Bollettino 88


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI






Nel 1936 nasce la Fiat 500,
universalmente nota con il nome di " Topolino ".
Dopo una serie di studi e prototipi nasce, nel 1957, la " nuova 500 ".



Marzo 2002 - N° 88



LA PATENTE DI GUIDA

Nel 1960 ho preso la patente di guida. Avevo già cinquant'anni, pensa, ho avuto un bel coraggio. Ero stanca di alzarmi la mattina alle sei per la corriera, una lumaca che impiegava un'ora e mezzo a percorrere quaranta chilometri. All'esame di guida ero terrorizzata, ero l'unica dalla mia età. Mi ricordo che ho preso una pasticca di Simpamina per avere i riflessi più rapidi. Sono stata molto fiera di me stessa perché sono stata promossa al primo esame mentre altri, molto più giovani di me, l'hanno ripetuto due e persino tre volte. Mi sono comprata una Cinquecento nuova fiammante, rossa. È stato un giorno trionfale, mi sembrava quasi di cominciare una nuova vita. Impiegavo la metà del tempo per andare a scuola.

Il mio Armando si è opposto strenuamente alla mia intenzione di prendere la patente. Diceva che ero matta, alla mia età. E poi sosteneva che ero troppo distratta, confondevo la destra con la sinistra, avrei avuto di sicuro un incidente. Mi accusava persino di essere daltonica, figurati, io i colori li distinguo benissimo. Le ha tentate tutte per dissuadermi, ha usato persino l'arma del ricatto, giurava che ogni volta che mi fossi messa al volante sarebbe stato divorato dall'ansia, gli avrei inflitto un supplizio. Fidati di me, gli ribattevo, me la saprò cavare benissimo. Non ne capisci niente di motori, sbraitava, come tutte le donne. Gli uomini sono convinti che se non si conosce a menadito il funzionamento del motore, non si può guidare. Invece, insistevo io, si può farlo benissimo ignorando completamente ciò che succede dentro il cofano, così come si può usare la lavatrice senza conoscere affatto il meccanismo per cui fa il bucato.

    
ln questa circostanza il mio Armando si è intestardito in modo insolito, chissà perché. Sai che a un certo punto mi è venuto il sospetto che l'idea che io me ne andassi in giro in macchina per conto mio lo infastidisse. Non ne capivo la ragione, in fondo non facevo che andare a scuola e tornare, né più né meno di quanto facessi con la corriera. Al ritorno caricavo la spesa in macchina, evitando di dover uscire di nuovo. Magari l'avessi ancora la mia Cinquecento! Invece me l'hanno fatta vendere i miei figli. " Alla tua età " , dicevano, " chissà che cosa combini. " Neanche avessi centovent'anni. La patente l'ho sempre rinnovata. Passavo la visita medica ogni cinque anni, verificavano che fossi idonea, vista, udito e tutte quelle cose lì, mettevano un timbro ed ero a posto per un bel pezzo. Adesso che ho la cataratta non otterrei il rinnovo, ma tra due anni, quando scadrà, mi sarò già operata. Ti sembrerà sciocco, ma disporre di una patente valida, apporvi il bollo ogni anno, mi dà un senso di fierezza, quasi fosse un attestato ufficiale e perciò obiettivo che non sono ancora decrepita, un salvacondotto che non mi estromette dal consesso delle persone efficienti.

    
Mettermi al volante mi eccitava, mi dava allegria. Mi sentivo libera, euforica e padrona di me stessa, come se corressi incontro a un'avventura. Da ridere: tutta la mia avventura consisteva nell'andare a scuola ogni mattina! Quando guidavo tutta sola, lasciandomi alle spalle la casa con tutte le sue noie, cantavo a squarciagola arie da opere e ridevo, come ridevo!


Elena GIANINI BELOTTI
Adagio un poco mosso




Elena Gianini Belotti è nata e vissuta a Roma, dove tuttora abita. Dal 1960 al 1980 ha diretto il Centro Nascita Montessori di Roma. Per molti anni ha insegnato in un istituto professionale statale per assistenti all'infanzia. Collabora alla stampa quotidiana e periodica. Tra le sue opere ricordiamo: Dalla parte delle bambine (Feltrinelli 1973, tredicesima edizione 1994), Che razza di ragazze (Savelli 1979), Prima le donne e i bambini (Rizzoli 1980), Non di sola madre (Rizzoli 1983), Educazione dalla nascita (con Grazia Honegger Fresco, Emme Edizioni 1983), Il fiore dell'ibisco (Rizzoli 1985), Amore e pregiudizio (Mondadori 1988), Adagio un poco mosso (Feltrinelli 1993), Pimpì oselì (Feltrinelli 1995) e Apri le porte all'alba (Feltrinelli 1999).

Fonte:
http://www.feltrinelli.it/schede/88-07-01488-2.html


Una recensione di " Adagio un poco mosso "

Elena Gianini Belotti ha alle spalle un lungo esercizio professionale nell'educazione e nel giornalismo, una produzione saggistica abbondante in cui fa spicco il titolo che l'ha resa nota, quel Dalla parte delle bambine (1973) carissimo al pubblico degli anni settanta. Un po' in margine ha tentato i generi narrativi, trasferendo le sue competenze dall'analisi dei modelli culturali che agiscono nella famiglia e nella società al romanzo (Il fiore dell'ibisco, 1985) e al racconto ironico di vite immaginarie. Adagio un poco mosso propone sette storie di donne, donne vecchie che nella fase ultima dell'esistenza, quando sembra obbligato il triste decorso biologico, trovano vie di fuga grazie ai piaceri minimi della solitudine o a quelli arditi e trasgressivi dell'immaginazione, dell'orgoglio. Rovesciano le aspettative ragionevoli; e anche il racconto punta sulla tecnica del rovesciamento, catturando le attese del lettore e protraendole fino a una conclusione che spesso è aperta, a sorpresa.

Nel pezzo più ampio e romanzesco, Stenodattilo primo impiego la protagonista Anita dall'incontro casuale in autobus con certa Fiamma, entrambe ormai irriconoscibili, è sospinta a ripensarsi com'era una volta, ragazzetta in un ufficio romano del dopoguerra, presa in mezzo ai traffici degli adulti e attratta contro voglia in una complicità sessuale mal vissuta; ora, appostata davanti alla casa di Fiamma, diventerà una presenza minacciosa, la costringerà a uscire, ad attraversare la strada per venirle incontro.
Qui il racconto finisce. Che cosa avrà da dire Fiamma ad Anita? Quali segreti confesserà? Può darsi che il lettore, stuzzicato da quaranta pagine di intrighi accennati e incompiuti, resti deluso. Ma naturalmente Elena Gianini Belotti ha detto quanto voleva dire. Le sue donne hanno vite condizionate dal senso di colpa, la colpa - cito Dacia Maraini - " di essere fatte in un modo strano, con una zona buia e vergognosa nel mezzo del corpo ". La vecchiaia infine le emancipa dalla soggezione, e per loro fortuna non dalle emozioni.
    

Gianini Belotti scrive racconti a tesi, più attenta al ritmo della storia che a quello della prosa, più interessata al piano culturale che a quello stilistico. Con lei il tipo della vecchia maliziosa, nobilitato dalla tradizione fiabesca e tradotto in schema abbastanza meccanico, funzionale, da miss Marple, entra in un tessuto narrativo fitto di notazioni sociologiche e psicologiche, che si modella sul nostro presente e ne riproduce la complessità con sostanziale ottimismo. Davvero la vecchiaia è cosi? È così la vecchiaia delle donne? Ci piacerebbe poterlo credere. La tematica femminile, in questo libro di gradevole lettura per tutti, ha un'enunciazione scoperta, diretta.

Lidia De Federicis
L'Indice 1993, n.11

Fonte :
http://www.omegna.net/pariani/recensioni_corno.html



I capelli, i barbieri e le parrucche serviranno di filo conduttore durante la riunione del 6 marzo 2002. Che cosa rappresentano i capelli ? Per le donne sono veramente un elemento di seduzione ? Cosa risente un uomo quando diventa calvo ? Proveremo a dare una risposta a queste ed altre domande…
Nel corso dell'incontro faremo il punto sulle attività previste per i prossimi mesi.


La volta scorsa

" … Sono uscito solo solo per la strada, ho camminato a lungo senza meta finché ho sentito cantare in un bar ; canzoni e fumo ed allegria, io ti ringrazio sconosciuta compagnia… So che sento più caldo il mio cuore… ". Partecipando alla cena di febbraio venivano in mente le parole di questa canzone di Lucio Battisti. Solo che si trattava di una "conosciuta compagnia" e che tutti i presenti erano amici del nostro club !
Grazie per l'impegno di ciascuno, per la cena, per la bella serata. Un ringraziamente particolare a Rita e a Bernard Loin per il recital e l'allegria che hanno trasmesso a tutti con le loro canzoni.


Calendario delle attività previste per i prossimi mesi

Mercoledì 3 Aprile o mercoledì 5 Giugno
Secondo la sua disponibilità, verrà ad incontrarci il Prof. Serge VANVOLSEM, italianista dell'università di Lovanio (KUL).

Sabato 4 Maggio
Assisteremo (se tutto procede normalmente) alla rappresentazione di Orfeo di Monteverdi al Teatro della Monnaie a Bruxelles (cena prevista).

Il secondo mercoledì di Maggio (8 maggio)
Bernard Loin potrebbe intrattenerci sul tema della birra, se la data gli converrà (la riunione dovrà essere spostata all'8 maggio (considerando che il primo mercoledì del mese cadrà il 1° maggio).

Sabato 25 Maggio
Visita (con guida) della miniera di Blegny-Trembleur, pranzo (italiano) a Herve, visita (con guida) della città di Liegi e incontro con artisti italiani di Liegi.