Bollettino 93


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Il simbolo della Sicilia
costituito dalla testa della Gorgone
circondata da tre gambe



Novembre 2002 - N° 93



Il nome e il simbolo della Sicilia


La Sicilia, con i suoi 25.708 chilometri quadrati di superficie, e i suoi quasi 5.000.000 di abitanti, è la più grande isola del Mediterraneo, e la regione più vasta della Repubblica Italiana. Per la sua posizione centrale e strategica nel mare interno, su cui si affacciano i tre continenti Europa, Asia ed Africa, ha sempre rappresentato la meta ambita da molte civiltà del mondo antico, medievale e moderno, diventando il punto di incontro o di scontro tra molte di queste. Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli, Borboni rappresentano i principali dominatori dell'isola, dei quali i Siciliani sono riusciti a mantenere tratti delle loro cultura, alcune particolarità linguistiche senza mai perdere i loro caratteri distintivi di popolo.

Essi rappresentano un popolo autonomamente costituito, che già nel VII secolo a.C. aveva un suo simbolo unitario: una testa di donna, circondata da tre gambe, conservata nel Museo Archeologico Regionale di Agrigento.

Al termine "Sicilia" possono essere attribuiti diversi significati : "terra di falciatori" se si considera che deriva dalla voce italica sica che indica falce, ma in generale a questo può essere assegnato il significato di "terra della fecondità, isola della fertilità", come in effetti è sempre stata; tanto che in periodo bizantino si credette che il nome Sicilia derivasse da sike ed elaia, unificando il nome greco di due piante tipiche dell'isola, quali il fico e l'olivo. L' isola ha anche un nome più antico derivato dalla sua forma triangolare: Trinacria con il quale viene attualmente identificato il simbolo stesso dell'isola costituito dalla testa della Gorgone - il mostro mitologico che faceva diventare di pietra i propri avversari - circondata da tre gambe, che rappresentano i raggi del Sole, a cui in periodo romano vennero aggiunte delle spighe, per indicare la fertilità dell'isola, specie in campo granario.

Fonte : http://www.siciliamercato.it/tematica/sicilia/storia/storia1.html





    
La Trinacria simbolo per millenni della Sicilia, nozione della forma geografica triangolare dell'isola trova una sua raffigurazione simbolica nel mostro a tre gambe, grecamente detto triskéles o latinamente trìquetra. Da questa configurazione a tre vertici venne la Sicilia antica il nome di Triquetra o Trinacria che diede, forse in epoca ellenistica, quella rappresentazione strana e caratteristica a tempo stesso, di una figura gorgonica a tre gambe, adottata perfino in alcune monete dell'antichità classica, e divenuta poi il simbolo ufficiale dell'isola.

Gli studiosi sono concordi nell'affermare che si tratta di un antico simbolo religioso orientale, sia che rappresentasse il dio Baal, o il solo, nella sua triplice forma di dio della primavera, dell'estate e dell'inverno, sia che rappresentasse la luna con le gambe talora sostituite da falci lunari. Le sue più antiche manifestazioni documentarie, si trovano in monete di varie città dell'Asia Minore, come Aspendo in Panfilia, Olba in Cilicia, Berrito e Tebe nella Troade, ed in città della Licia, con datazione variabili da VI al IV secolo a.C..

Il simbolo della Trinacria, se perdette il suo originario valore solare, nè acquistò uno sacrale in Sicilia, dato il suo valore apotropaico, che lo trasformò in una sorta di talismano. Ma il suo valore divenne essenzialmente geografico: e si identificò talmente con la Sicilia, nelle sue diverse denominazioni di Trinacria, Triscele, Triquetra, Trichetria, che fu addirittura esportato, il simbolo della Trinacria si trova nell'Isola di Man nel mare d'Irlanda, portativi, secondo una leggenda locale, dai Normanni che venivano dalla Sicilia nei secoli X - XI, che sostituirono con la Trinacria l'antico simbolo dell'isola irlandese, che sotto i re scandinavi era costituito da un vascello; il simbolo siciliano si trova in stemmi di famiglie nobili straniere, come gli inglesi Stuart d'Albany (probabilmente per indicare il loro dominio su isole del mare d'Irlanda, come l'isola di Man), i Drocomir di Polonia, i Rabensteiner di Francoia, gli Schanke di Danimarca; e che in tempi più recenti anche re Gioacchino Murat inquartò la Trinacria nel suo stemma. Infineper quel che riguarda il vessillo ufficiale della Regione Siciliana, esso è costituito da un drappo bicolore giallorosso con a centro il vecchio simbolo triscelico della Trinacria, che diagonalmente esprime il giallo della bandiera civica di Palermo e il rosso della bandiera civica di Corleone, che fu il primo comune siciliano a seguire l'esempio di Palermo nella vigorosa rivolta antifrancese del Vespro Siciliano, scoppiato nella generosa Città di Palermo il 30 Marzo 1282. http://www.regione.sicilia.it

Fonte : http://www.nightribe.it/site/canali/sicilia/provincie/





Perché Sicilia ? Origine del nome.

C'è chi ritiene che il nome derivi dal greco sik (fico) ed elaia (olivo), ma, in realtà è molto più antico della colonizzazione greca.

Alcuni studiosi sostengono che il toponimo Sicilia derivi dalla voce italica sica (falce) e dal popolo dei siculi, che l'abitarono. Altri (Pascal, Correnti) affermano che il termine derivi dalla radice sik (ingrossamento, crescita) e che Sicilia significa, quindi, " isola della fecondità, terra della prosperità ". Il pubblicista anglosassone A. Gardner l'ha denominata " the America of the ancient world " (l'America dell'antichità), perché era tanto fertile da attrarre molti emigranti.

Anticamente era chiamata Trinacria, terra dei tre capi, dalla forma triangolare, ed è simbolicamente rappresentata da una testa di Gorgone con tre gambe, che rappresentano le tre punte dell'isola, anche se, in realtà, è un simbolo solare e le tre gambe simboleggiano i raggi del sole.

Fonte : http://www.siciliaoggi.it/html/sicilia.htm



Il tema che ci riunirà per l'incontro del 6 novembre 2002, sarà la Sicilia. Una regione d'Europa che pur avendo esercitato il suo fascino in epoca moderna da Goethe (che la visitò nel 1787) ad Edmonde Charles-Roux (premio Goncourt 1966 con il suo romanzo intitolato " Oublier Palerme ") rimane ancora in gran parte da scoprire…


La volta scorsa

La prima riunione del nuovo ciclo 2002-2003 si è svolta nella nuova sede della rue Chevet Saint-Pierre nel solito clima conviviale ed amichevole che caratterizza il nostro circolo.

Nel corso della serata si è svolta l'assemblea generale del club. E' stato confermato il comitato incaricato di guidare il club durante il nuovo ciclo. Esso è composto di : Dominique Dogot, presidente ; Enza Navarra, tesoriera ; Chantal Rombaut, vicetesoriera ; Colette Gosselet, consigliera ; Francesco Azzaretto, consigliere ; Arcangelo Petranto', animatore.

Per dare un certo rilievo a questo ciclo che è quello del decennale della creazione del nostro circolo, diverse iniziative sono state suggerite tra cui l'organizzazione di una cena, di una commemorazione ufficiale, di un viaggio a Roma, ecc..

All'incontro ha partecipato Guy (Guido) Denonne, il primo presidente del club di conversazione italiana di Tournai, presente alla prima riunione del neonato club dieci anni fa.


Due date da ricordare

- Il comitato ha ricevuto la conferma ufficiale che il sabato 30 novembre verrà offerto dal Comune di Tournai un coktail ai membri del club di conversazione italiana, in occasione del decennale del club. Non si conosce però ancora l'ora in cui si svolgerà l'incontro. Ognuno riceverà un invito personale.

- La Cena del Decennale avverrà il sabato 7 dicembre 2002 presso il Collège Notre-Dame di Tournai secondo una prassi già sperimentata : ognuno porterà del cibo da condividere con gli altri.


Viaggio a Roma

Tutte le informazioni sono state chieste a diverse agenzie di viaggio. Aspettiamo le proposte.