Bollettino 85


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Il pianeta Marte.
Giovanni Schiaparelli fu il primo osservatore
ad utilizzare una terminologia latina
per descrivere le formazioni marziane




Dicembre 2001 - N° 85




GIOVANNI VIRGILIO SCHIAPARELLI E I CANALI DI MARTE


Piccoli uomini verdi, mostri orribili, creature eteree e millenarie : forme diverse, a volte pacifiche, altre molto meno, per gli extraterrestri più famosi di sempre, i marziani !
Ma perché non i venusiani o i gioviani, o gli abitanti della galassia di Andromeda ? Cosa rende l'extraterrestre marziano così forte nel nostro immaginario collettivo ? Per capirlo dobbiamo fare un lungo passo indietro, quando il celebre astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, correva l'anno 1877, stupì il mondo intero con le sue straordinarie osservazioni del pianeta Marte. Egli descrisse grandi aree verdi che vedeva al telescopio, che parevano enormi foreste, canali rettilinei che portavano, nell'idea dello scienziato, l'acqua dalle calotte polari alle aride zone equatoriali. I famosi canali non erano altro che effetti ottici, come si scoprì più tardi, ma ebbero ugualmente enorme risonanza presso il grande pubblico.

Christian Lavarian





L'unica testimonianza di flussi d'acqua marziana è rappresentata dai letti asciutti che segnano la superficie di Marte. Sono queste cicatrici che per anni hanno ingannato gli astronomi, da quando Giovanni Virginio Schiaparelli disegnò nel 1877 una mappa della superficie di Marte notando delle linee scure (che chiamò canali) che vennero poi scambiate per... canali di irrigazione.
L'esistenza dei marziani era così accettata che quando il 17 dicembre 1900 venne indetta a Parigi una gara per premiare con 100.000 franchi chi fosse riuscito a comunicare per primo con i marziani, venne poi sospesa perché ritenuta troppo facile.

CUSI - Centro Ufologico della Svizzera Italiana





Noto come il pianeta rosso per la sua colorazione visibile anche ad occhio nudo, Marte, se osservato al telescopio, rivela due bianche calotte polari, macchie di color rosso cupo e una serie di sottili strutture scure, i canali individuati da Schiaparelli nel 1877, che per la loro disposizione regolare, fecero pensare all'esistenza di civiltà extraterrestri. In seguito è stato accertato che i canali non sono altro che illusioni ottiche dovute a turbolenze atmosferiche.
Le calotte sono costituite da uno strato di ghiaccio d'acqua ricoperto da un altro di ghiaccio secco (anidride carbonica solida), il quale fonde durante l'estate marziana perché la temperatura ambientale (-68°C) è superiore a quella di liquefazione dell'anidride carbonica (-125°C), secondo la pressione atmosferica di Marte.

Mauro Michelotti
        





Marte, splendente e rosso-sangue nel cielo della notte, ha allettato l'immaginazione umana per secoli. E' il più simile alla Terra fra i pianeti del sistema solare e, fin dall'invenzione del telescopio, osservatori vincolati ai confini della Terra si sono lanciati in sfrenate supposizioni riguardo le caratteristiche che possono essere intraviste sulla sua superficie.
Il più famoso, l'astronomo Italiano Schiaparelli tracciò segni lineari, che egli chiamò canali, sulla sua mappa di Marte del 1878. " Canale " fu erroneamente tradotto in inglese come " canals " (dotto, tubo), anzichè " channel " (solco) provocando una ondata di eccitate congetture riguardo la vita Marziana intelligente.

Paul J. McAuley/Traduzione di Vincenzo Battista





Il 2 settembre del 1877 Marte si trova alla minima distanza dalla Terra. Dalla specola di Brera a Milano l'astronomo italiano Giovanni Virgilio Schiaparelli (1835 - 1910) osserva e disegna Marte per mezzo di un telescopio rifrattore di 22 cm di apertura.
Alla seduta del 5 maggio 1878 della Reale Accademia dei Lincei Schiaparelli annuncia la scoperta di 40 " canali ", è così che chiama le ampie linee scure (già chiamate con questo nome da Secchi nel 1864) che correvano da una zona scura all'altra attraversando le regioni desertiche del pianeta di colore giallo - arancio. In un primo momento Schiaparelli non attribuisce molta importanza ai " canali " ma più avanti si convince che quelli osservati da lui sono effettivamente dei giganteschi canyon in cui scorre l'acqua liquida.

Albino Carbognani
        





Giovanni Virginio Schiaparelli nacque a Savigliano nel 1835 e morì a Milano nel 1910. Fu astronomo, matematico, storico e umanista. Cultore delle lingue, studiò il tedesco, il latino, il greco, il sanscrito e l'arabo. Lavorò all' Osservatorio di Brera per 40 anni, coprendo l'incarico di direttore per 38 anni.
Eseguì ricerche di grande importanza su Marte osservando i famosi " canali ", che successivamente vennero riconosciuti come illusioni ottiche, rifiutandone egli tuttavia facili interpretazioni non basate su prove concrete. Egli stesso ne cambiò la denominazione, definendoli più tardi " linee ".
Fu il fondatore dell' areografia (geografia marziana) : prima di lui lo studio della superficie di Marte si era limitato ad un disegno libero dell'immagine osservata, mentre egli impostò l'osservazione su rigorose misure micrometriche, stabilendo una rete di punti fondamentali nella quale rappresentò la superficie del pianeta.
Determinò il periodo di rotazione di Marte, compì studi su Venere, Mercurio e sulle stelle doppie studiandone 1100 nell'arco di 11000 osservazioni.
Importanti furono i suoi studi sulle comete che lo portarono a comprendere l'esistenza di una forza repulsiva proveniente dal sole e agente sulle loro code. Spiegò correttamente la periodicità degli sciami meteorici come dovuta alla dissoluzione delle comete, applicando in particolare la teoria alle Perseidi (stelle cadenti di S. Lorenzo ).
Scoprì il pianetino Esperia. Si occupò di statistica stellare e di storia dell'astronomia, di geofisica, geodesia e matematica.
Il contributo di Schiaparelli alla storia dell'astronomia è eccezionale essendo egli in grado di attingere alle fonti originali nelle antiche lingue del mondo ellenico, ebraico, indiano e assiro-babilonese.

Società Astronomica G.V.Schiaparelli



Dei " marziani " o meglio, degli " extraterrestri " o " alieni " come vengono chiamati oggi, parleremo nel corso della riunione del 5 dicembre 2001. Chi ha già incontrato qualche omino verde o ricevuto qualche messaggio insolito si manifesti… tutti ascolteremo con grandissimo interesse !


La volta scorsa

Il tema della serata era dedicato all'educazione. Un argomento vasto e complesso sul quale le posizioni possono essere legittimamente varie. E cosi è stato, il dibattito si è presentato molto vivo, con interventi appassionati, spesso vissuti, sempre cortesi. Naturalmente il confronto delle idee è rimasto aperto… perchè il dibattito sull'educazione rimane all'ordine del giorno in modo permanente.