Bollettino 97


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Esiste una comunità di discendenza veneta nel cuore del Brasile,
che parla una lingua che si chiama " Talian ".

"Il Talian (veneto brasiliano), lingua dell'immigrazione italiana
in Brasile, rappresenta un patrimonio culturale di valore inestimable.
Stile peculiare d'espressione di una cultura ha un sapore proprio,
letteratura ricca e costituisce, dopo il portoghese,
la lingua più parlata nel Brasile." (Julio Posenato)




Marzo 2003 - N° 97


Il Talian


Pochi conoscono le dimensioni dell'emigrazione veneta : dal 1875 in avanti si calcola che quasi un milione di veneti abbiano cercato fortuna all'estero, viste le disperate condizioni nelle quali si era venuta a trovare la regione all'indomani dell'annessione all'Italia. In buona parte andarono in Brasile, soprattutto negli stati meridionali, Rio Grande do Sul, S. Catarina, Paranà. Qui fondarono paesi e città, rimanendo però fedeli alla loro cultura, alle loro tradizioni, alla loro lingua. Una lingua, " el talian " o veneto-brasilian, che va considerata l'ultima lingua neo-latina conosciuta, singolare koinè su base veneto-centrale nella quale si innestano termini brasiliani ; una lingua "viva", usata quotidianamente sul lavoro o all'università, per scrivere canzoni e poesie, per fare teatro, alla radio o alla tv. Emblematico il caso di Serafaina Correa [nello stato del Rio Grande do Sul], cittadina di 12.000 abitanti dove per una settimana all'anno il talian è " lingua ufficiale ". E la battaglia per la difesa di questo patrimonio continua giorno dopo giorno : ne è testimonianza il dizionario [di cinqu ecento pagine] uscito proprio in questi giorni, a cura di Darcy Loss Luzzatto, indomito autore ed editore, alfiere di milioni di brasiliani che parlano il " talian ".

    

Ettore Beggiato

Fonte : http://www.virusilgiornaleonline.com/territorio_03.htm





    
Il " talian " in Brasile è una vera e propria lingua; compresa da dieci milioni di persone e parlata da circa cinque.

Le origini di questa lingua neo - latina risalgono alla grande emigrazione di triveneti e lombardi, al periodo, cioè, tra il 1875 e il 1945, che ha fatto seguito all'apertura delle frontiere del Messico, dell'Argentina e del Brasile.

Attratte dalle promesse di terre facilmente accessibili e mosse dalla necessità di migliorare le proprie condizioni di vita, moltissime persone (più di un milione !) si sono spinte, ma sarebbe meglio dire avventurate, " de la del mar ", ognuna con le sue tradizioni, i costumi e il dialetto natio.

Nel primo periodo della permanenza degli italiani in Brasile, dunque, si sentiva parlare il trevigiano, il vicentino, il mantovano, oltre che alcune parlate del Friuli e del Trentino. Successivamente, si è imposta un'unica forma linguistica, che ripropone il veneto " antico " e che non risente, se non in misura minima, dell'influsso degli altri dialetti.

I terreni colonizzati dagli emigrati italiani, che ne divennero poi gradualmente proprietari, corrispondenti oggi agli Stati Rio Grande do Sul, Santa Catarina e Paranà, occupavano una superficie piuttosto vasta. Se si esclude la presenza di alcuni villaggi portoghesi e tedeschi, questi ultimi collocati soprattutto nelle zone costiere, le regioni occupate erano vergini, tanto da consentire l'istituzione di villaggi e di piccole città che riproducevano nel nome e nell'aspetto quelle lasciate in patria.

Si può supporre, dunque, che le distanze, a volte notevoli, tra le varie comunità di emigrati, le difficoltà materiali cui queste dovevano far fronte per rendere " familiare " una terra sconosciuta e l'assenza di gruppi etnici desiderosi di imporre la propria cultura, abbiano facilitato l'evoluzione di un unico dialetto.

L'uso del " talian " ha incontrato invece maggiori ostacoli in un'altra zona brasiliana di forte presenza italiana e veneta, quella di San Paolo, più fortemente influenzata dai portoghesi. Gli emigrati che si sono stabiliti in questa grande città del nord, hanno dovuto adeguarsi alla cultura locale sia dal punto vista linguistico, sia da quello economico, occupando le posizioni lavorative più umili.

Al di là della particolare realtà paolista, il connubio tra il colore di questa terra del sud e l'operosità delle genti venete continua ad esprimersi felicemente nel " dialetto ", che per lungo tempo ha sostituito in tutto e per tutto le lingue " grammaticali " portoghese e italiana. Oltre a numerose pubblicazioni, che sono tuttora al primo posto nella lista delle letture favorite fra i discendenti degli italiani, quali " Nanetto Pipetta ", " Togno Brusafrati " e " Storia di Nino fratello di Nanetto Pipetta ", erano scritti in talian anche molti giornali come " La libertà " o il " Colono italiano ". Il " Correio Riograndese " si serve ancora, anche se parzialmente, dell'efficace idioma veneto.

Oggi si possono trovare in gran numero testi di poesia, di prosa, orazioni, opere teatrali e canti antichi e moderni arricchiti da questa lingua e conservati con cura dagli italiani del Brasile. Negli anni passati, invece, spiega con un certo rammarico il prof. Rovilio Costa, il grandissimo patrimonio di cultura, di tradizioni e di affetti legato al " talian " è stato seriamente minacciato. Costa, frate brasiliano di origine veneta, oltre che attento studioso del fenomeno dell'emigrazione, ricorda come la propaganda di nazionalizzazione nota col nome di " Estado novo ", iniziata verso la metà del XX secolo, abbia impedito alle minoranze etniche, e quindi ai " taliani ", di parlare la loro lingua e abbia portato alla sostituzione delle antiche denominazioni europee delle città con gli attuali nomi portoghesi.

    

Anche l'intensa opera di scolarizzazione del dopoguerra, affidata ad insegnanti brasiliani, si è resa colpevole del parziale oblio del dialetto antico ; e la " conversione al grammaticale " continua con l'insegnamento della lingua italiana che, in quanto " ufficiale " e, soprattutto, " commerciale ", tende a sostituire in toto il " talian ".

Sarebbe davvero un peccato, anche per chi il Brasile non l'ha mai visto e vive " de qua del mar ", che questa " lingua dei padri ", dopo tanti anni di vivace esistenza, degradasse a linguaggio di second'ordine o, peggio, andasse perduta.

Dal giornale on line, " Veneti nel Mondo "

Fonte : http://www.geocities.com/Athens/Atrium/4942/it/mundo.html





Nel 1888 fu abolita la schiavitù in Brasile, e quindi fazenderos e imprenditori locali si trovarono gradualmente con una carenza di manodopera. La prima immigrazione italiana in Brasile, quella riferita alla fine del 19° secolo, arrivò per sostituire la manodopera nera, che, acquisita la condizione di libertà, iniziò ad essere giudicata troppo esosa nelle richieste.

Ovviamente gli italiani partivano per " La Merica " con un baule di illusioni e di speranze, alimentate dai racconti e dagli emissari mandati dal Brasile per reclutare personale. Ma la realtà in questo primo periodo fu un altra, durissima, spesso insostenibile.

Fabio Veneri




Nello stato di Rio Grande do Sul, il più meridionale di tutto il Brasile, al confine con l`Uruguay, esistono ancora oggi piccoli paesi immersi nel verde e circondati da immense vallate, dove la vita rispecchia fedelmente quella dell'Italia del nord dei primi anni del ventesimo secolo.

Pochi sanno che in questo popoloso stato del Brasile e` stata la presenza italiana il motore principale di sviluppo, a tal punto che ancora oggi camminando per le strade delle citta` dell`interno si leggono soltanto nomi italiani o sfogliando un elenco telefonico, si possono contare sulle punte delle dita i cognomi tipicamente portoghesi. Citta` come Bento Gonçalves, Galopolis, Flores de Acuna, e ancora più inequivocabilmente, Garibaldi, Nova Milano, Nova Bassano, Nova Padua mostrano ancora fortissimi i segni dell'eredità italiana.
    

Fabio Veneri

Fonte : http://www.mantovaninelmondo.org/associazione/eventi/fabio.htm





La Grande Emigrassion 'Taliana : ma quanti semo ?

In Brasile sempre se dise che la imigrassion italiana la ze véneta. E la afirmativa la ze vera, soratuto se metemo insieme i trivéneti. Ma el Brasile el ze grando. Semo 159.630.000 abitanti, in 8.511.966 km2, e de questi pi de 25 milioni semo italiani e dissendenti de italiani, càlcolo fato sora la grande imigrassion dal 1875 fin la seconda guera, sensa contar che ancora dela scoperta del Brasile, i italiani i se ga fato presenti, soratuto te la educassion, te la religion atraverso sacerdoti e religiosi italiani, parché i zera ben-visti dal regno de Portogalo, parché l'Itàlia no la zera mia un paese litigante in tèrmini de colonisassion, come la Spagna, la Frància e la Inghiltera, tanto che i sacerdoti spagnoli e francesi i zera controlai come se controlava la intrata de pastori calvinisti olandesi.

Fonte : http://www.larenadomila.it/brasil/rovilio/numeri.htm


Una riunione particolare quella del 5 marzo 2003, perché verrà a trovarci per una serata speciale di canzoni, di allegria e di simpatia Nicoletta ANDREATTI. Ricordiamo con piacere che qualche anno addietro (giugno 99) aveva contribuito al successo di una serata organizzata dal club.


La volta scorsa

Una serata dedicata ai fenomeni paranormali e alle pratiche magiche. Malocchio, guarigioni " misteriose " con interventi ad hoc, oggetti che si spostano, ecc. Alcune esperienze curiose sono state raccontate. La seguente è quella del nostro amico Gérard Dedeycker.

" Qualche anno fa, ho vissuto un'esperienza che, senza essere veramente straordinaria, era lo stesso piuttosto strana. Quel giorno, assistevo ad una messa di funerale durante la quale era previsto che cantassi da solo. Dunque, stavo cantando nel coro della chiesa, quando ad un certo momento, di botto, mi sono trovato come piantato più o meno due metri indietro, osservandomi mentre cantavo… E tutto questo in piena coscienza ! Però, il tempo di rendermi conto della situazione e… il fenomeno era finito. Così rapidamente come era avvenuto. Il mio professore di canto, a cui ho raccontato la mia vicenda, mi ha dato la sua spiegazione del fenomeno : secondo lui, dovevo essere, in quel momento magico, particolarmente concentrato nell'atto di cantare. E' possibile ! "


Da riccordare

  • Sabato 24 maggio 2003
    La visita alla " Verrerie Cristallerie d'Arques " guidata da Bernard Loin.


  • Mercoledì 2 aprile 2003
    La venuta della professoressa Anne MORELLI (dell'ULB). L'ospiteremo eccezionalmente al nostro ex-locale Le Central, Grand'Place a Tournai.