Bollettino 98


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





Grosse nuvole correvano in cielo...
Loretta Dorbolò, 1998, olio su masonite, cm 20x30.


(Questo dipinto illustra la copertina de
" Gli sradicati " di Roman Firmani)




Aprile 2003 - N° 98




LA PARTENZA


Autunno 1930. Il treno filava verso Milano. Cacciati dalla miseria, come tanti e tanti altri, Celso Mainardi e Mario Trinco lasciavano il loro paese e la loro famiglia, per cercare fortuna in terra straniera. Partivano con vestiti e scarpe logori, valigia sgangherata, qualche lira in tasca e tanta speranza nel cuore.

Avevano progettato di raggiungere Gino Sattaro, il cognato di Celso che si era stabilito in Francia tre anni prima nei pressi di Grenoble, e di trovare lavoro nella cava di pietra dove questi lavorava. (…)

Quando arrivarono a Genova, era notte. La gente sfollò rapidamente, e Celso e Mario rimasero soli sulla banchina.
" E adesso, che facciamo ? ", chiese il giovane.
" Ora dobbiamo informarci sulla prossima partenza per Marsiglia e comprarci i biglietti. Vieni ".
" Alle ore 20 e 15 sul binario 4 - disse il bigliettaio. - Vo1ete andata e ritorno ? ".
" No, solo andata per due: terza classe ".
" Due volte 27 fanno 54 lire ", disse l'impiegato porgendo i biglietti. Celso pagò.
" Mi devi 27 lire - disse a Mario. - Andiamo a fare i conti in sala d'aspetto ".
Non si erano accorti che un individuo aveva seguito il dialogo allo sportello, e si era appiccicato alle loro calcagna, cercando di cog1iere le loro parole.
I due uomini si erano seduti su uno scanno e stavano facendo i conti. " Dobbiamo cambiare in franchi francesi i soldi che ci rimangono - disse Celso. - Qui l'ufficio è chiuso : provvederò io, appena saremo a Marsiglia ".
L'uomo che li aveva seguiti si era seduto sullo stesso scanno, e sfog1iava ostentatamente una rivista. " Scusate, signori, - disse a un tratto - se non sbaglio, voi siete diretti in Francia ".
Sorpreso, Celso si vo1tò di scatto. La faccia dello sconosciuto non gli piaceva, tuttavia rispose cortesemente: " Sì, andiamo in Francia. Ma perché ce lo chiedete ? ".
" Perché avrete bisogno del mio aiuto - rispose l'altro con aria da cospiratore. - Entrare in Francia al giorno d'oggi non è facile, a meno che non si abbia un regolare contratto di lavoro ".
" Ma noi abbiamo i passaporti in regola ", rispose seccamente Celso.
" Purtroppo i vostri passaporti non basteranno, caro signore - fece l'altro con un sorriso compiaciuto. - A causa della crisi, la Francia non accetta più lavoratori stranieri. Se non mi credete, passate la notte qui e domani mattina andate a informarvi presso il consolato francese a Genova ".
Le sue parole avevano fatto centro. L'uomo si alzò e con gesto lento di belva che si acquatta prima di lanciarsi sulla preda, si avvicinò. Era tarchiato, panciuto e tondo come una botte. Sotto l'ampio cappello saettavano due occhietti di faina. Vestito malamente, aveva le scarpe sporche e il suo modo di fare sprigionava antipatia e ripugnanza. Egli intuì la diffidenza di Celso e disse con tono misterioso: "Non dovete badare alle mie apparenze, sono volute. Comunque adesso ascoltatemi bene. Quando arriverete al confine, vi chiederanno i passaporti, ma vorranno anche sapere perché andate in Francia, dove e da chi. Se non avete adeguate risposte, non vi lasceranno passare ".
" Io una buona ragione ce l'ho - insorse Celso. - Vado a raggiungere mio cognato, stabilito colà da diverso tempo. Ho qui una lettera che lo conferma ".
" Allora vi lasceranno passare - rispose l'individuo. - Ma vi chiederanno quanto tempo contate di rimanere in Francia, annoteranno l'indirizzo del cognato e, se non sarete ripartiti nei tempi stabiliti, i gendarmi verranno a cercarvi con l'ordine di espulsione. E allora addio bei sogni ".
Celso capì che diceva la verità. " Che aiuto potete darci e quanto ci costerà ? ", chiese.
L'altro parve soddisfatto e proseguì: " Come previsto, prenderete il treno per Marsiglia. Quando arriverete a Ventimiglia, scendete e aspettate che mi faccia vivo. Laggiù mi darete ognuno settanta lire, al resto ci penserò io. E soprattutto non fate parola con nessuno, se no saranno guai per tutti. Intesi ? ".
" Settanta lire a testa ? ", scattò Celso.
" Se non vi va, siete liberi di rifiutare. In questo caso dovete dire addio alla Francia. Fatevi rimborsare i biglietti e tornate a casa ".
Sconfitto, Celso guardò Mario desolato. " Io indietro non ci torno - disse. - E tu ? ".
" Io vengo con te ".
" Va bene, - disse rassegnato Celso all'individuo - vi daremo i soldi ".
" Sarò nel treno, - rispose l'altro - ma non viaggeremo insieme. Ci ritroveremo a Ventimiglia ".
Stava per allontanarsi, ma Celso lo trattenne per un braccio. " Un momento - disse. - Vi è un altro problema da risolvere. Quando saremo arrivati in territorio francese, avremo bisogno di franchi. Come faremo a cambiare le poche lire che ci rimarranno ? ".
" Semplice, ve le cambierò io ". Poi l'uomo si allontanò rapido e sparì tra la folla.
" Accidenti, - esclamò Mario lasciandosi cadere sulla panca - quando penso alle fatiche che mi sono costate quelle benedette lire, mi viene voglia di urlare ".
" È inutile ribellarsi, ragazzo. Dobbiamo ammettere che l'intervento di quella canaglia è stato provvidenziale. Ci vedi tornare a casa sconfitti, con la testa china e senza un soldo in tasca ? ".
" Hai ragione. Meglio crepare che tornare indietro " . Si misero a fare i conti. Sembravano due bambini che contavano i soldini, per sapere se bastavano a comprare un gelato.
" A me rimangono 163 lire ", disse Mario.
" E a me 98 : messe insieme fanno 261. Meno 140, che dovremo pagare a quel birbone, ci resteranno 121 lire. Saranno sufficienti per arrivare a destinazione. Lassù, Gino ci aiuterà per i primi tempi; e poi, appena prenderò la paga, ti rimborserò ", disse Celso.
" Non pensarci nemmeno - protestò Mario. - I miei soldi sono anche tuoi ".
Celso batté la spalla del compagno. Il nodo che gli aveva stretto improvvisamente la gola non era facile da inghiottire. " Vieni, - disse - è ora di partire ".

Roman FIRMANI

Gli sradicati, Edizioni Messaggero Padova-Edizioni del Noce





L'autore

Roman Firmani è nato a Clavora, comune di Pulfero, in Friuli, nel 1930. Un anno dopo emigrava in Belgio con la madre, allo scopo di unirsi al padre che lavorava in miniera. Dopo l'invasione tedesca ritorna in Italia ma, alla fine della guerra, riprende la via dell'emigrazione e ritorna in Belgio.


Durante la riunione del 2 aprile 2003 avremo l'onore di ricevere la professoressa Anna MORELLI, docente di storia presso l'Università Libera di Bruxelles (ULB). Interverrà sul seguente tema : " La storia dell'emigrazione italiana di ieri, uno specchio per l'Italia di oggi ? ".


La volta scorsa

Avevamo previsto una gradevole serata canora in compagnia di Nicoletta ANDREATTI. A sorpresa abbiamo ricevuto di più. Infatti, Nicoletta è venuta in compagnia di un amico, Maurizio VALENT, presente in Belgio per motivi di studio. Avevano concordato di presentare un vero e proprio viaggio storico-musicale attraverso la loro regione d'origine il Friuli (il cui nome deriva da Forum Iulii, centro fondato da Giulio Cesare, ora Cividale).

Maurizio ci ha esposto, con perfetta padronanza dell'argomento, la storia movimentata e piena di pericoli (perché soggetta alle invasioni) di questa regione di frontiera. Mentre sviluppava il suo racconto Nicoletta intercalava, in contrappunto, testimonianze musicali storiche (in italiano e friulano). Il risultato è stato incantevole.

Nella seconda parte della serata, Nicoletta ha interpretato, anche su richiesta, e sempre brillantemente, canzoni di cantautori quali Fabrizio de André, Lucio Battisti, Riccardo Cocciante e Francesco De Gregori.

Siamo felici di poter contare tra gli amici del nostro club Nicoletta e Maurizio. Grazie a loro per essere venuti.


Attività del club

  • La visita prevista per maggio alla " Verrerie Cristallerie d'Arques " è stata rimandata. Il nostro amico Bernard Loin che la doveva guidare si ritrova, per motivo di trasloco improvviso, nell'impossibilità di poter organizzarla. Questa visita si farà ulteriormente a una data da fissare.


  • Purtroppo, per ragioni che sono già state esposte (soprattutto costo eccessivo), il viaggio a Roma non si potrà fare. Si dovrà probabilmente trovare un'altra formula per un viaggio in Italia. Per concludere comunque il ciclo del decennale con un'escursione, il comitato suggerisce di organizzare una gita in Germania nell'antica città romana di Treviri (Trier), sita nelle vicinanze del Lussemburgo. La gita avverrebbe dal venerdì 23 alla domenica 25 maggio 2003 (due notti sul posto).



Riunione del 7 maggio 2003

Per prolungare, nel nostro piccolo, sotto forma visiva e più personale, l'importante tema che sarà sviluppato dalla professoressa Anne Morelli in aprile, prevediamo di dedicare l'incontro del 7 maggio 2003 alle tracce fotografiche in nostro possesso di quel momento storico.
Invitiamo percio' i membri del club a preparare foto e ricordi degli anni '40, '50 e '60 in cui compaiono testimonianze della vita quotidiana (vita familiare, feste, lavoro, avvenimenti speciali…) sia degli italiani venuti in Belgio o in Francia sia dei belgi e dei francesi che li hanno accolti. Sarà sicuramente interessante.