Bollettino 99


CLUB DI CONVERSAZIONE

ITALIANA DI TOURNAI





"Italia e Germania"
di Friedrich Overbeck
(1811-1828, Bayerische Staatsgemäldesamlung, Monaco di Baviera)

"Il fascino che questi artisti provavano per l'arte italiana e l'Italia
li portava a fantasticare su un fusione ideal
tra la natura nordica e quella mediterranea"




Maggio 2003 - N° 99




I NAZARENI


Un gruppetto di una mezza dozzina di allievi dell'Accademia di Vienna, ribellatisi ai metodi dell'insegnamento di tipo accademico basato sullo studio dei calchi, troppo lontano dalla realtà delle cose, si stabilì a Roma, per accostarsi non agli antichi ma per avvicinarsi alla purezza dei grandi pittori del primo Rinascimento, considerati allora " primitivi ", perché venuti prima della svolta di Raffaello e Michelangelo.

Questi (chiamatisi Nazareni), pur mantenendosi laici, fondarono la Confraternita di San Luca e, con il potente appoggio del direttore dell'Accademia di Francia a Roma, nel 1810 ottennero il permesso di stabilire la loro dimora nel convento di S. Isidoro dove vivevano nelle loro celle come monaci.

Il fascino che questi artisti provavano per l'arte italiana e l'Italia li portava a fantasticare su un fusione ideale tra la natura nordica e quella mediterranea. Friedrich Overbeck, capo indiscusso del gruppo espresse molto bene questo sentimento nel dipinto Italia e Germania.

    
"Autoritratto"
di Franz Pforr
(1810, Staedelsches Kunstinstut, Francoforte)

Franz Prorr fu certo la personalità dominante nei primi anni della confraternita, ma poco resta delle sue opere essendo morto appena nel 1811. Dopo la sua prematura scomparsa il suo posto come leader spirituale accanto a Overbeck fu preso da Peter Cornelius. Egli proponeva la realizzazione di decorazioni monumentali, ad affresco, quando oramai questa tecnica era stata abbandonata da più generazioni e quasi dimenticata. Come nelle antiche dei maestri, la realizzazione di un ciclo figurativo di vaste proporzioni poteva essere condotto mediante un lavoro collettivo, congeniale alla mentalità degli abitanti di S. Isidoro. Immediato fu il successo attribuito ai giovani artisti nei circoli romani e nella stessa Germania.

Insieme alla fama sopraggiunsero anche numerose commissioni, tra cui quella del principe Massimo che desiderava decorare la propria casa-giardino presso il Laterano. Cornelius, Overbeck avrebbero dovuto nelle intenzioni del committente, affrescare una stanza del Casino con cicli figurativi tratti da capolavori della letteratura italiana.

L'incarico di decorare la stanza dedicata alla Divina Commedia di Dante fu affidata a Cornelius. Questi, divenuto in seguito direttore dell'accademia di Monaco, interruppe il suo lavoro che venne portato a termine da Philipp Veit e da Joseph Anton Koch.

Certamente migliori dal punto di vista qualitativo sono le altre due stanze. Quella decorata con la Gerusalemme Liberata del Tasso fu eseguita dall'Overbeck, che si ispirò soprattutto al Pinturicchio dell'appartamento Borgia, ma che dimostrava anche di conoscere anche gli affreschi del Domenichino nella Cappella di San Nilo del Duomo di Grottaferrata. I riquadri strutturati in modo più scenografico, secondo un gusto ancora barocco, come Rinaldo e Armida, furono realizzati da Joseph von Fuhrich, giovane aiuto dell'Overbeck.

L'ultimo ambiente, che collega gli altri due, fu dipinto interamente da Julius Schnorr. Anche questo pittore, più giovane, aveva studiato all'Accademia di Vienna. Nei suoi dipinti dedicati all'Orlando Furioso dell'Ariosto, la componente paesaggistica affiora in modo evidente.

Il ciclo del Casino Massimo costituisce l'ultima opera collettiva compiuta dagli artisti di Sant'Isidoro e, insieme, una tappa fondamentale della pittura dell'Ottocento. Il marchese Massimo dichiarava, con non poco orgoglio, che nella sua casa giardino era sintetizzata la scuola tedesca dell'epoca.

Fonte : http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/AlessBall/Neoclass/artistimin.htm





Nome (all'inizio derisorio) dato a un gruppo di artisti che, stimolati fra l'altro dalle teorie dell'arte di A.W. von Schlegel e W.H. Wacheenroder, si ribellarono, verso l'inizio del sec. XIX, all'accademismo classicista, aspirando a un rinnovamento dell'arte su basi religiose e patriottiche.

Nel 1809 un gruppo di allievi dell'Accademia di Vienna si raccolse sotto la guida di Frededrich Overbeck e Franz Pforr nella lega di San Luca, fondata sul modello delle confraternite religiose, allo scopo di riprodurre l'arte " sulla via della verità " seguendo l'esempio degli antichi maestri. I membri della comunità (P. Cornelius, P. Veit, W. von Schedow, J. Fuhrich, J. Koch), cattolici o convertiti al cattolicesimo, si trasferirono a Roma, stabilendosi nell'allora abbandonato convento di Sant'Isidoro sul Pincio dove altri pittori tedeschi, anche non cattolici, si unirono a loro.

L'elemento religioso che accomunava questi artisti condusse alcuni di essi a un ritorno alle forme grandiose e spoglie del Quattrocento italiano (Perugino, Beato Angelico, Luca Signorelli, Filippo Lippi, il giovane Raffaello), da cui desunsero il valore essenziale della linea e l'uso di un colore crudo, steso con pennellata liscia e uniforme. Altri invece trovarono i loro modelli nell'antica pittura tedesca e in Dürer. Questo richiamo all'arte del passato, venandosi di nostalgie nazionalistiche, costituì una delle prime manifestazioni del Romanticismo.

La produzione più significativa dei nazareni sono gli affreschi eseguiti collettivamente a Roma ora la casa Bartholdy (1816-17) e per il casino Massimo (1818-30). Nel suo complesso l'arte dei nazareni influenzò in misura notevole la pittura tedesca dell'Ottocento, soprattutto nell'ambito del grande formato e della tematica sacra e medioevale, e non mancò di lasciare traccia anche in Italia, in particolare nelle correnti del purismo. "

Dalla nuova enciclopedia dell'arte Garzanti, Milano 1989.

Fonte : http://www.comune.orbassano.to.it/artistica/parrocchia.htm#quattro





Il nome irrisorio di " nazareni " deriva dall'espressione popolare con la quale si designano la barba, i capelli alla nazarena e cioè lunghi alla maniera di Gesù, secondo l'iconografia tradizionale.


Per prolungare il recente intervento della professoressa Anna Morelli sul tema dell'emigrazione italiana in Belgio (e, aggiungiamo, nel Nord della Francia) invitiamo chi dispone di testimonianze personali sotto qualsiasi forma (ricordi, documenti fotografici, ecc.) sulla vita quotidiana dagli anni '40 agli anni '70 di presentarli durante la riunione del 7 maggio 2003. Avremo in tal modo uno sguardo incrociato (belga, italiano, francese) molto suggestivo su questo periodo storico.


La volta scorsa

L'incontro con la professoressa Anna Morelli s'è svolto nel modo più simpatico e naturale che si potesse immaginare. Il suo intervento molto chiaro e ben strutturato è stato seguito da tutti con vivo interesse. Ci ha fatto ripercorrere un periodo insieme difficile ed esaltante della storia italiana e belga : difficili furono infatti (per lo meno all'inizio) le condizioni obbiettive dell'emigrazione italiana in Belgio. Ma fu anche un momento esaltante perché si espressero in tali circostanze grandi espressioni di solidarietà (tra minatori), di energia e di volontà.



Viaggio a Treviri

Come preannunciato con lettera separata, una gita a Treviri (Trier) è prevista per sabato e domenica 24-25 maggio 2003 a conclusione di questo ciclo del club. Le persone che hanno aderito a questa iniziativa verranno informate direttamente della procedura.

    

Sito internet

Una buona notizia per chi utilizza internet : il nostro sito già creato da Gaëtan Dogot (figlio del nostro Presidente Dominique) tornerà a figurare on line per il rientro di settembre/ottobre 2003. Grazie all'impegno di Gaëtan il sito verrà aggiornato completamente. Qualsiasi suggerimento è benvenuto.