Bollettino 62

CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Si deve all'inventore e pittore statunitense
Samuel Morse (1791-1872) la realizzazione dell'idea dei telegrafo elettrico.
Il telegrafo Morse e il più antico tra i sistemi telegrafici elettrici.
Morse visitò l'Italia nel 1830 e dipinse parecchi quadri durante il suo soggiorno italiano;
fu poi costretto a lasciare Roma nel 1831 a causa dei moti rivoluzionari nello Stato Pontificio.
Così tornò in America nel 1832 a bordo dei " Sully" : durante quella traversata
cominciò a pensare all'idea di usare l'elettromagnetismo per la telegrafia.
Il brevetto del telegrafo Morse risale al 1838.
Morse inviò il suo primo messaggio il 24 maggio 1844.




Aprile 1999 - N° 62




TELEGRAFI DELLO STATO


" - Che ore sono ? domandò la De Notaris.
- Le diciassette e trenta - mormorò lieve lieve, Clemenza Achard, la sua vicina.
- Le diciassette e trentuno - gridò Ida Torelli.
- Grazie - disse la De Notaris, e segnò l'ora sul dispaccio trasmesso.
Cioè le cinque e mezza. Era notte da mezz'ora: eppure per arrivare alle nove, ci volevano altre tre ore e mezza. Erano state accese le fiammelle di gas, ma visto che non vi era lavoro, la direttrice aveva dato ordine che si abbassassero: il direttore predicava sempre l'economia del gas. Così in quella penombra, poco si poteva leggere e poco fare l'uncinetto : le ombre delle macchine si profilavano stranamente sui tavolini, con la loro ruota dove si svolgeva la carta, col piccolo braccio movibile di acciaio, con la chiave per dare la corda che pareva l'elsa a croce di una spada. Qualche punto lucido, qua e là: la campanella di vetro che proteggeva il piccolo parafulmine; il bottoncino di un tasto; gli orecchini di strass di Olimpia Faraone; gli spilloni di pastiglia nera, che Ida Torelli portava nei capelli biondi. Silenzio profondo: non potendo né scrivere, né leggere, né ricamare, le ragazze pensavano.
- Che voleva poi, Napoli-Chiaia, da voi, Torelli - domandò la direttrice dal suo posto.
- Niente, direttrice : abbiamo scambiato un niente.
- Vi ha parlato, dopo ?
- Si : ha detto che era Natale e che si seccava.
- Spero che lo avrete messe al silenzio ?
- Non gli ho risposto, direttrice.
- Va bene.
La conversazione sulla linea, salvo affari urgenti di ufficio, era severamente proibita. Si era indulgente per i ritardi, per gli errori, per la incapacità; per la conversazione col corrispondente, non mai. Chi parlava e veniva sorpresa sul fatto era punita prima con l'ammonizione, poi con la censura, una pena gravissima; al corrispondente, si faceva risentita dalla Direzione, per avvisarlo che non vi ricadesse mai più. Eppure era questo il peccato più frequente, commesso con maggior gusto, perché più pericoloso. Difatti anche in quel silenzio, in quella penombra, pianissimamente, Annina Pescara parlava col conispondente di Foggia. Costui, dopo trasmesso il telegramma amoroso, aveva subito esclamato :
- Che moccoletto si regge noi, nevvero, signorina ?
E Annina Pescara aveva risposto subito che non le dispiaceva di reggere il moccolo, che l'amore era una bellissima cosa: il corrispondente aveva risposto che l'amore rende infelice tre quarti del genere umano. La discussione sentimentale ferveve sulla linea: Annina Pescara, che indovinava le parole del corrispondente, a udito, col semplice rumore del coltellino che fa i segni, non aveva bisogo di lasciar correre la carta; poi, per non far udire le sue rispostein ufficio, dal rumore del tasto, aveva stretto moltissimo la vite del tasto, che così non faceva più chiasso. Immersa nell' ombra, con le spalle appoggiate alla poltroncina, ella parea dormisse, con una manina bianca allungata e immobile sul tasto : le sue amiche, le sue colleghe vedevano che ella parlava con Foggia, per averlo fatto altre volte anch'esse, altrove; ma chi avrebbe osato tradirla? Laggiù, anche Olimpia Faraone parlava con Reggio, come al solito; ma più imprudentemente, più inesperta, lasciava correre la carta, strappandola pezzo a pezzo e mettendola in saccoccia: da venti giorni, ogni giorno parlava con quel corrispondente calabrese, che le aveva già scritto due lettere d'amore."

Matilde Serao
(Opere, Garzanti)





Serao (Matilde), scrittrice e giornalista itaIiana (Patrasso 1856 - Napoli, 1927). A Roma nel 1882, collaborò al Capitan Fracassa, al Fanfulla della Domenica e conobbe Edoardo Scarfoglio, che sposò nel 1885 e dal quale ebbe quattro figli. Nel 1892 fondò sempre con E: Scarfoglio Il Mattino, che abbandonò nel 1904, dopo la separazione dal marito (1902), per dar vita al Giorno, che diresse fino alla morte. La sua attività di scrittrice, iniziata all'insegna dell'ultimo Romanticismo e passata attraverso la lezione del naturalismo francese e del verismo italiano; finì nei toni di uno psicologismo sottile e misticheggiante influenzato dall'opera di P. Bourget: il meglio di essa va ricercato nelle pagine che rittraggono l'ambiente popolare napoletano. Opere principali: Il paese di Cuccagna, (1891): La ballerina (1899).

(Encicl. Rizzoli)



La riunione dei 7 aprile 1999 sara dedicata alla comunicazione, una condizione fondamentale della sociabilità. Cercheremo di rispondere a domande forti : Perché abbiamo bisogno di comunicare ? A che cosa serve ?



La volta scorsa

Una riunione che si ha permesso di conoscere Daniele Rossini, il direttore dell'unico mensile di lingua italiana pubblicato in Belgio: " Qui Italia ". Non senza humour e in modo aneddotico ci ha presentato il suo contributo per la nascita e poi la crescita di questa rivista. Accennando alle sue attività di assistenza sociale e giuridica ha ammesso, sorridendo, che non viene sempre " apprezzato" in certi ambienti ufficiali sia belgi che italiani per motivo delle numerose cause fatte per difendere il diritto della gente...







Alcune immagini dell'incontro, con l'inevitabile
e sempre "gloriosa" foto ricordo di gruppo.