Bollettino 87


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





"Pinocchio è un burattino di legno un po' scavezzacollo ma generoso,
che fugge di casa in cerca d'avventure e va incontro a una serie di guai tragicomici finché,
ravvedutosi, torna da mastro Geppetto (il falegname che l'ha costruito)
e potrà diventare un bambino."(ERL)

Illustrazione originale di Enrico Mazzanti,
prima edizione de "Le avventure di Pinocchio", 1883.




Febbraio 2002 - N° 87




PINOCCHIO


Come andò che maestro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di legno, che piangeva e rideva come un bambino.

C'era una volta...
- Un re ! - diranno subito i miei piccoli lettori.
- No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr'Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.
Appena maestro Ciliegia ebbe visto quel pezzo di legno, si rallegrò tutto e dandosi una fregatina di mani per la contentezza, borbottò a mezza voce :
- Questo legno è capitato a tempo : voglio servirmene per fare una gamba di tavolino.

Detto fatto, prese subito l'ascia arrotata per cominciare a levargli la scorza e a digrossarlo, ma quando fu lì per lasciare andare la prima asciata, rimase col braccio sospeso in aria, perché sentì una vocina sottile, che disse raccomandandosi :
- Non mi picchiar tanto forte !
Figuratevi come rimase quel buon vecchio di maestro Ciliegia !
Girò gli occhi smarriti intorno alla stanza per vedere di dove mai poteva essere uscita quella vocina, e non vide nessuno !
Guardò sotto il banco, e nessuno; guardò dentro un armadio che stava sempre chiuso, e nessuno; guardò nel corbello dei trucioli e della segatura, e nessuno ; apri l'uscio di bottega per dare un'occhiata anche sulla strada, e nessuno ! O dunque ?...
- Ho capito ; - disse allora ridendo e grattandosi la parrucca, - si vede che quella vocina me la sono figurata io. Rimettiamoci a lavorare.
E ripresa l'ascia in mano, tirò giù un solennissimo colpo sul pezzo di legno.
Questa volta maestro Ciliegia restò di stucco, cogli occhi fuori del capo per la paura, colla bocca spalancata e colla lingua giù ciondoloni fino al mento, come un mascherone da fontana.
Appena riebbe l'uso della parola, cominciò a dire tremando e balbettando dallo spavento :
- Ma di dove sarà uscita questa vocina che ha detto ohi ?... Eppure qui non c'è anima viva. Che sia per caso questo pezzo di legno che abbia imparato a piangere e a lamentarsi come un bambino ? Io non lo posso credere. Questo legno eccolo qui ; è un pezzo di legno da caminetto, come tutti gli altri, e a buttarlo sul fuoco, c'è da far bollire una pentola di fagioli... O dunque ? Che ci sia nascosto dentro qualcuno? Se c'è nascosto qualcuno, tanto peggio per lui. Ora l'accomodo io !
    
    
E così dicendo, agguantò con tutt'e due le mani quel povero pezzo di legno e si pose a sbatacchiarlo senza carità contro le pareti della stanza.
Poi si messe in ascolto, per sentire se c'era qualche vocina che si lamentasse. Aspettò due minuti, e nulla ; cinque minuti, e nulla ; dieci minuti, e nulla !
- Ho capito, - disse allora sforzandosi di ridere e arruffandosi la parrucca, - si vede che quella vocina che ha detto ohi, me la sono figurata io ! Rimettiamoci a lavorare.
E perché gli era entrata addosso una gran paura, si provò a canterellare per farsi un po' di coraggio.
Intanto, posata da una parte l'ascia, prese in mano la pialla,per piallare e tirare a pulimento il pezzo di legno ; ma nel mentre che lo piallava in su e in giù, senti la solita vocina che gli disse ridendo:
- Smetti ! tu mi fai il pizzicorino sul corpo !
Questa volta il povero maestro Ciliegia cadde giù come fulminato. Quando riaprì gli occhi, si trovò seduto per terra.
Il suo viso pareva trasfigurato, e perfino la punta del naso, di paonazza come era quasi sempre, gli era diventata turchina dalla gran paura.


Carlo COLLODI
Le avventure di Pinocchio




    
Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo LORENZINI, dal paese natale della madre, scrittore toscano (Firenze 1826-1890). Patriota, volontario a Curtatone e Montanara (1848), fondò due giornali umoristici, Il lampione e La scaramuccia ; collaborò inoltre ad altri giornali e riviste con bozzetti, divagazioni, raccontini, raccolti poi in Macchiette (1880), Note gaie (1892),ecc. Trovò però la sua vena migliore scrivendo per i ragazzi ; in Un romanzo in vapore (1856), Giannettino (1877), Minuzzolo (1878) e nel suo capolavoro, Le avventure di Pinocchio (pubblicato a puntate sul Giornale per i bambini, e nel 1883 in volume ; ravvivò gli schemi della letteratura pedagogica con l'arguzia delle invenzioni e la finezza di gusto.

ERL





Tra i tanti film che saranno nelle sale del 2002, Pinocchio il nuovo film di Roberto Benigni sarà particolarmente atteso.

" Sappiamo poco sul Pinocchio di Roberto Benigni. Il regista, in una allegra presentazione, ne ha sottolineato l'aspetto caricaturale, burattinesco: in realtà penso che non mancherà, considerando il contributo di Vincenzo Cerami alla sceneggiatura, il lato drammatico del personaggio di Collodi. " (Renzo Canestrari)

" Scritta da Vincenzo Cerami e da Roberto Benigni, la sceneggiatura è molto rispettosa del testo di Collodi. C'è il pescecane e non la balena e - soprattutto - c'è un recupero dell'italianità della storia a partire proprio dal disegno dei set, degli abiti e degli arredi (…).

Roberto Benigni resta senza dubbio il più entusiasta di tutti : "Pinocchio è il burattino più famoso del mondo, il libro più venduto del mondo dopo la Bibbia e il Corano. Quindi c'è un fondamentalismo anche per Pinocchio? Sì, perché rappresenta il fondamentalismo della gioia di vivere, dell'allegria, della spensieratezza.". " (Claudio Bellucci)
    





- Ohi ! tu m'hai fatto male ! - gridò rammaricandosi la solita vocina.
" Pinocchio è penetrato nell'immaginario di milioni di bambini di tutto il mondo, diventando inseparabile giocattolo, stimolando stuoli di illustratori e artisti che ne hanno interpretato l'immagine e il mondo nei modi più svariati, ispirando rifacimenti teatrali, da quello americano di Dorothy Coit del 1938 fino a quello decisamente ostico per una platea di bambini di Carmelo Bene, del 1962.
Ma è il cinema ad aver dato il rilievo più ampio alla figura del burattino creato da Carlo Collodi, contribuendo in maniera decisiva alla sua popolarità: un primo film fu girato addirittura in pieno periodo " pionieristico ", nel 1910, da Ernesto Maria Pasquali, poi il grande successo mondiale dell'edulcorato Pinocchio di Walt Disney, uscito nel 1940 e realizzato con enorme dispiego di mezzi tecnici; ancora in Italia, un ottimo Pinocchio firmò Giannetto Guardone nel 1947, quindi nel 1972 l'apparizione della notevole e delicata versione televisiva di Luigi Comencini, della quale è ancora vivo il ricordo. Nel 1994, invece, un Francesco Nuti forse eccessivamente ambizioso forniva un adattamento piuttosto disinvolto del testo con il suo sfortunato " Occhiopinocchio ", regia e ambientazione eleganti ma sceneggiatura piuttosto debole (e "rimaneggiata"). "

Luca Gentili
    



Una cena ci accomunerà durante la riunione del 6 febbraio 2002. Come già è avvenuto altre volte ognuno è invitato a portare una preparazione culinaria.
Come al solito bisogna prevvedere in quantità abbastanza ampia in modo che il cibo sia abbondante e vario.
La cena si svolgerà nella nuova sede del club e cioè presso il caffé " Au Roy Childéric ", rue de Pont, 49 a Tournai (vicino alla chiesa Saint-Brice) che inaugureremo per l'occasione poiché uno sfortunato concorso di circostanze ci ha impedito di farlo all'inizio di gennaio.


La volta scorsa

Dopo aver aspettato per un pò fuori tutti quanti (ma faceva freddo !) ci siamo resi conto che c'era un problema. L'accesso alla nuova sede del club non era possibile quella sera. Per quale ragione, non si saprà mai esattamente. Il padrone ci aveva dimenticati ? Chi sa… Ci siamo così riuniti per la prima riunione del 2002 in un altro locale. Questo episodio è venuto ad aggiungersi ad altri aneddoti pittoreschi del club…


Precisazioni sulle attività dei prossimi mesi :


Febbraio

- Purtroppo il progetto di gita a Bruxelles per assistere alla rappresentazione di Aida non si potrà fare. Infatti non c'erano più posti liberi. Le prenotazioni erano state aperte fin dal 1° novembre scorso ! Troppo tardi... Peccato !
L'idea di assistere ad una rappresentazione lirica al Teatro della Monnaie (Bruxelles) si dovrebbe però concretizzare lo stesso, non più ovviamente in febbraio, bensì in maggio. Potremo allora assistere alla rappresentazione di Orfeo di Monteverdi, uno dei primi capolavori della storia della lirica. Data prevista : sabato 4 maggio.


Marzo o Aprile

- Conferenza con un invitato
- Bernard Loin ci intratterà sul tema della birra, questo argomento essendo saltato in gennaio.


Maggio

- Liegi : visita della miniera di Blegny-Trembleur e incontro con degli artisti italiani di Liegi.