Bollettino 59

CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





La cena del 2 dicembre scorso



Gennaio 1999 - N° 59




FELICE ANNO NUOVO A TUTTI



FRONTE DEL DON


" Questo è stato il 26 gennaio 1943... Compresi gli uomini del tenente Danda saremo in tutto una ventina. Che facciamo qui da soli ? Non abbiamo quasi più munizioni. Abbiamo perso il collegamento con il capitano. Non abbiamo ordini. Se avessimo almeno munizioni! Ma sento anche che ho fame, e il sole sta per tramontare, attraverso lo steccato e una pallottola mi sibila vicino. I russi ci tengono d'occhio. Corro e busso alla porta di un 'isba. Entro.
Vi sono dei soldati russi, là. Dei prigionieri? No. Sono armati. Con la stella rossa sul beretto! Io ho in mano il fucile. Li guardo impietrito. Essi stanno mangiando introno alla tavola. Prendono il cibo con il cucchiaio di legno da una zuppiera comune. E mi guardano con i cucchiai sospesi a mezz'aria - Mnié khocetsia iestj (1) - dico. Vi sono anche delle donne. Una prende un piatto, le riempie di latte e miglio, con un mestolo, dalla zuppiera di tutti, e me lo porge. Io faccio un passo avanti, mi metto il fucile in spalla e mangio. Il tempo non esiste più. I soldati russi mi guardano, le donne mi guardano. I bambini mi guardano. Nessuno fiata. C'è solo il rumore del mio cucchiaio nel piatto. E d'ogni mia boccata. - Spaziba (2) - dico quando ho finito. Et la donna prende dalle mie mani il piatto vuoto. - Pasausta (3) - mi risponde con semplicità. I soldati russi mi guardano uscire senza che si siano mossi. Nel vano dell'ingresso vi sono delle arnie. La donna che mi ha dato la minestra è venuta con me come per aprirmi la porta e io le chiedo a gesti di darmi un favo di miele per i miei compagni. La donna mi da il favo e io esco.
Cosi è successo questo fatto. Ora non lo trovo affatto strano, a pensarvi, ma naturale di quella naturalezza che una volta dev'esserci stata tra gli uomini. Dopo la prima sorpresa tutti i miei gesti furono naturali, non sentivo nessun timore, né alcun desiderio di difendermi o di offendere. Era una cosa molto semplice. Anche i russi erano come me, lo sentivo. In quell'isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un'armonia che non era un armistizio. Era qualcosa di molto piu del rispetto che gli animali della foresta hanno l'uno per l'altro. Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a saper restare uomini. Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini. Io spero che la guerra lì abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti eravamo, come ci siamo comportati. I bambini specialmente. Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere. Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e diventare un costume, un modo di vivere. "

(1) Vorrei mangiare
(2) Grazie
(3) Prego

Mario Rigoni Stern

Il sergente nelle neve





Mario Rigoni Stern- nato ad Asiago (Vicenza) nel 1921. Ha combattuto durante la seconda guerra mondiale sul fronte russo, sergente maggiore degli alpini. Nel Sergente nelle neve (1953), ha rievocato la tragedia vissuta dai soldati italiani. Altre testimonianze : Il bosco degli urogalli (1962), Quota. Albania (1971), Ritorno sul Don (1973). Nelle opere successive è passato al tema dell'adesione alla natura come recupero delle proprie radici contro i condizionamenti dell'odierna società industriale. Su questa linea si inseriscono Storia di Tönle (1978 premi Bagutta e Campiello) e i raccondi Uomini, boschi e api (1980), L'anno della vittoria (1985), Amore di confine (1986), Il libro degli animali (1990), Arboreto selvatico (1991).





Durante la cena del 2 dicembre scorso è venuta ad incontrarci una giornalista. Il suo articolo, intitolato "Echanges et convivialité en V.O." è stato pubblicato nel Courrier de l'Escaut del 7 dicembre.



La riunione del 6 gennaio 1999 avrà per tema le feste. Ottima occasione per oguno di raccontare la sua : mi piacciono, non mi piacciono, mi annoiano o viva le feste ! E' previsto il dolce dell'Epifania.



La volta scorsa




Poche immagini bastano per indicare
l'atmosfera della serata : allegria, buon umore
e piacere di ritrovarsi insieme attorno ad una tavola imbandita
con preparazioni personali tutte diverse e abbondanti.


Due compari assaggiatori.