Bollettino 71


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI






Attori della Commedia dell'Arte


Aprile 2000 - N° 71



LA LOCANDIERA

" Mirandolina - scrive il Goldoni nelle sue Memorie - tiene locanda a Firenze , e con la sua grazia e col suo spirito vince anche senza volerlo il cuore di tutti i suoi clienti. Di tre forestieri che stanno in quella locanda, due sono innamorati della bella padrona, ma un terzo, il Cavaliere di Ripafratta, nemico delle donne, la tratta sgarbatamente e si burla dei compagni. Contro quest'uomo rustico e duro adopera ella allora tutte le sue arti. Non che l'ami ; ma è indispettita, e per amor proprio e per l'onore del proprio sesso vuol vincerlo, umiliarlo, castigarlo… "

SCENA QUARTA

II CAVALIERE DI RIPAFRATTA dalla sua camera, il MARCHESE DI FORLIPOPOLI ed IL CONTE D'ALBAFIORITA.

CAVALIERE: Amici, che cos'è questo rumore? Vi è qualche dissensione fra di voi altri?
CONTE: Si disputava sopra un bellissimo punto.
MARCHESE: II Conte disputa meco sul merito della nobiltà. (Ironico).
CONTE: Io non levo il merito alla nobiltà: ma sostengo, che per cavarsi dei capricci, vogliono esser denari.
CAVALIERE: Veramente, Marchese mio...
MARCHESE: Orsù, parliamo d'altro.
CAVALIERE: Perché siete venuti a simil contesa?
CONTE: Per un motivo il più ridicolo della terra.
MARCHESE: Sì, bravo! il Conte mette tutto in ridicolo.
CONTE: Il signor Marchese ama la nostra locandiera. Io l'amo ancor più di lui. Egli pretende corrispondenza, come un tributo alla sua nobiltà. Io la spero, come una ricompensa alle mie attenzioni. Pare a voi che la questione non sia ridicola?
MARCHESE: Bisogna sapere con quanto impegno io la proteggo.
CONTE: Egli la protegge, ed io spendo. (Al Cavaliere)
CAVALIERE: In verità non si può contendere per ragione alcuna che io meriti meno. Una donna vi altera? vi scompone? Una donna? che cosa mai mi convien sentire? Una donna? Io certamente non vi è pericolo che per le donne abbia che dir con nessuno. Non le ho mai amate, non le ho mai stimate, e ho sempre creduto che sia la donna per l'uomo una infermità insopportabile.
MARCHESE: In quanto a questo poi, Mirandolina ha un merito estraordinario.
CONTE: Sin qua il signor Marchese ha ragione. La nostra padroncina della locanda è veramente amabile.
MARCHESE: Quando l'amo io, potete credere che in lei vi sia qualche cosa di grande.
CAVALIERE: In verità mi fate ridere. Che mai può avere di stravagante costei, che non sia comune all'altre donne?
MARCHESE: Ha un tratto nobile, che incatena.
CONTE: È bella, parla bene, veste con pulizia, è di un ottimo gusto.
CAVALIERE: Tutte cose che non vagliono un fico. Sono tre giorni ch'io sono in questa locanda, e non mi ha fatto specie veruna.
CONTE: Guardatela, e forse ci troverete del buono.
CAVALIERE: Eh, pazzia! L'ho veduta benissimo. È una donna come l'altre.
MARCHESE: Non è come l'altre, ha qualche cosa di più. Io che ho praticate le prime dame, non ho trovato una donna che sappia unire, come questa, la gentilezza e il decoro.
CONTE: Cospetto di bacco! Io son sempre stato solito trattar donne: ne conosco li difetti ed il loro debole. Pure con costei, non ostante il mio lungo corteggio e le tante spese per essa fatte, non ho potuto toccarle un dito.
CAVALIERE: Arte, arte sopraffina. Poveri gonzi! Le credete, eh? A me non la farebbe. Donne? Alla larga tutte quante elle sono.
CONTE: Non siete mai stato innamorato?
CAVALIERE: Mai, né mai lo sarò. Hanno fatto il diavolo per darmi moglie, né mai l'ho voluta.
MARCHESE: Ma siete unico della vostra casa: non volete pensare alla successione?
CAVALIERE: Ci ho pensato più volte ma quando considero che per aver figliuoli mi converrebbe soffrire una donna, mi passa subito la volontà.
CONTE: Che volete voi fare delle vostre ricchezze?
CAVALIERE: Godermi quel poco che ho con i miei amici.
MARCHESE: Bravo, Cavaliere, bravo; ci goderemo.
CONTE: E alle donne non volete dar nulla?
CAVALIERE: Niente affatto. A me non ne mangiano sicuramente.
CONTE: Ecco la nostra padrona. Guardatela, se non è adorabile.
CAVALIERE: Oh la bella cosa! Per me stimo più di lei quattro volte un bravo cane da caccia.
MARCHESE: Se non la stimate voi, la stimo io.
CAVALIERE: Ve la lascio, se fosse più bella di Venere.

Carlo Goldoni (1707-1793)


La pubblicità servirà di argomento per la riunione del 5 aprile 2000. Certo ne avremo delle cose da dire su questo fenomeno invadente ma che da anche un po' di sale, di colore e di fantasia alla realtà. Si potranno anche condividere i primi suggerimenti riguardanti la creazione della nostra futura confraternita carnevalesca.


La volta scorsa

Abbiamo festeggiato a nostro modo Messer Carnevale : maschere, pizze e buon umore erano all'appuntamento. Le maschere ci hanno fatto sorridere e divertire, le pizze squisite (preparate come si deve da Francesco Azzaretto - che ringraziamo per l'impegno -) ci hanno accompagnato durante l'incontro e infine il buon umore aveva deciso di rimanere lì con noi. Un ringraziamento anche a Dario Carlin per le ottime torte.
Una decisione importante è stata presa quella sera : si studierà con cura la possibilità di creare - come estensione e manifestazione del nostro club - una confraternita carnevalesca. Potremo così, se l'idea arriva a buon porto, partecipare in quanto club e confraternita, con vestiti suggeriti in particolare dalla Commedia dell'Arte, al carnevale di Tournai del 2001.


Visita alla CCB : una visita riuscita

Tante volte siamo passati in macchina davanti alla CCB, chaussée de Bruxelles. Ma sabato 25 marzo siamo entrati nel perimetro della società. Ad accoglierci c'erano i nostri amici ingegneri dirigenti Michel Duquenne e Vincent Ducrotois. Con competenza e spirito didattico, in una sala di riunione, ci hanno spiegato tutto il processo che porta dall'estrazione di blocchi di roccia (calcare) alla fabbricazione del cemento. Ci è stata offerta anche della documentazione. Poi è iniziata la visita degli impianti di lavorazione. Abbiamo visto così macchine rumorose per frantumare e macinare le pietre (farina, clinker) e forni caldissimi (più di 1400 °C) per la cottura di una miscela che diventerà dopo ulteriore macinazione il materiale in polvere chiamato cemento. Siamo anche saliti sulla torre percossa dal vento che domina tutta la cava (altezza 145 m. sopra il livello del mare). La cava è così profonda da creare turbolenze atmosferiche locali ! Una visita nella sala comando ci ha permesso infine di capire tutte le fasi automatizzate del processo di fabbricazione.
Ringraziamo Vincent Ducrotois e Michel Duquenne per la loro disponibilità e la loro gentilezza e auguriamo buona fortuna alla CCB/Italcementi.
Piccolo aneddoto raccontatoci durante la visita : negli impianti italiani della società, approfittando del calore dei forni, gli operai si fanno cuocere persino le pizze !


Gita ad Arlon per visitare il museo gallo-romano

Ricordiamo che la gita ad Arlon organizzata dal club si farà il sabato 20 maggio. Il programma completo è ancora in corso di preparazione.