Bollettino 40


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI







Gennaio 1997 - N° 40




LA CITTA' ABBANDONATA


La più meravigliosa città che abbia visto in tutta l'Asia è pur sempre quella che scoprii, una sera d'ottobre, a oriente di Khalmil, in pieno deserto. [...]
Nel biancore velato della luna autunnale s'alzava dinanzi a noi una cinta immensa d'alte muraglie, colle sue rotonde torri di guardia - una città ! [...]
Il mio cavallo era stanco, ma pareva che la vicinanza delle case l'avesse rinvigorito. Entrai in un labirinto di strade strette, deserte, silenziose. Nessuna lanterna alle porte, alle finestre; nessuna voce, nessun segno di vita.
Tutti gli usci erano chiusi. Le case eran basse, e, a quel che mi parve, povere e in cattivo stato.
Arrivai a una piazza vasta, inonda ta dalla luna. Torno torno mi parve di scorgere una corona di figure troppo grandi, per essere uomini. Accostandomi mi accorsi ch'eran statue in pietra, di animali. Riconobbi il leone, il cammello, il cavallo, un drago. [...]
Provai a picchiare alle porte, a gridare. Nessuna porta s'apriva, nessuno rispondeva. Né il rumore d'un passo, né il latrato di un cane, né il nitrito d'un cavallo rompevano quella tacituma allucinazione. Percorsi altre vie; sboccai in altre piazze: la città era, o mi parve, grandissima. [...] Scesi da cavallo: alla luce della mia lampadina elettrica riconobbi gli scheletri di tre cani, ancora legati al muro da tre catenelle rugginose. [...]
La città pareva abbandonata da poche settimane, o tutt'al più, da pochi mesi. Le costruzioni erano intatte, [...].
Cavalcavo nelle strisce geometriche che formava la luna tra l'ombre ineguali dei fabbricati. [...]
E allora cominciai a sentir l'orrore di questa città spettrale, disertata dagli uomini, deserta in mezzo al deserto. Sotto la luna, in quel dedalo di strade e di piazze abitate soltanto dal vento, mi sentii spaventosamente solo,
infinitamente straniero, irrevocabilmente lontano dalla mia gente, quasi fuor del tempo e della vita. Fui scosso da brividi, forse di stanchezza e di fame, forse di paura. [...]
Nessuno, in tutta la Mongolia, ha voluto dirmi il nome della città disabitata. Ma spesso, a Tokio, a San Francisco, a Berlino, la rivedo come un sogno terrificante dal quale, pure, non ci si vorrebbe svegliare. E sento una gran puntura di nostalgia, un gran desiderio di rivederla.

Giovanni Papini (da Gog, ed. Vallecchi)



La riunione dell'8 gennaio 1997 avrà per tema di conversazione il bilancio per l'anno 1996 appena finito. Il dibattito sarà aperto alle considerazioni personali di ciascuno di noi.



La volta scorsa


Tre i punti d'interesse dell'ultima riunione :3

  • il bilancio della serata del cinema, tutto sommato positivo e suscettibile di incoraggiarci a proseguire le nostre attività con altre iniziative altrettanto impegnative;

  • l'apertura di un dibattito interno sull'opportunità di una trasformazione del nostro club in ASBL (con obbiettivi allargati), con la valutazione trasparente e ragionata di vantaggi o svantaggi di tale trasformazione (aspetti relativi alla gestione, alle responsabilità, all'apertura, ecc.).

  • la decisione di organizzare, nei prossimi mesi, un concorso aperto ai giovani per la realizzazione di un "logo" che simbolizzi il nostro club.

La riunione è stata avvalorata dalla venuta di nuovi membri, Françoise Clerbaux e Celestino Giacomelli (accompagnato dalla moglie), che salutiamo calorosamente ed ai quali porgiamo il benvenuto. Il nostro club conferma così il suo ruolo di punto d'incontro e di reciproca conoscenza all'insegna della cultura e delle relazioni umane.