso l'anno 1500 - e caratterizzato dall'inclinazione verso destra e dal tratteggio sottile. (in it. carattere corsivo)

Arcangelo Petrantò



La riunione del 6 Marzo 1996 avrà per tema di conversazione "internet" e sarà introdotta da Etienne Leruste.



La volta scorsa


La serata si è svolta nel miglior modo sia come cena che come atmosfera. Il menu "all'italiana" da noi richiesto ha proprio spronato la padrona del "foyer" del Tennis club nonché il pasticciere a dare il meglio di se a soddisfazione di tutti. I cioccolatini offerti da Phiilippe Everaert in occasione del proprio compleanno hanno opportunamente incorniciato la cena.



Internet


Ho preparato un piccolo lavoro su internet con l'aiuto di mia moglie. Non è una presentazione approfondita ma vi sarà utile per avere un'idea sul funzionamento di questo servizio.

Primo. Cenni storici

Internet è una rete di comunicazioni creata dagli statunitensi durante la guerra fredda per salvaguardare lo scambio di informazioni da una parte all'altra del territorio americano. Infatti, grazie all'esistenza di numerosi centri chiamati "server", un'informazione non rimane bloccata, ma circola anche se uno di questi server dovesse essere fuori uso per una ragione qualsiasi.

Negli ultimi anni, l'utilizzo di questa rete è stato reso accessibile anche al grande pubblico graze al numero crescente di prestatari di servizi : dapprima se ne sono servite le grandi università e poi, mano a mano sempre più categorie di utilizzatori.

Attualmente l'accesso è libero, cosicché possiamo trovare qualsiasi tipo di informazione, anche di tipo ed origine piuttosto dubbi. Per questo motivo recentemente il presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha approvato una legge per controllare il contenuto delle informazioni che transitano via Internet: questa censura dovrebbe evitare, o perlomeno limitare, il traffico di comunicazioni a sfondo pornografico e terroristico attraverso il depistaggio di parole-chiave. Per gli utilizzatori abituali, questa legge va contro la libertà di espressione. Questo dibattito potrebbe essere un argomento per la serata.

Che cosa permette Internet?

In linea generale, Internet permette di comunicare e di accedere a delle informazioni in tutto il mondo. Questo può avvenire in più modi :

1) Consultazione di documenti a distanza;
2) Scambio di informazioni attraverso caselle postali elettroniche;
3) Conferenze a più locutori.

Alcuni degli esempi più bizzarri di applicazioni internet

Per quanto riguarda il turismo: è possibile "visitare" delle località rinomate grazie a delle telecamere poste in luoghi strategici che filmano paesaggi e monumenti (Berlino e Hollywood).

Un' estensione alle caselle postali elettroniche è il cosiddetto villaggio per internauti. Si tratta della rappresentazione virtuale di un villaggio in cui gli utilizzatori di internet possono costruire la loro casa, portare a passeggio il proprio cane, interagire con altri internauti, ecc. Insomma, un vero e proprio mondo parallelo.

Per gli appassionati di giardinaggio è possibile piantare un seme, seguirne l'evoluzione e prodigare le dovute cure a distanza grazie a delle telecamere che riprendono in tempo reale la propria "creatura".

Che cosa ci riserva il futuro ?

La rete intemazionale propriamente detta in quanto gestita e scritta in esperanto informatico (linguaggio universale che permetterebbe la comunicazione in modo più semplice ).

Piccolo dubbio di Emanuela (una questione per la serata) : non si arriverà così al Grande Fratello?

La tendenza attuale ad integrare sempre più funzioni nello stesso apparecchio si perfezionerà : il telefono, il televisore, il computer, il fax ecc. faranno parte di un solo apparecchio di comunicazione globale.

Materiale di base

  1. un computer

  2. un MODEM (abbreviazione di Modulator Demodulator) per trasformare i segnali utilizzati per il computer in segnali trasmissibili per telefono.

  3. un software per navigare sulla rete. Il principio è che a partire da una parole-chiave, il programma cerca attraverso i server i soggetti voluti. L'utilizzatore, in linea di massirna, non conosce la provenienza del documento ricevuto. A partire da una parola chiave contenuta in questo stesso documento, l'utilizzatore può accedere a delle ulteriori informazioni che possono provenire da un'altra parte del mondo.

Costo

  1. un abbonamento ad un prestatario del servizio,

  2. costo della chiamata telefonica che dipende dalla distanza del server.

  3. l'informazione stessa attualmente è gratuita, ma rischia di diventare a pagamento nel futuro.


Etienne Leruste