Bollettino 82


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





La scoperta dell'" Hommelpap " a Bailleul…



Giugno 2001 - N° 82



" il corsivo è nato in Italia cinquecento anni fa "

" (…) il primo libro in corsivo fu stampato, a Venezia, nell'aprile del 1501, da Aldo Manuzio, su disegno dell'incisore Francesco Griffo. Accoglieva, questo ormai rarissimo gioiello a stampa, un testo di Virgilio con il quale Manuzio aveva dato avvio a una collana di classici latini. A guardarlo bene, quando la stampa non è un seriale prodotto dell'industria, il corsivo esprime una delicatezza e un'armonia che attingono all'arte. E difatti, pare che a ispirarne il prototipo, diciamo così, sia stata la sublime scrittura di Francesco Petrarca, mentre - ci informa Enrico Tallone - per realizzarlo " furono applicate nuove tecniche più prossime all'oreficeria che alla meccanica, data la dimensione dei punzoni e la delicatezza dei nuovi tipi ". Dopo i caratteri romano e gotico (il gotico fu usato dall'inventore dei caratteri mobili, Gutenberg), quello corsivo venne a costituire una grande innovazione, apprezzata al punto da essere usata nelle scritture della Cancelleria Romana nel Rinascimento. La lettera più bella, o comunque quella che maggiormente lo caratterizza ? La effe, senz'altro. Guardatela. Non vi fa pensare a qualcosa di musicale o a una sorta di geniale abbozzo della gondola ? "

Matteo Collura
" Il corsivo è nostro. Da cinquecento anni ",
Corriere della sera, 05 maggio 2001





" Fu infatti Aldo Manuzio (1449-1515) a introdurre un carattere tipografico nuovo, detto appunto " aldino " ; fu lui a sostituire al monumentale in-folio il libro di piccolo formato (in 8º piccolo), alla porta-ta di acquirenti non ricchi ; fu lui a capire che si potevano raggiungere tirature di 1.000 copie, eccezionali per i tempi. Ancora sul letto di morte, si preoccupava di commissionare agli eccellenti incisori che lavoravano per lui nuove maiuscole per il suo corsivo. L'importanza straordinaria dell'impresa editoriale che avviò e continuò gloriosamente a Venezia fu subito avvertita : donde le imitazioni dei molti concorrenti. La marca dell'àncora, inaugurata in due libri del 1502, è nota a ognuno, o quasi. Si sa pure che Manuzio fu capostipite di una famiglia di editori, tra i quali spicca il figlio Paolo. "


Il marchio con àncora e delfino
delle edizioni aldineè
rimasto nei secoli
a simboleggiare l'arte tipografica
nei suoi risultati più eccellenti.


Cesare Segre
"Aldo Manuzio, che carattere ; quando l'editoria era arte",
Corriere della sera, 24 settembre 1995





Chi era Aldo Manuzio ?

Aldo Manuzio [Bassiano, Velletri 1449 - Venezia 1515 ] fu un tipografo del XV° secolo che, dopo avere studiato a Ferrara, svolse la sua attività a Venezia, stampando moltissimi libri in latino e in greco.
Divenne famoso per la creazione dei caratteri " Aldini " : lettere in corsivo molto eleganti che somigliavano a quelle dei manoscritti greci, da cui i libri stampati venivano copiati.
Era anche uomo di grande cultura; allacciò rapporti di collaborazione e di amicizia con letterati ed artisti del tempo e con molti studiosi greci fuggiti da Bisanzio e rifugiatisi a Venezia. Con loro fondò un'associazione di intellettuali, chiamata Accademia Aldina.
Manuzio è ritenuto il maggiore tipografo del suo tempo e il primo editore in senso moderno. Egli introdusse tecniche tipografiche tuttora in uso. La sua prima stampa risale al 1494. I libri realizzati nella sua stamperia, talvolta decorati da incisioni, erano molto apprezzati e considerati di grande pregio. Ogni suo prodotto era contraddistinto da una marca tipografica che rappresentava un'ancora con un delfino; l'ancora stava ad indicare la solidità, il delfino la velocità, così com'era il suo motto: " affrettati con calma ", cioè: pensa bene, ma poi agisci.

Biografia redatta da un gruppo di alunni di una scuola media statale intitolata ad " Aldo Manuzio "


Due parole sul progetto Manuzio

Manuzio è un progetto fondato su base volontaristica, promosso dall'associazione Liber Liber, che ha come obiettivo le diffusione gratuita di testi letterari italiani, con particolare riguardo ai classici della letteratura. Il nome deriva dal tipografo del rinascimento Aldo Manuzio, inventore del carattere corsivo (che per questo motivo è noto all'estero come italico). I testi, quasi 200, sono in formato ISO Latin1; alcuni sono disponibili anche in HTML. Il progetto Manuzio ha l'ambizione di concretizzare un nobile ideale: la cultura a disposizione di tutti. L'archivio comprende soprattutto i classici della letteratura italiana e altri testi non soggetti al diritto d'autore e considera in particolare autori quali Dante, Boccaccio, Ariosto, Leopardi, Manzoni, Verga. Negli ultimi anni il progetto ha digitalizzato anche alcuni testi non italiani, opere di saggistica e gli Atti della Commissione parlamentare antimafia.



Il tema della riunione del 6 giugno 2001 che concluderà il ciclo di questo anno sarà dedicato alle situazioni imbarazzanti. Chi non ha vissuto situazioni difficili, scabrose o ambigue, magari considerate come divertenti molto più tardi ? sarà il momento di ricordarsene.
Nel corso della riunione si svolgerà l'annuale assemblea generale del nostro club che designerà i membri del comitato per il prossimo ciclo 2001-2002.


La volta scorsa

Il nostro amico Jean Luxen è venuto a presentarci, in modo simpatico, il suo libro " Dipenda " in cui racconta le sue avventure africane del 1960. Giovane parà volontario egli aveva seguito sul campo il processo di indipendenza del Congo con la missione di proteggere gli Europei ivi residenti da qualsiasi eccesso indotto dallo storico avvenimento.
Oltre a ricordare alcuni episodi del suo soggiorno in Africa, egli ci ha spiegato che si era deciso a scrivere il suo libro in omaggio ai parà belgi trucidati a Kigali nel 1995.


Gita a Bailleul

Una giornata di cui conserveremo un bel ricordo. Una città, Bailleul, che abbiamo scoperto industrialmente (con la presentazione delle attività della Focus Industrie), geograficamente (con la veduta panoramica dal beffroi), storicamente e culturalmente (seguendo la guida del museo Depuydt) e gastronomicamente (presso il birrificio in cui si fabbrica l'Hommelpap).
Organizzazione perfetta. Atmosfera amichevole. Tempo favorevole. Grazie Santo per il tuo impegno ! Peccato che per mancanza di tempo non si è potuti andare a visitare la casa di Marguerite Yourcenar. Sarà per un'altra volta ?




Il Beffroi di Bailleul (Francia)


Il gruppo completo davanti alla Focus Industrie



La visita della ditta Focus Industrie




La guida ci racconta la storia della "Mélusine"


L'orologio del Beffroi, visto dell'interno




La visita del museo "De Puydt"


Veduta di Bailleul




Passeggiata al "Mont des Cats"


I fratelli Petrantò, Arcangelo e Santo




Il Signor Beck con un cestino di fior di luppolo


Arrivano le "hommelpap...!"









Viaggio a Parigi

Cosa dire di questi due giorni a Parigi se non che tutto si è svolto come da copione ? Certamente rimarranno nella memoria i diversi episodi del soggiorno : la visita di Parigi in pullman, la guida colta ed efficace di Nicoletta (la quale ha svolto anche sotto questa forma originale - pubblicamente e con successo - un suo esame orale d'italiano), la visita delle antiche terme di Cluny (nel quartiere latino), la cena nella pizzeria Sarno con la venuta a sorpresa di Andrée, insegnante d'italiano a Parigi e amica di Arcangelo, la quale ha offerto inaspettatamente dei fiori ad ognuno di noi - gesto molto bello ed apprezzato. E poi, l'indomani, la scoperta della vita quotidiana, delle tecniche e della scienza a Pompei attraverso l'esposizione del Palais de la Découverte, la sosta a Montmartre prima del ritorno in Belgio. E poi ancora tanti flash di momenti più intimistici, la passeggiata a Saint-Germain-des-Prés o sui Champs-Elysées, la visione della moderna Grande Arche o la scoperta della secentesca Place des Vosges (antica Place Royale), l'emozione davanti ai lineamenti puri delle sculture del Museo Guimet nonché... a Tournai la cena conclusiva non prevista dal programma.
Sebbene l'intero comitato si sia impegnato per la riuscita di questa gita, un riconoscimento particolare va dato a Nicoletta per il suo notevole contributo personale.
Il successo del viaggio a Parigi conclude così in modo prestigioso un ciclo 2000-2001 ricco di attività e di soddisfazioni.