Bollettino 80


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Il trattato di Roma,
Trattato istitutivo della CEE e dell'Euratom
Firmato a Roma il 25 marzo 1957
Dai rappresentanti di Italia, Francia,
Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Olanda e Lussemburgo




Aprile 2001 - N° 80



L'Italia salvata dall 'Europa


Alcuni italiani - De Gasperi, Einaudi, Sforza - compresero che la sconfitta, in tali circostanze, avrebbe prodotto una crisi della coscienza nazionale e un vuoto in cui si sarebbero insinuati ideologie e umori eversivi. Fu questa la vera origine dell'europeismo italiano. I tre maggiori leader politici dell'immediato dopoguerra sperarono che l'Europa sarebbe divenuta la nuova patria degli italiani. Rievocarono la componente liberale e mazziniana del Risorgimento, sostennero che l'unità dell'Europa era l'ideale coronamento dell'opera iniziata cent'anni prima con l'unità d'Italia. Cercarono in altre parole di riempire il vuoto creato dalla crisi dello Stato nazionale con la prospettiva di un Risorgimento europeo a cui 1'Italia avrebbe dato un contributo determinante. Non basta. Facendo dell'Europa unita la naturale conseguenza dell'Italia unita, De Gasperi, Einaudi e Sforza sostenevano implicitamente che l'Italia aveva diritto, nel processo d'integrazione europea, a una posizione privilegiata. Negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra Sforza giocò per il suo paese la carta dell'europeismo al modo in cui Talleyrand, dopo la fine delle guerre napoleoniche, aveva giocato per la Francia la carta della legittimità dinastica. Sconfitta nella guerra fra gli Stati nazionali l'Italia ridiventava, nel processo d'integrazione europea, una potenza vincitrice.
L'Europa presentava un altro vantaggio : era il legame con la modernità, con il progresso economico, con la buona amministrazione, con l'efficienza, con i ritmi e i tempi delle democrazie occidentali. La storia degli ultimi quarant'anni è la storia di un sotterraneo contrasto fra due costituzioni : quella che i partiti antifascisti avevano dato al paese nel 1947 e quella che l'Europa lo costrinse gradualmente ad adottare fra la creazione della CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio) nel 1951 e la firma del trattato di Maastricht nel 1992. L'apertura dell'Italia all'economia internazionale cominciò con il piano Marshall e proseguì con la liberalizzazione del commercio internazionale che Ugo La Malfa, allora ministro per il Commercio con l'estero, impose al govemo e agli industriali fra il 1951 e il 1953.


Il dopoguerra italiano


Fra le maggiori democrazie europee l'Italia è quella che versa, moralmente e materialmente, nelle condizioni peggiori. Ha doppiamente bisogno dell'Europa : per la sua identità e per il suo sviluppo. L'europeismo, dopo la sconfitta, ha riempito il vuoto lasciato nella coscienza nazionale dal suo nazionalismo frustrato. Il grande mercato europeo e il legame con paesi più avanzati le hanno permesso di " importare " modernità a un ritmo che nessuno, dopo la guerra, avrebbe osato prevedere. Sono la CECA, il Mercato comune e, incidentalmente, l'importanza del suo territorio nella guerra fredda, che hanno avvicinato l'Italia al grande obiettivo della sua storia nazionale : il ritorno in Europa. Ne era uscita dopo la grande crisi economica del primo Seicento e ha impiegato, per recuperare, il tempo perduto, un secolo e mezzo. Ma il traguardo, finalmente, è a portata di mano. Forse la data più simbolica nella storia di questo " ritorno " è il 15 novembre 1975, vale a dire il giorno in cui si riunirono nel castello di Rambouillet, per la prima volta, i capi di Stato delle maggiori democrazie industriali del mondo : Repubblica Federale di Germania, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Giappone e Italia, a cui si aggiunse più tardi il Canada. L'invito a Rambouillet, che l'Italia strappò con qualche difficoltà, non fu meno importante, nella storia nazionale, dell'invito a Berlino, per un congresso delle grandi potenze, che essa aveva ricevuto poco più di un secolo prima, nel 1878. Ma era allora, e tale rimase per molto tempo, un paese economicamente arretrato. Nel 1975, per la prima volta, fu promossa al rango di potenza economica.

Sergio Romano
Le Italie parallele (TEA Storica, 1996)





Nato a Vicenza nel 1929, Sergio Romano ha iniziato la carriera diplomatica nel 1954. Si è dimesso nel 1989, dopo essere stato direttore generale delle relazioni culturali, ambasciatore alla NATO e, dal settembre 1985 al marzo 1989, ambasciatore a Mosca. Come storico si è occupato prevalentemente di storia italiana e francese tra Otto e Novecento. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo, in particolare, la sua Storia d'Italia dal Risorgimento ai nostri giorni.



La riunione del 4 aprile 2001 sarà messa in risalto dalla presenza di un invitato, il Dott. Livio MISSIR DI LUSIGNAN, il quale ci parlerà della sua esperienza di funzionario italiano dell'Unione europea.


La volta scorsa

Nel corso della serata sono state comunicate ulteriori informazioni sulle gite programmate (Lilla, Bailleul, Parigi). Per motivi di organizzazione (in particolare problemi di coincidenza ferroviaria tra Tournai e Lilla) è stato deciso di recarsi a Parigi in pullman anziché in TGV.
Allo scopo di prepararci alla visita della mostra dedicata ai pittori italiani del Settecento, Vincenzo Devos ci ha fatto il piacere di presentarci delle riproduzioni di dipinti italiani del " secolo di Tiepolo ".
Giacomo Bénichou ci ha segnalato invece - tutt'altro registro - l'esistenza a Lilla di una specie di Festival della Zuppa.
Durante la serata si è associato al nostro incontro Giuseppe Galasso. Gli porgiamo il benvenuto con l'augurio di rivederlo spesso tra di noi.


" Il secolo di Tiepolo "

La prima delle tre gite previste per questo fine ciclo ha ottenuto un bel successo. Eravamo ben 28 all'appuntamento a Lilla per visitare, presso il Palazzo delle Belle Arti, la mostra dedicata ai pittori italiani del Settecento !
Se taluni dipinti non corrispondono più, ormai, al nostro gusto e alla nostra sensibilità, molti altri quadri invece (le vedute, le bozze per gli affreschi…) hanno riscosso un forte interesse per il senso dei particolari o per i colori…
















Ricordiamo gli altri due appuntamenti

  • Bailleul
    Su invito di Santo Petrantò ci recheremo a Bailleul il sabato 28 aprile. Si prevede una presentazione della sua società " Focus Industrie ", in occasione della recente inaugurazione della nuova sede. E' d'obbligo una passeggiata sulle colline legate al ricordo di Marguerite Yourcenar ; infine, la sera una cena in una brasserie concluderà la giornata.
    Attenzione ! L'appuntamento è fissato alle ore 13 alla Casa della cultura di Tournai.

  • Parigi
    Il programma della gita a Parigi del 19 e 20 maggio è praticamene completato. Al momento della chiusura del bollettino, sono 18 le persone che si sono impegnate per questo viaggio. I partecipanti riceveranno prossimamente un documento ad hoc dedicato alla gita.