Bollettino 91


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Logo della prima settimana della lingua italiana nel mondo
svoltasi dal 15 al 20 ottobre 2001
in collaborazione con l'Accademia della Crusca.





Giugno 2002 - N° 91



LA SECONDA GIOVINEZZA DELLA LINGUA ITALIANA


All'inizio fu un sospetto. Poi, l'ipotesi di una tendenza. Adesso non ci sono più dubbi : il nostro vecchio, glorioso idioma sta godendosi una seconda giovinezza. Sì, proprio l'italiano, che qualcuno già immaginava declassato a dialetto d'Europa. In questo preciso istante, come è attestato dalle statistiche, più di un milione di persone in tutto il mondo lo sta studiando: di conseguenza, moltissimi sono ormai in grado di comprenderlo. Sorpresa ? Francamente sì. Perché le nostre antiche debolezze, sommate all'egemonia incontrastata dell'inglese, sembravano averci condannato alla marginalità.

(Secondo uno studio dello Cnel, l'italiano) (…) è " una delle lingue più studiate del mondo " ; come è possibile ? Il linguista Tullio De Mauro sorride di fronte a tanta sorpresa. " Già molti anni fa avevamo cominciato a rendercene conto - ricorda - e anzi, a essere precisi, la prima rivelazione risale all'inizio degli anni 70 ". In seguito, per anni, calò il silenzio. Ma nel 1982 il ministero degli Esteri promosse un'indagine sull'argomento, scoprendo l'esistenza di alcune centinaia di migliaia di iscritti, in tutto il mondo, ai corsi annuali d'italiano. Se ne parlò per un po', prima di far scivolare la questione nel dimenticaio. Seguì un altro lungo periodo di sonno, interrotto quest'anno dall'indagine dello Cnel, più accurata delle precedenti perché realizzata con l'aiuto dei comitati internazionali della Dante Alighieri sparsi in duecento Paesi del mondo.

(…) se la punta dell' iceberg e' formata da oltre un milione di studenti, quanti sono i parlanti effettivi fuori dai confini della Repubblica ? " Non esiste un parametro attendibile, purtroppo - ammette De Mauro - e anche una prossima indagine, che presto avvieremo all'università per stranieri di Siena, potrà solo dirci qualcosa sulle motivazioni e sul grado di sedimentazione della lingua fra gli studenti, non certo sul loro numero complessivo. Per di più dobbiamo tenere conto della vecchia regola pedagogica chiamata " cinque e meno cinque ". In età adulta si tende a regredire di cinque anni rispetto ai livelli massimi raggiunti a scuola in una certa materia. Il che spiega l'analfabetismo di ritorno... ". Un fenomeno che in Italia si conosce bene, a causa della cattiva tradizione scolastica. " Nel '55 - racconta De Mauro - il linguista americano Robert Hall svolse un'indagine sullo stato della conoscenza dell'inglese in Italia. Una delle risposte più frequenti fu: non lo parlo perché l'ho studiato a scuola ". Succederà lo stesso agli attuali allievi dei corsi italiani, dalle isole Tonga allo Zimbabwe ? Probabilmente no, perché l'italiano è una lingua " opzionale ", liberamente scelta, e si sa quanto più facilmente in questi casi si impara e ricorda.

Restano comunque da precisare le ragioni del boom. " Esiste una specie di " zoccolo duro" formato dai ceti colti - spiega De Mauro - che è legato da sempre al mondo del bel canto, della musica e della pittura, oltre che naturalmente all'influenza mondiale della Chiesa cattolica. Ma si tratta di piccoli numeri. Ora pero' incalzano nuove motivazioni legate alle mode (basti pensare al film di Benigni), alla cucina e in generale al " made in ltaly ". Il prestigio del marchio è cresciuto al punto che i grandi musei americani riforniscono i loro shopping center in Toscana: quadri e statue del MoMa vengono copiati in ltalia e riesportati in America, perché si apprezza quella particolare combinazione di alta tecnologia e accuratezza artigianale. Poi bisogna considerare la crescita commerciale, imprenditoriale e finanziaria dell'Italia, che incrementa gli scambi economici: non per niente siamo fra il quinto e il sesto posto come reddito globale mondiale. Insomma, il boom dell'italiano ha due motivazioni: una sofisticata, l'altra legata ai bisogni quotidiani ".

Boom quanto si vuole, non saremo comunque sempre più schiacciati dall'inglese ? " No, anzi paradossalmente l'egemonia dell'inglese finisce con il favorirci - risponde De Mauro -. Pensiamo ai 350 milioni di anglofoni e al miliardo e 200 milioni di persone che parlano abitualmente l'inglese, benché non sia la loro madre lingua. Chi sarebbe in grado di competere con loro ? Nessuno, naturalmente. Ma un'indagine della UE ha dimostrato che proprio una simile egemonia, capace di schiacciare tutti gli altri idiomi ai blocchi di partenza, finisce con l'avvantaggiare l'italiano: questo è ormai una " seconda scelta ", alla pari del francese. Si può anche ipotizzare, ma il fenomeno è meno rilevante, un certo effetto traino sull'italiano dovuto alla grande espansione dello spagnolo, lingua che permette un'ampia interconnessione con la nostra. Insomma, nel male comune noi abbiamo guadagnato molto, insieme al tedesco ".

Resta da chiedersi: la politica culturale dell'Italia saprà cogliere il momento magico ? O tutto resterà affidato ai comitati spontanei della Dante Alighieri, oltre che agli Istituti di cultura, più interessati alle conferenze che ai corsi di lingua ? " È il momento di agire - sostiene De Mauro - ma senza creare carrozzoni. L'ideale sarebbe istituire una sezione linguistica in ogni istituto all'estero. Non vedere quello che sta succedendo sarebbe incredibilmente miope ".

Dario Fertilio

Corriere della Sera, mercoledì 29 settembre 1999





LINGUA GLOBAL

" Forse la globalizzazione fa bene alla nostra lingua ", ha commentato l'ambasciatore Aloisi a proposito di alcuni dati generali emersi ieri. La popolazione italiana è infatti circa l'1 per cento di quella mondiale, ma la lingua è al 19° posto fra quelle parlate. Inoltre, il 3 per cento delle pagine Internet è scritto in italiano, cifra considerevole se si considera il ritardo con cui il Web si è diffuso. E le parole italiane più diffuse all'estero? Serge Vanvolsem, italianista dell'università di Lovanio (Belgio), non ha dubbi. Dopo " ciao ", " amore ", " dolce vita ", le new entry si chiamano " tangentopoli " e " mani pulite " : " Espressioni diffusissime anche tra chi l'italiano non lo ha mai studiato ".

Edoardo Sassi

Corriere della sera, venerdì 22 febbraio 2002



Il professore Serge VANVOLSEM, linguista e italianista dell'università di Lovanio (KUL), ci intratterrà durante la riunione del 5 giugno 2002 (ultima del ciclo) sul seguente tema : " Il ruolo dell'Accademia della Crusca nella promozione della lingua italiana ". Egli commenterà inoltre l'inchiesta " Italiano 2000 " sullo stato di diffusione dell'italiano nel mondo.


La volta scorsa

Bernard Loin, specialista della birra in quanto ex responsabile di una società produttrice di birrifici " pronti per l'uso ", è intervenuto in modo magistrale spiegandoci dettagliatamente il processo di fabbricazione della birra e rivelandoci anche la storia della birra ed elementi etimologici di parole relative alla birra. Nel corso del suo esposto ci ha raccontato alcuni aneddoti vissuti all'estero (lucertola nella bottiglia di birra in Africa, negoziati commerciali in Cina…). Grazie Bernard per la tua amicizia e per aver presentato agli amici del Club la tua esperienza professionale.


Le attività del club

Due sono state le iniziative del Club per concludere il ciclo 2001-2002: una gita a Bruxelles e un'altra a Liegi.

  • Siamo state 18 persone ad assistere alla rappresentazione de "L'Orfeo" di Monteverdi al Teatro della Monnaie di Bruxelles l'11 maggio. La prima opera lirica compiuta della storia della musica ci ha proprio incantati. Oltre ai cantanti, i temi musicali, gli interventi dei cori, l'apparato scenico sobrio, gli strumenti barocchi " autentici " che rendevano una sonorità speciale e le trovate scenografiche ci hanno convinti e resi felici. Abbiamo finito la piacevole serata da Toone nel cosidetto " isolotto sacro " di Bruxelles.


  • Il 25 maggio eravamo la bellezza di 27 persone a confluire verso Liegi. La mattina è stata dedicata alla miniera di Blegny-Trembleur dove Luigi, un ex minatore italiano ci ha guidati nella scoperta della miniera. E' con emozione che abbiamo visto come hanno lavorato generazioni di minatori belgi e gli italiani (e tutti gli altri) arruolati nel dopoguerra per la " Battaglia del carbone " e conclusasi con la chiusura delle miniere.

    Un pranzo all'italiana ci aspettava poi ad Herve nella sede locale delle Acli. Ci hanno accolto con simpatia Giovanni di Sarro ed i membri di questa associazione (operante in Belgio sin dal 1947) il cui scopo principale è la promozione sociale delle persone.



    Dopo la visita del centro storico di Liegi, ci siamo spostati a Seraing nella sede " Casa nostra " dove un piacevole incontro è avvenuto con alcuni artisti italo-liegesi : le pittrici Maria Fantauzzi, Josée Lupo, Carmelina Guarnieri, il mandolinista Renato Brollo, lo scrittore Roman Firmani (autore del romanzo " Gli sradicati ").

    Ringraziamo il comitato del Club e tutti quanti si sono dati da fare per la riuscita di queste gite. Per Liegi ringraziamo specialmente : le Acli (di Liegi, di Herve e di Seraing) e il loro presidente Michele Galella nonché Enzo Monaco (che ci ha guidati a Liegi).