Bollettino 61

CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





La copertina di "Qui Italia"
del mese di novembre scorso




Marzo 1999 - N° 61




LA PASSATELLA


La "passatella" è un gioco diffuso nelle osterie, consistente nel distribuire (da parte di un "padrone" e di un "sottopadrone") vino acquistato collettivamente ai bevitori della compagnia, lasciandone però uno a bocca asciutta. La "passatella" è un gioco crudele, comune in Lucania e nelle Puglie. (La passatella è vietata per legge).


"La passatella è il gioco comune quaggiù: è il gioco dei contadini. Nei giorni di festa, nelle lunghe serate d'invemo, essi si trovano nelle grotte del vino, a giocarla. Ma spesso finisce male; se non sempre a coltellate come quel giorno, in litigi e baruffe. La passatella, più che un gioco, è un torneo di oratoria contadina, dove si sfogano, in interminabili giri di parole, tutti i rancori, gli odi, gli rivendicazioni represse. Con una partita breve di carte si determina un vincitore, che è il Re della passatella, e un suo aiutante. Il Re è il padrone della bottiglia, che tutti hanno pagato; e riempie i bicchieri a questo o a quello, secondo il suo arbitrio, lasciando a bocca asciutta chi gli pare. L'aiutante offre i bicchieri, e ha diritto di veto : può cioè impedire a chi si appresta a bere di portare il bicchiere alle labbra. Sia il Re l'aiutante debbono giustificare il loro volere e il loro veto, e lo fanno, in contraddittorio, con lunghi discorsi, dove si alternano l'ironia e le passioni represse. Qualche volta il gioco è innocente e si limita allo scherzo di far bere tutto a uno solo, che sopporta male il vino, o di lasciare a secco proprio quello che si sà amarlo di più. Ma il più delle volte, nelle ragioni addotte dal Re e dall'aiutante, si rivelano gli odi e gli interessi, espressi con la lentezza, l'astuzia, la diffidenza e la profonda convinzione dei contadini. Le passatelle e le bottiglie si seguono una all'altra, per delle ore, finché i visi sono accesi per il vino, per il caldo, e per il destarsi delle passioni, aguzzate dall'ironia e appesantite dall'ubriachezza. Se ancora non scoppia la lite, è in tutti l'amarezza delle cose dette, degli affronti subiti. "

Carlo Levi

Da "Cristo si è fermato a Eboli"





A causa della sua attività antifascista nel movimento Giustizia e Libertà, Carlo Levi (Torino 1902 - Roma 1975), fu incarcerato e inviato al confino in Lucania (1935-1936). Da questa esperienza nacque il celebre Cristo si è fermato a Eboli (1945), una delle opere più significative della letteratura del dopoguerra. A un caustico spirito polemico, alimentato dalla delusione per la crisi politica del dopoguerra, si ispira invece l'altro suo celebre libro, L'orologio (1950), in cui l'ironia si fa graffiante nei confronti della classe politica italiana. I libri successivi sono di viaggio e nascono da esperienze compiute nei luoghi visitati : Le parole sono pietre (1955) sulla Sicilia; Tutto il miele è finito (1964) sulla Sardegna. Carlo Levi fu medico e pittore prima di diventare scrittore.

Cristo si è fermato a Eboli, pubbilicato nel 1945, è un libro di memorie di Carlo Levi, dettato dalla conoscenza del primitivo e superstizioso mondo dei contadini lucani, che l'autore aveva potuto studiare durante il periodo di confino al quale era stato condannato per attività antifascista. Il libro ebbe un successo mondiale (più di centomila copie in Italia e più di venti traduzioni).
    

    Carlo Levi
    "L'esploratore", 1919




Durante la riunione del 3 marzo 1999 interverrà Daniele Rossini, esperto giuridico di problematica sociale e direttore di "Qui Italia", mensile di lingua italiana pubblicato a Bruxelles. Approfitterà del passaggio a Tournai per scrivere un servizio sul nostro club di conversazione.



La volta scorsa

Marisa Burgi, oratrice molto brava, ci ha fatto scoprire in modo simpatico, chiaro e coinvolgente una regione decisamente sconosciuta : la Basilicata (o Lucania) e in particolare la sua città di origine Matera.
Si è così soffermata sui diversi aspetti di questa estrema regione d'Italia - dalle caratteristiche fisiche alle manifestazioni artistiche, dalle condizioni economiche agli elementi di storia suscettibili di farci capire il destino di questa sfortunatissima terra la cui popolazione non ha avuto spesso altra via d'uscita per sopravvivere che l'emigrazione.
L'intervento è stato corredato da documentazione varia: carte, opuscoli, fotografie. L'oratrice ha anche presentato un film realizzato da lei stessa premettendoci così di visitare "virtualmente" Matera e i suoi "Sassi".
Marisa Burgi ha concluso il suo esposto con alcune considerazioni positive sulla modernizzazione della Basilicata.